L’Oceano Atlantico a 5 stelle vi aspetta. E dove? In Portogallo, al Vidamar Resorts Madeira 5*. Pensavate che il Portogallo fosse una sottile striscia di terra le cui destinazioni più importanti, o forse le uniche, fossero Lisbona e Porto? Vi sbagliavate di grosso.

Madeira è un arcipelago situato a circa 600 chilometri dalla costa africana, poco più su delle Isole Canarie. Un luogo dove natura (a tratti selvaggia), folklore e gastronomia si mescolano in modo magico.

 

 

Sicuramente è un modo per fare una vacanza esotica ma senza arrivare necessariamente dall’altra parte del mondo. Il resort che  oggi vi proponiamo è dotato di tutti i confort: centro termale, piscina privata e zona fitness. Per i più piccoli ci sono un parco acquatico e un miniclub. La cucina propone diversi ristoranti con il meglio della cucina locale, giapponese e italiana.

Quanto potrebbe costare questo sogno? Solo 249 euro, per tre o cinque notti in mezza pensione. Cosa aspettate? Fiondatevi su questa offerta al più presto!

La meta di queste due settimane di vacanza primaverile è il Portogallo, estremo lembo occidentale d’Europa, uno dei più piccoli tra gli stati europei ma non per questo il meno affascinante. Partiamo quindi con la nostra moto alla scoperta della terra del Fado.

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 01/06/2013

Durata: 2 settimane

Luoghi: Coimbra, Lisbona, Porto

 

Descrizione del viaggio:

Terra di grandi esploratori e navigatori, come Vasco de Gama, ma anche terra di scrittori e poeti, a partire da Fernando Pessoa, il Portogallo offre ai visitatori tutto ciò che possono desiderare: molte località balneari, bellissime città storiche e un paesaggio caratterizzato da uliveti, vigneti e campi di grano. Divertimento, arte, natura ... c'è davvero di tutto!

Lisbona, la capitale, è la città più importante, assolutamente da vedere. È situata in una scenografica posizione sulle rive del fiume Tajo. Obidos è un incantevole borgo medioevale racchiuso in un’alta cinta muraria. Porto è adagiata sulla collina che domina il fiume Douro.

Pur essendo il mese di Giugno il caldo si faceva sentire, specialmente durante il lungo trasferimento autostradale attraverso la Francia e la Spagna (una bella fatica!). In definitiva credo che il Portogallo sia davvero un paese bellissimo, ricco di città "cariche" di storia, di panorami mozzafiato e abitato da un popolo molto cordiale, che ci ha fatto sempre sentire come se fossimo a casa.

Due settimane lungo le coste del Portogallo, dalle dune dell'Algarve, alle foreste di Braga...

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 08/08/2012

Durata: 2 settimane

Luoghi: Cascais, Coimbra, Faro, Lagos, Lisbona, Porto

 

Descrizione del viaggio:

8 agosto, partiamo da Milano con la giacca a vento: 15 gradi, vento e grandine. Scendiamo dall’aereo e ci guardiamo straniti con i compagni di volo, mentre tutti insacchettano in fretta maglioni e scarponi: a Siviglia ci sono 42 gradi. Le hostess ci guardano con un sorrisino, siete fortunati, dicono, ieri ce n’erano tre di più.

A mezzogiorno, col sole a picco, io e Tiziana vaghiamo per la città semideserta, i turisti si nascondono dentro i bar, sotto i porticati, dentro le chiese. Dalla Torre Giralda che ondeggia nel calore, sono sicuro di sentire il richiamo del muezzin. Forse è veramente troppo caldo per girare a piedi a quest’ora: troviamo un bar con un posto all'ombra a ridosso della cattedrale che, nella sua immensità, sembra pure lei voler cercare refrigerio dalla calura sprofondando nel terreno. Concludiamo la breve ma calda visita di Siviglia con una passeggiata serale al Parco di Maria Luisa, con i suoi portici inondati di sole, e se ti appoggi alle balaustre dei suoi ponti , quasi ti pare di sentire un gondoliere che canta in veneziano.

Il 9 agosto partiamo presto in bus per Faro, dove ritiriamo la macchina e poi riprendiamo il viaggio per Lagos: abbiamo in programma una settimana di crogiolamento solare prima del viaggio verso nord. Abbiamo sentito voci atroci sull’Algarve agostano: bande di ragazzini inglesi e tedeschi ubriachi che vagano per le spiagge di giorno e per le vie dei paesini di notte, evitiamo quindi tutti i posti segnati sulle guide turistiche e ci fidiamo delle recensioni trovate in rete. Chi cerca trova: basta camminare un po' e troviamo spiagge semideserte: Praia do Canavial, Praia Luz, Praia das Cananas Velhas. Anche nelle piu’ affollate Praia Ana e Praia do Camilo si riesce a stare senza trovarsi i piedi di qualcuno in testa. Albufeira la guardiamo solo dall’alto: ombrelloni e teli. Rimini. Le costanti di questa prima settimana sono l’acqua gelida per stomaci forti dell’Atlantico e il bacalau serale, cucinato in tutti i modi possibili… ma quando una cosa e’ buona, non ci si stanca in pochi giorni.

