Lo diciamo subito: sintetizzare New York City in poche righe è impresa impossibile. E per quanto questo articolo possa essere lungo, le righe a disposizione saranno sempre troppo poche. L’importante è avere ben chiara una cosa: pur essendo una delle città con la più estesa rete metropolitana, per scoprirla davvero si deve camminare a piedi. Quindi, gambe in spalla e partiamo!

 

Descrizione del viaggio

Al vostro arrivo a New York difficilmente resisterete alla tentazione di precipitarvi in centro, a Manhattan. La vostra prima “uscita” dalla metropolitana la ricorderete a lungo: salendo i gradini rimarrete affascinati dai grattacieli che allungano la città all’infinito, sempre verso l’alto. Un’altra cosa vi colpirà: la luce che c’è in città. Si tende a pensa che una città piena di grattacieli non veda mai il sole ma, almeno a New York, non è affatto così. Un altro punto obbligato è la Statua della Libertà. Si può prendere il traghetto che fa scalo a Liberty Island e a Ellis Island oppure quello che non prevede lo “sbarco” ma vi avvicina al celebre monumento. Se avete tempo da perdere, la prima soluzione può andare bene: entrerete nei meandri nella statua (per raggiungere la cima, però, bisogna prenotare con molti mesi di anticipo) e potrete visitare il Museo dell’Immigrazione che si trova a Ellis Island. Se siete a NYC solo per un breve periodo, la seconda soluzione vi permetterà di “piazzare la bandierina” senza perdere buona parte della giornata. Risalendo Manhattan, merita una sosta l’area di Ground Zero. Qui sorgevano le Twin Towers e qui sorgerà la Freedom Tower, la cui apertura è prevista per la fine del 2013, dopo circa sette anni dall’inizio dei lavori. Nei dintorni del World Trade Center, si trovano alcuni dei quartieri più “in” di New York: SoHoTriBeCaNoHoNoLiTa. I nomi derivano dalle strade e dagli incroci che li delimitano. Così, per esempio, SoHo sta per “South Houston” e TriBeCa per “Triangle Below Canal” perché limitata a nord da Canal Street. È la zona dei loft e dei palazzi bassi, di pochi piani, dove l’atmosfera quasi europea si mescola al classico American Way of Life. Sempre in questa zona sorge anche quel che resta di Little Italy. Di realmente italiano c’è ben poco, è rimasto quasi solo il nome, diventato ormai una specie di brand per i turisti. Eccoci arrivati a Times Square, il cuore della città. È impossibile non restare a corto di parole. Le luci, i rumori, le persone: tutto è esattamente come lo avete immaginato e visto migliaia di volte in film e telefilm. A pochi isolati si trova Broadway, la zona famosa per i teatri e per i musical e sempre a pochi isolati, in direzione Sud, l’Empire State Building, il grattacielo più famoso di New York: salire sulla cima è un appuntamento imperdibile per avere tutta la città ai propri piedi. Meglio di sera, avviandosi per tempo: la fila di solito è molto lunga.

Alcune attrazioni a New York sono assolutamente imprescindibili. Oltre a quelle di cui abbiamo parlato, non si possono non citare il Brooklyn Bridge, i musei come il MoMA (Museum of Modern Art), il Metropolitan Museum of Art e il Guggenheim, o i parchi, a partire ovviamente da Central Park. Se il tempo è poco, però, meglio affidarsi ai propri gusti.

Chi ama lo shopping non può rinunciare a un lungo e dettagliato giro fra i negozi della Fifth Avenue, dove si concentrano tutte le più importanti firme delle moda, o all’interno di Macy’s, nove piani dedicati agli acquisti.

Chi è appassionato di finanza preferirà forse andare a Wall Street, per vedere da vicino la famosissima borsa newyorkese e farsi una foto accanto al Charging Bull, la statua del toro che rappresenta il rialzo in borsa.

Chi, invece, vuole vivere in un telefilm può scegliere uno dei tour organizzati oppure fare due passi nell’Upper East Side di Manhattan e sentirsi un protagonista di Gossip Girl.

Chi ama la musica gospel, andrà ad Harlem a una funzione della domenica mattina.

Chi è fissato con gli sport a stelle e strisce, può scegliere tra Madison Square Garden e Yankee Stadium, nel Bronx.

