Nel 1998 non esistevano ancora i social network, Facebook sarebbe nato solo nel 2004, ma l’idea di "fare rete" per avere successo era ben chiara a dieci città del nord Italia, tra Lombardia ed Emilia Romagna, che proprio in quell'anno costituirono il Circuito Città d'Arte della Pianura Padana, con l'obiettivo di offrire al turista, italiano o straniero che sia, una sorta di "alternativa diffusa" a Roma, Milano, Venezia e alle altre "grandi mete" della Penisola Italiana.

Le città attualmente nel circuito sono BergamoBresciaCremonaLodiModenaMonzaParmaPaviaPiacenzaReggio Emilia. Il nome del circuito turistico deriva dalle valle del fiume Po, la più estesa pianura italiana. Oltre al territorio condiviso, le città presentano altre affinità: tutte vantano centri storici antichi, ben conservati e di grande charme; tutte hanno una vita culturale vivace testimoniata da un cartellone di eventi particolarmente ricco; tutte sono situate in prossimità di luoghi di interesse naturalistico, oltre ad un eccellente tradizione enogastronomica, che è forse uno dei primissimi motivi che spinge tantissimi turisti a visitare l'Italia.

 

 

Il Circuito è una dimostrazione di come città importanti del patrimonio artistico nazionale possano "fare rete" per presentarsi da protagoniste sulla scena turistica nazionale e internazionale. Ad di là dell'Urbe e della Serenissima, solo per citarne alcune, le Città d’Arte del Circuito si propongono come meta appetibile per quanti cercano arte, storia, musica e cultura, unite a un’ottima tradizione enogastronomica. Centri storici raccolti, visitabili a piedi e senza code; ritmi di vita rilassati, senza il caos e il traffico delle metropoli; il vero “Italian Style”, quello che abita in provincia e stupisce per la qualità dei dettagli e la preziosità delle materie prime: questi sono i punti di forza delle 10 città, che il Circuito cerca di valorizzare con azioni mirate di marketing territoriale. All'interno del Circuito è infatti possibile realizzare abbinamenti tematici che esaltano le affinità tra le città, permettendo di conoscere approfonditamente ognuna di loro.

Parliamo, in fondo, di località dal grandissimo spessore culturale, sociale ed enogastronomico. Per quanto riguarda l'arte, passiamo dai resti dell'antica città di Brixia (l'attuale Brescia) alle opere di Botticelli a Piacenza, città che ospita la famosa Piazza Cavalli, con le statue equestri dedicate ai Farnese, Alessandro e Ranuccio. Anche Pavia mette in mostra i suoi tesori, dal Castello Visconteo, voluto da Galeazzo II Visconti e oggi sede dei Musei Civici, a San Pietro in Ciel d’Oro, di epoca romanica, che ospita le reliquie di Sant'Agostino e alla Basilica di San Michele, dove fu incoronato Federico Barbarossa. Città d’arte sono anche Parma, dove si possono ammirare i lavori del Correggio, e Modena, che ospita quelli di Velazquez. Si trova a Lodi, invece, il famoso Tempio dell’Incoronata, di epoca rinascimentale e completamente affrescato in oro e blu, al quale fa da contraltare moderno l’edificio della Banca Popolare di Lodi, progettato da Renzo Piano.

E che dire di Monza? Città che ha ospitato re, regine e imperatori, fin dal tempo dei Longobardi quando fu scelta come residenza estiva della regina Teodolinda. La città custodisce veri capolavori di oreficeria, come la celebre Corona Ferrea. Di realizzazione più recente è invece la Reggia di Monza, voluta dall’arciduca Ferdinando d’Asburgo e oggi sede di eventi e mostre. Pochi sanno invece che Reggio Emilia è la città del tricolore; la bandiera italiana nacque proprio qui e quell'evento è tuttora festeggiato con il Museo del Tricolore che, assieme alla collezione Maramotti, rappresenta la principale attrazione artistica cittadina.

La cultura, nel Circuito Città d'Arte della Pianura Padana, non è solo quella rappresentata dall’arte in tutte le sue forme; è anche quella della musica, campo nel quale il Nord Italia ha primeggiato per secoli, e ancora oggi ha tantissimo da offrire: le Terre Verdiane di Parma e Piacenza, le case natali di Giacomo Donizetti a BergamoLuciano Pavarotti a Modena, per passare poi al Grand Tour dei Teatri, che comprende il Regio di Parma, il Grande di Brescia, il Ponchielli di Cremona e il Valli di Reggio Emilia.

