Non avete ancora prenotato le vacanze? Oppure siete solo alla ricerca di un'idea per un weekend fuori dal solito tran tran? Ad aiutarvi ci pensano le "Dieci Eccellenze d'Italia", ovvero le città che si distinguono in base a particolari tipologie di viaggio. I risultati sono stati elaborati da PaesiOnLine sulla base del PlacesRank, uno strumento tramite il quale i giudizi e i commenti degli utenti si amalgamano con alcuni elementi quantitativi.

Facciamo qualche esempio. Siete giovani e volete organizzare un fine settimana divertente. Dove andate? A Roma, ovviamente. La capitale, infatti, si è aggiudicata il "Bollino d'oro" come città con la movida più frizzate. Oppure, avete propria voglia di un paio di giorni di relax, alle terme per esempio. Dove andate? Ad Abano Terme, oppure a Livigno e a Bormio. Sono queste, infatti, le tre città meglio piazzate nella categoria delle "vacanze all'insegna del benessere".

 

 

Insomma, ce n'è davvero per tutti i gusti. Andando a spulciare nelle varie classifiche si scopre che Roma è la città che più volte finisce sul gradino più alto del podio (tre, nelle categorie "Movida più frizzate", "Città a misura di famiglia" e "Migliore meta per viaggi studio") mentre è Firenze quella con il medagliere più ricco, con ben sette piazzamenti su trenta disponibili. La città, in particolare, è quella più indicata per chi cerca una vacanza all'insegna della gastronomia e dei piaceri del palato.

Non ci sono solo grandi città tra le "Dieci Eccellenze d'Italia". Oltre ad Abano Terme, spiccano anche centri più piccoli ma specifici per alcune tipologie di viaggio. E così Vieste, in Puglia, arriva terza tra le mete per la famiglia e Assisi, in Umbria, si aggiudica il Bollino d'Oro come città più green della penisola. Nella tabella, infine, potete trovare le prime tre posizione per ciascuna delle categorie analizzate.

 

CATEGORIA Primo Posto Secondo Posto Terzo Posto
Romantica Venezia Roma Firenze
Fermento Culturale Torino Firenze Roma
Movida Roma Firenze Napoli
Mete per la famiglia Roma Firenze Vieste
Offerta enogastronomica Firenze Roma Napoli
Benessere Abano Terme Bormio Livigno
Viaggi Studio Roma Firenze Venezia
Economica Napoli Torino Palermo
Trendy Milano Firenze Torino
Green Assisi Arezzo Siena

Giunge alla quarta edizione l'ormai tradizionale appuntamento con la Fiera di Pasqua di Napoli, che quest'anno si svolge dal 7 marzo al 12 aprile 2015. Avete, dunque, quasi un mese per tuffarvi nell'atmosfera tradizionale napoletana, tra arte, storia, gusto e folklore.

Saranno aperte tutte le fantastiche botteghe di San Gregorio Armeno, la tradizionale via dei pastori natalizia, e si potrà ammirare il Presepio di Pasqua: ogni artigiano infatti dedicherà un presepe o una scena che si riferisca alla Pasqua e alla Resurrezione. 

 

 

Si tratta di un evento che rappresenta anche la giusta occasione per concedersi un percorso alternativo alla scoperta di tutti gli angoli più suggestivi della bella città partenopea, attraverso le principali strade e piazze del Centro Antico e alcuni tra i luoghi, gli edifici e le chiese di maggiore pregio.

C’è spazio, ovviamente, anche per la musica e la gastronomia, che sono due elementi portanti delle tradizioni locali e della cultura napoletana. Disponibili degustazioni tra le stradine del centro storico e, durante il fine settimana, luoghi come Piazza di San Domenico Maggiore e i Decumani saranno teatro di esibizioni di diversi  gruppi musicali tradizionali che delizieranno i passanti con le canzoni del ricco patrimonio musicale partenopeo.