Chi ama la natura e non si accontenta di Central Park, deciderà di “scappare” a Staten Island, il più verde dei cinque boroughs che compongono la città di New York (gli altri sono Manhattan, Brooklyn, Queens e Bronx).

Chi, chi, chi … insomma, New York offre il meglio a ogni tipo di visitatore. E chiunque può ritagliarsi il suo viaggio su misura. Una cosa sola è certa: chi va a New York, non vede l’ora di tornarci!

Una vacanza inaspettata a NY nell'inverno del 2007, dopo una vacanza in Florida. Era la mia prima volta a New York, la prima vola che mi sono innamorata così di un posto e di un uomo!! C'era ancora un po' di neve lungo i marciapiedi e il vento gelido ci ghiacciava fuori, ma la Grande Mela nascondeva un mondo immenso e inaspettato per una che arrivava da un village come Trieste.

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 15/02/2007

Durata: 5 giorni

Luoghi: NEW YORK

 

Descrizione del viaggio:

1. Era l'inverno 2007, stavo in Florida ormai da due settimane, una perenne primavera ... siccome l'idea di NY mi aveva sempre affascinata ho deciso di prenotare con la mia amica il volo interno. Pensavo ... 5 giorni di shopping sfrenato!!

2. L'arrivo di sera è stato mitico, un'immensità illuminata di vita!! Enorme, diseguale, energica! Si alloggiava a Broadway, nell'hotel disegnato da Philippe Starck. Quella sera abbiamo passeggiato lungo la Fifth Avenue con tutti i negozi che si vedono nei film. Un sogno! Il secondo giorno visita guidata al MoMA, da non per perdere assolutamente per gli amanti dell'arte moderna. Poi Guggenheim Museum con passeggiata al Central Park e pattinata sul ghiaccio.

In questo enorme polmone verde di NY, possiamo diventare per un attimo cittadini di questa città. Mangiare gli hot dog seduti sulla panchina, vedere gli scoiattoli che, curiosi, ci osservano per ricevere le noccioline. Passeggiare, correre o noleggiare una barchina per percorrere il lago con davanti i grattacieli delle Grande Mela. Se volete andare a pattinare sulla pista del Rockefeller Center, invece, vi circonderete delle bandiere di tutto il mondo, dove si incontra l'umanità felice. Alla sera ci avevano invitato a cenare in un ristorante argentino. Lì ho conosciuto un grande amore in una grande città.

Il terzo giorno, stordita dai sentimenti e dalle emozioni, abbiamo ammirato la Statua della Libertà. Nel pomeriggio Chinatown, Soho con la vita che pullula dei mille negozietti curiosi, Tribeca, fino ad arrivare alla sera per vivere il Village, ricco di loft con gallerie, negozi di tendenza, ristorantini e via dicendo. Qui non esistono grattacieli, tutto ha la dimensione dell'essere umano. Si respira profonda umanità.

Il quarto giorno lo abbiamo dedicato alla visita del Metropolitan Museum (MET), del suo bellissimo bookshop, dove ci sono tante idee regalo artistiche. Poi con la metro giù alla Grand Central, bellezza di elegante architettura. Sembrava di stare in un film. Poi di filato alla libreria che sta sulla Fifth Avenue, ci siamo soffermate due ore. Siamo entrambe amanti della lettura. E poi ... alla sera l'opera lirica, Giulietta e Romeo al Metropolitan. Non mancate a uno spettacolo musicale a NY, è troppo sfarzoso.

E siamo al quinto giorno, quello della partenza. Che dolore!! Al mattino messa Gospel ad Harlem, mi raccomando, non dimenticatevela. Voci bellissime in abiti improbabili e di filato con la Metro a Brooklyn, area polacca del vintage. Fabbriche dismesse o negozietti di legno, dove possiamo acquistare abbigliamento bellissimo a poco. Non dimenticate una meditazione in un tempio Buddista/Zen. A NY ce ne sono molti! Nel pomeriggio ... il volo, il rientro, la nostalgia!!

