In Sicilia l’estate dura di più, non solo grazie alle sue temperature miti, ma anche per gli eventi che si tengono a settembre e che hanno tutti un unico, gustoso filo conduttore: l’enogastronomia.  

 

 

San Vito Lo Capo al gusto multiculturale

Anche quest’anno si terrà a San Vito Lo Capo una manifestazione che ormai è diventata un must: il Cous Cous Fest, che regalerà una patina internazionale e interculturale alla nota località di mare dal 24 al 29 Settembre.  

Quest'anno c’è una novità: Aspettando il Cous Cous Fest, che animerà la cittadina con degustazioni e concerti nel weekend precedente l’evento vero e proprio.

La rassegna vede come protagonista il cous cous, piatto ricco di storia ed elemento di sintesi tra diverse culture, declinato in oltre 30 ricette che potranno essere gustate in quello che viene allestito come un vero villaggio gastronomico.

La gara gastronomica tra chef stellati di ben nove paesi (Costa d'Avorio, Francia, Israele, Italia, Marocco, Palestina, Senegal, Stati Uniti e Tunisia) sarà la principale attrazione del festival, ma non sarà l’unica: sono infatti previsti concerti di artisti del calibro di De Gregori e Max Gazzè e momenti di approfondimento come quello del Cous Cous lab.

 

“Non si calza, ma si mangia”

Avete un solo giorno per gustare una pantofola. E no, non si parla di calzature. Domenica 16 settembre il comune palermitano di Lercara Friddi offre ancora una volta la sagra dedicata al suo dolce tipico a base di mandorle e cioccolato.

Lo slogan dei pasticceri che si cimenteranno nella preparazione del prodotto top della produzione dolciaria di Lercara è “Non si calza, ma si mangia” (giusto per chiarire!).

Le degustazioni della pantofola e di altri prodotti tipici saranno, ovviamente, gli eventi principali, ma saranno disponibili anche delle visite culturali guidate attraverso il bello e suggestivo centro storico di Lercara, mostre di auto d’epoca e, per finire, sfilate  di majorettes.

Il 2013 porta però con sé una novità, in quanto è prevista un’iniziativa piuttosto curiosa, da Guinness dei Primati: i pasticceri proveranno a preparare la pantofola più grande del mondo.

Ci riusciranno? Lo saprete solo andando a Lercara Friddi!

 

Tes(oro) verde di Bronte

Pensate che i pistacchi siano ottimi solo per gli aperitivi e che al più si possa gustare solo il gelato al pistacchio? Allora forse è il momento di fare una visita a Bronte, in provincia di Catania.

La Sicilia è l’unica regione italiana dove si produce il pistacchio e Bronte ne è l’area di coltivazione principale. Non stupisce, dunque, che proprio qui si tenga la sagra dedicata al cosiddetto oro verde.

Qui imparerete che il pistacchio può essere anche un ottimo e nutriente condimento per i primi piatti.  Le pennette al pistacchio hanno infatti da tempo fatto il giro della Sicilia e sono rinomate per la loro bontà, e non meno prelibata è la pasta fresca fatta in casa realizzata direttamente con la farina di pistacchio.  I liguri saranno poi curiosi di sapere che il pesto non necessariamente si può fare con basilico, pinoli e parmigiano: a Bronte hanno scoperto che si può realizzare anche con pistacchio e olio di semi. I dolci, naturalmente, occupano il posto d’onore perché da sempre in Sicilia viene utilizzato il pistacchio per realizzare prodotti di pasticceria. Addirittura è stata creata una vera e propria Nutella al pistacchio!

Come per l'edizione del 2012, la Sagra del pistacchio anche quest’anno decide di sfidare la crisi e di articolare la manifestazione non seguendo una data, ma due: si svolgerà, infatti, sia dal 27 al 29 settembre che dal 4 al 6 ottobre. Avete ben due occasioni, dunque, per sperimentare queste nuove ricette!

 

Un bicchiere di vino a Chiaramonte Gulfi

Chiaramonte Gulfi è una piccola frazione di Roccazzo (Ragusa), ma ormai da anni ospita una grande rassegna espositiva dell’uva da tavola, che diventa anche l’occasione per promuovere i prodotti tipici della montagna, che in questa zona della provincia di Ragusa pare siano particolarmente gettonati.

