Siamo in Italia, prima del 1958: sono moltissime, diffuse in diversi angoli delle città italiane e molto frequentate. Siamo negli anni immediatamente precedenti alla Legge Merlin che ne dichiarò la chiusura.  Ebbene sì, stiamo parlando proprio delle case chiuse, quelle all’interno delle quali le professioniste dell’amore – come spesso venivano chiamate – praticavano il loro mestiere.

Dagli anni Cinquanta facciamo un salto in avanti e arriviamo ai giorni nostri: è passato molto tempo da quando non sono più ‘istituzioni’ attive, ma oggi sono considerate come un vero e proprio pezzo della storia italiana, non la grande storia ma quella delle singole persone e della vita di ogni giorno. Al punto che, attualmente, in alcune città si organizzano dei tour che conducono alla scoperta dei palazzi e dei luoghi in cui si trovavano queste case d’appuntamenti. Noi ve ne vogliamo proporre uno virtuale che ci porta in quattro grandi città italiane, proprio nelle strade e nelle zone in cui si ritrovavano quelli in cerca di qualche ora di piacere.

 

 

Bari

Il nostro è un viaggio che va da nord a sud e che parte dal Mezzogiorno, precisamente dalla città di Bari. Qui c’era una quindicina di case d’appuntamenti e la maggior parte di esse era concentrata nel quartiere murattiano. Si hanno notizia degli edifici di via Dante, di via Principe Amedeo, di via Garruba e altri ancora.

Un cenno a parte merita il Villino delle Rose, che si trovava in via Eritrea e che era da molti considerato il posto più bello, elegante e lussuoso della città. Come spesso accadeva, infatti, le case chiuse avevano un arredamento curato ai limiti del pacchiano e del sontuoso, specialmente quando erano destinati ad accogliere una clientela più alta.

Nel corso del tempo gli edifici in questione sono stati usati per altri scopi, diventando appartamenti, uffici o negozi; altri ancora sono stati abbattuti e non ne è rimasta traccia.

 

 

Napoli

Da Bari ci spostiamo nella città partenopea, Napoli. Interessante il contrasto che si può trovare tra le case chiuse dei quartieri più alti, come quelle dislocate lungo la centralissima Via Chiaia, e quelle dei luoghi più umili della città che da questa strada erano poco distanti, come ad esempio i quartieri spagnoli. Le prime erano molto più lussuose e curate, mentre le seconde erano di pretese inferiori e quasi improvvisate. Tutte, in ogni caso, avevano una nutrita clientela, al punto che ancora oggi molti ricordano le storie di Mimì do Vesuvio, Anastasia 'a friulanaNanninella 'a spagnola, nomignoli con i quali le lavoratrici più famose erano chiamate da tutti.

A Napoli un itinerario di questo tipo non può non fare tappa allo storico Casino di Salita S. Anna di Palazzo, la casa chiusa più rinomata della città che veniva chiamata semplicemente la Suprema e che oggi è un lussuosissimo albergo.

 

 

Bologna

Bologna, la città dotta, è la tappa successiva del nostro viaggio che, dunque, dalla Campania ci porta fino all’Emilia Romagna.

La zona dove si concentrava il maggior numero di case chiuse era quella dei Mirasoli, dietro l’ex Tribunale, ma non la sola. Moltissime case chiuse si potevano trovare in via dell’Orso, via Piella, via delle Oche, via Malcontenti, via Polese, via del Borgo di San Pietro, via dell’Unione e forse anche in via Bertoloni, dove oggi sorge un locale i cui dipinti al muro ricordano che lì, in passato, sorgeva una casa di tolleranza. E c’è qualcuno che è pronto a giurare che la più economica di tutte si trovava nel vicolo del Falcone.

In questi quartieri che per moltissimi anni hanno ospitato famose case di piacere, oggi sorgono soprattutto ristoranti, alberghi o locali.