3. Come, dove, ma soprattutto cosa mangiare a NY? Si trova di tutto, dal Super Hamburger nel Burger Joint alle zuppe in qualunque take away o ai pranzi che puoi costruirti. Ottimi i ristoranti cinesi e giapponesi e quelli sud americani. Poi ci sono i posti super trendy, come il Buddha Bar. Considerate che potete mangiare a qualunque ora in qualunque posto, tutto ciò che desiderate. Gli americani sono cordiali, sorridenti e disponibili alla conoscenza e all'amicizia. Sono curiosi, soprattutto nei confronti di noi italiani!

4. Dopo quella prima vacanza sono ritornata a NY decine di volte per cui vi consiglio come alloggio l'appartamento in affitto a Brooklyn o a Manhattan o l'albergo come il Gershwin Hotel, interessante per la posizione centrale, la storia e i buoni prezzi. Fate attenzione al rispetto della segnaletica, a NY tutti hanno fretta e corrono. L'abbigliamento deve essere comodo soprattutto nelle scarpe, è bello vivere NY a piedi per comprenderla! Ricordate che d'inverno fa molto freddo e d'estate può essere molto molto caldo!!! Potete risparmiare su molte cose: sul cibo, anche quello cheap è buono, sullo shopping, inevitabile, ci sono negozi come Urban, Forever e i Magazzini Marshall dove trovate tutto ciò che desiderate a prezzi super vantaggiosi! Per la metro acquistate l'abbonamento per le giornate in cui lo utilizzerete.

5. Dopo tutto questo, prenoto il prossimo viaggio per rivederla anche se quest'anno ci sono già stata, ma ... non mi basta mai!!! Sarà così anche per voi! È inevitabile!! Allora ... buon viaggio!

Capodanno 2015 a New York. Un sogno che troppo spesso si ferma alle immagini del telegiornale al 1° gennaio, il Capodanno a New York è un'esperienza magnifica che - per chi ne ha la possibilità - vare la pena provare almeno una volta nella vita. La più grande metropoli statunitense, dove tutto è frenesia e movimento, celebra la fine dell'anno vecchio e l'inizio con un rituale antico eppure ogni anno sempre più celebre: la festa a Times Square.

 

 

Nella grande piazza dove confluisce il traffico cittadino, circondata da enormi schermi pubblicitari e palcoscenico naturale per foto, selfie e cartoline la cittadinanza, turisti e locali, guidati dal sindaco e dalle grandi star della musica e del mondo dello spettacolo, attendono l'arrivo della Mezzanotte (quando in Italia sono già le 6 del mattino di Capodanno) con un grande concerto evento. La scena newyorchese quest'anno sarà tutta per Taylor Swift, la cantante del momento che, forte del debutto record del suo nuovo disco 1989 (quasi 1,3 milioni di copie vendute in una sola settimana) intratterrà le decine di migliaia di persone presenti con i suoi più grandi successi, nell'attesa che la grande Ball scenda, secondo per secondo, scandendo così l'arrivo del 2015.

Per chi invece cerchi un'atmosfera diversa, ma altrettanto glamour and chic, l'offerta di locali, ristoranti e Gala dove celebrare il passaggio al 2015 è pressochè infinita: dall'Extravaganza sulla 34esima strada, all'Aspen Social sulla 47esima, ci sono modalità d'ingresso e servizi accessori per tutte le tasche. Considerate, tuttavia, che per la particolarità della serata i prezzi sono maggiori rispetto alla norma: si va da un minmo, generale, di 50-60 dollari fino ai pacchetti VIP, con privé, champagne e servizio esclusivo che non di rado raggiunge gli 800-1000 dollari.

Molto bella anche la possibilità di celebrare l'arrivo dell'anno nuovo a Broadway, assistendo a uno dei numerosi spettacoli che anche in occasione del New Year's Eve non mancheranno di stupire e accompagnare i tanti presenti in città.

Il budget che dovrete disporre per un Capodanno a New York è, nel complesso, abbastanza alto: i voli andata-ritorno (29 dicembre - 3 gennaio) partono da circa 700 euro per un volo con scalo, e raggiungono i 1.000 in caso di volo diretto da Roma o Milano. I pernottamenti in città, soprattutto nelle zone più centrali, partono da un minimo di 200-300 euro a notte, e possono arrivare a oltre 1.000 euro in caso di hotel di prestigio, ma scegliendo soluzioni periferiche o a basso costo (Bed and breakfast, ostelli e via discorrendo) si possono risparmiare molti soldi.