Il sole ci accompagna fino al 15, giorno in cui lasciamo la nostra postazione fissa in Algarve e iniziamo il viaggio itinerante verso nord. Prima tappa Sagres, la visita alla Fortaleza è un po' triste sotto una pioggerella insistente. Molto meglio nel pomeriggio la passeggiata tra le dune della Praia Bordeira, completamente vuota, a parte una coppia di surfisti temerari che sfidano la giornata uggiosa e le onde da tempesta. Stiamo un’oretta a guardarli sbocconcellando quel che resta del pane broa che abbiamo comprato al mattino. Alla sera ci fermiamo a Vilanova de Milafontes, dove mangiamo due trote in un localino imbucatissimo frequentato da locali. Ci servono due trote, l’unica cosa che gli e’ rimasta nel menu. Buonissime.

Giovedì 16 agosto riprendiamo il viaggio per strade sterrate verso Lisbona. Tocchiamo Porto Covo, fuggiamo dalle raffinerie di Sines, ci fermiamo qualche ora a Setubal, perdendoci nei colori della barche del porticciolo. Il paesaggio è cambiato rispetto a quello brullo dell’Algarve: la Serra da Arrabida è tutto un precipitare del verde dei pini nell’azzurro dell’oceano. Sesimbra è un dedalo di viuzze a precipizio sul mare, impossibile parcheggiare, preferiamo i precipizi di Cabo de Espichel  (o meglio, Tiziana li preferisce… io mi mantengo ben distante dalle scogliere, sempre fedele alle mie fobie). Lisbona è una di quelle città in cui cammini con la storia, i turisti che affollano la Baixa sono effimeri, neppure li noti, nelle orecchie ti risuonano le parole di Pessoa: la miglior maniera di viaggiare è sentire, e Lisbona è tutto un sentire e fluire lungo il Tago.

Il 18 ripartiamo per Cascais, che, sarà l’assonanza, nasconde molto male i segni della decadenza dietro qualche facciata rifatta. Tra Cabo da Roca e Azenhas do Mar troviamo una spiaggia spettacolare. Unico problema: la spiaggia è lì sotto, un centinaio di metri sotto il parcheggio. Ma l’attrazione delle onde oceaniche è più forte delle paure: la discesa è meno infernale di quanto temessi. Risaliamo quasi a sera, perché, un po' per la bellezza del mare, un po' della paura della risalita, abbiamo fatto tardi. Mi riprendo dall’emozione con un calderone di arroz de polvo in un ristorantino con veranda sulla spiaggia a Porto Monte.

Domenica 19 ci rilassiamo nella spiaggia della penisola Peniche, affollata ma immensa. Qui Tiziana viene quasi spazzata via dalle ondone oceaniche, ma un gruppo di surfisti la salva. Metto il broncio perché secondo me l’ha fatto apposta, ma mi passa con un paio di bicchierini di Ginjinhas sorseggiati passeggiando per le stradine di Obidos, paesino da cartolina, troppo bello per essere vero. Proseguiamo per Albocaca e Nazaré per finire a Luso dove dormiamo nella residenza di caccia di un nobile del settecento, serviti a nostra volta nobilmente con un bacalau asado con patate.

Siamo quasi alla fine del viaggio: lunedì visitiamo Coimbra, che troviamo abbastanza cadente, a parte l’università, dove dei simpatici studenti cercano di venderci un volumetto da 500 pagine che spiega la sua storia. Ci dirigiamo poi verso la Terras do Bouro, qui, tra monti, verde e fresco è veramente un altro mondo rispetto all’Algarve. Dormiamo alla Casa do Cavacadouro, dove una istrionica professoressa di matematica ci inebria di liquori e storie.

Il martedì abbiamo mezza giornata di tempo, troppo poco e troppo veloce, per visitare Porto e prima di riconsegnare la macchina e prendere il volo che ci riporta in Italia, e nel cuore già un po’ di nostalgia, che la saudade è brasiliana, ma da qualche parte l’avranno pur presa, no?

Molti associano i mulini a Don Chisciotte de La Mancia che, accanto al fido Sancho Panza osava sfidare le occorrenze nefaste della vita, ma in maniera più sistematica anche le ingiustizie e tutte quelle idee contrarie che fanno del mondo un posto non sempre bellissimo.

Voi non dovete fare tutto ciò, al massimo potrete dormirci dentro uno di questi mulini, e in questa breve selezione vogliamo offrirvi il top del top. Ah, non pensate che i mulini siano solo nei Paesi Bassi, perché ve ne proporremo in destinazioni tutte diverse!

