Felix Baumgartner. Vi dice niente questo nome? Probabilemte sì. L'austriaco è diventato famoso poco più di un anno fa per aver superato la velocità del suono, lanciandosi da quasi 4.000 metri. Ma anche prima non era proprio un tipo tranquillo ...

Il nome di Felix Baumgartner sarà noto a molti di voi. Questo quarantenne austriaco è diventato famoso un annetto, il 9 ottobre 2012, fa per essere stato il primo uomo in caduta libera a superare la velocità del suono, lanciandosi da un aereo a quasi quarantamila metri di quota. Fino a quel giorno era ignoto ai più ma di record ne aveva già qualcuno, come quello del più basso Base Jump della storia, realizzato a Rio de Janeiro saltando giù dal Cristo Redentore. Come ha fatto? Guardatelo qui!

 

 

Quando si parla di Rio de Janeiro la prima cosa che viene in mente, prima ancora delle meravigliose spiagge di Ipanema e Copacabana, forse prima ancora del Carnevale e della Samba, è proprio il Cristo Redentore. La statua, alta in tutto 38 metri e situata sul Corcovado, è il simbolo stesso della città brasiliana, visitata ogni anno da milioni di turisti. Quasi tutti, però, si limitano a guardarla e a scattare migliaia di fotografie (come hanno fatto i calciatori dell'Italia ai tempi della Confederations Cup della scorsa estate).

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Poi c'è qualcuno che cerca di più, sale sulla statua e decide di saltare. Non è un "semplice" qualcuno, ma Felix Baumgartner, uno dei massimi esponenti del Base Jumping. Una persona normale, con degli stimoli anormali, sempre alla ricerca di nuovi record! E qui ce l'ha fatta!

 

Il Natale, si sa, quando arriva arriva. E per molti sarebbe meglio se arrivasse mentre si è su una spiaggia. Succede a Rio de Janeiro dove il Natale è davvero la festa del calore e dei colori. Il calore è quello delle temperature (caraibiche ed estive) mentre i colori sono quelli, caldi anch'essi, di una bandiera che è uno stile di vita.

Anche se non c'è il freddo, per il Natale Rio de Janeiro si veste a festa ma lo fa a suo modo: le vetrine sono rosse ma lo stile è sempre quello carioca.

 

 

Nell’emisfero australe il 25 dicembre è piena estate e dopo aver fatto shopping tra le barbe di Babbo Natale tutti si riversano in spiaggia. Copacabana e Ipanema sono ovviamente le mete preferite da turisti, quelle dove si possono incontrare bikini mozzafiato e donne in abito tradizionale bianco che, sul far della sera, accendono candele votive all’interno delle chiese principali della città. Ogni metropoli che si rispetti, poi, deve avere il suo albero di Natale; a Rio de Janeiro potrete trovarlo, grande e illuminato, al quartiere della Lagoa.

La magia più grande arriva a Capodanno, quando la baia di Ipanema si riempie di barche e pontili da dove guardare gli spettacolari fuochi d’artificio della notte di San Silvestro.

Una tradizione tutta brasiliana è quella di vestirsi di bianco e fare così, vestiti, il bagno in mare, il primo dell'anno, spingendo piccole barchette di paglia e carta. È un modo per rendere propizio il nuovo anno, un rito che risale alle antichissime tribù indigene che la colonizzazione europea non è riuscita a spazzar via.

Divertimento e tribalismo, tradizione e trasgressione: è la magia carioca, anche a Capodanno.

Una città grande, colorata, caotica, dove lasciare il cuore. È Rio de Janeiro, davvero una Cidade Meravilhosa!

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 22/07/2013

Durata: Due settimane

Luoghi: Rio de Janeiro

 

Descrizione del viaggio:

Sono partita quest’estate insieme ad un mio amico e ci siamo trattenuti in Brasile per circa due settimane. In realtà siamo rimasti a Rio de Janeiro, muovendoci solo una volta fuori dalla città, ma sicuramente così possiamo dire di averla vista per bene.

Siamo partiti da Roma e sicuramente sarebbe stato più comodo prenotare un volo diretto, ma per motivi economici abbiamo optato per fare qualche scalo: Londra e New York. La traversata è stata piuttosto stancante (soprattutto al ritorno, quando eravamo già provati da due settimane di viaggio), ma siamo ancora vivi, quindi se ci si adatta si può fare.

