Un'abitudine abbastanza consueta nei musei di tutto il mondo è permettere ai turisti di entrare in musei e monumenti a costo ridotto, o addirittura gratuitamente, durante l'ultima ora di apertura, quando cioè i flussi turistici si riducono ed è più facile accedere. A Machu Picchu, uno dei siti archeologici più frequentati e amati del pianeta, si è deciso di incentivare questa pratica di "ingressi ritardati" per un motivo piuttosto serio: l'afflusso al mattino, durante le prime ore di apertura del sito, è maggiore di quanto il fragile ecosistema della zona possa sostenere.

 

 

 

Dopo la decisione di limitare a soli 2.500 gli ingressi quotidiani (per un totale potenzile di 912.500 ingressi all'anno), dunque, il governo peruviano vuole muoversi nella direzione di scaglionare gli ingressi durante la giornata.

Per chi, dunque, deciderà di preferire una escursione pomeridiana a una mattutina, saranno applicati sconti e agevolazioni varie, come spiegato dal ministro dell'Educazione del Perù, Diana Alvares Calderon, che ha anche fatto pubblico il nuovo "tariffario": gli ingressi pomeridiani (sui quali gravano le alte temperature raggiunte in zona dopo mezzogiorno) costeranno 12,50 euro per gli adulti e appena 6 euro per gli studenti, contro i 35 euro del ticket standard.

In questo modo, l'esecutivo di Lima vuole sia migliorare la fruibilità del sito per i peruviani, i cui redditi rendono la spesa di 125 soles (l'equivalente di 35 euro) difficilmente sostenibile, e sia impedire che una eccessiva calca turistica in poche ore possa portare a danneggiamenti della struttura o comunque a uno stress dei monumenti di epoca Incas. Insomma, risparmierete qualche euro, ma dovrete sorbirvi un caldo maggiore. Pronti ad accettare il cambio?

Tra i 3800 e i 5000 metri sul livello del mare ci può essere vita. No, non stiamo parlando di Marte e di strane apparizioni da extraterrestre, ma di alcune meravigliose location, magicamente arroccate sul tetto del mondo dove pare che gli umani vivano, e anche bene stando a giudicare, dalle foto e dalle numerose testimonianze.

In un viaggio che unisce idealmente l'America meridionale e l'Asia, lontane migliaia e migliaia di chilometri, andiamo alla scoperta dei paesi più alti del mondo, e di come questi possano essere adatti, con un pizzico di fantasia (e una bombola d'ossigeno di scorta, non si sa mai!) per un viaggio sui generis.

 

 

 

Parinacota, Arica-Parinacota in Cile - 4.400 m

Non molto distante dal Vulcano Parinacota si trova questo piccolo villaggio, costituito da isolate abitazioni poste a ridosso di una chiesa, con meno di trenta abitanti. Curiosità? E’ il centro di un cerimoniale “marka”, della comunità Aymara, originaria delle fasce più remote della Cordigliera delle Ande.

 

La Rinconada, Puno in Peru - 5.100 m

Sperduto centro posto al confine con la Bolivia, in una terra di mezzo isolata dal mondo, regno di e narcotrafficanti e Dio solo sa cosa altro. Ma non è tutto buio, anzi, La Rinconada è la capitale del folklore peruviano. Con i suoi 5 mila metri sul livello del mare è considerato il centro abitato più alto al mondo. Parzialmente spopolato (ma non c’è da stupirsi), si sta parzialmente ripopolando perché sembra che vi siano state trovate alcune miniere d’oro. 

 

El Aguilar, Jujuy in Argentina - 4.895 m

Udite udite: in questo luogo abitano circa 3.600 persone, abitanti che negli ultimi anni sono calati dell’83% circa. Un record per trovarci a quasi 5 mila metri d’altitudine. Il motivo? E’ stato un importante centro minerario per la produzione di piombo, zinco e argento, ma ora le riserve sono quasi del tutto esaurite.

