"Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra ... e un pianoforte sulla spalla..." Quando ripenso alla mia vacanza a Lloret de Mar mi viene spontaneo pensare a questo verso di Venditti. Non perché fossimo partiti davvero con chitarre e pianoforti (tantomeno sulla spalla) ma semplicemente perché quello è stato il viaggio della maturità, il viaggio di una notte dopo gli esami, tanto per restare in tema.

 

 

Descrizione del viaggio 

Un viaggio mitico e mitizzato, che resterà per sempre impresso. Avevamo diciotto, diciannove anni, tanta voglia di divertirci, di conoscere gente, di conoscere ragazze, soprattutto. E Lloret de Mar era il posto perfetto per riuscirci. Lo pensavamo prima e ne abbiamo avuto la conferma dopo. E dopo Lloret, per non farci mancare nulla, ci siamo fermati quattro giorni a Barcellona. Ne è valsa la pena, non tanto e non solo perché abbiamo dato un tono “culturale” alla nostra vacanza da maturati, ma perché il divertimento è continuato ... Già, perché Barcellona è davvero una delle città più divertenti che io abbia mai visitato (o forse solo perché avevo 18 anni e ora non li ho più!).

Ma partiamo dall’inizio. Viaggio agostano. Classica vacanza di otto diciottenni alla fine della scuola. Arriviamo all’aeroporto di Barcellona e un autobus ci porta a Lloret, un’oretta, un’oretta e mezzo di viaggio se non ricordo male. Prendiamo possesso di quelle che saranno le nostre case per una settimana e iniziamo a perlustrare la zona. La vita a Lloret scorre tranquilla: sveglia tardissimo, mare nel pomeriggio fino al tramonto e oltre, ritorno a casa per cenetta all’italiana e poi via, in discoteca. Già dal secondo giorno iniziamo ad allargare il giro. Conosciamo un gruppo di ragazze di Torino e così le uscite si organizzano insieme. Ci si vede in spiaggia subito dopo ora di pranzo (in realtà abbiamo sì o no fatto colazione) e ci organizza per la serata. A Lloret due cose non mancano mai: le discoteche e gli italiani. Tanti PR dei locali sono italiani e ti avvicinano già sapendo che non devono nemmeno sprecarsi a parlare in spagnolo. Le discoteche organizzano serate con Dj italiani, sapendo che faranno colpo sulla clientela. In una settimana, ci siamo ritrovati con una serata con Molella, a cantare l’inno e Rino Gaetano remix, e con un’altra con Gigi D’Agostino in console. In quegli anni era un po’ un totem, lo si ballava ovunque e un appuntamento del genere non si poteva perdere.

La settimana trascorre veloce, troppo veloce. Senza conquiste, almeno per quanto mi riguarda, ma con tanto divertimento e con pochissima voglia di tornare a casa. Per fortuna la vacanza non è finita, non è ancora finita. L’ultima sera ci si vede tutti insieme per una bella cena spagnola. Paella e sangria per tutti. Gli effetti si vedono ma è meglio non soffermarsi troppo sui particolari ... comunque è  l’ultima sera a Lloret e bisogna festeggiare! Il giorno dopo, di buon’ora, un autobus ci riporta a Barcellona. Le nostre compagne di viaggio partono per Girona, dove si trova l’altro aeroporto che serve la zona. Per loro c’è il rientro a Torino, per noi altri quattro giorni di festa. Arrivati a Barcellona, ci sentiamo un po’ spaesati. La città è grande, immensa, e per chi arriva da una cittadina di provincia e ha diciotto anni l’incontro è un bel colpo! I nostri appartamenti si trovano dalle parti della Rambla, in pieno centro.

Appena arrivati parte subito il primo giro in centro. Iniziamo a prendere le misure alla città. Abbiamo solo un  paio di giorni pieni e vogliamo vedere il più possibile. Dopo una settimana a Lloret, decidiamo di saltare il mare, quindi niente Barceloneta. Arte e cultura di giorno e movida di notte. Siamo riusciti a visitare la Pedrera, la Sagrada Familia, nonostante una fila chilometrica, Parc Guell e passeggiando per lo shopping, ci siamo fermati anche a Casa Batlò. In due giorni non siamo riusciti a fare di più e ci siamo ripromessi di tornare. Sono passati un po’ di anni e quella promessa ancora non l’ho mantenuta. La sera, invece, il nostro punto di ritrovo era il Maremagnun, il mega centro commerciale sul mare che ospita anche tanti locali e discoteche. Quando hai poco tempo e non puoi rischiare, ci è sembrata la scelta migliore anche se la vita notturna di Barcellona regala tanto altro e forse anche di meglio.