 

 

Trieste

Concludiamo il nostro viaggio insieme nella città più europea d’Italia: Trieste. Anche qui sono moltissime le zone dove si trovavano le case chiuse, che oggi sono oggetto di interesse da parte dei turisti. La maggior parte era concentrata nella zona di Cittavecchia, da Cavana fino al colle capitolino di San Giusto. I più frequentati si trovavano in Via dell'Altana, Via del Fico, Via del Fortino, Via delle Beccherie Vecchie e Via dei Capitelli, ma ce n’erano molti altri che altri sorgevano altrove, ad esempio tra le zone di Cavana e Riborgo. Anche a Trieste, come succedeva a Napoli, c’era una netta distinzione tra le case di lusso e quelle più modeste. Ad esempio, la Villa Orientale in via Bonomo era considerata una delle più chic insieme alla Francese, che si trovava in via dei Capitelli e che pare fosse dotata di biglietti da visita scritti in ben quattro lingue diverse.

Una chicca finale prima di abbandonare questo viaggio nel mondo del piacere d’altri tempi: a Trieste un altro famoso bordello era il Metro Cubo in Via del Fortino che, pur essendo molto lontano dal concetto di casa d’appuntamento elegante, pare fosse molto apprezzato dal grandissimo scrittore irlandese James Joyce, che lo frequentò durante la sua permanenza a Trieste.

Tutto è pronto per Comicon 2016, il Salone Internazionale del Fumetto giunto alla diciottesima edizione.

L’appuntamento per gli appassionati dei fumetti, del cinema di animazione e dei videogiochi è alla Mostra d’Oltremare di Napoli, dal 22 al 25 aprile.

Il tema intorno al quale ruota la manifestazione più attesa da adulti e bambini è il rapporto tra fumetto e media, ovvero la relazione che esiste tra il mondo delle vignette e i mezzi di comunicazione di massa quali radio, tv e cinema.

Il programma del Comicon 2016 si preannuncia ricco di eventi imperdibili: anteprime italiane, attività culturali, tornei ai videogiochi, incontri con autori, fumettisti e personaggi del cinema.



Tra gli appuntamenti da non perdere quello del 23 aprile presso l’Auditorium CartooNa dove alle ore 12:00 debutterà in anteprima mondiale ‘Outcast – il reietto’, la nuova serie tv, in onda in Italia a partire dal 3 giugno, ispirata all’omonimo fumetto horror di Robert Kirkman e Paul Azaceta.
Per la presentazione dell’anteprima saliranno sul palco alcuni interpreti della nuova produzione statunitense.

Sulla scia delle creazioni del fumettista Kirkman il 25 aprile, ancora una volta presso l’Auditorium, è previsto l’intervento di Michael Cudlitz, da tutti conosciuto come Abraham di The Walking Dead, serie tv dal successo già consolidato, diventata un vero e proprio fenomeno mediatico.

Per partecipare ai due eventi basta ritirare gli inviti presso il foyer del teatro della Mostra di Oltremare, negli stessi giorni in cui sono previsti gli appuntamenti.


Il programma del Comicon 2016 concentra nella giornata del 25 aprile altre due anteprime dedicate agli amanti delle serie tv: l’episodio di Supergirl in cui compare The Flash e quello che inaugura la sesta stagione di Game of Thrones.

Nell’ambito del Comicon 2016 , il 23 e il 24 aprile, si terranno le due competizioni più emozionanti e attese dell’evento fumettistico: il ‘Cosplay Challenge’ e il ‘Cosplay Challenge PRO’, le gare che metteranno in palio un viaggio in Giappone e la selezione per partecipare alla finale mondiale ‘Cosplay World Master 2016’, in veste di rappresentanti italiani.

Ai piccoli visitatori che vestiranno i panni dei propri eroi dei fumetti preferiti è dedicato il ‘Comicon Cosplay Challenge Kids’, appuntamento imperdibile in programma presso l’area dedicata al Sol Levante, l’Asian Village.

I biglietti Comicon 2016 possono essere acquistati presso i punti vendita autorizzati oppure direttamente online. 10 euro il prezzo del biglietto giornaliero intero, 7 euro per il ridotto riservato agli under 12 e agli over 65.