 

 

Santorini, Grecia. Nell’isola bianca e blu, animata da notti ubriache di vodka lemon, esiste un mulino a picco sul mare. La struttura ovviamente spicca per il suo candore bianco ed è l’ideale per una vacanza in gruppo. 280 euro a notte, ma da dividere per cinque posti letto, piscina, salotto e cucinino. Info: www.windmill.gr/

 

Bradford, Gran Bretagna. Dal caldo al freddo. Questo vecchio mulino risale al 1796 e si trova a pochi chilometri da Stonehenge e dal Longlet Safari Park. Un’ottima soluzione per un viaggio nel sud dell’Inghilterra che vi permette, tra le altre cose di visitare la splendida campagna inglese del Wiltshire. I prezzi, considerato il cambio, non sono troppo proibitivi, a partire da 120 euro a notte. Info: http://bradfordoldwindmill.co.uk/home.htm

 

Eindhoven, Paesi Bassi. Posizione strategica, se non altro per il suo trovarsi a 15 chilometri dall’aeroporto di Eindhoven. Purtroppo non economico, ma immerso in una campagna pittoresca che vi darà l’impressione di essere in un romanzo del Settecento. Lo circondano campagne solcate da canali e tanto verde. Info: www.bedandbreakfast.nl

 

Alentejo, Portogallo. Anche il Portogallo ha il suo mulino, che però è al passo con i tempi: wireless, pannelli fotovoltaici per l’elettricità e ogni confort interno. Alentejo inoltre è un grazioso borghetto sulla costa vicentina, non distante dal Parque Natural do Sudoeste Alentejano e da località balneari come Odemira. Ma il meglio è il paesaggio mediterraneo che si apre dalla vista delle camere: solo girasoli, vigneti e uliveti. Info: www.ownersdirect.co.uk/portugal/p5951.htm

Lisbona, a cifra tonda. Cento euro per scoprire la città dei pasteis, i dolci famosi in tutto il mondo e tipici della capitale portoghese. Ma di soli dolci si vive a Lisbona; guardatevi attorno e scoprite le centinaia di attrazioni di questa città. Ecco qualche tappa che proprio non si può dimenticare, a partire dalla Torre di Belém e il celebre quartiere all'interno del quale si inserisce, il quartiere di Belém, appunto. E poi il quartiere di Alfama, per perdersi nei vicoli e scoprire la città a bordo dei famosi tram gialli (non dimenticate di fare un giro sul numero 28)!

 

 

Le sorprese, ovviamente non finiscono qui. Ecco un trittico di attrazioni da non perdere: il Museu Nacional du Azulejo, il Monastero di San Geronimo, dichiarato Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, e la splendida Igreja do Carmo, scheletro a cielo aperto di una chiesa che ormai non c’è più. E per la sera, siete pronti a divertirvi al Barrio del Carmen? Se siete pronti, la partenza è per il 16 dicembre da Bergamo, con rientro il 19 dicembre. Quattro giorni e tre notti al Residencial Modelo, piccolo hotel in stile tradizionale che gode di una posizione unica nel centro di Lisbona, a pochi passi dalle principali attrazioni della città, negozi e ristoranti.

Insomma, tutto il meglio a una cifra ... tonda tonda: solo 100 euro. L'offerta è disponibile su logitravel.it.

 

”La città della luce e dei colori”, così Fernando Pessoa definì la capitale portoghese. Pessoa fu un poeta e scrittore portoghese, considerato tra i più importanti e brillanti letterati del mondo, al quale Lisbona ha dedicato un monumento all'uscita della metro Baixa-Chiado, di fronte alla caffetteria/birreria piú tipica della città, A Brasileira, dove l’autore amava trascorrere le sue giornate. Esattamente da questo punto, centralissimo di Lisbona, iniziò il mio free tour attraverso la storia e la cultura di questa splendida città...

 

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 04/02/2015

Durata: 5 giorni

Luoghi: Lisbona, Sintra

 

Descrizione del viaggio

Non sempre si ha il tempo di informarsi abbastanza sulla cittá, destinazione del nostro prossimo viaggio. Guardare un documentario o leggere una guida turistica potrebbe essere abbastanza, tuttavia ogni grande città europea, fino a ora, mi ha offerto la possibilità di conoscerla meglio attraverso le parole di guide turistiche che in loco portano i turisti a perdersi tra le antiche e strette stradine dei suoi quartieri, chiedendo in cambio un'offerta, in base alla qualità del servizio offerto e delle possibilità economiche di ciascun turista. Se qualcuno volesse usufruire dello stesso servizio per il suo prossimo viaggio, gli consiglio di visitare il sito www.neweuropetours.eu, che offre free tour in ben 18 città europee.

Cosa vedere? 

Cidade Baixa: è il quartiere basso di Lisbona, che inizia dalle rive del fiume Tago fino all'Avenida da Liberdade. Questa zona della cittá, ricca di negozi, boutique alla moda, bar e ristoranti, è relativamente nuova: Lisbona infatti fu completamente distrutta da un terremoto, nel 1755, al quale susseguì un incendio e ancora un tsunami, radendo al suolo l’intera città a eccezione della zona alta. La Cidade Baixa ospita anche la gigantesca Praça do Comércio con il suo Arco Trionfale, dalla quale ha inizio la Rua Augusta che la unisce alla Praça do Rossio, una delle principali attrazioni turistiche.

Cidade Alta: La città alta può essere raggiunta facilmente a piedi dai più sportivi, o anche attraverso l’Elevador de Santa Justa in Rua do Ouro. In una zona alta della città è situato anche il quartiere in assoluto più storico e tipico di Lisbona, Alfama, l’unico sopravvissuto al terremoto del 1755. Qui é conservato il Castello di Sao Jorge, i resti del Palazzo Reale, una bellissima vista su tutta la cittá e il fiume Tago, e ancora antichi edifici ricoperti dalla tipica ceramica portoghese, gli azulejos. Il Quartiere dell’Alfama ospita anche la Torre de Ulisses, la Cattedrale di Lisbona, il Convento da Graça e il Museo del Fado, che consiglio di visitare.