Sarà l’uva, naturalmente, a recitare la parte principale nel corso della manifestazione, presentandosi in tutte le sue varietà. Una delle ultime che sono state realizzate nei fecondi vigneti del comune siciliano è un tipo di uva nera battezzata black rose, e a quanto pare il suo gusto potrà stupire sia appassionati e usuali frequentatori di enoteche che quelli che sono alle prime armi (o bicchieri).

Nei giorni di sabato 14 e domenica 15 settembre i visitatori potranno degustare uva e vino, e prodotti genuini come la mostarda e le classiche “cuddureddi”.

Quest’anno la sagra si tiene (com’è giusto che sia) presso il mercato ortofrutticolo, che per l’occasione viene trasformato in una vera e propria «cittadella della vendemmia». 

Un gioiello nel cuore del Mediterraneo, il luogo dove la cultura araba si incontra con quella siciliana, in un turbinìo di sapori e odori a cui non si può rinunciare.

Anche quest’anno San Vito Lo Capo ospiterà il CousCous Fest tra il 18 ed il 27 Settembre; giunti alla diciottesima edizione di quest’evento che anno dopo anno accoglie migliaia di affezionati, turisti e curiosi appassionati di gastronomia, la manifestazione è un appuntamento imperdibile per chi vuole assistere ad una gara culinartia di tutto rispetto e un’opportunità in più per godersi lo splendido mare della provincia trapanese.

 

 

Protagonista il cous cous, piatto originario del Maghreb, in pieno Nord Africa, composto da granelli di semola che vengono sgranati e cotti a vapore nella tipica pentola in terracotta smaltata, una ricetta antichissima e tramandata da secoli di madre in figlia, pietanza che viene solitamente è accompagnata da brodo di zuppa di pesce, uno dei piatti importati nella provincia di Trapani che a sua volta è stato portato nel livornese e nel genovese.

Durante la manifestazione verranno allestiti numerosi stand gastronomici dove verrà servito dalle 12 alle 24 cous cous per tutti i gusti e i palati più ricercati o semplicemente amanti della cultura arabo-siciliana con varianti esotiche, innovative e gluten-free, acquistando un ticket degustazioni di 10€, che comprende un dolce della tradizione siciliana e un bicchiere di vino.

Quest’anno l’abbinamento cous cous- vino e le ricette d’autore saranno curate da un parterre di chef pluristellati, tra cui spiccano Claudio Sadler e Giancarlo Morelli, che renderanno la festa ancora più originale e ricca di idee, con l'aiuto di blogger di settore come Chiara Maci e Sonia Peronaci.

L’obiettivo per i partecipanti all’evento sarà quello di vincere il premio di Miglior Cous Cous 2015, affrontando due competizioni che verranno votate da una giuria tecnica e una popolare. La Gara gastronomica, il leit motiv della manifestazxione, sarà non solo un momento di grande sportività ma soprattutto daranno valore aggiunto alla multiculturalità e all’integrazione, capisaldi da sempre della regione.

Spazio anche alla musica e alla poesia: martedì 22 settembre saliranno sul palco della festa la band Elio e le Storie Tese, seguiti il mercoledì 23 Settembre da Vinicio Capossela.

 

 

Per lavoro ho la fortuna di girare l’Italia ma questa volta ho sfruttato un weekend lungo per far conoscere alla mia famiglia quello che avevo avuto modo di vedere da solo...

 

Numero Viaggiatori: 3

Data di partenza: 21/03/2014

Durata: 3 giorni

Luoghi: Agrigento, Castellammare del Golfo, San Vito Lo Capo, Trapani

 

Descrizione del viaggio:

Per lavoro ho la fortuna di girare l’Italia ma questa volta, ho sfruttato un weekend lungo per far conoscere alla mia famiglia quello che avevo avuto modo di vedere da solo. Abbiamo scelto una struttura alberghiera a 20 minuti dall'aeroporto di Trapani e a 10 minuti dalla città. Mai scelta fu più azzeccata. Il Relais Antiche Saline è una struttura all'interno della Riserva Orientata delle Saline di Trapani e Paceco che è gestita dal WWF. Circondato dalle saline e immerso nel verde, con un panorama strepitoso che spazia dalle isole Egadi, a Trapani, al monte Erice. La tranquillità del luogo, la professionalità e la disponibilità del personale, permettono un soggiorno fantastico.

