La Puglia è una regione ricca di caratteristici borghi, custodi di una tradizione millenaria fatta di leggende e credenze tramandate di padre in figlio, e di meravigliose spiagge. Vita da Turista vuole portarvi a conoscerla più da vicino, in maniera completa e ricca.

Un viaggio tra mare ed entroterra, tra spiagge chiarissime e il verde degli uliveti, dalle tradizioni marittime e quelle delle colline e dei boschi del Gargano. Insomma, una vera e propria full immersion in terra di Puglia.

Uno dei luoghi imperdibili è il Gargano, situato nella provincia di Foggia. Qui, tra mare, storia ed enogastronomia, si possono ammirare i tramonti più magici oltre che le spiagge più belle. Le località più famose sono Peschici, Vieste, Rodi e Mattinata. Inoltre, nel territorio del Gargano sorge anche la Foresta Umbra, un’immensa macchia mediterranea, ricca di flora e di fauna.

 

 

Una seconda realtà imperdibile è la Valle d’Itria, situata tra Taranto, Brindisi e Bari. Qui sorgono i famosi trulli, conosciuti in tutto il mondo. Si tratta di un territorio prevalentemente collinare, caratterizzato da colori vivaci e da specialità enogastronomiche tipiche della zona. Le città più conosciute sono: Martina Franca, Cisternino, Ceglie Messapica, Ostuni ed Alberobello. I loro centri storici sono caratterizzati da chiese e strutture realizzate con stili architettonici tipici della zona.

Qui, non potete perdere uno dei borghi più belli della Puglia: Cisternino. Si tratta di un borgo medievale che si affaccia sulla Valle d’Itria. Casette bianche al centro del paese; trulli e ulivi che punteggiano la campagna attorno. E a breve distanza il mare. Una delle bellezze da non perdere è la Chiesa Madre di San Nicola, sotto della quale è possibile ammirare i resti di una piccola chiesa costruita da monaci basiliani venuti dall’Oriente. Sempre da queste parti, sorge la “città bianca”, Ostuni. Posta su una collina, domina un mare cristallino. Si tratta di una città realizzata principalmente in calce, da qui il colore bianco che domina su tutti gli altri. Sembra quasi un presepe.

Infine, c’è il Salento, meta più gettonata dai turisti per le meravigliose spiagge e per lo splendido mare qui presenti. Chilometri e chilometri di spiagge bianchissime, mare limpido e cristallino, grotte e insenature naturali da mozzare il fiato, siti archeologici carichi di storia, paesaggi agresti e centri storici caratteristici. Tutto questo rende il Salento una zona da non perdere. Tra i luoghi più particolari ci sono i Laghi Alimini, le Cave di Bauxite, il borgo antico di Galatina e quello di Specchia.

Nel borgo antico di Galatina è possibile trovare ancora le cinque antiche porte di accesso, di cui tre facenti parte del sistema murario che circonda il centro storico. Tra i luoghi da visitare assolutamente ci sono il Palazzo Ducale, eretto intorno al XVI secolo, e Il Sedile costruito tra il XV ed il XVII. Il borgo di Specchia invece risulta essere tra i più belli d’Italia. Il suo centro storico è caratterizzato da  mille viuzze e vicoli, che regalano al turista un’atmosfera da favola, portandolo quasi indietro nel tempo. Ed ancora, nel meraviglioso Salento sorge la città di Otranto, che con le sue antiche e bianche scogliere, si affaccia su un mare cristallino. Imperdibile l’antico castello della città, una fortezza caratterizzata da una pianta pentagonale, che risulta essere tra le strutture architettoniche più particolari d’Italia.

Ancora tanti sono i borghi e gli splendidi luoghi di cui è ricca la Puglia, questo è solo un breve assaggio, che speriamo accenda la vostra curiosità di viaggiatori alla ricerca di luoghi da visitare e da vivere.

Per un primo maggio in musica non perdetevi un grandissimo evento: il Concertone che si tiene a Taranto.