Fiume Tago: È proprio da qui che le navi portoghesi partivano in cerca di ricchezze e nuove terre da conquistare. Tappa indispensabile durante la visita di Lisbona sono alcuni tra i più particolari monumenti che la città offre, la Torre di Belém, il Monastero dos Jerónimos, fatto costruire nel XVI secolo per celebrare il ritorno di Vasco de Gama, dopo aver scoperto la rotta per l’India; e ancora un monumento di più recente origine, il Padrao dos Descobrimientos, eretto nel 1960 per ricordare le grandi scoperte portoghesi.

Osservando sempre il Fiume Tago è possibile vedere il maestoso Ponte 25 de Abril, per ricordare la restaurazione della democrazia in Portogallo, avvenuta in questa data del 1974. Il ponte lungo circa 2 km, fu costruito tra il 1962 e il 1966 dalla stessa compagnia che si occupò della costruzione del famoso Golden Gate Bridge di San Francisco.

 

Simbolo della città?

Fado: non si può lasciare Lisbona senza aver ascoltato il Fado, la tipica musica popolare portoghese, in una Tasca dell'Alfama o nello stesso Museo del Fado. La musica ha da sempre accompagnato sentimenti di malinconia e nostalgia d’amore e di vita (saudade). Il Fado racconta infatti temi di emigrazione, di lontananza, di separazione e allontananza, dal momento che Lisbona, e il Portogallo più in generale, èun Paese di emigrati.

Sughero: utilizzato non solo per la realizzazione di tappi di bottiglia, ma soprattutto per la realizzazione di qualsiasi accessorio, dai bracciali, alle borse, dai cappelli alle scarpe, dalle cartoline agli ombrelli e cosí via. Basta sapere che il Portogallo produce il 33% del sughero totale del mondo per non rimanere tanto sorpresi.

Tram 28: è lo storico tram di Lisbona, che parte da Campo Ourique a Martin Moniz, passando attraverso il quartiere di Alfama. Sembra di tornare indietro nel tempo: l’interno in legno, i binari, il campanellino per segnalare la fermata!

Azulejo: è un tipico ornamento dell’architettura portoghese consistente in una piastrella di ceramica decorata in due colori, bianco e azzurro.

 

Cosa mangiare/bere?

Bacalhau: Lisbona si affaccia sull'Oceano Atlantico, per questo è facile immaginare che la sua cucina sia a base di pesce. Tra tutti il piú tipico è il baccalà, del quale si dice esista una ricetta differente per ogni giorno dell’anno.

Pastel de nata: è il dolce per eccellenza portoghese, la cui storia lo vede nascere a Lisbona, nella famosa Antigua Confeitaria de Belém, situata a pochi metri dal Monasteiro dos Jerónimos. Si tratta di piccoli dolci di pasta frolla ripieni di crema cotta al forno.

Ginjinha: è il liquore tipico portoghese, dolce e scuro, fatto di amarene (ginja), non molto alcolico e spesso offerto dentro piccoli bicchieri di cioccolato.

 

Come spostarsi?

Metro: La metropolitana di Lisbona èstata inaugurata nel 1959 con due brevi linee che raggiungevano appena i 6 chilometri. Tuttora non molto vasta, include 4 linee (azzurra, verde, gialla e rossa), per un totale di 45 km.

 

Cosa visitare appena fuori Lisbona?

Sintra: è un affascinante centro di 375 mila abitanti, poco fuori Lisbona, facente parte della lista dei Patrimoni dell’Umanità dal 1995. Ricordata per essere stata la residenza estiva dei re portoghesi, é tuttora meta d’attrazione di tantissimi turisti per i numerosi castelli, palazzi e giardini che la caratterizzano: il Palácio da Pena (1840-50), il Castelo dos Mouros, il Palácio Nacional de Sintra, la Quinta da Regaleira.

Questo è stato il nostro primo viaggio insieme con mio marito così lungo e variegato nonchè viaggio di nozze, dove abbiamo visto dei posti bellissimi, emozionanti e carichi di energie positive e benevole.

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 18/06/2012

Durata: 15 gg

Luoghi: Braga, Cascais, Fatima, Lisbona, Palma di Maiorca, Porto, Sintra

 

Descrizione del viaggio:

Siamo partiti in data 18/06/2012 da Fiumicino diretti a Lisbona per iniziare questo viaggio bellissimo, emozionante e con tanto bisogno di stare insieme e vedere il più possibile. Il nostro umore era ottimo poiché ci eravamo appena sposati ed era andato tutto bene, ci sembrava ancora un sogno e non avremmo mai immaginato che questo sogno sarebbe continuato nel nostro viaggio.

Abbiamo iniziato con 3 gg a Lisbona, città molto particolare con i suoi tram turistici così colorati e funzionali; abbiamo soggiornato in un albergo centrale ed abbiamo visitato il Castello di Sao George, tutta la parte alta di Lisbona, la parte marittima con il bellissimo monastero di san Geronimo, la torre di Belem e la torre dei navigatori, abbiamo girovagato per la città a bordo dei suoi tram, abbiamo mangiato in diversi posti e ci siamo trovati molto bene. Inoltre il fiume Tago dona una noa caratterisitica alla città con il suo porto costruito e molto simile a quello di Brooklyn, un bel rosso che spicca sull'azzurro.