Purtroppo, però, le cose belle sono destinate a finire e anche il nostro supplemento di vacanza si avvia verso la fine. Ferragosto è passato da pochi giorni quando un autobus, l’ennesimo, ci accompagna all’aeroporto, come sempre con largo anticipo. Il nostro aereo decolla, ci riporta a casa ma per fortuna la nostra vita universitaria non inizierà prima di novembre! Il tempo per divertirsi non è finito. L’estate è ancora lunga!

Sabba infernale, liberazione dei sensi, celebrazione del ritmo e del corpo che lo segue: parole che possono racchiudere tutto il senso della Love Parade, uno dei più grandi eventi della cultura rave e del divertimento senza limiti né confini.

 

Decibel senza limiti

Il volume della musica è molto più alto rispetto ai parametri dei normali concerti o delle discoteche. I potenti impianti di amplificazione sono posti su camion che sono un po’ il simbolo stesso dell’evento. Simili a carri allegorici del carnevale, hanno a bordo anche gruppi di ballerini che accompagnano la musica e incitano le persone a fare altrettanto. La necessità sembra quella di far cadere in uno stato di trance, di libertà, di sconvolgimento mentale.

La musica che viene suonata è scelta ad hoc, in questo senso. È prevalentemente elettronica, e declinata in tutte le sue forme, dalla minimal house fino ad arrivare alla techno, passando per l’hardcore.

 

 

Love Parade style

Non c’è probabilmente occasione migliore della Loveparade per dare sfogo alle proprie manie di protagonismo (e di esibizionismo). La festa è resa ancora più sfrenata e colorata da un numero incredibile di persone che manifestano la propria creatività e il proprio desiderio di libertà attraverso l’abbigliamento. Alcuni sono vestiti come se fosse un Carnevale di Rio fuori stagione, altri in maniera provocante con bikini mozzafiato, scarpe dal tacco vertiginoso e acconciature variopinte; altri ancora fanno proprio a meno di qualsiasi abbigliamento, dato che il nudo integrale non solo è ampiamente tollerato, ma è quasi un must.

 

Ballo/Sballo

La Loveparade, nell’ambito della sua lotta per la conquista della libertà personale, si caratterizza per la rivendicazione dello spazio pubblico, per l'orgoglio delle subculture underground e per l'uso di alcool e stupefacenti. Non stupisce, dunque, che la quantità di sostanze che viene consumata durante l’evento  non sia stimabile, così come non stupisce che questo stesso abuso sia il baluardo dei detrattori della manifestazione. La Street Rave Parade di Bologna ha visto la fine proprio perchè le forze dell'ordine e l’allora sindaco Cofferati videro un grosso pericolo nel consumo di droghe tra i partecipanti. 

 

‘Love(Parade) is everywhere’

Acapulco, Tel Aviv e Santiago sono città in cui l’evento tiene ancora banco, e che raduna sempre un numero altissimo di partecipanti. Ma la Love Parade per eccellenza è quella che si tiene a Berlino, che per l’occasione si veste a festa e si presenta come un’enorme discoteca a cielo aperto. La città tedesca è la sede storica dell’evento, poiché qui si tenne la prima, quella che aprì le danze a tutte le successive. Datata 1º luglio 1989,  quattro mesi prima della caduta del Muro, nacque come manifestazione politica ispirata a principi di pace e fratellanza. Furono in 150 a partecipare: chi avrebbe pensato che più di vent’anni dopo il numero si sarebbe moltiplicato a tal punto? Un’adesione così massiccia richiese una nuova location: se inizialmente il corteo si svolgeva lungo il Kurfürstendamm, il baricentro dovette essere spostato nel Tiergarten, strada sufficientemente spaziosa per contenere una folla di anno in anno maggiore, e culminante nella Colonna della Vittoria, statua che divenne il simbolo della manifestazione stessa.

Analoga – e sempre in terre germaniche – è la Street Parade di Zurigo, uno dei maggiori festival techno del mondo. In un clima di festa estremamente coinvolgente ed allegro ballano e si divertono spalla a spalla famiglie e bambini insieme a gay, trans e travestiti.

Perché il principio di fondo della Love Parade è la condivisione di passioni comuni, del divertimento e dell’amore, quell’amore che, come recita il motto del 1996, fa sì che: ‘We Are One Family’.

Sono il simbolo della città, e meta eletta di orde di turisti attratti dal fascino del proibito: stiamo parlando dei celebri coffeeshop di Amsterdam, i locali a cui lo Stato dei Paesi Bassi permette di vendere piccole quantità di droghe leggere da consumare all’interno (con tanto di accessori per l’uso).