Questo non è un articolo per claustrofobici. Meglio dirlo subito, così evitiamo che qualcuno di voi ci faccia causa per non essere stato avvisato. Meglio, questo articolo è una roba un po' da speleologi o da appassionati del genere. A patto che non abbiate fobie particolari, vogliamo solo stimolare l’Indiana Jones che è in ognuno di voi e fargli fare un giro delle città sotterranee dislocate in tutto il mondo.

Pensate di farcela. Noi siamo sicuri di sì perché abbiamo molta fiducia nei nostri lettori. Quindi, partiamo per un viaggio alla scoperta dei più bei sotterranei del mondo.

 

 

Berlino

Berlino

Chi di voi ha visto “La caduta”, un film di qualche anno fa ambientato in un bunker della città? Quel film era la cronaca impietosa e puntuale della fine di un'era. E voi potrete riviverla entrando appunto all'interno di questo rifugio antiaereo, set di molti film. La porta d’accesso è presso la stazione ferroviaria di Gesundbrunnen.

 

Napoli

Napoli

Napoli è la città dai mille colori. Anche quelli sottoterra non sono da meno. E, quanto a resti sepolti dal Vesuvio, non ha nulla da invidiare alla vicina Pompei. “Napoli sotterranea” è un percorso iniziato qualche anno fa ma che si è rivelato una mossa vincente (accesso da Piazza San Gaetano). Tra il caos e l’allegra confusione della superfice, i sotterranei nascondono delle perle. Avreste mai pensato di vedere un teatro greco-romano quasi intatto?

 

Gerusalemme

Gerusalemme

La città israeliana è sempre stata un melting pot di culture e architetture. Un’eredità che conserva ancora oggi. Nei suoi sotterranei potrete ammirare mura megalitiche che arrivano fino alle 500 tonnellate. In più, perché non si dica che la magia finisce troppo presto, un tempio sotterraneo di 2500 anni fa, si dice che è stato costruito al tempo di Erode.

 

Portland

Portland

La storia di Portland è più triste delle altre. In questo caso non c’è cultura, ma soltanto storia e sofferenza. A Portland esistono quelli che vengono chiamati i “Tunnel di Shangai”, dove gli immigrati asiatici venivano letteralmente rinchiusi e costretti a lavorare per ore in modo disumano nelle miniere. Guardare per non dimenticare.

 

Istanbul

Istanbul

La Basilica Cisterna di Istanbul. Il serbatoio serviva per rifornire di acqua l'antica Costantinopoli ed è uno spazio finemente decorato da colonne, graffiti e dipinti. Per ora è possibile visitare solo questo, ma gli archeologi sono già a lavoro. Inoltre la Basilica Cisterna cisterne di Istanbul ha fatto da palcoscenico a Inferno, l'ultimo bestseller firmato Dan Brown. Una manna per il turismo!

Siamo in Italia, prima del 1958: sono moltissime, diffuse in diversi angoli delle città italiane e molto frequentate. Siamo negli anni immediatamente precedenti alla Legge Merlin che ne dichiarò la chiusura.  Ebbene sì, stiamo parlando proprio delle case chiuse, quelle all’interno delle quali le professioniste dell’amore – come spesso venivano chiamate – praticavano il loro mestiere.

Dagli anni Cinquanta facciamo un salto in avanti e arriviamo ai giorni nostri: è passato molto tempo da quando non sono più ‘istituzioni’ attive, ma oggi sono considerate come un vero e proprio pezzo della storia italiana, non la grande storia ma quella delle singole persone e della vita di ogni giorno. Al punto che, attualmente, in alcune città si organizzano dei tour che conducono alla scoperta dei palazzi e dei luoghi in cui si trovavano queste case d’appuntamenti. Noi ve ne vogliamo proporre uno virtuale che ci porta in quattro grandi città italiane, proprio nelle strade e nelle zone in cui si ritrovavano quelli in cerca di qualche ora di piacere.

 

 

Bari

Il nostro è un viaggio che va da nord a sud e che parte dal Mezzogiorno, precisamente dalla città di Bari. Qui c’era una quindicina di case d’appuntamenti e la maggior parte di esse era concentrata nel quartiere murattiano. Si hanno notizia degli edifici di via Dante, di via Principe Amedeo, di via Garruba e altri ancora.