Il quarto giorno abbiamo preso la nostra macchina noleggiata e siamo andati alla scoperta del Portogallo con già un itinerario in mente ma con tanta voglia di sorprese e variazioni e siamo partiti come prima tappa alla volta di SintraSintra è un paese bellissimo e montano, nella parte alta c'è il suo castello, residenza estiva dei re di Portogallo che sembra disegnato dalle fate, con i suoi archi arabeschi ed i suoi colori luccicanti, da lì il panorama non ha eguali (anche il vento però!). Dopo una lunga visita in tutte le sale ancora arredato e con le porcellane, siamo andate in paese per un giro turistico ed un pranzetto veloce.

Nel pomeriggio siamo partiti alla volta di Cascais per passare la notte e visitare il paesino che poi si è rivelato troppo lontano dal nostro albergo, così ci siamo goduti il nostro albergo Forteleza do Guincho (5 stelle e vederle tutte) con il suo panorama a picco sulla scogliera ed il suo interno regale e lussuosissimo che ci ha fatto rimanere a bocca aperta. La mattina successiva siamo partiti per Fatima, tappa voluta soprattutto da me e meno da mio marito che però mi ha fatto contenta! Il Santuario e tutta l'aerea sottostante è veramente suggestiva e si avverte una carica religiosa quasi palpabileHo avvertito anche tanto dolore e tanta speranza, ed anche noi siamo andati lì per farci avvolgere dall'amore della Madonna. Abbiamo passato tutta la mattinata lì e successivamente abbiamo comprato qualche pensiero ai nostri cari.

Per l'ora di pranzo ci siamo spostati in direzione di Nazaré, paesino di pescatori, e nel frattempo ci siamo fermati a Batalha per visitare questa chiesa gotica meravigliosa rimasta in mezzo a un paesino modernissimo e che salta all'occhio già dall'autostrada. Sosta obbligata di cui siamo stati contenti. Lì abbiamo pranzato in un self service grazioso, con una ragazza gentilissima che ha cercato di parlarci un po' in italiano ed abbiamo scoperto che in Portogallo utilizzano moltissimo la barbabietola rossa, buonissima e che macchia il piatto di viola!

Nel pomeriggio siamo arrivati a Nazaré ci siamo sistemati in albergo, un albergo moderno e molto carino nella parte alta del paese. Poi una volta scesi in paese abbiamo avuto difficoltà e abbiamo fatto brutti incontri per poter ritornarci. Peccato perché la vista dall'hotel era veramente mozzafiato. Il giorno dopo ci siamo diretti verso Braga, a nord del Portogallo e a metà strada ci siamo fermati a Guimaraes, un borgo medievale bellissimo che assomiglia molto ai nostri paesi umbri e toscani, dove abbiamo mangiato in un ristorantino che si chiamava Cinecittà! Molto carratteristico e pieno di turisti.

Una volta ripartiti siamo arrivati a Braga, dove hanno celebrato 3 matrimoni nella chiesa del Buon Gesù, chiesa rinomatissima e luogo di pellegrinaggio, bella dentro e poi carinissima la funivia per scendere giù al paese. Passata la notte lì, e dopo aver cambiato albergo poiché un po' umido e pieno di tutti gli inviati degli sposi, la mattina dopo siamo partiti per Porto, città che propio non ci è piaciuta per lo stato di degrado e delinquenza che abbiamo riscontrato.

Finalmente il 25/06 siamo partiti alla volta di Palma di Mallorca con un volo Air Berlin. Abbiamo soggiornto in un albergo meraviglioso, con il mare proprio sotto ed una cucina eccezionale, dove ci siamo riposati, rilassati, abbronzati ed ingrassati anche un po'! Abbiamo visitato la cattedrale di Palma che assolutamente, va vista e poi mare mare mare... Il cibo che abbiamo mangiato è sempre stato buono, anche se a volte ripetitivo, il Portogallo non ha grandi specialità da offrire, più che altro dolciarie con le loro pastellerie, mentre a Palma abbiamo gustato tanto pesce e paella... da leccarsi i baffi!

Il Portogallo è un paese bellissimo, ma anche molto povero e spesso ci siamo trovati davanti a barboni, ubriaconi e drogati, purtroppo! Quindi conviene fare attenzione, inoltre nei paesini alle 19.00 spariscono tutti, ed è un po' antipatico se si vuole mangiare fuori e rientrare un po' più tardi. A Palma invece tutti questi problemi non c'erano, è un'isola vivibile a tutte le ore ed è piena di turisti e brava gente!

Per concludere il nostro viaggio ci è rimasto nel cuore e non lo dimenticheremo mai, forse con il senno del poi qualche modifica all'itinerario l'avremmo apportata. Qui si conclude il mio breve diario di viaggio e spero che chi lo leggerà riuscirà a percepire le nostre emozioni.

Non serve andare molto lontano per trovare luoghi che sembrano usciti dalle pagine di un libro di fiabe. Se state cercando una meta di questo tipo, noi abbiamo un consiglio per voi che è proprio il caso di definire… favoloso. Ebbene sì, perché qui niente sembra essere reale, a partire dai numerosi palazzi talmente colorati e dalle forme così azzardate da sembrare finti. Immersa in una lussureggiante valle verde se ne sta questa pittoresca località che è uno dei luoghi più bizzarri e caratteristici di tutto il Portogallo.