Barney’sGreen House e Dampkring sono quelli che sembrano andare per la maggiore, ma è difficile stabilire una classifica vera e propria in una città che di esercizi del genere ne conta davvero tanti.

La cultura liberale olandese non corrisponde, però, alla totale mancanza di regole, in quanto i proprietari dei coffeeshop sono sottoposti ad una serie di limitazioni:  devono vietare l'ingresso ai minorenni se non accompagnati, non devono assolutamente vendere droga pesante (pena la revoca della licenza) ed evitare ogni tipo di pubblicità al proprio locale. Ma chi ha bisogno di pubblicità quando migliaia di persone l’anno volano ad Amsterdam attirati dalla possibilità di fare (pubblicamente) qualcosa che nella propria terra è vietato?

 

 

È vero anche, però, che Amsterdam non è solo la patria dei coffeeshop, anzi. È una città incredibilmente viva e depositaria di un enorme patrimonio storico, artistico e culturale.

Una volta appagata la propria curiosità presso questi pittoreschi locali della Warmoesstraat (strada rinomata per i “tour dello sballo”), si può dedicare qualche giorno anche ad una visita della cosiddetta Venezia del Nord.

 

Passeggiata nel centro storico e...goditi la movida

Piazza Dam, meta turistica per eccellenza e centro per antonomasia della città, è il cuore su cui si affacciano fondamentali monumenti olandesi come il Palazzo Reale e la Chiesa Nuova. Oltre Piazza Dam, una passeggiata d’obbligo è quella verso la Leidseplein, considerata una zona centrale per quanto riguarda il divertimento e la vita notturna. È qui che si trovano il Melkweg, famoso centro di musica live e il cinema Cinecenter. Animata – soprattutto in estate – da musicisti e artisti di strada, è la piazza dove si trova il famoso Heineken Café e lo ‘storico’ coffeeshop Bulldog (tanto per rimanere in tema).

 

Dal chiuso dei coffeshop all'aria aperta

Non molto distante da Leidsplein e cuore verde di Amsterdam è il Vondelpark. Passeggiare tra i suoi sentieri e rinfrescarsi sotto i suoi alberi è un modo per sentirsi quasi un cittadino di Amsterdam. Il parco è inoltre sede di altri punti di grande interesse come il FilmMuseum che, oltre ad essere un importante museo cinematografico, presenta delle rassegne di film contemporanei. Il FilmMuseum, insieme alle sculture e installazioni d’arte contemporanea che puntellano il parco, contribuisce a rendere la città uno dei fulcri della cultura europea attuale.

Lo zoo, che si trova all’interno del parco cittadino Artis, è lo zoo più antico d'Europa e vanta più di 8000 animali provenienti da tutto il mondo. Ospita anche il museo, il planetario e un bellissimo acquario. Nel giardino, inoltre, fioriscono migliaia di fiori tra cui i famosi tulipani.

L’orto botanico è uno dei più antichi del mondo, che nacque come giardino di erbe medicinali per medici e farmacisti. Attualmente contiene più di seimila alberi e piante tropicali ed indigene.

 

Il tour dei musei non è mai stato così bello

Amsterdam è conosciuta anche per essere terra di musei, che rappresentano una delle principali attrazioni turistiche. Il museo dedicato a Van Gogh è quello che conserva una delle più grandi collezioni mondiali dedicate al pittore olandese. Il Museo Nazionale è il più grande d’Olanda, e offre un’ampia panoramica sull'arte olandese partendo dalle prime pale medievali fino ad arrivare al Secolo d’Oro (quello di Rembrandt e Vermeer). Famosa è la Casa di Anna Frank, il nascondiglio dove Anna rimase due anni con la sua famiglia prima di essere scoperta e portata nel campo di Bergen Belsen. Imperdibile la visita allo Stedelijk Museum, il maggiore museo dedicato all’arte moderna e contemporanea.

C’è chi pensa che le vacanze siano sinonimo di riposo, e chi ritiene invece che sia il momento giusto per divertirsi senza limiti. Tante le mete che si prestano a questa richiesta, e tanti i modi di vivere le proprie vacanze all’insegna della goliardia più sfrenata. Miami e Ibiza sono le regine della notte (e anche del giorno, a quanto pare!) ma sono in ottima compagnia... che ne dite di fare un salto a Londra o, perché no, a Mosca!?

Quando si pensa al divertimento, si pensa alle discoteche. La discoteca è infatti il luogo del cosiddetto sballo per antonomasia, dove si può ballare, bere e fare qualche conquista (che magari dura l’arco di una notte). Sembra, però, che il concetto di discoteca fine a se stesso a volte non basti: si cercano serate sempre più alternative e che permettano di vivere la notte al limite. A soddisfare la voglia di ballare non solo fino alle prime luci del mattino, ma oltre, sono le discoteche aperte fino a tarda mattinata, se non primo pomeriggio. Bisogna considerare che la legislazione attuale non consente di prolungare l’apertura dei locali oltre un certo orario. Ci sono, però, le dovute eccezioni.