Un cenno a parte merita il Villino delle Rose, che si trovava in via Eritrea e che era da molti considerato il posto più bello, elegante e lussuoso della città. Come spesso accadeva, infatti, le case chiuse avevano un arredamento curato ai limiti del pacchiano e del sontuoso, specialmente quando erano destinati ad accogliere una clientela più alta.

Nel corso del tempo gli edifici in questione sono stati usati per altri scopi, diventando appartamenti, uffici o negozi; altri ancora sono stati abbattuti e non ne è rimasta traccia.

 

 

Napoli

Da Bari ci spostiamo nella città partenopea, Napoli. Interessante il contrasto che si può trovare tra le case chiuse dei quartieri più alti, come quelle dislocate lungo la centralissima Via Chiaia, e quelle dei luoghi più umili della città che da questa strada erano poco distanti, come ad esempio i quartieri spagnoli. Le prime erano molto più lussuose e curate, mentre le seconde erano di pretese inferiori e quasi improvvisate. Tutte, in ogni caso, avevano una nutrita clientela, al punto che ancora oggi molti ricordano le storie di Mimì do Vesuvio, Anastasia 'a friulanaNanninella 'a spagnola, nomignoli con i quali le lavoratrici più famose erano chiamate da tutti.

A Napoli un itinerario di questo tipo non può non fare tappa allo storico Casino di Salita S. Anna di Palazzo, la casa chiusa più rinomata della città che veniva chiamata semplicemente la Suprema e che oggi è un lussuosissimo albergo.

 

 

Bologna

Bologna, la città dotta, è la tappa successiva del nostro viaggio che, dunque, dalla Campania ci porta fino all’Emilia Romagna.

La zona dove si concentrava il maggior numero di case chiuse era quella dei Mirasoli, dietro l’ex Tribunale, ma non la sola. Moltissime case chiuse si potevano trovare in via dell’Orso, via Piella, via delle Oche, via Malcontenti, via Polese, via del Borgo di San Pietro, via dell’Unione e forse anche in via Bertoloni, dove oggi sorge un locale i cui dipinti al muro ricordano che lì, in passato, sorgeva una casa di tolleranza. E c’è qualcuno che è pronto a giurare che la più economica di tutte si trovava nel vicolo del Falcone.

In questi quartieri che per moltissimi anni hanno ospitato famose case di piacere, oggi sorgono soprattutto ristoranti, alberghi o locali.

 

 

Trieste

Concludiamo il nostro viaggio insieme nella città più europea d’Italia: Trieste. Anche qui sono moltissime le zone dove si trovavano le case chiuse, che oggi sono oggetto di interesse da parte dei turisti. La maggior parte era concentrata nella zona di Cittavecchia, da Cavana fino al colle capitolino di San Giusto. I più frequentati si trovavano in Via dell'Altana, Via del Fico, Via del Fortino, Via delle Beccherie Vecchie e Via dei Capitelli, ma ce n’erano molti altri che altri sorgevano altrove, ad esempio tra le zone di Cavana e Riborgo. Anche a Trieste, come succedeva a Napoli, c’era una netta distinzione tra le case di lusso e quelle più modeste. Ad esempio, la Villa Orientale in via Bonomo era considerata una delle più chic insieme alla Francese, che si trovava in via dei Capitelli e che pare fosse dotata di biglietti da visita scritti in ben quattro lingue diverse.

Una chicca finale prima di abbandonare questo viaggio nel mondo del piacere d’altri tempi: a Trieste un altro famoso bordello era il Metro Cubo in Via del Fortino che, pur essendo molto lontano dal concetto di casa d’appuntamento elegante, pare fosse molto apprezzato dal grandissimo scrittore irlandese James Joyce, che lo frequentò durante la sua permanenza a Trieste.

Inaugurato nel centro antico di Napoli il Cartastorie, il nuovo museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli che rivela l’identità della città in maniera originale e insolita.