Per quel che riguarda la sistemazione noi siamo stati ospitati da persone del luogo, in una casa situata vicino al Centro, a poca distanza dalla stazione Central (fermata metro e capolinea di moltissimi autobus).  A proposito dei trasporti devo dire che a Rio funzionano benissimo: le corse sono molto frequenti e, cosa strana per chi viene dall’Italia, gli autisti degli autobus sono disposti a far scendere/salire quando si vuole. Un sacco di volte ci è capitato di bussare al vetro di un bus fermo, magari ad un semaforo, e di salire tranquillamente: forse non è il massimo della sicurezza, ma funziona.

Un’altra cosa che ho notato è l’estrema disinvoltura dei brasiliani in mezzo al traffico, e dico disinvoltura per non dire spericolatezza: ho visto fare delle manovre veramente azzardate sia agli autisti che ai tassisti! L’unica pecca secondo me dei trasporti pubblici è il prezzo dei biglietti, in effetti troppo alto se rapportato al costo della vita laggiù. Con i mezzi comunque si arriva ovunque e noi li abbiamo utilizzati molto spesso, anche perché Rio è enorme e sarebbe impensabile visitarla muovendosi solo a piedi.

Quanto alle cose da vedere, tralasciamo per un momento le attrazioni più famose, perché Rio è anche e soprattutto una città da vivere. Il Centro è un dedalo di stradine piene di negozi di tutti i generi, come una specie di grande mercato affollatissimo (in cui ovviamente bisogna fare molta attenzione agli oggetti personali). Colpisce di questi posti il contrasto tra grattacieli modernissimi e case mezze diroccate, gli uni accanto agli altri, come se vecchio e nuovo, povero e ricco confluissero in un tutt’uno per dar vita a qualcosa di unico.

E che dire del quartiere di Santa Teresa, meta preferita di tanti artisti di strada? Perdersi tra quelle stradine ha un che di magico ed eccitante ed è bello camminare fino ad arrivare alla coloratissima Escadaria Selaròn, la scalinata interamente ricoperta di piastrelle provenienti da ogni parte del mondo (tantissime vengono anche dall’Italia).

Altro bel posto dove passare almeno qualche ora è il Giardino Botanico, un angolo di pace dove vi accoglieranno laghetti con ninfee giganti, alberi esotici e una varietà impressionante di piante: noi siamo riusciti a scovare anche degli strani scoiattoli e dei tucani! Per gli appassionati di calcio è poi immancabile una gita al Maracanà, recentemente ristrutturato e pronto ora ad accogliere qualcosa come 80000 persone. Purtroppo lo stadio non è aperto al pubblico se non per gli incontri che vi si giocano e io posso dire di aver avuto la fortuna di entrarci! E’ successo in occasione della partita Fluminense- Cruzeiro (vinta dai padroni di casa per 1-0) e devo dire che è stata una belle esperienza.

Il calcio mi piace, non ne sono ossessionata ma comunque lo seguo abbastanza e quando si è presentata l’occasione non me la sono lasciata sfuggire: anche se nuovo di zecca, vuoi mettere l’emozione di mettere piede all’interno dello stadio dove Pelè ha segnato il suo millesimo gol? Ma ovviamente Rio vuol dire anche mare e spiagge: nessuno viene fin quaggiù senza aver fatto tappa almeno una volta a Copacabana!

Quasi cinque km di spiaggia, sabbia bianca e finissima, mare pulito: che si vuole di più? Quando sono andata io, a luglio, per i brasiliani era inverno e di conseguenza l’acqua era piuttosto fredda; più di un rapido tuffo qui non sono riuscita a fare, ma posso comunque dire di aver ricevuto il mio “battesimo”.  E sapete cosa ho trovato ancora meglio di Copacabana? La spiaggia di Ipanema, seguita da quella adiacente di Leblon. E’ un po’ più piccola e meno confusionaria, anche se non si può dire che sia raccolta, ma è davvero un incanto.

Al di là del bagno nell’oceano è bello anche solo fare una passeggiata o un giro in bicicletta sul lungomare, si respira un’aria bellissima e soprattutto rilassata: i brasiliani prendono davvero la vita con molta più tranquillità! Tra l’altro se si vuole affittare una bicicletta è facilissimo ed anche economico farlo: un’ora ci è costata 15 Real, ovvero circa 5€. E camminando lungo la Avenida Atlantica è bello perdersi a curiosare tra le bancarelle che di tanto in tanto spuntano o fermarsi presso uno dei tanti chioschetti che vendono succhi o cocchi gelati: in questo modo ci si immerge pienamente nell’atmosfera carioca.