Stiamo parlando di Sintra che, da sola, regala circa un milione e mezzo di visitatori l’anno al Portogallo. Iscritta nella lista dei Patrimoni Unesco dal 1995, è considerata una delle capitali dell’architettura romantica proprio grazie alle sue costruzioni ai limiti dell’assurdo.

Di modeste dimensioni - la cittadina ospita 30.000 abitanti – riuscì ad affascinare addirittura il poeta inglese Byron, noto viaggiatore, che arrivò a definirla un "glorioso Eden". Residenza estiva dei sovrani del Portogallo, a partire dal XIX secolo si è arricchita di palazzi originali, di residenze principesche e di castelli colorati che la rendono davvero un luogo da fiaba.

Se cercate i luoghi dai quali meglio emerge il carattere fiabesco di questa cittadina, questi sono quelli che non potete proprio perdervi.

 

 

Il Castello do Mouros è antichissimo, e venne costruito dalla popolazione araba nel VIII secolo: cosa colpisce di questo sito storico? La sua posizione, prima di tutto: collocato sui picchi della Sierra de Sintra subì durissimi attacchi durante le crociate riuscendo a conservare il suo splendore fino ad oggi.

Castello do Mouros

 

Il coloratissimo Palacio de Pena, un castello che, collocato su una collina a 450 metri di altezza, emerge dalla vegetazione come un miraggio. Dalla facciata fantasiosa che è una combinazione bizzarra di stili architettonici fusi in modo sorprendente passando per gli elegantissimi arredi interni fino ad arrivare al lussureggiante Parco del Palazzo, grande circa duecento ettari e considerato uno dei più spettacolari del Portogallo, il Palacio de Pena vi lascerà a bocca aperta.

Palacio de Pena 

 

Proprio al centro della città si innalza un altro palazzo facilmente riconoscibile per i due camini conici tanto alti e grandi da essere visibili da molto lontano: siamo al cospetto del Palacio Nacional. Curiosità: i suoi camini sono giocosamente definiti come dei coni gelato rovesciati! E se dall’esterno non vi convince per un eccesso di sobrietà che a Sintra quasi stona, non lasciatevi ingannare. Basta entrare nelle sale interne per avere le vertigini: eleganza e sfarzo a palate!

Palacio Nacional 

 

Un tocco italiano anche a Sintra: la Quinta da Regaleira, infatti, nacque da un progetto dell'architetto italiano Luigi Manini. Ma cos’è di preciso? Non è facile dare un nome a questa bizzarra e fantasiosa costruzione immersa in un parco ricchissimo di vegetazione e giardini esotici dove si intrecciano statue, laghetti, grotte, labirinti e tempietti. Una cosa, però, è certa: è di una bellezza unica!

Quinta da Regaleira

 

Se ci avete seguito fin qui, vi meritate un'ultima chicca su Sintra: sembra che ogni palazzo sia avvolto da un alone di mistero.

Sono numerosi – come e più che nel Palácio Nacional da Pena, ma anche nella Quinta da Regaleira – i riferimenti all'esoterismo, alla massoneria, all'alchimia e alla mitologia classica.

Per chi ama gli intrighi e i misteri alla Dan Brown, Sintra è La Mecca! E in fondo, sono un po' fiabe anch'essi!

Alla scoperta di dieci mete da fiaba che esistono davvero. Tra castelli di principesse, boschi incantati, templi costruiti sui fianchi di montagne inaccessibili. No, non sono gli scenari delle Cenerentola o delle Mulan di turno, eroine di fiabe e film d'animazione che hanno conquistato generazioni di bambini (e bambine), ma luoghi realmente esistenti, il cui fascino incredibile sembra troppo bello per essere vero.

Dalla Germania all'Irlanda, passando per Cambogia e Colombia, ecco i dieci luoghi che vi faranno spalancare la bocca dalla sorpresa e dall'incanto, e che vi faranno sorgere spontanea la domanda: "Ma questa meraviglia, esiste davvero?". E la risposta ve la diamo noi di Vita da Turista: sì, esistono, e sono davvero unici. Scopriamoli insieme!

 

 

Castello di Neuschwanstein, Germania

Uno dei castelli più belli e iconici della Baviera e dell'intera Europa, Neuschwanstein ha ispirato le fiabe Disney come Cenerentola e Biancaneve, ed è visitato da milioni di turisti ogni anno. Inaugurato a fine Ottocento e recentemente restaurato, è un luogo davvero "da fiaba".

 

Città vecchia di Colmar, Francia

Città ricca di canali, vicoli medievali e luoghi dal fascino incantato, Colmar è una meta adatta a chi vuole sentirsi immerso nelle atmosfere delle fiabe del XVII-XVIII secolo. La Francia più bella e romantica, dopo Parigi.

 

Monastero di Taktsang, Bhutan

Dai tetti dorati e le pareti bianchissime, questo monastero sembra piazzato ad hoc nella montagna, e gode di un panorama e una quiete invidiabili. Un posto dove recuperare la serenità e scoprire paesaggi da fiaba.