La città pugliese ospita per il secondo anno consecutivo una manifestazione davvero monumentale che vede la partecipazione di alcuni dei grandi nomi della musica italiana.

Attesissime le performance di Caparezza, che aprirà il concerto, insieme a quelle di Vinicio Capossela, Sud Sound System e del gruppo di Roy Paci & Aretuska, ma anche del gruppo torinese dei Subsonica e dei Marlene Kuntz. E questi sono solo alcuni degli artisti previsti sul palco del concerto di Taranto, insieme ad altri personaggi della tv e della rete che nel corso del tempo hanno visto una vera e propria esplosione di popolarità, come Andrea Rivera – che è una figura nota soprattutto negli ambienti romani – e il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio.

Il palco di questo concerto rappresenta, inoltre, l’occasione di avere una maggiore visibilità per nuovi gruppi musicali: ecco il motivo per cui sono previste anche esibizioni di band emergenti.

Anche quest’anno l’evento ha un tema portante, e nel 2015 il tema scelto è legato al mondo della legalità e della giustizia, oltre che del diritto alla salute: su questa scia si inseriranno gli interventi di grande personalità del panorama politico italiano attuale.

Eccezionale anche la cornice, in quanto a fare da sfondo all’evento c’è il Parco Archeologico delle Mura Greche.

Il sud Italia è rinomato per la sua ottima cucina, e la Puglia in questo senso non è da meno. Perché, ora che l’estate sta finendo, non esplorare questa bellissima terra facendo anche un “tour” delle sue specialità gastronomiche

 

 

La salsiccia di Triggianello

Triggianello è una piccolissima frazione che si trova non molto distante dal bellissimo paese di Polignano a Mare, rinomata località per la bellezza delle sue acque. In uno scenario, dunque, di grande bellezza naturale, si terrà la prima Sagra della Salsiccia. Tre giorni, dal 21 al 23 settembre, allietate dal buon cibo e dalla buona musica. Il piatto principale, ovviamente, sarà la salsiccia locale, che potrà essere acquistata presso gli stand gastronomici allestiti per l’occasione; la degustazione sarà accompagnata da una serie di concerti, principalmente rock.

C’è un motivo per cui Triggianello ha deciso di dedicare questa sagra proprio alla salsiccia: il minuscolo centro, a dispetto delle sue ridotte dimensioni, ha una spiccata vocazione gastronomica che si basa soprattutto sulle numerose macellerie locali, specializzate nell'elaborazione di carni di pregiata qualità che danno il meglio se cotte alla brace.

Attesissimo il megakaraoke che si terrà nella serata finale della sagra, momento in cui poter mettere alla prova le proprie corde vocali!

 

La Sagra del…Pantalone?

Tra le specialità che potrete gustare sul finire di quest’estate 2013 c’è il Pantalone di Acquaviva delle Fonti (Bari). Nessuno sbaglio, non è un capo d’abbigliamento, ma il nome con cui qui viene chiamato il calzone, ottimo piatto a cui è dedicata la sagra omonima.

La Sagra del Calzone è un evento estremamente longevo, che quest’anno giunge alla sua 42esima edizione e che, nei giorni del 19 e del 20 ottobre, propone un gustoso viaggio alla riscoperta dei sapori di un tempo. Perché tradizione è la parola d’ordine, in questo caso: la ricetta con cui il pantalone viene preparato fa parte del patrimonio culturale della Puglia e di Acquaviva, e viene religiosamente rispettata. La cipolla rossa tipica è il suo ingrediente segreto, quello che dà il sapore finale, ma non è certo da sola: all’interno della sfoglia, che va stesa a mano con tanto di mattarello, c’è un ripieno di ricotta e pecorino.

Il pantalone sarà disponibile presso i numerosi stand gastronomici posti in Piazza Vittorio Emanuele, e il suo gusto sarà esaltato ancor di più se accompagnato da un bicchiere dell’ottimo vino locale.