La Pianura Padana, grazie alla sua peculiarità territoriale, è un territorio che ben si adatta anche al cicloturismo, un modo di fare turismo che è sempre più popolare in tutta Europa, e anche nel Bel Paese. Itinerari urbani ed extraurbani, che richiamano alla mente il "dolce vivere" e il viaggiare slow, per delle escursioni grazie alle quali scoprire in modo alternativo questa zona d’Italia. Dal Ponte Coperto di Pavia partono i percorsi lungo il Ticino mentre da Lodi nascono quelli che permettono di seguire il corso dell’Adda. A Monza, invece, è il Parco a regalare sorprese, con gli alberi secolari che lo popolano.

E a proposito di Slow, non può mancare un accenno all'enogastronomia, al mangiare bene che è la cifra dell'offerta "mangereccia" della Lombardia e dell'Emilia Romagna. L'Aceto Balsamico tradizionale di Modena, il torrone e la mostarda di Cremona, la raspadura e il mascarpone lodigiano, i casonsei bergamaschi, i 3 salumi DOP e i 17 vini DOC del piacentino, tra i quali Malvasia, Gutturnio e Ortrugo, sono solo alcuni dei prodotti che si possono gustare nel Circuito Città d'Arte della Pianura Padana, attraverso percorsi studiati ad hoc, dalle Strade dei vini e dei sapori, alle degustazioni direttamente nei laboratori, nei caseifici e nelle cantine sparsi qua e là sul territorio delle due regioni.

Per terminare in bellezza questo tour della Pianura Padana, passiamo dallo "slow" al "fast", a quella velocità che fa rima con Ferrari. La mitica rossa, le cui origini possiamo ammirare nel Museo Enzo Ferrari di Modena, mentre la Ferrari di oggi sfreccia lungo lo storico Circuito di Monza. Rimanendo in Lombardia, non possiamo non citare la MilleMiglia, la storica corsa che prende il via da Brescia e che, dopo un percorso di oltre mille chilometri con "giro" a Roma, rientra proprio nella Leonessa d'Italia

Insomma, il Circuito Città d'Arte della Pianura Padana ha davvero le carte in regola per stupirvi, emozionarvi e conquistarvi con un'offerta turistica che ha pochissimi eguali sul palcoscenico italiano ed internazionale. A voi, la scelta di dove cominciare e dove terminare, perché ognuna di queste città ha il suo tesoro da offrirvi.

I musei dedicati ai prodotti alimentari d’eccellenza ormai sono sparsi in varie zone dello Stivale. Un’occasione per proporre un mix tra buon cibo, scoperta e, perché no, conoscenza di tecniche, esperienza e tradizioni del buon produrre e del buon mangiare.

Il punto di forza delle tre situazioni (o meglio sarebbe dire, delle tre eccellenze enogastronomiche territoriali) che analizzeremo, infatti, è stata la scelta lungimirante di aver puntato sul rapporto vivo con il cibo, che vuol dire interattività, degustazione e incontro.

 

 

Casa del Cioccolato, Perugia

Il capoluogo della piccola Umbria è, da sempre legato alla storica fabbrica di produzione del cacao. Il museo storico Perugina si visita in un’ora circa, rigorosamente accompagnati da una guida turistica (anche in inglese), che introduce i visitatori all’eccezionale mondo del cioccolato: dalle origini del cacao al cioccolato, dalla sua lavorazione alla storia d’impresa, per scoprire poi i segreti dei prodotti più famosi come i mitici “Baci”. Con alcune curiosità: ad esempio sapevate che il cioccolato veniva chiamato dai Maya “Teobroma cacao”, che significa “cibo degli dei”?. Il percorso non può non terminare con un’eccellente degustazione del prodotto.

 

Musei del Cibo, Parma

La cittadina emiliana è luogo delle eccellenze, con un sestetto aureo formato da Parmigiano Reggiano, Pomodoro, Pasta, Vino, Salame e Prosciutto. In realtà non si tratta della visita ad un’unica struttura, ma di un vero e proprio percorso gastronomico, articolato sapientemente diremmo noi. E dunque, il Museo del Salame è situato nelle cantine del Castello di Felino, ambienti da sempre scelti per la conservazione e la stagionatura dei salumi, mentre quello del Parmigiano a Soragna, in un ex caseificio. Il punto di forza? Le attività didattiche, che coinvolgono grandi e piccoli. Parlano i numeri infatti, nel 2014 il circuito è stato visitato da ben 20 mila visitatori.

 

Museo del Gusto, Frossasco

Un piccolo borgo situato tra Pinerolo e Torino e questo museo che vuole fare il punto sulle eccellenze gastronomiche piemontesi. Ecco quindi che abbiamo vino e cioccolato. Reperti e immagini raccontano le lavorazioni tradizionali dei principali prodotti del territorio del pinerolese: l’uva e il vino, il latte e il formaggio, il grano e il pane. Il percorso si snoda su due piani, dove oltre ad illustrare la storia dei prodotti tipici della provincia di Torino (come gli antichi stampi con cui si colava il cacao), sono previsti dei particolari pannelli sensoriali per “mangiare” con i sensi. Il punto di forza? Una scuola di alta specializzazione in cucina e un ristorante didattico all’interno.