 

The Dark Hedges, Irlanda

Apparso anche in Game of Thrones, questo bosco incantato irlandese è magnifico da scoprire di giorno, con la luce del sole che lo illumina, e assolutamente spaventoso di notte e con la nebbia fitta. Insomma, 24 ore su 24 di bellezza da fiaba!

 

Casa Batllo, Spagna

Una delle celebri opere di Antoni Gaudi, la Casa Batllo sembra uscita da un film di fantascienza, con le sue architetture che sfidano la geometria e persino la gravità. Di Barcellona e del maestro catalano, è uno dei luoghi più rappresentativi.

 

Lago Bled, Slovenia

Incastonato tra i monti e al centro di una valle verdissima, il Lago Bled è uno dei patrimoni naturalistici della Slovenia, con al centro una piccola ma magnifica isoletta che ospita un edificio altrettanto particolare. Una matrioska naturale.

 

Santuario di Las Lajas, Colombia

Accessibile attraverso un ponte monumentale a strapiombo sulla vallata, questo santuario dalle forme gotiche è un meraviglioso esempio di commistione tra natura e opera dell'uomo, nel pieno centro dell'America Latina.

 

Cave della Cappadocia, Turchia

Luogo affascinante e misterioso, le cave e grotte della Cappadocia sono state per secoli abitate, e rappresentano l'archeologia degli insediamenti urbani. Un luogo dal fascino antico e dall'attrattività immutate nei millenni.

 

Palacio da Pena, Portogallo

Iconico e poliedrico, dominato da torrette coloratissime e decori tra l'arabesco e il gotico, questo palazzo fa parte dei patrimoni dell'Umanità UNESCO del Portogallo da diversi anni. Da visitare, magari durante una vacanza tra Lisbona e Porto.

 

Ta Prohm, Cambogia

Inserito nel complesso di Angkor, questo tempio antichissimo spicca per gli enormi alberi che sono cresciuti e ramificati attraverso le sue strutture. La natura che riprende ciò che le appartiene, e nel farlo, conquista altri spazi, creando scenari unici.

Incontro coi colori, sapori e suoni del Portogallo. Un viaggio meraviglioso!

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 23/09/2011

Durata: 10 giorni

Luoghi: Braga, Cascais, Coimbra, Fatima, Lisbona, Porto, Sintra

 

Descrizione del viaggio:

“Qui… dove la terra finisce e comincia il mare”. Mi chiamo Maria Pia PozziDa tempo sognavo di visitare il Portogallo e a settembre del 2011 in pochi giorni decisi di partire organizzando da sola il mio viaggio.

Convinsi una mia amica, Giuliana a condividere con me quest’avventura nella terra di Pessoa... La nostra prima meta è PORTO.

Porto è una bella città, non tanto da un punto di vista monumentale quanto per il fascino che emana, e per la splendida posizione sul Duoro. Dà però anche l'idea di una città sporca e trasandata, e i vicoli della Ribeira, per quanto pittoreschi, non sembrano un posto sicuro in cui addentrarsi la sera... Pranzo all'aperto in uno dei ristoranti di Praça de San Tiago, dove decido di assaggiare il bacalhau à brás: è una delle ricette tipiche portoghesi per il baccalà, in cui pezzettini di baccalà vengono fritti con patate e cipolle.

Seconda meta BRAGA. Dove ci ritroviamo nel bel mezzo di una festa paesana e balliamo come due reginette con gli abitanti del posto, che ci accolgono con simpatia e cordialità. Dopo due giorni prendiamo una macchina a noleggio e partiamo per Lisbona e  lungo il tragitto ci fermiamo a COIMBRA.

Dove  ci incamminiamo attraverso vicoletti scoscesi dalla pavimentazione sconnessa, con qua e là le case autogestite degli studenti (le repúblicas) che hanno un aspetto decisamente malandato e arriviamo alla cima della collina dove non c’è una chiesa o un castello ma l'Università di Coimbra, la più antica università del Portogallo e una delle più antiche d'Europa. Proseguendo con la nostra auto ci fermiamo anche a FATIMA dove ci ritroviamo piccole e minuscole nel grande piazzale del Santuario. Io non sono credente e a maggior ragione provo un grande fastidio nel notare una commercializzazione spudorata del credo delle persone.

Proseguiamo il viaggio e dopo varie peripezie per trovare la via del nostro albergo, arriviamo finalmente a LISBONA in serata. La mattina successiva partiamo alla scoperta della città: dalla bella piazza del Rossio attraverso la Baixa fino alla grande Praça do Comércio, che si affaccia sul Tago... Dalla Baixa salgo poi al Chiado e al Bairro Alto. Ma il mio desiderio più grande è quello di prendere il famoso tram 28,  un vecchio tram  sferragliante, che va su e giù per le colline (Lisbona è costruita su sette colli, a occhio più alti e ripidi di quelli di Roma) tra stradine e curve strette e mi sembra di tornare bambina, quando andavo sulle montagne russe. Vicino a Graça ci sono due dei miradouros (belvedere) di Lisbona, da cui si gode di una bellissima vista. Visito poi il Castello, circondato da un parco piacevole e ombroso con un bel panorama sulla città.