 

Wen Quan, Qinghai in Cina - 5.019 m

Il secondo classificato tra i villaggi più alti al mondo parla cinese, anzi secondo la classifica del Guinness World Records sarebbe proprio lui a detenere lo scettro. Un centro abitato molto piccoli, ma costituito da numerosi stabilimenti termali.

 

Hikkim, Himachal Pradesh in India - 4.572 m

Le abbondanti nevicate invernale rendono questo piccolo villaggio della provincia di Lahaul-Spiti, in India, più isolato dell’albergo tra le nevi di Shining. Potrete consolare anima e corpo con una visita allo splendido monastero di Tangyud, nelle vicinanze.

Il prestigioso quotidiano britannico Guardian ha stilato una classifica dei posti dove dormire più “in” del Macchu Picchu. Dove con “in”, non s'intende il massimo dei servizi per il top del comfort. Piuttosto spiccano per storie (e in Sud America ce ne sono tante), colore e originalità.

Vediamo quali, nel caso decideste di fare una vacanza dall’altra parte del mondo dovete farlo con stile, e sicuramente questi luoghi saranno delle ottime alternative al "solito" hotel, magari molto bello, ma certo non come questi che vi riproponiamo.

 

 

Machu Picchu Pueblo (71 euro a notte B&B, elalbergue.com)

Se amate le atmosfere dei romanzi di Gabriel Garcia Marquez questo è il posto che fa per voi. I patii assolati, i giardini con piante esotiche. Ecco, siete arrivati nel posto giusto. Questo piccolo hotel, risalente al 1925, ha un giardino con piante del frutto della passione, fuchsia, avocado, erbe aromatiche e un orto biologico.

 

Pisac, Melissa Wasi (80 euro a notte in doppia, melissa-wasi.com)

Avete voglia di fare yoga in SudAmerica? Eccovi accontentati. Atmosfera rilassante e zen, un giardino con numerosi bungalow nel verde. In più Pisac è un sito archeologico di notevole importanza. Qui si trovano alcune delle rovine Inca più spettacolari.

 

Cusco, Balcon Cusco (63 euro a notte in doppia, balconcusco.com)

Il nome parla chiaro. La particolarità di questo albergo (che si trova a Cusco, a cinque minuti a piedi dalla piazza principale), sta nel fatto che è costruito su terrazze inca. Un vero gioiello in stile coloniale.

 

La Casa del Barrio (74 euro a notte, lacasadelbarro.com)

Pittoresco per eccellenza. E’ un piccolo villaggio coloniale in scala ridotta, dove potrete trovare tutta l’autenticità dei colori, dei prodotti tipici, delle ceramiche artigianali alle pareti e chincaglierie varie. Ah, dimenticavamo: cucina ottima. Provare per credere.

 

Las casitas del Arco Iris (doppie a 67 euro a persona, lascasitasdelarcoiris.com)

Chiudiamo in bellezza, perché questa struttura (più una casa vacanze che un vero e proprio albergo), è gestita da un’organizzazione no profit che si occupa di bambini svantaggiati. Infatti l’arredamento è quasi completamente frutto del lavoro dei ragazzi che partecipano ai laboratori. Anche i proventi sono gestiti per la stessa causa.

Itinerario attraverso l'America Latina raccontato attraverso lo sguardo dell'architetto e del disegnatore.