In via dei Tribunali, all’interno di Palazzo Ricca, sei percorsi multimediali accompagnano il visitatore in un viaggio multisensoriale che tra immagini e suoni conduce alla scoperta dell’immenso patrimonio storico-culturale nascosto dietro le ricevute di pagamento.

L’Archivio Storico del Banco di Napoli raccoglie una documentazione composta da più di un miliardo di ricevute relative all’attività svolta dai banchi di pegno pubblici della città a partire dal 1500 in poi.

Tra le testimonianze cartacee anche il patto tra i napoletani e San Gennaro per liberare la città dalla peste in cambio della promessa di dedicare al Santo il più grande tesoro mai raccolto.


Catalogati in 330 stanze del palazzo, i preziosi documenti hanno ispirato il Cartastorie, progetto che attraverso il percorso denominato ‘Kaleidos’ racconta la storia di Napoli e la vita di un tempo in città.

Protagonista dell’allestimento multimediale il principe Sansevero che finalizza il pagamento di 500 ducati per la realizzazione del Cristo Velato; Antonio Cerone che paga ad una ragazza 60 ducati dopo averla stuprata per comprare il suo silenzio; Caravaggio che riceve 400 ducati per il dipinto al Pio Monte.

Degno di nota il libro pop-up che racconta la storia dell’acquisto delle gemme preziose per la mitra di San Gennaro.

Il sintesi il museo Cartastorie rivela nel dettaglio quella che era la vita all’interno dei banchi di pegno dove ducati e ricevute erano protagonisti di transazioni che coinvolgevano e confondevano nomi di illustri personaggi con quelli della gente comune.

Il presidente della Fondazione Banco di Napoli, Daniele Marrama, ha evidenziato la particolarità delle causali di pagamento di un tempo, veri e propri racconti ricchi di dettagli.
Marrama ha inoltre dichiarato che il progetto ‘ilCartastorie’ si inserisce in un più ampio quadro di iniziative che mirano a far conoscere a napoletani e turisti il luogo dove sono custoditi oltre un miliardo di documenti contabili, dei quali soltanto una decina fanno attualmente parte del percorso multimediale ‘Kaleidos’.

Anche Stefano Gargiulo, direttore artistico del progetto e della Kados produzioni, ha sottolineato l’unicità dell’ambiente, specchio di quello che accadeva fuori dall’Archivio.

Il museo Cartastorie dell’Archivio Storico del Banco di Napoli è visitabile gratuitamente per i primi due mesi di apertura, quindi dal 31 marzo al 31 maggio 2016.
Gli orari per il percorso multimediale sono disponibili sul sito ilcartastorie.it.

 

 

 

Mentre si approssima l'Immacolata e si fanno vicini i tempi del Natale, anche la bellissima città di Napoli si prepara ad ospitare tantissimi turisti per i tradizionali Mercatini di Natale, che trovano la loro massima espressione nella zona di San Gregorio Armeno, il "quartiere dei presepi", ma che riservano sorprese in pressoché tutte le zone della città, da Chiaia a Fuorigrotta, passando per il Vomero e i quartieri periferici di Chiaiano e Scampia, affinché napoletani e non possano sfruttare e godere al meglio delle festività.

I due luoghi del Natale a Napoli saranno San Gregorio Armeno e San Biagio dei Librai. Scopriamoli insieme!

 


 

La prima zona, famosa in tutto il mondo, accoglierà tantissimi espositori, che si andranno ad aggiungere alla tradizionale offerta artigianale del luogo: statuette del presepe che raffigurano i classici personaggi (la Sacra Famiglia, i pastorelli, i Re Magi e tutti i vari "mestieri" che entrano nei presepi delle famiglie italiane) e le aggiunte che rendono questa zona famosa, come le figure dei santi, di Papa Francesco e dei vari calciatori, soprattutto del Napoli ma non solo, e i protagonisti della scena politica, mondana, musicale e culturale di tutto il mondo; le opere in ceramiche di Capodimonte, una delle massime eccellenze italiane, alle quali è dedicata parte del Museo di Capodimonte (anch'esso con dei presepi monumentali esposti).