I trasporti all'interno della città saranno l'ultima delle vostre preoccupazioni, grazie all'enorme rete di metropolitana che rimarrà aperta anche durante le primissime ore di Capodanno, permettendovi di tornare rapidamente in hotel dopo aver festeggiato alla grande. Considerate un costo di 2,50$ (circa 2 euro) per ogni singola corsa, e dunque preferirete acquistare la MTA/New York City Transit Pass, una card elettronica e ricaricabile attraverso la quale potrete viaggiare più facilmente ed economicamente, limitando così un altro capitolo di spesa potenzialmente capace di esaurire il vostro budget a disposizione.

 

Quali sono le città migliori dove vivere se si hanno meno di 30 anni? Se ve lo siete chiesto, ma anche se non ve lo siete mai chiesto, noi abbiamo la risposta. Avete mai sentito parlare di YouthfulCities? Si tratta di un'organizzazione internazionale, con diversi progetti operati insieme alle Nazioni Unite, che si occupa di studiare i fattori sociali che riguardano i giovani, le loro possibilità nel mercato del lavoro e i luoghi dove gli under-30 vivono meglio.

Proprio a quest'ultimo punto è dedicata una speciale classifica, che analizza le città nelle quali i giovani hanno più possibilità, e possono vivere e lavorare senza intaccare seriamente portafoglio e risparmi.

 

 

 

La classifica è una vera e propria sorpresa, perché valorizza città considerate generalmente molto costose, o con parametri non sempre altissimi in fatto di vivibilità. In molti casi si tratta di città ricche di opportunità, in cui per esempio l'alto costo della vita può essere bilanciato dalla possibilità di trovare lavori ben retribuiti. Ma andiamo a vedere cosa dice YouthfulCities e soprattutto scopriamo quali sono queste dieci città!

 

1. Parigi - La medaglia d'oro spetta alla capitale francese, una città che certo non può considerarsi economica, o particolarmente accessibile. Tuttavia, secondo Youthfulcities, La ville lumière offre vantaggi importanti, come un salario minimo garantito tra i più alti in Europa (sopra i 10 euro/ora), un'ottima rete di trasporti pubblici e numerose possibilità, professionali e di crescita sociale.

 

2. Toronto - Perde la prima posizione in classifica, ma resta tra le mete più ambite dei giovani di tutto il mondo. Toronto, metropoli canadese che si trova nella parte anglofona del paese, è una buonissima destinazione per quanto riguarda il lavoro, ma è anche una città dall'altissima qualità di vita, con parchi, attività all'aperto tanto in estate quanto nel lungo inverno (ogni città canadese, infatti, ha una città sotterranea) e costi contenibili su diversi settori.

 

3. Los Angeles - La più importante città della California si piazza al terzo posto, ma nell'immaginario comune è sicuramente la città più "cool" da visitare e, magari, nella quale trasferisce. I parametri che la portano in questa posizione sono soprattutto le attrazioni e le opportunità di lavoro, nel settore tecnologico e non solo. Il sole e l'oceano sono, in un certo senso, dei complementi.

 

4. Chicago - La Windy City si piazza appena fuori dal podio, ma anch'essa è una città dai grandi potenziali. Chicago, infatti, ha un'economia sviluppatissima, con un PIL che corrisponde a un sesto di quello italiano (in una sola città!), e un tasso di disoccupazione ai minimi. Musei, cultura, attrazioni varie la rendono una meta di espatrio molto valida, ed è dimostrato dall'ampia percentuale della popolazione di origine europea.

 

5. Berlino -  La capitale della Germania ha acquistato negli ultimi anni fama di città moderna e giovane, e a buona ragione. Qui, infatti, gli affitti sono tra i più bassi in assoluto tra le città prese in analisi, e anche le spese per il cibo non sono un problema. Berlino, infatti, è la più economica città secondo il "parametro delle uova", dove una confezione da 6 è presa in considerazione per stabilire il costo degli alimenti.

 

6. Dallas - Sesto posto per la città più grande del Texas, che rappresenta una meta per certi versi "secondaria" rispetto alle grandi metropoli mondiali. Qui, però, la vita è piuttosto soddisfacente, il centro cittadino offre molte opportunità, e se non si bada alle temperature spesso roventi d'estate, ci si può fare un pensierino per una seconda vita oltreoceano.