Il primo giorno l’abbiamo dedicato a visitare la zona nord-est di Trapani, percorrendo l’autostrada per Palermo e fermandoci a Segesta. I resti del tempio lasciano senza fiato ed in più, visto il periodo (fine marzo), abbiamo goduto della fioritura spettacolare della vegetazione. Un consiglio che mi sento di dare è quello di usufruire del bus (costo € 1,50) per la salita “durissima” agli scavi e di effettuare la discesa a piedi durante il ritorno per meglio apprezzare il luogo e il tempio dall'alto. Sulla cima della collina vi troverete di fronte ad un panorama mozzafiato, con ruderi dell’antico insediamento e un anfiteatro a dir poco spettacolare. Attraverso una strada provinciale abbiamo poi raggiunto Castellammare del Golfo, la tonnara di Scopello (fantastica location) e San Vito lo Capo che ospita, durante il festival del Cous Cous  (dal 25 al 30 settembre), i migliori cuochi dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

Il ritorno a Trapani attraverso la statale permette di imbattersi in panorami, a volte discutibili (cave di marmo che hanno deturpato e modificato il paesaggio), e campi coltivati o vigneti. Il secondo giorno abbiamo deciso di visitare la Valle dei Templi ad Agrigento. Arrivati in zona, abbiamo parcheggiato l’auto nella parte bassa dei templi in Via Caduti di Marzabotto e con un taxi (consigliatissimo, € 3,00 a persona), abbiamo raggiunto il tempio situato nella parte più alta della valle. In questo modo abbiamo potuto visitare tutti i templi camminando in discesa, fino a raggiungere nuovamente la macchina senza fatica. Sulla strada del ritorno, a pochi chilometri da Agrigento ci siamo diretti sulla costa, nel comune di Realmonte, per vedere un monumento della natura: la Scala dei Turchi. Dalla strada litoranea si raggiunge la zona di accesso, dove è possibile parcheggiare (in estate a pagamento), e attraverso la spiaggia, questa magnifica creazione della natura. Una protuberanza calcarea bianca che può sembrare una scala di accesso dal mare alla costa. Emozionante la risalita della Scala e il panorama circostante. Sulla strada del rientro avremmo voluto fermarci a Selinunte, un’Acropoli del VII secolo a. C. ma il maltempo non ci ha permesso di visitarla. Ci siamo documentati con un libro a disposizione in albergo.

L'ultimo giorno l’abbiamo dedicato alla visita di Monte Erice. Appena oltrepassata Porta Trapani (sulla sinistra) si intravede la torre campanaria del Duomo di Erice e il Duomo. L’ingresso è a pagamento (€ 5,00 per la salita sulla torre - attenzione alla testa quando si arriva all'ultimo gradino - e la visita delle chiese più belle, recentemente ristrutturate). Nel Duomo soprattutto verso sera, vale la pena anche se kitsch, investire € 1,00 per accendere le luci colorate sul soffitto. Durante la camminata nel paese, da non perdere è il castello di Venere e la vista verso Monte San Vito e la Val d’Erice. Adiacente al castello, uno splendido giardino permette di riposarsi ed ammirare il panorama su Trapani e le saline. Nel tardo pomeriggio, a malincuore, abbiamo raggiunto l’aeroporto, facendo ancora una deviazione verso le saline dove, con nostra grande soddisfazione, abbiamo potuto ammirare i primi fenicotteri rosa in arrivo per la stagione estiva. Il cibo è un’altra delle cose per cui vale la pena trascorrere un week end in questa terra meravigliosa.

Da assaggiare assolutamente: le busiate (pasta tipica) con i sughi più disparati, con i ricci, con il pesto Trapanese, con i gamberi e la bottarga. Il pesce, in tutti i modi, e le verdure, dai carciofi agli asparagi selvatici, alle melanzane, cucinate in mille modi diversi. Per chi ama lo Streed Food, le panelle, i panini con la milza, lo sfincione e gli arancini, sono cibi assolutamente da assaggiare.