Via San Biagio dei Librari, congiunta a San Gregorio Armeno attraverso Via dei Tribunali (nella quale è allestita la classica luminaria che rimarrà accesa fino al 6 gennaio 2015), si tiene la "Fiera di San Biagio", certo meno conosciuta da chi viene da fuori, ma non per questo meno importante. Anche qui, Napoli mostra il suo lato creativo di straordinario valore, con opere artigianali che possono incantare gli occhi e risultare attrattive per le più disparate fasce di prezzo e gusti personali. 

L'offerta natalizia si estende a tutta la città: a Chiaia, Posillipo e San Ferdinando sarà di scena l'esposizione dell'artigianato locale; a Montecalvario, Porto e San Giuseppe spazio alle idee regalo e all'artigianato italiano in genere; la filiera corta, l'agricoltura e la gastronomia saranno di scena al Centro Direzionale, a Poggioreale e a Chiaiano, dove si punterà l'attenzione anche sui prodotti a km 0, mentre a Bagnoli e Fuorigrotta si terrà il mercato di Natale vero e proprio, con le decorazioni naturalistiche (vischio, agrifoglio e pungitopo), l'agroalimentare da tutta Italia, i prodotti realizzati di propria mano dagli espositori e la vendita degli Alberi di Natale.

Tra una pizza margherita e un caffè, scoprendo i luoghi iconici come il Maschio Angioino, la Galleria Umberto I e Palazzo Reale, il vostro Natale a Napoli sarà all'insegna della bellezza, delle tradizioni e dell'accoglienza, come solo da queste parti riescono a offrire.

Glutine. Una parola apparentemente innocua, un nemico insidioso per gli affetti da celiachia, ovvero dall'intolleranza a questo componente, che si ritrova naturalmente nelle classiche farine alimentari, e dunque in tutti quei prodotti di cui l'Italia è regina assoluta, come pasta, pizza, pane, dolci e via discorrendo.

Già da qualche tempo, complici certi capricci di star hollywoodiane, la dieta gluten-free si è andata diffondendo nelle case degli italiani, e anche ristoranti, pizzerie e trattorie si sono giustamente adeguate, offrendo alcune pietanze, o interi menù, adatti anche ai celiaci, migliorando sensibilmente sia la qualità dei prodotti che l'offerta dei locali, aperta così anche a persone che prima dovevano accontentarsi di mangiare solo insalata e verdure varie.

Oggi andremo a scoprire alcuni di questi locali, in giro per l'Italia, che offrono soluzioni enogastronomiche gluten-free, e che possono pertanto accontentare sia la clientela che, per problemi di salute, deve rinunciare ai piatti tradizionali, e sia i cultori di queste nuove diete che, rinunciando al glutine, promettono risultati immediati in termini di dimagrimento e forma fisica.

 

 

Roma

La capitale d'Italia, dove trionfano le tavole imbandite di bucatini all'amatriciana e pennette alla carbonara, è una delle città d'Italia dove la cucina gluten-free ha conosciuto un rapido aumento in poco tempo. Locali tradizionali, e nuove sperimentazioni della ristorazione giovane, si sono così votate alla "lotta al glutine": da Mamà Bistrot, un elegante locale del quartiere Prati dove gustare primi piatti e dolci rigorosamente senza glutine, alla pizzeria Resta's, dove la tradizionale preparazione è accompagnata da una ottima scelta di panini, piadine colme di ottimi condimenti e dolci per tutti i gusti.

 

Milano

Mangiare è un piacere dei più decantati di ogni tempo. Non dovrebbe esserlo forse anche per chi non può avvicinarsi ad alcuni ingredienti, come i farinacei glutinosi? A Milano la pensano esattamente come voi, ed ecco perché la lista dei locali gluten-free è costellata di luoghi che non mancheranno di soddisfare anche i palati più esigenti. Taverna Guyot, un locale già piuttosto frequentato prima, ha avuto un ottimo riscontro dalla svolta anti-glutine, che ha decretato una rivoluzione del menù. Piatti prodotti solo con risorse certificate come gluten-free (il famoso simbolo della spiga barrata), ma anche specialità vegan, raw e milk-free si trovano al Be Pop, un locale moderno e attento anche all'estetica, nella buona tradizione meneghina.