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 26/12/2012

Durata: dicembre 2012-febbraio 2013

Luoghi: Argentina, Cile, Bolivia, Perù

 

Descrizione del viaggio:

Tanto deve l'Europa alla sua Storia quanto l'America alla sua Geografia. Il paesaggio naturale di questa immensa estensione possiede una qualità sacrale già compresa dagli antichi indigeni di questo continente e che ancora oggi possiamo avvertire visitando questi luoghi. Essendomi trovato nella fortunata condizione di aver vissuto in Cile (nella meravigliosa Valparaiso) per motivi di studio, ho intrapreso insieme a Giovanna, la grande compagna di viaggio, un percorso di scoperta attraverso Argentina, Perù, Bolivia e Cile. Da Buenos Aires, con la sua caotica frenesia e il suo immenso orizzonte coperto da un tappeto di cemento apparentemente infinito, siamo partiti gli ultimi giorni dell'anno alla volta del lussureggiante Nord del paese, diretti verso le (obbligatorie ed imperdibili) cascate di Iguazù e poi spingendoci sempre più all'interno, nella pacifica provincia argentina di Misiones, dove ancora oggi si respirano atmosfere capaci di risvegliare una spiritualità profonda e conflittuale e dove sembra ancora di udire per la prima volta il suono di un violino che parla di un'Europa antica e lontana.

Da Misiones ci siamo spinti a Salta e poi a Jujuy fino a Tilcara e al confine con la Bolivia, che si mostra da subito cosciente ed orgogliosa di un eredità indigena ben più antica dell'arrivo dei primi conquistadores. Tra gli immensi altipiani dell'Antico Alto Perù (come veniva chaimato il paese prima della vittoria di Simon Bolivar) scopriamo paesaggi lunari, orizzonti infiniti di montagne senza tempo. Tra questa Natura sovrana la presenza umana diventa quasi un fastidio, una sorta di profanazione del Paesaggio Sacro e sebbene si sia immersi in una solitudine difficile da provare altrove non si avverte la nostalgia della civiltà ma se ne scoprono con curiosità le tracce lasciate del suo passaggio: pitture rupestri nelle valli di Quetana lasciate dai pastori delle mandrie di lama, menhir scavati dal vento e da oceani comparsi da millenni e le più recenti rovine di insediamneti minerari persi tra le valli rocciose. Da non perdere il suggestivo cimitero dei treni di Uyuni, nei pressi del famoso Salar e il fondamentale Mate di Coca, bevanda preparata con un infuso di foglie di coca con il potere di placare i mal di testa dovuti all'altitudine (che a volte supera i 5000 m s.l.m).

Da questi luoghi incontaminati il ritorno alla realtà urbana può risultare brusco, ed è consigliabile concedersi alcuni giorni a Potosì, magnifica gemma dell'Architettura dei coloni spagnoli con un lato oscuro che grava ancora oggi sulle vite di chi la abita: la miniera d'argento più grande dell'intero continente che fu teatro di atrocità tremende in passato e ancora oggi oggetto di profonde controversie. Tale è la sua tetra fama, che i minatori che ancora vi lavorano seguono la tradizione di rendere omaggio al Tio de la Mina, un satiro dai tratti demoniaci che viene ritenuto il signore delle scure profondità. Da qui ci siamo spinti a La Paz, la capitale più alta del mondo, caotica ma accogliente e poi alle sponde del lago Titicaca, un'altro degli spettacoli naturali meravigliosi che questa terra ha da offrire. Se vi capiterà di visitare i resti di questo antichissimo mare altipianico non predetevi l'esperienza di scoprire i suoi isolotti (tra i più noti la Isla del Sol e de la Luna) facendo trekking e passeggiate e fermandovi a mangiare la trota pescata tra le acque del lago, sacre al dio Sole Inti.
Infine il Perù con le sue rovine coperte di muschio e l'incredibile varietà di prodotti che hanno contribuito a creare una cultura culinaria che non ha nulla da invidiare a quella mediterranea. Provate le oltre 15 specie di mais, di patate, i formaggi di capra, i cereali e la quinoa, il delizioso cebiche (piatto a base di pesce crudo) e le famose empanadas di carne di lama.