 

7. Roma - Non più solo capitale del turismo, ma anche dei giovani e di un futuro sostenibile. Roma scala rapidamente posizioni in classifica, divenendo la settima città al mondo più attrattiva per gli under 30. Qui, infatti, la vita notturna e i mezzi pubblici hanno un rapporto economico estremamente vantaggioso, e dunque la nostra capitale è una destinazione estremamente attraente, a patto però di trovare lavoro, cosa certo non facile di questi tempi in Italia.

 

8. New York - Non poteva mancare, nella classifica, la metropoli per definizione, la città più sfavillante e moderna del mondo. New York, che per molti giovani resta più un sogno che una realtà, incarna bene il mito della "Land of opportunity": qui, infatti, si può trovare lavoro, e sistemazioni per ogni reddito, a patto però di fare alcune rinunce, o di utilizzare i mezzi pubblici anche per molto tempo ogni giorno.

 

9. Tokyo - Il Giappone è una terra di contrasti. Tradizioni millenarie, così come la rigidità delle istituzioni, si accompagnano a una modernizzazione spinta fino all'accesso, con treni a levitazione magnetica e un settore informatico attivissimo. Forse è proprio questo strano connubio che permette ai giovani, in cerca di nuove frontiere, di trasferirsi qui e restarvi anche per molto tempo, con una certa soddisfazione.

 

10. Londra - Chiude questa classifica Londra, capitale del Regno Unito, che da tempo immemore viene considerata dai giovani europei (e non solo) come una meta promessa, un traguardo nel quale trovare autonomia e indipendenza. Anche se perde posizioni, infatti, Londra resta una città attrattiva, dove trovare lavoro è possibile, ma dove gli alti costi della vita richiedono pur sempre alcune rinunce.

The Cage, la Gabbia! No, non è il teatro di un'arte marziale ma il più famoso tempio dello Street Basket newyorkese. Si trova nel Greenwich Village, a pochi passi dalla Fifht Avenue e dai quartieri più in di South Manhattan!

Quanto il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. E i duri si formano sulla strada, in quello che è uno dei templi dello Street Basket, non solo newyorkese. Due canestri, una rete e tanta voglia di emergere, talenti in erba e grandi appassionati di questo sport si sfidano in partite all'ultimo punto! Schiacciate e triple sono all'ordine del giorno, per la felicità dei passanti! Date un'occhiata a questo video e scoprite lo show del Basketball Made in USA!

 

 

Una leggenda del basket non nasce sul parquet, ma sulla strada, sull'asfalto, nei playground delle grandi città americane. The Cage è solo l'esempio più conosciuto di "playground" metropolitano, uno spazio in cui le sfide sono all'ordine del giorno. Passando da quelle parti, chissà che non vi capiti di scoprire, a vostra insaputa, il futuro MVP (Most Valuable Player) della NBA, il massimo campionato professionistico americano. E non c'è nemmeno bisogno di spostarsi da Manhattan: The Cage si trova nel Greenwich Village, alla West 4th Street. Se siete a New York, godetevi lo spettacolo: quello è assicurato!

 

Empire State Building, Chrysler Building? Inchinatevi di fronte all'Obelisco! Al 432 di Park Avenue, una delle location più celebri di New York, proseguono senza sosta i lavori di realizzazione di quello che è già il grattacielo più alto della città e di tutto il mondo Occidentale, anche più alto della Freedom Tower che ha segnato la rinascita del World Trade Center dopo il terribile attentato dell'11 settembre 2001, quando le Twin Towers, fino ad allora gli edifici più alti della Grande Mela, crollarono sotto i colpi del terrorismo.

Il grattacielo, il cui nome ufficiale è quello dell'indirizzo nel quale si trova, 432 Park Avenue, si presenta agli occhi attoniti dei passanti come una costruzione estremamente lineare, semplice, con le centinaia di finestre che sembrano essere l'unico elemento distintivo degno di nota. Quasi un ritorno alla tradizione, si potrebbe dire, mentre nel resto della città e del mondo sorgono edifici dalle forme più disparate, dal tondo alla scheggia di vetro, dal curvilineo al cuspidato.