Al di sotto si estende l'Alfama, il vecchio quartiere arabo di Lisbona, con scale e vicoli in cui probabilmente ci si può stringere la mano da una finestra a quella di fronte. Il vecchio quartiere, l'unico a resistere al terremoto del '700, è uno spettacolo e io, appassionata di fotografia, trovo molti spunti per il mio obiettivo… dai panni colorati che sventolano come bandiere sugli  azulejos ai bambini che giocano nei cortili con i loro palloni alle vecchiette che oziano alla finestra. Ritorniamo a piedi alla Baixa e prendiamo il bus  per Belém, dove troviamo ad attenderci alla fermata lo scenografico ed imponente il Mosteiro dos Jerónimos. Passiamo attraverso dei giardini e dopo una lunga passeggiata a piedi arriviamo alla famosa Torre di Belém e io, entusiasta ed emozionata mi tolgo le scarpe e tocco l’acqua ghiacciata dell’Oceano Atlantico. Prima di tornare in centro decido di assaggiare i famosi Pastéis de Belém: buoni… ma così buoni che decido di fare il bis. Ancora adesso sento il profumo di quella crema calda.

E  in serata ci inoltriamo nella Baixa, in una via piena di ristoranti, dai quali i camerieri fermano i turisti perché scelgano di cenare in quello anziché in un altro. Noi  optiamo per un  ristorantino da dove possiamo ammirare il panorama della città.  E con il sottofondo delle tristi note del fado e insieme alla Dorada sorseggio un bicchiere di porto. Quando per tornare al nostro albergo passiamo in Rua Augusta, rimango sconcertata perché ad ogni angolo mi si avvicina qualcuno per offrirmi droghe varie ("hashish? marijuana? cocaina?")... Immagino non sia esattamente legale, ma evidentemente è tollerato. Mi irrito per questo, ma ritrovo il mio buonumore, perché io e Giuliana cantiamo insieme ai musicanti di strada e ad altri turisti e accenniamo anche a qualche passo di ballo.

La nostra vacanza prosegue e nei giorni successivi andiamo a CASCAIS dove rimaniamo affascinate dalla famosa Boca do Inferno e molto colpite dall'incontro con un pescatore che con i suoi occhi profondi in un viso rugoso ci trasmette tutta una vita di lavoro e fatica. Ma la meta che più mi da emozione è Cabo de Roca, la punta più occidentale del Portogallo e dell’Europa continentale. È un posto incantevole con un’alta scogliera  e la vista che si gode è da mozzafiato. Qui generalmente c’è sempre un forte vento, ma noi siamo fortunate e troviamo un sole caldo e nemmeno un alito da parte del dio Eolo. La fioritura e la vegetazione crescono basse ma rigogliose ai lati dei sentieri che si allungano sulla scogliera..

Mi affaccio sull’oceano… osservo le onde che si gonfiano e vengono ad urtare gli scogli. Il rombo non è solo quello del vento e delle onde che si infrangono con un ritmo diseguale. Comincia molto prima, quando l’acqua si solleva al largo, ancora senza cresta di schiuma: è il respiro dell’oceano. Impossibile non ripensare alle parole che il capitano Nemo rivolge al professor Aronnax, suo ospite-prigioniero a bordo del Nautilus:

“Signor Professore, guardate quest’Oceano e ditemi se non è dotato di una sua vita reale! Non ha le sue collere e le sue tenerezze? Ieri si è addormentato come noi, e stamane eccolo che si risveglia dopo una notte di riposo”.

Cabo da Roca, una spettacolare meraviglia della natura. Mi piace questo posto selvaggio e mi colpisce che non ci siano bancarelle di souvenirs. È un luogo incontaminato. Mi sembra di essere sopra il tetto del mondo e assaporo un forte senso di libertà. A malincuore lascio questo angolo di paradiso.

E il giorno dopo è il momento del ritorno a Porto dove dobbiamo riconsegnare in tempo la macchina presa a noleggio.

E durante il tragitto di fermiamo a NAZARÈ un pittoresco borgo di pescatori che si affaccia sull'Atlantico. Camminiamo per le viuzze e incontriamo personaggi, sui quali il tempo si è fermato come un incanto e ci sembra di essere tornate e nel passato. Prendiamo la funivia e raggiungiamo il Sítio, il punto più alto della città  da dove  possiamo ammirare una splendida spiaggia, circondata dalle case allineate lungo la litoranea e punteggiata dalle tradizionali tende a righe dai colori forti e bagnata dall'oceano fiero. Ci imbattiamo in donne avvolte nel tradizionale abito dalle sette gonne, intente a occuparsi del pesce che, sistemato su una palizzata, si essicca al sole.

Andiamo verso la piazza e facciamo amicizia con una signora di 50 anni che ci vende noccioline e mandorle. È spassosissima, con una lunga gonna colorata e insieme a lei che intona un canto, mi esibisco in un divertente balletto. Un incontro fugace che mette la ciliegina sulla torta, in questo viaggio che mi ha infuso tanta energia. Arriviamo in serata di nuovo a Porto da dove ripartiamo il giorno seguente per l’Italia.

Il Portogallo è tutto da scoprire e assaporare, la gente è cordiale ed ospitale, il cibo buono e a basso costo, i luoghi emozionanti e coinvolgenti  e io non vedo già l’ora di ritornarvi.

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