 

Firenze

Tra fiorentine e fagioli all'uccelletto, anche la clientela del capoluogo è attenta alle ricette senza glutine, specie in una regione dove bruschette, pappa al pomodoro e compagnia mangiante costituiscono una parte importante dei menù, e dunque molti ristoratori hanno deciso di rivoluzionare la proposta culinaria, oppure renderla disponibile sia in versione "classica" che gluten free. Tra i locali che maggiormente si sono contraddistinti in tal senso vale la pena citare Trattoria la Gratella, un locale "vecchio stampo" che ripropone grandi classici della cucina toscana ma senza glutine, alla pizzeria Ciro and Sons, prima classificata nel Concorso mondiale per pizza gluten-free che, a discapito di questa popolarità, propone grandi scelte a prezzi accessibili.

 

Napoli

In questo viaggio senza carboidrati, non possiamo trascurare certamente Napoli, che è patria della pizza, della pasta di Gragnano, di dolci come il babà e la sfogliatella. Eppure, la pizza senza glutine non rinuncia al gusto e alla magnificenza del prodotto partenopeo per eccellenza. Basta chiederlo alla Pizzeria Sorbillo, una vera e propria istituzione di Napoli, dove mangiare una pizza può richiedere ore d'attesa, ripagate dal gusto e dall'attenzione al cliente (celiaco e non). Da Siani Senza Glutine, il nome è garanzia, si possono acquistare pizza, dolci e pane rigorosamente privi dei carboidrati nocivi per i celiaci, a costi non esattamente popolari ma legati, anche in questo caso, alla premura con la quale, anche su prenotazione, vengono realizzati prodotti gluten-free.

 

Il Palazzo di Arte Moderna di Napoli, in via dei Mille 60, ospiterà dal prossimo 6 dicembre e fino al 28 febbraio 2015 una interessante mostra sui lavori più celebri di Shepard Fairey (aka Obey), l'illustratore e street artist statunitense che è divenuto famoso in tutto il mondo per aver realizzato i quadri policromi utilizzati durante la campagna elettorale di Barack Obama nel 2008, i manifesti con le sfumature dei colori della bandiera statunitense (bianco, blu, rosso) con la figura stilizzata di Obama e le grandi scritte "HOPE", "CHANGE" e "PROGRESS".

 

 

Fairey, nato a Charleston nel 1970, è un artista particolarmente completo, che riesce a utilizzare colori e forme in maniera assolutamente pregevole, ricorrendo spesso a lavori sottili ed eleganti, ma senza rinunciare a tocchi di modernità e stile, come di recente con il logo della Mozilla Foundation, l'associazione che promuove Firefox, uno dei browser più utilizzati al mondo. La mostra napoletana, una prima nel suo genere, sarà aperta tutti i giorni, dal lunedì al sabato, dalle 9.30 alle 19.30, mentre la domenica seguirà l'orario ridotto, dalle 9.30 alle 14.30.

Il biglietto d'accesso sarà proposto al costo base di 8 euro, con riduzione a 4 euro per giovani e over 65, e con l'offerta pacchetto famiglia (2 adulti + 2 ragazzi) a 20 euro.

Dopo una breve "leg" europea che l'ha portata ad esibirsi a Londra, Parigi, Bruxelles, Stoccarda, Zurigo e Madrid, Elisa fa ritorno in Italia, per le ultime due tappe del suo L'Anima Vola - Live in the Clubs, un mini-tour che ha visto esibizioni in luoghi più piccoli e "accoglienti" rispetto alle grandezze dei concerti e dei palaghiacci sparsi per il Bel Paese.

Elisa, con la sua voce delicatissima che ha conquistato gli ascoltatori di tutto il mondo, grazie anche alla scelta di produrre molti dei suoi recenti successi in lingua inglese, sarà in scena venerdì 19 dicembre a Napoli, presso la Casa della Musica, mentre sabato 20 dicembre sarà a Roma, presso l'Atlantico.