L’enfasi in questo diario è stata posta nella ricerca di un filo conduttore comune all’interno di tutte le esperienze vissute e i luoghi visitati. Ogni giorno veniva annotata una piccola lezione appresa su quanto osservato, accompagnata da un disegno o uno schizzo per testimoniare quale luogo o soggetto l’avesse ispirata. Attraverso queste annotazioni grafiche si andava costruendo in maniera spontanea e involontaria un percorso di avvicinamento a una realtà celata oltre i meravigliosi panorami e le imponenti rovine dei popoli antichi, una scoperta a cui si è cercato di dare un nome, di articolare in modo chiaro. Finalmente, durante la visita al Museo della Montagna di Salta, nel nord dell’Argentina, una frase scritta in una delle sale si rivelò fondamentale per comprendere a fondo questa intuizione; “Nell’antichità i popoli andini consideravano il Paesaggio come un’entità sacra”. Grazie a quelle parole realizzai a cosa fosse in realtà dovuto l’enorme distacco che avvertivo tra le culture e la Storia dell’Europa e l’immensità di questo antico Nuovo Mondo.  Per noi popoli europei l’Arte può essere sacra o la Musica o L’Architettura, ma non siamo affatto abituati a conferire lo stesso valore a qualcosa di non creato dalla volontà umana. E se si considera sacro il paesaggio, allora sembra facile vedere come in molti casi, in questo o in altri continenti, l’essere umano abbia introdotto elementi che acquistano i connotati del “profano”, l’artificiale inteso come contrapposizione alla sacralità che alcune culture antiche attribuivano (e attribuiscono tuttora) alla Natura che abitano. Questa dicotomia quasi spirituale  è divenuta la guida e l’ispirazione per il completamento del diario di viaggio, che alla fine si delinea come un tentativo di catalogazione di queste realtà “sacre” e di quale sia il valore che l’Architettura e le opere dell’uomo sono in grado di assumere semplicemente attraverso il dialogo (o la mancanza di esso) con il proprio contesto di appartenenza.

Un articolo dedicato a tutti i turisti che non sono semplicemente sportivi, ma che allo sport guardano molto in grande. Ecco perché abbiamo scelto di portarvi in viaggio in giro per il mondo alla scoperta delle maratone più originali che ci siano. Perché non si tratta delle maratone più famose, come possono essere quelle della Grande Mela o di Boston, ma sicuramente sono maratone che si tengono in luoghi della Terra semplicemente favolosi. Avreste mai pensato di correre lungo la Grande Muraglia o di farlo attraversando le magiche dune del deserto del Sahara? Se pensate che sia fantascienza, con questo articolo noi di Vita da Turista vi faremo ricredere! Preparatevi ad un tour del pianeta che va dalle acque cristalline delle Hawaii alle faticose arrampicate lungo la Cordigliera delle Ande, attraversando tutte le maratone assolutamente imperdibili per chi ama lo sport, ma non vuole rinunciare a godere di scenari affascinanti.

 

 

La Maratona della Grande Muraglia, Cina

 

Una corsa non solo fisica, ma anche simbolica, una corsa che percorre chilometri e chilometri e ben 5164 gradini. Quella della Grande Muraglia è una corsa nella storia, un’esperienza indimenticabile e un momento di scoperta di un grande Paese dal fascino millenario, la Cina. La Maratona della Grande Muraglia si tiene in una cornice davvero pittoresca, quella della provincia di Tianjin e dei dintorni di Huangyaguan. Correndo si ha la possibilità di ammirare il volto più antico e tradizionale della Cina, fatto di tipici villaggi rurali cinesi e di paesaggi assolutamente da cartolina.

Corridori provenienti da ogni angolo del mondo arrivano in Cina per partecipare ad uno dei maggiori eventi del running, e negli anni è diventata sempre più famosa sia perché è considerata una delle più straordinarie maratone del pianeta sia per la sua incredibile difficoltà!