Ma veniamo ora al vero simbolo di Rio de Janeiro, considerato una delle sette meraviglie del mondo moderno: sto parlando naturalmente della statua del Cristo Redentore, situata sulla montagna del Corcovado, dalla quale domina tutta la città. Per arrivarci bisogna attraversare la foresta di Tijuca: volendo si può salire anche a piedi, ma noi l’abbiamo fatto più comodamente in pullman. Il Cristo è bello, alto, imponente, il problema è che lo spazio sottostante è molto ristretto e quindi è stata una dura lotta cercare di farsi strada tra i turisti accalcati per conquistare uno spazietto per fare una foto o ammirare il panorama sottostante. Ne è valsa la pena, però che fatica!

Ma il posto più bello di Rio, quello che davvero mi ha lasciato senza fiato e che mi è rimasto nel cuore è senza dubbio il Pan di Zucchero. Si tratta di un ammasso roccioso, una collinetta sulle sponde dell’oceano su cui si sale con una funivia (il prezzo del biglietto è di 53 Real) e dal quale si ha una visuale pazzesca dell’intera città. E’ difficile spiegare a parole quanto è bello quel che ho visto lassù. Noi siamo rimasti circa quattro ore e il mio consiglio è di salire prima del tramonto e aspettare lì che faccia buio: vedere dall’alto Rio prima con la luce piena, poi al crepuscolo e poi via via con il buio che avanza è stato uno spettacolo unico, quasi magico. Senza dubbio uno dei panorami più belli che abbia mai visto!

E questo è quanto, questi più o meno sono i posti da vedere nella città brasiliana. Per il resto che dire? Per quel che riguarda il cibo ci siamo arrangiati; la cucina brasiliana non è nulla di che: riso, tanti fagioli, tanti succhi, banane fritte…niente di particolarmente speciale o gustoso. Due parole invece le vorrei spendere per i brasiliani: il loro calore, la loro disponibilità (a volte ai limiti dell’invadenza), la loro gentilezza mi hanno colpito molto, così come sono rimasta stupita dal fatto che quasi nessuno parla inglese (nemmeno negli info-point!). Comunque ci siamo capiti, questo è l’importante.

Quando siamo ripartiti mi è presa un po’ di malinconia, è vero che questo posti in qualche modo ti stregano: penso proprio di aver lasciato un pezzetto di cuore nella Cidade Meravilhosa.

Quanti di voi hanno giocato almeno una volta a calcio sulla spiaggia? Tanti, ne siamo sicuri. E siamo sicuri che anche qualche ragazza l'ha fatto! Qui però si parla di veri professionisti del Beach Soccer. Che ne combinano di tutti i colori!!

Il calcio da spiaggia per molti è una passione. Per qualcuno è un lavoro. Ma per molti è e resta uno dei modi migliori per trascorrere le lunghe giornate in spiaggia. Soprattutto se ci si trova a Rio de Janeiro e se a poca distanza c'è uno dei templi della storia del calcio, il Maracanà! Come si fa a dire di no a due palleggi in compagnia! Salvo poi scoprire che si sta giocando con qualche talento pronto a sbocciare!

 

 

Allora, che ne dite? Siete altrettanto bravi o vi serve qualche lezione? Se capitate a Rio ci sarà di certo qualcuno pronto ad aiutarvi con la vostra tecnica di palleggio. D'altra parte, il nostro inverno è il periodo migliore per partire alla scoperta della città brasiliana: sole, mare, tanta compagnia e tante interessanti scoperte da fare. Per quanto riguarda il pallone, beh, non c'è bisogno che lo portiate con voi! Sulla spiaggia troverete di certo qualcuno pronto a iniziare una "amichevole" partitella di preparazione ai prossimi mondiali!!

 

Il turista sportivo è quello che cerca, anche in una vacanza, il modo per non rinunciare alla corsa mattutina, o che, spinto da un desiderio irrefrenabile di attivismo, programma la sua vacanza tutta intorno allo sport, anche che non sia da lui personalmente praticato, ma ammirato nelle sue diverse forme.

Così, quella che vogliamo proporvi oggi noi di Vita da Turista è una selezione, dieci città appunto, di luoghi adatti per veri sportivi, sia che vogliano mettersi a confronto con il proprio fisico e sia che vogliano semplicemente camminare sulle orme di leggende dello sport. Un viaggio tra Europa e Sudamerica, tra stadi e campi, dove tutto profuma di coppe sollevate al cielo e record infranti.