 

 

L'Obelisco, con i suoi 425,50 metri (l'altezza finale sarà ancora maggiore, considerata l'antenna che verrà montata in cima), è costituito da 96 piani e ospita 104 appartamenti. Chi volesse acquistarne uno dovrà sborsare una cifra compresa tra i 13 e i 75 milioni di euro; niente da fare, invece, per l'attico che è già stato venduto alla cifra record di 95 milioni di euro.

Insieme agli edifici del nuovo World Trade Center (chiamati One, Two, Three, Four, Five e Seven) che vanno da 417 a 288 metri, allo One57 e al 1717 Broadway, il più alto hotel dell'emisfero occidentale, l'Obelisco contribuirà a ridisegnare lo skyline di New York, una città che ha fatto della propensione verticale un biglietto da visita sin dal 1909, quando venne inaugurata la Metropolitan Life Tower, alta 213 metri, e che per quattro anni fu il grattacielo più alto al mondo. Il 432 Park Avenue ha superato di 8,53 metri la Freedom Tower, che si attesta a 417 metri, che diventano 541,33 metri con l'antenna (1776 piedi, come l'anno nel quale, il 4 luglio, gli Stati Uniti proclamarono la loro Indipendenza dal Regno Unito). Certo, data la concorrenza asiatica neppure l'Obelisco riuscirà a riportare la città sul tetto del mondo, ma sarà sicuramente un'opera di carattere, così come intesa dal suo progettista, l'architetto uruguaiano Rafael Viñoly Beceiro, archistar che ha collezionato progetti in tutto il mondo, improntati a linee morbide e decise, ma senza eccessi particolari.

 

 

Arrivo al JFK, che confusione! Finalmente negli USA dov'è nato mio padre, è un sogno! Per fortuna le mie cugine mi vengono a prendere: parlo pochissimo e male l'inglese.

 

Numero Viaggiatori: 1

Data di partenza: 04/07/1974

Durata: 40 giorni

Luoghi: Orlando, Toronto

 

Descrizione del viaggio:

Mi fanno capire che ci stanno aspettando per una "shawer" ed io penso che giustamente mi devo fare una doccia. NO, mia cugina si sposerà alla fine di agosto e dobbiamo partecipare ad una festa. Boh! Comunque partecipiamo e io, stanca com'ero, presto saluto e vado a "nanna". La mattina dopo si parte per Niagara Falls. Uscendo da NYC vedo un ponte che scambio subito per quello di Brooklyn. Poi riesco a capire che è quello Da Verrazzano. Mi sento come Totò e Peppino a Milano.

Dopo un po' di ore di viaggio arriviamo. Uno spettacolo mai immaginato. Mi fanno vedere le cascate in tutte le angolazioni: sotto, sopra, a destra, a sinistra... la sera stessa si riparte ma troppo stanchi ci fermiamo in un motel. Finalmente a casa, di mio zio ovviamente. Mi sembra di vivere in un film, casa bassa tipo cottage, giardino intorno. Si cammina scalzi perché hanno la moquette.

Qualche giorno dopo si riparte per visitare la Florida. 21 ore di viaggio in macchina, ovviamente ci fermiamo a dormire. Arrivate in Florida il caldo è talmente afoso che Roma in estate sembra freschissima, i sandali di gomma si sciolgono sull'asfalto. Ovviamente mi portano a Disney World, poi Cape Canaveral, Daytona Beach. Io devo essere sembrata scesa dalla montagna del sapone: tutto mi sembrava meraviglioso.

A novembre torno negli USA con mio marito e abbiamo programmato di fare lo stesso giro. Forse sarà un po' faticoso visto che sono passati quasi 40 anni! Spero che mio marito sarà entusiasta come lo sono stata io.

L’isola di Manhattan è uno dei crocevia del nostro pianeta, dove incrociare milioni di persone e scoprire sempre qualcosa di nuovo grazie alle sue innumerevoli attrazioni turistiche, le attività, i quartieri che donano enorme energia ed entusiasmo in ogni periodo dell’anno.