Per chi ama gli oggetti fatti a mano, è consigliatissima una passeggiata tra le bancarelle che compongono il mercatino dell'artigianato in Piazza dei Martiri.

 

Dalla bocca all’orecchio: Jazz in Cucina

Non è una sagra, ma anche in questo caso la cucina la fa da padrona. Anzi, una cucina a ritmo di musica.

Jazz in Cucina è l’evento enogastronomico di fine estate in cui la musica fa da cornice a degli ottimi piatti. Cominciato il 9 Agosto, l’appuntamento continuerà a tenere banco tutti i venerdì sera di Chiusa della Nepta, contrada del comune barese di Molfetta fino al 4 ottobre.

Il set è quello della Pineta Ricevimenti, dove si coniuga, in un’atmosfera conviviale sotto le chiome della pineta secolare, la buona tradizione enogastronomica con la musica d'autore rigorosamente jazz.

Vari i gruppi musicali e i musicisti che si alterneranno sul palco nel corso delle serate, e tra di essi di sicuro spiccano i ragazzi del Molfetta Sound Project, band che rappresenta ormai da quasi dieci anni una garanzia musicale.

Il tutto sarà arricchito da momenti di brillante spettacolo, durante i quali il pubblico non sarà semplicemente coinvolto, ma diventerà protagonista.

L’esperimento è quello di un vero e proprio cooking jazz: jazz e cucina, jazz e gusto. Per avere, in una stessa serata, il piacere del palato e quello dell’udito. Per quanto riguarda le pietanze servite, il menù è presentato in termini quasi misteriosi: si sa che sarà a tema, ma per scoprire come questo tema sarà sviluppato, non vi resta che andare!

Dal Salento al Gargano, dal mare ai centri cittadini: questi, e molti altri, i punti di forza di quella magica regione che è la Puglia e che noi vogliamo raccontarvi attraverso un video che non è semplicemente un video. Si tratta di un vero e proprio viaggio emozionale lungo i luoghi, la storia e le tradizioni di questa bellissima terra nota anche come il tacco d'Italia.


Il video che vogliamo mostrarvi racconta una regione che ormai da anni è tra le mete più scelte del turismo estivo, grazie a acque dai colori caraibici, una movimentata vita notturna che la rende una destinazione prediletta soprattutto dai giovani e a centri dalle forme splendide e suggestive, molti dei quali affacciati sul mare.

 


Il viaggio virtuale attraverso i posti più belli della regione poteva avere una colonna sonora diversa da quella della straordinaria pizzica locale? Il ballo tradizionale per eccellenza, che riuscirebbe a far muovere a ritmo di musica anche i sassi!

Un video che è anche un gioco e un'occasione per mettervi alla prova: amate la Puglia e magari ci siete stati anche molte volte, ma siete certi di conoscerla davvero? Ecco perchè, guardando il video, potete provare a 'pizzicare' tutti luoghi che compaiono nel video. Vi stupirete di sapere quanti ne conoscete, ma anche di quanti ne scoprirete di nuovi!

Lecce, la Perla del Salento, è definita la "Città Barocca". E il motivo è presto detto. Il Barocco non è solo uno stile architettonico, ma anche un fenomeno culturale che, dal Seicento e fino a metà del Settecento interessò molte parti d’Italia, portando alla nascita di chiese e palazzi dalle ricchissime decorazioni, con strutture monumentali e di grande impatto scenico.

E ovviamente Lecce ha avuto la sua parte, con il Barocco che è andato a modificare, integrare e abbellire la scenografia urbana, rendendola così una città dalle bellezze davvero uniche. Oggi vogliamo portarvi a conoscere Lecce, dove la suggestione dei monumenti barocchi si affaccia sul mare, e dove è possibile immergersi nella cultura e nella gastronomia tradizionali della Puglia, una regione che ci regala sempre tante sorprese.