Per quanto riguarda gli orari il Comicon resterà aperto tutti i giorni, dal 22 al 25 aprile, dalle 10.00 alle 19.00. Tutte le informazioni sono comunque disponibili sul sito dedicato all’evento.

 

 

Inaugurato nel centro antico di Napoli il Cartastorie, il nuovo museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli che rivela l’identità della città in maniera originale e insolita.

In via dei Tribunali, all’interno di Palazzo Ricca, sei percorsi multimediali accompagnano il visitatore in un viaggio multisensoriale che tra immagini e suoni conduce alla scoperta dell’immenso patrimonio storico-culturale nascosto dietro le ricevute di pagamento.

L’Archivio Storico del Banco di Napoli raccoglie una documentazione composta da più di un miliardo di ricevute relative all’attività svolta dai banchi di pegno pubblici della città a partire dal 1500 in poi.

Tra le testimonianze cartacee anche il patto tra i napoletani e San Gennaro per liberare la città dalla peste in cambio della promessa di dedicare al Santo il più grande tesoro mai raccolto.


Catalogati in 330 stanze del palazzo, i preziosi documenti hanno ispirato il Cartastorie, progetto che attraverso il percorso denominato ‘Kaleidos’ racconta la storia di Napoli e la vita di un tempo in città.

Protagonista dell’allestimento multimediale il principe Sansevero che finalizza il pagamento di 500 ducati per la realizzazione del Cristo Velato; Antonio Cerone che paga ad una ragazza 60 ducati dopo averla stuprata per comprare il suo silenzio; Caravaggio che riceve 400 ducati per il dipinto al Pio Monte.

Degno di nota il libro pop-up che racconta la storia dell’acquisto delle gemme preziose per la mitra di San Gennaro.

Il sintesi il museo Cartastorie rivela nel dettaglio quella che era la vita all’interno dei banchi di pegno dove ducati e ricevute erano protagonisti di transazioni che coinvolgevano e confondevano nomi di illustri personaggi con quelli della gente comune.

Il presidente della Fondazione Banco di Napoli, Daniele Marrama, ha evidenziato la particolarità delle causali di pagamento di un tempo, veri e propri racconti ricchi di dettagli.
Marrama ha inoltre dichiarato che il progetto ‘ilCartastorie’ si inserisce in un più ampio quadro di iniziative che mirano a far conoscere a napoletani e turisti il luogo dove sono custoditi oltre un miliardo di documenti contabili, dei quali soltanto una decina fanno attualmente parte del percorso multimediale ‘Kaleidos’.

Anche Stefano Gargiulo, direttore artistico del progetto e della Kados produzioni, ha sottolineato l’unicità dell’ambiente, specchio di quello che accadeva fuori dall’Archivio.

Il museo Cartastorie dell’Archivio Storico del Banco di Napoli è visitabile gratuitamente per i primi due mesi di apertura, quindi dal 31 marzo al 31 maggio 2016.
Gli orari per il percorso multimediale sono disponibili sul sito ilcartastorie.it.

 

 

 

Giunge alla quarta edizione l'ormai tradizionale appuntamento con la Fiera di Pasqua di Napoli, che quest'anno si svolge dal 7 marzo al 12 aprile 2015. Avete, dunque, quasi un mese per tuffarvi nell'atmosfera tradizionale napoletana, tra arte, storia, gusto e folklore.

Saranno aperte tutte le fantastiche botteghe di San Gregorio Armeno, la tradizionale via dei pastori natalizia, e si potrà ammirare il Presepio di Pasqua: ogni artigiano infatti dedicherà un presepe o una scena che si riferisca alla Pasqua e alla Resurrezione. 

 

 

Si tratta di un evento che rappresenta anche la giusta occasione per concedersi un percorso alternativo alla scoperta di tutti gli angoli più suggestivi della bella città partenopea, attraverso le principali strade e piazze del Centro Antico e alcuni tra i luoghi, gli edifici e le chiese di maggiore pregio.