È grande meno di 90 chilometri quadri, eppure è uno dei luoghi più famosi e importanti del pianeta: anzi, è probabilmente il vero “ombelico del mondo”, crocevia di razze e milioni di persone. A Manhattan è concentrata pressoché tutta la città di New York, di cui è il nucleo storico: è qui che si trovano la borsa di Wall StreetTimes Square, il Central Park, il municipio, il ponte di Brooklyni teatri di Broadway, il Madison Square Garden, il Met e il Moma, l'American Museum of Natural History, la cattedrale di San Patrizio e tutti i quartieri più famosi (da SoHo a Chinatown, da Little Italy al Greenwich Village e Harlem).

 

 

Ed è sempre qui che si trovano i grandi grattacieli che rendono lo skyline di New York unico al mondo, come l'Empire State Building e il palazzo di vetro dell'ONU, nonché quelli che restano ormai solo nella memoria, come le Twin Towers.

Insomma, cos’altro si può chiedere a una destinazione turistica? Solo leggere le poche righe qui sopra dovrebbe convincere anche i più resti ad aprire una finestra del proprio browser per cercare qualche offerta conveniente per prenotare al più presto un hotel a Manhattan, magari visitando uno dei tanti portali di online. Se invece c’è ancora bisogno di qualche consiglio, si può proseguire la lettura, che proverà a raccontare qualcuna delle innumerevoli attrazioni di questa meta straordinaria.

Partiamo da Central Park, il luogo dove gli abitanti delle città possono dimenticare la città, un Eden di 843 acri di sentieri tortuosi, laghi tranquilli, stagni e prati all’aria aperta, e, ancora, parchi giochi, sentieri jogging e piste ciclabili, il Central Park Zoo con i pinguini, edifici suggestivi che sorgono nella parte centrale del parco. Non importa quante migliaia di persone si riuniscano qui, perché si può sempre trovare un posto per fare pic-nic, meditare, o semplicemente tuffarsi nel verde, soprattutto in una giornata di sole. D’inverno, invece, si apre la pista di pattinaggio all’aperto (quella del film Serendipity, per intenderci).

Se il Central Park è la calma, Times Square è invece la frenesia di New York: una cacofonia di lingue e luci lampeggianti, artisti di strada, folle di persone che camminano e di cartelloni pubblicitari. È anche il cuore della Midtown, la zona di Manhattan con i grattacieli più alti, i marciapiedi più trafficati, le attrazioni turistiche più riconoscibili, i migliori ristoranti, le grandi istituzioni culturali, la musica classica della Carnegie Hall e gli spettacoli di Broadway nonché i grandi magazzini per lo shopping. In breve, l’area in cui ognuno può trovare quello che cerca e gli interessa.

Per gli amanti dell’arte, questo si traduce nelle visite al Met e al Moma: il primo è il più grande museo d'arte dell'emisfero occidentale, che contiene tesori provenienti da tutto il mondo e di ogni epoca della creatività umana. Il MoMa, invece, è il tempio dell’arte contemporanea, da Warhol a Picasso e Van Gogh.

Ma una visita a Manhattan non può concludersi senza il passaggio al monumento più famoso del mondo, la Statua della Libertà: arrivata negli Stati Uniti nel 1886 come dono della Francia, è un simbolo universale di libertà e democrazia, e da Liberty Island, dall’alto dei suoi 152 metri di altezza sulla cima di un piedistallo di 89 metri, continua a salutare i turisti e tutti quelli che arrivano a New York.

Chiudiamo con una citazione d’obbligo, per quanto triste: il memoriale Ground Zero presso il sito dove sorgevano il World Trade Center con le Twin Towers, commovente tributo alle vite perse con gli attentati dell’11 settembre. Perché New York, e Manhattan soprattutto, è senz’altro la città del presente e del futuro, ma non bisogna mai dimenticare il passato. 

 
Info utili:
 

 

Anna Capuano
Blogger, Marketing & Comunicazione

Buone notizie  per i turisti che decidono di andare oltreoceano e visitare New York, meta tra le più in voga per le vacanze estive. Riapre finalmente la Statua della Libertà, monumento simbolo della città e di tutti gli Stati Uniti.

Proprio nel giorno della ricorrenza della Festa dell’Indipendenza la libertà che illumina il mondo (questo il vero nome meno conosciuto della statua) torna ad accogliere i turisti proprio come accoglieva gli immigrati agli inizi del secolo scorso.