 

 

Madrid e il Santiago Bernabeu 

La capitale della Spagna è una città che offre moltissimi spunti turistici. Per gli sportivi, una tappa irrinunciabile è costituita dal Santiago Bernabeu, stadio di quel Real Madrid che ha recentemente sollevato la decima Champions League della sua storia. Si può visitare lo stadio, ma anche il museo annesso. Irrinunciabile la "selfie" a bordo campo.

 

Manchester, la storia attraverso l'Old Trafford 

Parleremo anche di altro, oltre al calcio, ma lasciateci "soddisfare" ancora un po' i lettori maschietti. Visitare l'Old Trafford Stadium di Manchester è un po' ripercorrere la storia stessa del calcio, e soprattutto scoprire le origini del Manchester United, una delle più importanti compagini calcistiche inglesi e mondiali.

 

Londra e la magia di Wimbledon 

Restiamo nella terra di Elisabetta II, ma cambiamo sport. Siamo nella zona sud-est di Londra, precisamente nel quartiere residenziale di Wimbledon. Qui, in SW19, si trova la sede dell'All England Lawn & Tennis Club, un'istituzione del tennis. Il Central Court, con il suo Royal Box e l'erba perfettamente tagliata, è un luogo che tutti gli amanti dello sport della racchetta vogliono visitare almeno una volta nella vita.

 

Parigi e lo Stade de France

Lasciato "abbandonato" dal Paris Saint German, che vi preferisce il più piccolo Parco dei Principi, lo Stade de France di Parigi viene speso utilizzato per le partite di rugby, ed è uno dei più grandi stadi del mondo per questo sport. Insieme ai campi del Roland Garros, definisce la cultura sportiva parigina.

 

 

New York e il Madison Square Garden

Hockey su ghiaccio, pallacanestro e pugilato vi sembrano tre sport assolutamente antitetici? Non a New York, e non per il Madison Square Garden, struttura iconica dello sport newyorchese, che ospita anche concerti e convention. Insomma, un polo multifunzionale che fa parte delle attrazioni della Grande Mela.

 

Los Angeles, la "capitale" della pallacanestro

Avete mai sentito parlare dei Los Angeles Lakers? Sicuramente il nome Jordan vi ricorda qualcosa oltre le scarpe, e il giallo e il viola sono due colori abbinati non a caso? Bene, sappiate che questa è una delle più grandi squadre di basket della storia, e LA è la sua città. Perché allora non unire Hollywood, le spiagge del Pacifico e lo sport in una vacanza da veri sportivi?

 

Rio de Janeiro e il Maracanã

Ufficialmente si chiama Estádio Jornalista Mário Filho, ma tutto il mondo lo conosce col nome del suo quartiere, Maracanã. Lo stadio che fa parte della storia del calcio è stato ristrutturato nel 2013, in vista dei Mondiali dell'anno successivo, dei quali ha ospitato, alla pari dell'edizione 1950 (il celebre Maracanazo), la finale, vinta dalla Germania sull'Argentina.

 

Ascot e l'Ippodromo leggendario

Inaugurato addirittura nel 1711, l'ippodromo di Ascot è il simbolo dell'aristocrazia britannica, dove, in occasione del King George VI and Queen Elizabeth Stakes uomini e donne dell'alta società esibiscono abbigliamenti estrosi, soprattutto il gentil sesso che sfoggia i copricapi più strani e curiosi che ci siano. Sport e moda, un connubio strano ma efficace, almeno ad Ascot.

 

Nazaré, sulle onde più alte del mondo

Il 28 ottobre 2013, nel piccolo comune marittimo portoghese di Nazaré, è stato battuto un record. Carlos Burle, un surfista brasiliano, ha cavalcato un'onda alta 24 metri, la più alta mai "domata" da uno sportivo. E proprio per queste onde colossali Nazaré si è guadagnata ampia e meritata fama tra gli amanti della tavola.

 

Brescia, la Regina del calcio femminile

Calcio femminile, un mondo che in Italia è certamente molto meno conosciuto rispetto, ad esempio, alla Svezia, dove le ragazze del pallone sono seguite tanto quanto i colleghi uomini. A Brescia, però, gioca l'Associazione Calcio Femminile Brescia, la squadra che ha vinto lo Scudetto 2013-2014, e che anche quest'anno è nelle parti alte della classifica. Un bellissimo messaggio di parità sportiva, che ci arriva dalla Leonessa d'Italia.