 

 

Accompagnata da Andrea Rigonat (chitarra), Victor Indrizzo (batteria), Curt Schneider (basso), Christian Rigano (tastiere), Bridget Cady, Roberta Montanari e Lidia Schillaci (cori), Elisa offrirà agli spettatori di Roma, sabato 20, una piacevole sorpresa: insieme a lei, infatti, si esibirà come guest-star Jack Savoretti, il giovane cantante e chitarrista britannico di chiare origini italiane che ha già ricevuto molti elogi dal mondo della musica, che lo paragona a mostri sacri come Bob Dylan e Simon & Garfunkel.

La cantante triestina, oltre ai suoi pezzi d'autore, proporrà i sette singoli estratti da L'Anima Vola, il suo ultimo disco che ha già vinto ben tre dischi di platino, in un concerto che si preannuncia particolarmente interessante e ricco di pubblico.

Tutto è pronto per Comicon 2016, il Salone Internazionale del Fumetto giunto alla diciottesima edizione.

L’appuntamento per gli appassionati dei fumetti, del cinema di animazione e dei videogiochi è alla Mostra d’Oltremare di Napoli, dal 22 al 25 aprile.

Il tema intorno al quale ruota la manifestazione più attesa da adulti e bambini è il rapporto tra fumetto e media, ovvero la relazione che esiste tra il mondo delle vignette e i mezzi di comunicazione di massa quali radio, tv e cinema.

Il programma del Comicon 2016 si preannuncia ricco di eventi imperdibili: anteprime italiane, attività culturali, tornei ai videogiochi, incontri con autori, fumettisti e personaggi del cinema.



Tra gli appuntamenti da non perdere quello del 23 aprile presso l’Auditorium CartooNa dove alle ore 12:00 debutterà in anteprima mondiale ‘Outcast – il reietto’, la nuova serie tv, in onda in Italia a partire dal 3 giugno, ispirata all’omonimo fumetto horror di Robert Kirkman e Paul Azaceta.
Per la presentazione dell’anteprima saliranno sul palco alcuni interpreti della nuova produzione statunitense.

Sulla scia delle creazioni del fumettista Kirkman il 25 aprile, ancora una volta presso l’Auditorium, è previsto l’intervento di Michael Cudlitz, da tutti conosciuto come Abraham di The Walking Dead, serie tv dal successo già consolidato, diventata un vero e proprio fenomeno mediatico.

Per partecipare ai due eventi basta ritirare gli inviti presso il foyer del teatro della Mostra di Oltremare, negli stessi giorni in cui sono previsti gli appuntamenti.


Il programma del Comicon 2016 concentra nella giornata del 25 aprile altre due anteprime dedicate agli amanti delle serie tv: l’episodio di Supergirl in cui compare The Flash e quello che inaugura la sesta stagione di Game of Thrones.

Nell’ambito del Comicon 2016 , il 23 e il 24 aprile, si terranno le due competizioni più emozionanti e attese dell’evento fumettistico: il ‘Cosplay Challenge’ e il ‘Cosplay Challenge PRO’, le gare che metteranno in palio un viaggio in Giappone e la selezione per partecipare alla finale mondiale ‘Cosplay World Master 2016’, in veste di rappresentanti italiani.

Ai piccoli visitatori che vestiranno i panni dei propri eroi dei fumetti preferiti è dedicato il ‘Comicon Cosplay Challenge Kids’, appuntamento imperdibile in programma presso l’area dedicata al Sol Levante, l’Asian Village.

I biglietti Comicon 2016 possono essere acquistati presso i punti vendita autorizzati oppure direttamente online. 10 euro il prezzo del biglietto giornaliero intero, 7 euro per il ridotto riservato agli under 12 e agli over 65.

Per quanto riguarda gli orari il Comicon resterà aperto tutti i giorni, dal 22 al 25 aprile, dalle 10.00 alle 19.00. Tutte le informazioni sono comunque disponibili sul sito dedicato all’evento.

 

 

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