Liberty Island, infatti, era stata investita da un muro d’acqua alto circa due metri e mezzo durante il passaggio dell’uragano Sandy, lo scorso ottobre, distruggendo tutto l’impianto elettrico e parte delle strutture. La Statua della libertà svetta all’entrata del porto sul fiume Hudson, al centro della baia di Manhattan, come ideale benvenuto a tutti i turisti che si recano negli Usa.

 

 

Non si può dire lo stesso con Ellis Island, che resta ancora chiusa ai visitatori. L’isola che porta la testimonianza dei 12 milioni di immigrati che fra il 1892 e il 1924 passarono da questa piccola isola nella baia di New York alla ricerca di fortuna, risulta essere stata fortemente danneggiata dall’uragano Sandy. Ci vorrà ancora qualche mese prima che il Museo riapra al pubblico.

La Statua

Soprannominata anche Lady Liberty, la statua è enorme, infatti è alta 46 metri e poggia su un altrettanto enorme piedistallo che fa arrivare l’altezza totale del monumento a 93 metri. Come è ben noto la Statua della Libertà è stata realizzata a Parigi dallo scultore francese Bartholdi, in collaborazione con Gustave Eiffel; è un colosso vuoto al suo interno, composto da sottili lastre di rame martellato su una struttura in acciaio. Quando fu realizzata la Statua fu riconosciuta come una delle più grandi conquiste tecniche del diciannovesimo secolo per design e architettura, un ponte tra arte e ingegneria. 

New York, la Grande Mela, la Metropoli per eccellenza. Si potrebbero spendere fiumi di parole (cit. Jalisse) per descrivere questa città dal fascino mondiale, e forse non si riuscirebbe a rendere l'idea di ciò che una visita in questo luogo suscita.

Certo, pensare di dedicare una sola giornata alla visita di una città come New York è quasi impossibile. Se Milano ha un’estensione media di 9 chilometri in larghezza, dovete sapere che ogni isolato di New York è grande circa 3 chilometri e mezzo. Potreste però volere (o dovere, chissà) condensare tutte le sue bellezze in una visita di 24 ore. E dunque ecco alcuni consigli e "must" da non perdere in città!

 

 

Ore 9.30, Manhattan e Times Square. Se avete la fortuna di dormire in un hotel del centro, allora non potete perdervi il quartiere più pulsante del mondo di mattina. Quando dicono che New York è la città dove non si dorme mai, a Manhattan avrete la prova che ciò è vero. Appena scenderete in strada avrete l’impressione che questo brulicare sia un continuum e non sia mai terminato. Prendete un caffè caldo bollente e cominciate a camminare, per vivere a modo New York bisogna apprezzarne al meglio l’atmosfera.

Ore 11. L’Empire State Building è il luogo dove è stato "girato" Godzilla e altri luoghi dell’immaginario del sogno americano; molto belle e commoventi le fotografie che ricordano le fasi della sua costruzioni. Si trova tra la 5th Avenue (la strada dello shopping e dei negozi) e West 34th Street. Unica accortezza le lunghe file per l’accesso. Alcuni pensano che sia meglio visitarlo al tramonto, invece noi pensiamo che la cosa migliore sia farlo al mattino, quando la vista si perde lontano.

 

 

Ore 13. Guggenheim Museum. Ovviamente non è il solo museo di arte di New York, e neanche l’unico museo di arte contemporanea: c’è il Metropolitan, che per girarlo tutto occorrono quasi due settimane (o giù di lì), e il MoMa, ma pensiamo che il Guggenheim sia il posto migliore dove trascorrere un paio d’ore (gli altri hanno una collezione molto più grande, che quindi richiede molto più tempo): nella spirale disegnata da Frank Lloyd Wright rimarrete letteralmente basiti dalle opere di Kandinskij, Chagall, Modigliani, Seurat, Picasso, Cézanne, Mondrian e molti altri.

Ore 17. Ellis Island. Un tour obbligato nell’isola che ha rappresentato i sogni (infranti o esauditi) di milioni di emigrati, spesso e soprattutto di tantissimi italiani che, a cavallo tra Ottocento e Novecento, vi sono sbarcati in cerca di una vita migliore. Vi porta lì un ferry e a quel punto potrete decidere se scendere e salire sulla Statua della Libertà, oppure guardare tutto beatamente da fuori. L’importante è assaporare l’atmosfera, anche quella del passato. La magia di New York passa anche dal ricordo.

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