 

 

Honolulu Marathon, Hawaii

Le Hawaii, un paradiso che molti sognano di vivere stesi su spiagge favolose e magari sorseggiando un cocktail fresco in totale relax. E se vi dicessimo che ci sono turisti che invece desiderano vivere le Hawaii in modo molto più dinamico? Sono proprio quelli che partecipano alla Maratona di Honolulu, l’evento che si tiene nel mese di dicembre e che vede la capitale protagonista insieme a tutte le sue straordinarie bellezze affacciate sulle acque cristalline dell’Oceano Pacifico.

È tra le maratone più lunghe e impegnative del pianeta, ma anche tra le più emozionanti proprio per i paesaggi incantati che attraversa: parti integranti del percorso, infatti, sono non solo la magnifica zona del lungomare ma anche alcune delle vaste e ampie spiagge locali, prima tra tutte quella di Waikiki, la più iconica e proprio per questa considerata anche uno dei simboli della città stessa.

 

 

Inca Trail Marathon, Perù

Perù, terra degli Inca: è qui che si tiene un’altra delle maggiori maratone mondiali che, si snoda attraverso una spettacolare varietà di sentieri e paesaggi nel cuore delle Ande peruviane meridionali. È un percorso molto difficile e adatto ai runner più esperti, ma anche a tutti quelli che non hanno paura di mettersi alla prova e di lanciarsi in un’avventura a base di sport. Si percorre l’antico sentiero Inca che porta alla leggendaria città perduta di Machu Picchu, nella storia della grande civiltà Inca e attraverso intriganti rovine godendo, allo stesso tempo, di viste panoramiche eccezionali d’altissima quota.

 

 

Marathon des Sables, Sahara

La Marathon des Sables, ovvero la Maratona delle Sabbie, è una maratona che ha la cornice più off limits possibile: il deserto del Sahara. 240 chilometri da percorrere nel sud del Marocco attraverso le dune del deserto, e che ha la durata di una settimana. Si tratta di un’esperienza quasi ai limiti delle possibilità umane, in quanto i partecipanti hanno a disposizione dei punti ristoro dove possono ritirare una razione di acqua giornaliera, ma a parte questo aiuto esterno devono percorrere tutta la lunghezza della maratona in completa autosufficienza alimentare. Dotati di un kit di sopravvivenza, gli avventurosi corridori si preparano ad una maratona decisamente fuori dagli schemi!

 

 

Kilimanjaro Marathon, Tanzania

Anche alle falde del Kilimanjaro… si corre! Come? Con la Kilimanjaro Marathon, l’evento che raccoglie un gran numero di sportivi ogni anno a Moshi, una cittadina della Tanzania che si trova proprio ai piedi della più alta montagna africana. Più di 40 chilometri per questa maratona che nacque nel 2002 con l’intento di promuovere il territorio sotto il profilo turistico, ma che con il tempo è diventato un vero e proprio appuntamento fisso per runners provenienti da tutto il mondo e che non hanno paura di superare i propri limiti! Percorrere la lunghezza della maratona vuol dire godere di un variegato scenario africano, fatto di bellezze naturali ma anche di centri cittadini dalla bellezza tradizionale. Una volta superato lo scoglio dello sforzo fisico, questa maratona diventa un’esperienza di vita a tutti gli effetti, una di quelle davvero memorabili!

 

 

Pharaonic Race, Egitto

La Pharaonic Race è una maratona di 100 km che porta il corridore attraverso i monumenti più magici dell’Egitto: le Piramidi. E la maratona va proprio da un sito di piramidi all’altro, partendo da Fayyuum, cittadina posta all’interno dell’oasi omonima, per arrivare fino a Sakkara dove si trova la maestosa piramide a gradoni. Le grandi protagonista di questa manifestazione tra sport e cultura porta i turisti sportivi ai piedi di alcune delle più incantevoli e possenti piramidi egiziane, come quella del Faraone Amenemhat III, di Chefren, quella El-lesht e quella romboidale di Dahshur.