Quello che un tempo era l’antico ducato di Parma e Piacenza conserva ancora oggi un fascino senza tempo. I motivi sono vari: un paesaggio certo lussureggiante, perso tra l’Appennino Tosco-Emiliano, e l’aver conservato le tracce di un passato glorioso, commisto a una cura nel conservarlo che, in Italia, nella zona che dal centro nord, non ha eguali.

Parma è famosa per il suo Battistero medievale e per aver dato i natali a Giuseppe Verdi, ma la città, dopo una pur approfondita visita, lascia spazio alle bellezze delle zone circostanti, che hanno poco da invidiare alla "magna Parma". Vediamo cosa offrono i borghi che la circondano.

 

 

Castello di Scipione

Si trova a Salsomaggiore Terme, località nota e famosa per le sue acque depurative. Questo castello, fu oggetto di contese fin dal primo Medioevo, quando a guerreggiare erano guelfi e ghibellini. Il particolare nome è dovuto a Gneo Scipione, antico patrizio romano proprietario della villa sui cui resti i marchesi Pallavicino costruirono il castello. Un piccolo borgo si apre alle sue pendici.

Molto bello il chiostro quadrangolare interno, circondato da torri circolari. Il castello era conosciuto anticamente come “Castello del sale”, perché la zona intorno a Salsomaggiore aveva un’importanza strategica in questo commercio. Oggi è ancora possibile pernottare al suo interno.

 

Castell’Arquato

Si trova in provincia di Piacenza, ma è esattamente a metà strada tra le due città: trenta chilometri da Parma, come dalla prima. È stato definito, non a torto, uno dei borghi più belli d’Italia. In questo manipolo di stradine e case medievali, sembra davvero di vivere l’esperienza di un set cinematografico: completa la sua bellezza, il fiume Arda, poco distante.

La collegiata medievale (di origini che si datano al IX secolo d.C.), la Rocca che ospita il Museo di vita medievale, passando per la ricostruzione del ponte sul profondo fossato, lo splendido panorama che da esso si può godere.

 

Castello di Contignaco

 

Questo castello è una costruzione molto antica, probabilmente del 1030. Immerso nelle colline parmensi, la sua torre svetta da 30 metri di altezza. Il castello ha avuto varie vicende storiche: appartenuto in origine ai conti Pallavicino (gli stessi del Castello di Scipione), poi agli Aldighieri di Parma (lo stesso ceppo da cui discende Dante Alighieri), per finire nel maturo ‘500 in mano agli Sforza Pallavicino.

Oggi il castello è privato, ma è parzialmente visitabile perché sede di una azienda agricola specializzata nella produzione dei vini locali. Enoturismo? Perché no. In fondo, queste zone meritano davvero una visita.

Da qualche giorno, alla domanda su dove si trova il labirinto più grande del mondo, si può rispondere "in Italia". E sì, perché grazie al progetto visionario del mecenate, editore e collezionista Franco Maria Ricci, è nato il Labirinto di Fontanellato.

Questo colossale progetto, che sorge a pochi chilometro dalla città di Parma, prende il nome di Labirinto della Masone, e si compone di diversi elementi, tra i quali ovviamente il labirinto più grande del mondo, ben tre chilometri di percorso, di forma quadrangolare, realizzato attraverso la lavorazione di 200mila canne di bambù.

Franco Maria Ricci, però, ha deciso di fare le cose in grande, non limitandosi soltanto a questo straordinario labirinto, ma costruendo al suo interno e intorno un vero e proprio polo della cultura e della conoscenza.

 

 

Al centro del labirinto, infatti, troviamo un tempio piramidale, nel quale è conservato un tesoro di ben quindicimila libri, tutti dedicati alla storia dell'arte attraverso i secoli, e una straordinaria collezione di 500 dipinti e sculture che coprono un arco temporale vastissimo, dal XVI fino al XX secolo, dal Rinascimento all'arte contemporanea.

Nella struttura, inoltre, è stata allestita una mostra dall'interessante titolo Arte e follia, curata dall'esperto Vittorio Sgarbi, e basata su ottanta opere di Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi, esponenti delle correnti più introspettive del Novecento, e "folli", poiché lontani dalla convenzionalità sociale e artistica.

Il Labirinto più grande del mondo, e tutto il complesso della Masone, resteranno aperti in questa prima fase fino a fine ottobre, ogni giorno (tranne il martedì) dalle 10.30 alle 19.00. I biglietti d'ingresso costeranno 15 euro, ridotti a 10 per le scolaresche. 

Ulteriori informazioni, nonché numeri e email per la prenotazione, possono essere trovati consultando il sito ufficiale del Labirinto di Franco Maria Ricci.