 

 

Il nostro tour parte da Piazza Duomo, punto focale del centro storico e “salotto buono” cittadino per eccellenza.Lungo i suoi lati sono situati il Duomo, con il suo bellissimo interno trinavato in pietra che sembra uscito da un’epoca lontanissima, e i resti dell’antico Anfiteatro romano, costruito durante i primi secoli dopo Cristo, e riscoperto soltanto a inizio Novecento. Molto importante, e simbolica, è la Colonna di Sant'Oronzo, che si erge al centro di Piazza Duomo.

Questo monumento, infatti, fu donato a Lecce dalla città di Brindisi e dai suoi abitanti, che vollero contribuire alla ristrutturazione urbanistica del centro cittadino. Sulla Colonna venne posizionata una imponente statua di Sant’Oronzo, il patrono della città. Chiamata anche “Città delle quaranta chiese”, delle quali molte richiamano l’inconfondibile stile barocco, Lecce offre non solo monumenti religiosi, ma anche “civili”, come ad esempio l’imponente Castello di Carlo V, re di Spagna nel XVI secolo, e la bellissima Porta San Biagio.

lecce piazza duomo

 

Proprio la zona di Porta San Biagio viene considerata la migliore per quanto riguarda la movida notturna leccese. Qui si trovano numerosi locali e pub davvero molto interessanti, tra i quali Road 66, dove vengono spesso organizzati concerti, e Urban café, dove vige la regola dell’after dinner.

Quando si va a Lecce, poi, non può mancare una escursione al mare. Sebbene non sia una città marittima, infatti, i dintorni di Lecce sono ricchi di spiagge uniche, divise tra il Mar Adriatico e il Mar Jonio; bellissime le spiagge di Otranto e Santa Cesarea Terme, dove sono molto diffuse le grotte, mentre dall’altro lato della penisola sorrentina, troviamo l’Area marina protetta di Porto Cesareo, la zona di Gallipoli e infine, come trait d’union, Leuca con il suo bellissimo Santuario di Finis Terrae, e il faro che illumina il tratto di mare tra i due mari.

Per concludere il nostro viaggio "in terra di Lecce", non possiamo non parlare della gastronomia salentina, una pletora di ricchi sapori. Ciceri e tria, tanto per cominciare, una pasta e ceci metà cotta in acqua, e metà fritta, o anche le sagne ‘ncannulate, tagliatelle con pomodoro, ricotta e basilico; imperdibili i turcinieddhi, interiora di agnello cotte alla brace, o la frittura di fracaja, pescetti di piccolissime dimensione. Il pranzo (o la cena) non può che chiudersi con un pasticciotto, dolce a base di pasta frolla ripieno di crema pasticciera, cotto al forno.

Siamo in Italia, prima del 1958: sono moltissime, diffuse in diversi angoli delle città italiane e molto frequentate. Siamo negli anni immediatamente precedenti alla Legge Merlin che ne dichiarò la chiusura.  Ebbene sì, stiamo parlando proprio delle case chiuse, quelle all’interno delle quali le professioniste dell’amore – come spesso venivano chiamate – praticavano il loro mestiere.

Dagli anni Cinquanta facciamo un salto in avanti e arriviamo ai giorni nostri: è passato molto tempo da quando non sono più ‘istituzioni’ attive, ma oggi sono considerate come un vero e proprio pezzo della storia italiana, non la grande storia ma quella delle singole persone e della vita di ogni giorno. Al punto che, attualmente, in alcune città si organizzano dei tour che conducono alla scoperta dei palazzi e dei luoghi in cui si trovavano queste case d’appuntamenti. Noi ve ne vogliamo proporre uno virtuale che ci porta in quattro grandi città italiane, proprio nelle strade e nelle zone in cui si ritrovavano quelli in cerca di qualche ora di piacere.

 

 

Bari

Il nostro è un viaggio che va da nord a sud e che parte dal Mezzogiorno, precisamente dalla città di Bari. Qui c’era una quindicina di case d’appuntamenti e la maggior parte di esse era concentrata nel quartiere murattiano. Si hanno notizia degli edifici di via Dante, di via Principe Amedeo, di via Garruba e altri ancora.