 

 

In discoteca sì, e non solo di notte

Miami, si sa, è una delle patrie del divertimento in America, e ha una scelta di locali molto ampia. Cosa rende la discoteca Space diversa dalle altre? La sua particolarità sta nel fatto che i ragazzi possono entrare per iniziare la loro serata… alle sei del mattino! Può dunque capitare che tu sia appena uscito dal locale dopo una serata di bagordi, e veda sfilare ragazzi che ancora devono dare il via alle danze, che continueranno fino al pomeriggio.

Questo è quanto succede anche all’omonimo Space di Ibiza, altra città rinomata per la presenza di vacanzieri molto giovani e molto dediti alla sacra arte della vita notturna. Anche qui è seguita una regola diversa da quelle delle discoteche tradizionali: pur organizzando ugualmente eventi notturni, anche questo locale ha la peculiarità di aprire all’alba quando gli altri club stanno chiudendo.

Londra è una delle città europee più famose, cosmopolite, trendy e all’avanguardia d’Europa e del mondo ormai da anni, e non poteva mancare all’appello dei posti che offrono divertimento no stop. Il Fabric, una delle discoteche più conosciute della città, spinge agli estremi questa tendenza. Il locale possiede infatti una licenza che gli permette di rimanere aperto 24 ore su 24, proponendo una nutrita serie di attività molto diverse tra loro, che possono dunque rispondere ai molteplici gusti di un ampio pubblico.

 

Dopo la discoteca... caffè. E a tutte le ore!

Discoteche che non chiudono mai, ma anche locali di diverso tipo che seguono la stessa filosofia. Il Bar 30/7 di Mosca è un posto molto elegante e di tendenza per i moscoviti che si trova proprio al centro della città: anche se non si tratta propriamente di una discoteca, dunque, anche lui segue la linea del "24/24H".

Anche l’Egitto si mostra all’avanguardia – e stakanovista – in questo senso: il Fishawi è una delle più vecchie e famose coffee house del Cairo, e insieme all’Harris Café, è aperto 24 ore su 24 per permettere a tutti e a qualunque ora di gustare il tipico caffè egiziano.

Arte, cultura e divertimento. Meglio ancora se tutto a costi accessibili. All'identikit della perfetta meta low cost risponde al meglio Budapest. E se da anni ormai le bellezze della capitale ungherese sono note al grande pubblico, negli ultimi tempi sta impazzando invece la moda dei RomKocsma. Si tratta di caratteristici locali nati sulle ceneri di edifici, palazzi o semplici ambienti abbandonati che sono diventati il punto di riferimento della movida cittadina soprattutto nel fine settimana. 

Scantinati, vecchi magazzini abbandonati, ex cucine industriali. Con l'atmosfera giusta (musica live + drink a buon prezzo il mix perfetto, ma anche arte da strada) non importa che la location non sia a cinque stelle, conta soprattutto la possibilità di aggregare masse di giovani (e non) ed offrir loro divertimento a portata di crisi. Al termine di una giornata passata ad ammirare le tante risorse turistiche di Budapest, dal Parlamento al Castello di Buda passando per Piazza degli Eroi e il Ponte delle Catene, vi aspetta una doccia rilassante e via alla scoperta del fenomeno dei RomKocsma.

 

 

Tra Buda e Pest c'è solo l'imbarazzo della scelta. Il Kuplung, per esempio, trasformatosi da cortile poco considerato a locale di tendenza grazie all'opera di un gruppo di artisti locali. Sempre un cortile, stavolta di una vecchia scuola in disuso, ospita adesso il Tuzraktér che ravviva soprattutto le serate di lunedì e martedì grazie a feste e concerti. Esemplificativo in tutto e per tutto del fenomeno RomKocsma è il Giardino Szimpla, particolarmente noto ai turisti stranieri e agli amanti del genere underground in generale.

Nell'ottavo distretto, precisamente a Mikszáth Square ecco il Mix Art, locale caratterizzato dal lungo bancone in legno costruito utilizzando vecchie porte. Suggestivo, infine, il Tetto Corvin, sorto all'ultimo piano dell'edificio che un tempo ospitava i Grandi Magazzini Statali 'Centrum Corvin'. Un panorama su Budapest accompagna le serate in musica (principalmente underground) ma anche esposizioni artistiche e spettacoli culturali in cui si alternano artisti ungheresi e stranieri.