C’è spazio, ovviamente, anche per la musica e la gastronomia, che sono due elementi portanti delle tradizioni locali e della cultura napoletana. Disponibili degustazioni tra le stradine del centro storico e, durante il fine settimana, luoghi come Piazza di San Domenico Maggiore e i Decumani saranno teatro di esibizioni di diversi  gruppi musicali tradizionali che delizieranno i passanti con le canzoni del ricco patrimonio musicale partenopeo.

Per tutti coloro che amano la comicità e il buon cabaret, ecco un appuntamento imperdibile per festeggiare a tutta risata l'arrivo del 2015. Nella cornice del Teatro Bellini di Napoli (Via Conte di Ruvo 14), infatti, si esibirà per ben quattro serate Biagio Izzo, il comico partenopeo che torna a calcare le scene con lo spettacolo "Come un Cenerentolo", nel quale vita quotidiana e spunti comici si fonderanno in uno show da sganarciarsi.

Izzo non sarà da solo, ma accompagnato da un interessante cast, che comprenderà Paolo Bonanni, Gino Cogliandro, Antonella Cioli, Yuliya Mayarchuk, Antonella Morea, Francesco Procopio e Samuele Sbrighi.

 

 

Lo spettacolo si terrà il 1, 2, 3 e 4 gennaio, con i seguenti orari: dal 1 al 3 gennaio alle 21.00 e il 4 gennaio alle ore 18.00. I biglietti si acquistano a Via Giulio Palermo 124, presso la prevendita ufficiale del Teatro Bellini.

I prezzi, che non includono i diritti di agenzia ma comprendono invece la prevendita, variano dai 28 euro della galleria ai 33 euro della platea.

L’Italia da sempre ha prestato le sue bellezze artistiche e naturali per la realizzazione di film che hanno fatto la storia del cinema italiano ed internazionale. Spesso alcune scene sono diventate manifesti scenici di un’epoca o di un momento storico, e le location sono divenute mete turistiche tra un monumento e la visita in un museo.

Ecco come alcuni film ci ricordano le città italiane:

 

 

“Operazione San Gennaro” (Napoli)

Film di Dino Risi del 1966, racconta la storia della pianificazione del furto del tesoro di San Gennaro da parte di Dudù, interpretato da Nino Manfredi, e i suoi scagnozzi, con l’aiuto di due americani, arrivati appositamente in città per partecipare al colpo . Il film, girato interamente a Napoli e provincia, offre tantissimi spunti di osservazione, facendoci conoscere appieno le viscere della città e i suoi usi e costumi, come ad esempio il particolare rapporto tra napoletani e San Gennaro.

 

“La Dolce Vita” (Roma)

Manifesto scenico di Roma degli anni 50/60, racconta la storia del cinico Marcello Rubini, giornalista di rotocalchi scandalistici che vorrebbe diventare scrittore. La narrazione, divisa in episodi, vuole dimostrare il disincanto che imperava a Roma, tra le bellezze della città. Come non ricordare Anita Ekberg nella fontana di Trevi mentre invita Marcello ad entrare nella vasca?

 

"Totò, Peppino e la malafemmina" (Milano)

Film del 1956, all’epoca campione di incassi con 1.751.000.000 di lire, racconta la storia di due contadini napoletani in trasferta a Milano per “salvare” il nipote, giovane studente, da Marisa, ballerina di avanspettacolo, che lo sta involontariamente allontanando dai suoi impegni universitari. Milano viene vista e descritta come luogo lontanissimo, piegato dall’incombente nebbia, addirittura pensata come città in “terra straniera”. Tutto ciò da luogo a scene comiche che sono rimaste nel nostro bagaglio cinematografico. Indimenticabile il dialogo fra Totò Peppino ed il vigile in Piazza Duomo, così come la scena della "lettera", girata quest'ultima non a Milano, ma a Rocca di Papa, in provincia di Roma, nel fu hotel che sovrastava Monte Cavo.