Un cenno a parte merita il Villino delle Rose, che si trovava in via Eritrea e che era da molti considerato il posto più bello, elegante e lussuoso della città. Come spesso accadeva, infatti, le case chiuse avevano un arredamento curato ai limiti del pacchiano e del sontuoso, specialmente quando erano destinati ad accogliere una clientela più alta.

Nel corso del tempo gli edifici in questione sono stati usati per altri scopi, diventando appartamenti, uffici o negozi; altri ancora sono stati abbattuti e non ne è rimasta traccia.

 

 

Napoli

Da Bari ci spostiamo nella città partenopea, Napoli. Interessante il contrasto che si può trovare tra le case chiuse dei quartieri più alti, come quelle dislocate lungo la centralissima Via Chiaia, e quelle dei luoghi più umili della città che da questa strada erano poco distanti, come ad esempio i quartieri spagnoli. Le prime erano molto più lussuose e curate, mentre le seconde erano di pretese inferiori e quasi improvvisate. Tutte, in ogni caso, avevano una nutrita clientela, al punto che ancora oggi molti ricordano le storie di Mimì do Vesuvio, Anastasia 'a friulanaNanninella 'a spagnola, nomignoli con i quali le lavoratrici più famose erano chiamate da tutti.

A Napoli un itinerario di questo tipo non può non fare tappa allo storico Casino di Salita S. Anna di Palazzo, la casa chiusa più rinomata della città che veniva chiamata semplicemente la Suprema e che oggi è un lussuosissimo albergo.

 

 

Bologna

Bologna, la città dotta, è la tappa successiva del nostro viaggio che, dunque, dalla Campania ci porta fino all’Emilia Romagna.

La zona dove si concentrava il maggior numero di case chiuse era quella dei Mirasoli, dietro l’ex Tribunale, ma non la sola. Moltissime case chiuse si potevano trovare in via dell’Orso, via Piella, via delle Oche, via Malcontenti, via Polese, via del Borgo di San Pietro, via dell’Unione e forse anche in via Bertoloni, dove oggi sorge un locale i cui dipinti al muro ricordano che lì, in passato, sorgeva una casa di tolleranza. E c’è qualcuno che è pronto a giurare che la più economica di tutte si trovava nel vicolo del Falcone.

In questi quartieri che per moltissimi anni hanno ospitato famose case di piacere, oggi sorgono soprattutto ristoranti, alberghi o locali.

 

 

Trieste

Concludiamo il nostro viaggio insieme nella città più europea d’Italia: Trieste. Anche qui sono moltissime le zone dove si trovavano le case chiuse, che oggi sono oggetto di interesse da parte dei turisti. La maggior parte era concentrata nella zona di Cittavecchia, da Cavana fino al colle capitolino di San Giusto. I più frequentati si trovavano in Via dell'Altana, Via del Fico, Via del Fortino, Via delle Beccherie Vecchie e Via dei Capitelli, ma ce n’erano molti altri che altri sorgevano altrove, ad esempio tra le zone di Cavana e Riborgo. Anche a Trieste, come succedeva a Napoli, c’era una netta distinzione tra le case di lusso e quelle più modeste. Ad esempio, la Villa Orientale in via Bonomo era considerata una delle più chic insieme alla Francese, che si trovava in via dei Capitelli e che pare fosse dotata di biglietti da visita scritti in ben quattro lingue diverse.

Una chicca finale prima di abbandonare questo viaggio nel mondo del piacere d’altri tempi: a Trieste un altro famoso bordello era il Metro Cubo in Via del Fortino che, pur essendo molto lontano dal concetto di casa d’appuntamento elegante, pare fosse molto apprezzato dal grandissimo scrittore irlandese James Joyce, che lo frequentò durante la sua permanenza a Trieste.

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