 

Le vacanze intelligenti  da "Dove vai in vacanza?" (Venezia)

Remo e Augusta Proietti, fruttivendoli romani, decidono di andare in vacanza spinti dai loro figli universitari, i quali decidono di organizzare il loro viaggio in giro per l’Italia, dandogli un taglio prettamente culturale. Questo darà luogo a gag esilaranti; degna di nota è la visita da parte dei due alla Biennale di Venezia del 1978.

Megabus.com apre a Napoli la prima base del sud Italia.
La compagnia di autobus low cost, che effettua collegamenti a tariffa conveniente tra le principali città italiane, continua la sua espansione sul territorio.

Entro maggio, l’azienda appartenente al gruppo Stagecoach prevede l’apertura di una nuova base a Napoli, ‘evento’ che offrirà alla città nuovi posti di lavoro.
Sarà composto da venti collaboratori il personale inizialmente impiegato, numero che si aggiunge alle cento persone che già lavorano tra le basi di Milano e Firenze.

I dipendenti impiegati nella base napoletana contribuiranno alle operazioni previste per l’attuale network e a quelle in programma per i nuovi servizi aggiuntivi.


Per il mese di maggio Megabus.com ha in programma una serie di novità: l’aggiunta al network di collegamenti diretti tra Napoli e Genova, Sarzana e Siena; una corsa quotidiana in più tra Napoli, Roma e Firenze; ben quattro collegamenti in più tra Napoli e Roma; nuovi servizi notturni express tra Milano, Roma e Napoli, con tempi di percorrenza che tra Milano e Roma arriveranno ad essere di 7 ore e 35 minuti: due ore in meno rispetto all’attuale servizio.
E’ prevista inoltre una riduzione dei tempi di viaggio su numerose altre tratte.

Nell’ambito del progetto di espansione e miglioramento firmato Megabus.com è prevista anche l’introduzione nella flotta di tre nuovi veicoli che serviranno le nuove tratte e garantiranno servizi più frequenti e ancora più efficienti, per la piena soddisfazione della clientela.

Il servizio di autobus low-cost, che attualmente copre in Italia un network di 13 destinazioni, prevede prezzi medi di circa dieci euro; oltre alla tariffa incredibilmente conveniente l’azienda ha facilitato ulteriormente l’acquisto dei biglietti online, sul sito ufficiale, inserendo tra le modalità di pagamento i sistemi Postepay e PayPal.

Edward Hodgson, Manager Director di megabus.com, ha sottolineato l’ottima risposta degli italiani al servizio di autobus low cost che contribuisce alla mobilità e all’economia di tutto il territorio; si è detto orgoglioso del nuovo investimento in Italia, dell’apertura della prima base nel sud del Paese e della creazione di nuovi posti di lavoro.
L’augurio di Hodgson è quello di accogliere a bordo degli autobus Megabus un numero sempre maggiore di passeggeri.

 

La scomparsa di Pino Daniele ha suscitato tantissima emozione in tutta Italia, e non solo. L'autore di pezzi leggendari, come Napule'è e Io so pazzo, è stata salutata con tante iniziative spontanee, video e messaggi commossi da parte di suoi colleghi, personaggi del mondo delle istituzioni e delle arti, ma anche e soprattutto da persone comuni, fan e appassionati della sua musica che ha saputo mescolare blues e tradizione, dando alla napoletanità un suono nuovo, ricco e capace di travalicare i confini geografici.

Lo scorso 6 gennaio si è tenuto a Napoli, in quella piazza del Plebiscito che solo qualche giorno prima era stata palcoscenico di festa per il grande concerto di Capodanno, un enorme flash-mob, spontaneo e sentitissimo, nel quale i partenopei hanno voluto ricordare Pino Daniele cantando, e illuminando la piazza con la luce dei propri telefonini.

 

 

In questo video, davvero emozionante e bellissimo, vediamo come la città ha appreso la notizia, e al termine ascoltiamo la folla tutta cantare Napule'è, forse il suo più grande successo. Un omaggio sincero per un artista indimenticabile.

 

Il Palazzo di Arte Moderna di Napoli, in via dei Mille 60, ospiterà dal prossimo 6 dicembre e fino al 28 febbraio 2015 una interessante mostra sui lavori più celebri di Shepard Fairey (aka Obey), l'illustratore e street artist statunitense che è divenuto famoso in tutto il mondo per aver realizzato i quadri policromi utilizzati durante la campagna elettorale di Barack Obama nel 2008, i manifesti con le sfumature dei colori della bandiera statunitense (bianco, blu, rosso) con la figura stilizzata di Obama e le grandi scritte "HOPE", "CHANGE" e "PROGRESS".

 

 

Fairey, nato a Charleston nel 1970, è un artista particolarmente completo, che riesce a utilizzare colori e forme in maniera assolutamente pregevole, ricorrendo spesso a lavori sottili ed eleganti, ma senza rinunciare a tocchi di modernità e stile, come di recente con il logo della Mozilla Foundation, l'associazione che promuove Firefox, uno dei browser più utilizzati al mondo. La mostra napoletana, una prima nel suo genere, sarà aperta tutti i giorni, dal lunedì al sabato, dalle 9.30 alle 19.30, mentre la domenica seguirà l'orario ridotto, dalle 9.30 alle 14.30.

Il biglietto d'accesso sarà proposto al costo base di 8 euro, con riduzione a 4 euro per giovani e over 65, e con l'offerta pacchetto famiglia (2 adulti + 2 ragazzi) a 20 euro.

Mangiare in un ristorante di lusso è uno sfizio che tutti sognano di concedersi, non tanto per la qualità dei prodotti (certo eccellente, ma spesso accompagnata da porzioni decisamente microscopiche) ma per poter poi dire di esserci stati, suscitando così l'invidia di amici e parenti.

Tanti ristoranti extra-lusso in Italia, però, abbinano alla magnificenza della mise en place anche il fascino del panorama sulle città, sulla natura circostante e dei luoghi nei quali essi si trovano, magari sfruttando le terrazze panoramiche e rendendo così il nostro pranzo, o la nostra cena, una esperienza ancor più emozionante.

 

 

Scopriamo dunque insieme la classifica dei ristoranti dove il panorama è parte integrante del menù, con buona pace non solo dello stomaco, ma anche della vista.

 

Terrazza Danieli, Venezia

Una cena alla Terrazza Danieli, a Venezia, è un'esperienza sensoriale. Ammirare le mille sfumature del tramonto su Piazza San Marco, quando i marmi bianchi diventano rosa e rossastri, vi ripagherà del conto, e vi accompagnerà per sempre

 

Terrazza Brunelleschi, Firenze

Santa Maria del Fiore e San Lorenzo, le due chiese fiorentine sormontate dalle cupole del Brunelleschi, fanno parte del panorama che potrete ammirare da questo stupendo ristorante, dove grandi finestre panoramiche donano luce e scenario da sogno

 

La Pergola dei Cavalieri Hilton, Roma

La cucina di Heinz Beck è già di per sé motivo di visita alla Pergola. Se poi ci aggiungete la possibilità unica di cenare con vista sulla cupola della Basilica di San Pietro, mentre le luci della sera romana vi fanno da accompagnamento, ecco che avrete la cena romantica per definizione

 

La Terrazza dell'Eden, Roma

Tutta Roma ai vostri piedi, o meglio, "sotto il vostro tavolo". Questo è lo scenario che si presenta ai clienti della Terrazza dell'Eden, un ristorante di grandissimo prestigio a pochi passi dall'Altare della Patria, che è possibile ammirare, come i tetti di Roma, da una prospettiva invidiabile

 

George, Napoli

Napoli è una città troppo spesso sottovalutata, ma che tra monumenti e panorami regala emozioni assolutamente uniche al mondo. Un pasto al George, dove si può ammirare il Vesuvio, Castel dell'Ovo e le isole vicine di Capri e Ischia, è un ottimo modo per iniziare, o concludere, una vacanza partenopea

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