Belgrado is the new black. Potremmo sintetizzare così, usando una frase che è molto diffusa nel linguaggio "internettiano", la recente passione internazionale per la capitale della Serbia, una città che sta conquistando sempre più successo e apprezzamenti in ottica turistica, grazie alla sua maggiore apertura ai traffici europei (e non solo) e a un'offerta culturale, notturna e ambientale che ha pochi eguali.

Una città dove fino a venti anni fa si combatteva una sanguinosa guerra civile, è oggi un piccolo paradiso che guarda all'Unione Europea e al contempo si costruisce fama di città giovanile, moderna e modernizzata, dove ci si può divertire a ogni ora del giorno e della notte, scoprire tante attrazioni e organizzare una vacanza adatta, davvero, a tutti i gusti e qualsiasi tipo di turista, dai neodiciottenni al loro primo "viaggio da soli" fino alle famiglie con prole al seguito.

Dalla musica alla gastronomia, passando per tradizioni tutte serbe, oggi vi raccontiamo i cinque motivi per i quali vi innamorerete di Belgrado, e appena tornati a casa, vi ritroverete già a prenotare il vostro prossimo viaggio!

 

 

Splavovi, i locali notturni sul fiume

Di giorno Belgrado è una città placida, con i suoi abitanti impegnati in attività che definiremmo comuni, come è consuetudine nelle capitali europee (e non solo). Di notte, però, basta percorrere le strade che costeggiano la Sava e il Danubio per accorgersi di qualcosa di insolito, anzi, di un vero e proprio mondo "notturno". Stiamo parlando degli splavovi, i tradizionali locali notturni costruiti su delle chiatte galleggianti sul fiume. Tantissimi, colorati e ricchi di musica per tutti i gusti, gli splavovi offrono musica e intrattenimento fino a notte inoltrata, ma anche aperitivi e attività durante il giorno.

 

Il palcoscenico musicale attivo

Per chi segue il mondo dell'Eurovision Song Contest, associare Serbia e musica non è una casualità. Il paese infatti, sin dall'antichità classica, ha sempre ospitato una tradizione musicale ricca e molto vasta, dai suonatori di gusle (uno strumento a corda) alla più recente Novokomponovana, un genere turbo-folk che è molto diffuso nei Balcani. Ovunque vi troviate a Belgrado, insomma, la musica sarà vostra fedele compagna di viaggio.

 

La tradizione culinaria della Serbia

Ricca di sapori provenienti dall'Europa centrale e dall'est, quella serba è una cucina "di commistione e incontro", che risponde ai palati più raffinati con decisione. Dai buonissimi sarma, involtini di carne e riso avvolti nella verza, ai burek (sfoglie ripiene di formaggio), passando per i dolcissimi ćevapčići, rimarrete stupiti dai gusti e, soprattutto, dall'economicità dei ristoranti di Belgrado.

 

Skadarlija, il quartiere più antico della città

Come il Gamla Stan a Stoccolma o Montmartre a Parigi, anche lo Skardarlija a Belgrado è un quartiere che è al contempo zona e attrazione turistica. Tra le botteghe degli artisti locali, che sembrano disegnare uno scenario da fine XIX secolo, alle tradizioni zingare e alla presenza di suonatori di strumenti musicali, visitare Skadarlija vi permetterà di conoscere l'anima più pura e tradizionale di Belgrado, e di amarla ancor di più.

 

Parchi e natura a macchia d'olio

Uno dei tanti aspetti che emerge guardando Belgrado, magari dall'alto prima di atterrare, è il verde. Passeggiare lungo il Danubio, e ammirare la bellezza del lungofiume alberato, oppure ritrovarsi a camminare nel parco di Kalemegdan, la bellissima fortezza costruita nel Settecento, oppure in quello di Kosutnjak, il bosco-urbano nel quale si trovano anche strutture sportive aperte al pubblico. Insomma: natura e sport, tutto a Belgrado! 

Belgrado, capitale della Serbia con 2 milioni di abitanti, è una città in forte sviluppo e piena di vita. Si parte subito per il City Tour, che ci ha portato tra i monumenti più importanti della città, Piazza della Repubblica ed il Teatro Nazionale, conosciuto soprattutto per l'opera e il balletto. Poi a visitare la fortezza di Kalemegdan, chiamata anche Campo delle Battaglie, una costruzione imponente e mastodontica che, con i suoi 53 ettari, domina dall'alto la capitale. 

La data della sua prima costruzione risale al 279 a.C. Prima costruzione perché la Fortezza è stata distrutta varie volte, e altrettante volte è stata ricostruita. Le sue caratteristiche attuali risalgono al 1750, quando diventò una fortezza militare, ruolo che ha avuto fino al 1951. La vista dalla fortezza è stupenda: si vede il punto in cui il Danubio incontra il Sava, fiume lungo 640 km, e delle torrette, dove una volta gli arcieri scoccavano le loro frecce, segna il punto più estremo dei Balcani e l'inizio dell’Europa Centrale. Il nostro City Tour passa poi attraverso la porta di Zindan del 1450 e quella di Depot di inizio Quattrocento. Arrivando nel centro della fortezza si trova il monumento simbolo della città di Belgrado, costruito da Ivan Mestrovich nel 1923 ma esposto, dopo varie controversie, solo nel 1927: rappresenta la vittoria dell’esercito sia della prima e seconda guerra Balcanica sia della prima guerra mondiale.

 

 

Durante il viaggio ritorno verso il nostro albergo, l'Hotel Lifesign di Belgrado, passiamo per una strada dove ancora si possono vedere i palazzi distrutti dai bombardamenti del 1999. Gli abitanti che abbiamo conosciuto in questi giorni ci hanno raccontato che alla vista di quei palazzi e al ricordo del suono delle sirene pensieri brutti e tristi tornano in mente. Con le loro parole ci hanno venire brividi che sarà difficile dimenticare.

Come sapete se ci seguite, nei giorni scorsi abbiamo assaggiato tutto o quasi tutto ciò che la cucina serba ha da offire, così Aneta ci ha consigliato di uscire con Jelena Stankovic, responsabile dell’organizzazione del turismo di Belgrado, per farci scoprire i posti più trendy della mondana vita della città. Jelena è fantastica, di una simpatia unica e di una bellezza tipica del posto. Ancora una volta vi lasciamo con il dubbio su chi dei due si sia innamorato! Con lei siamo andati in un locale sulle rive del Danubio: ordiniamo qualcosa da bere, la conversazione inizia facilmente. Saranno stati gli interessi comuni o lo stesso modo di vedere la vita, ma si è parlato di tutto, tra risate e fiumi di birra. Si è fatta l'una di notte e, udite udite, non abbiamo mangiato nulla, ma bevuto un'infinità. La riaccompagniamo a casa e nel tragitto ci fermiamo a prendere un pezzo di pizza, incredibilmente buona! Abbiamo passato non solo una bellissima serata, ma quattro fantastici giorni in questo paese da favola.

Vogliamo di cuore ringraziare tutti coloro che abbiamo conosciuto e che ci hanno aiutato. Non solo per l’ospitalità e per i posti che ci hanno fatto visitare, ma perché ci hanno fatto conoscere da vicino una popolazione spettacolare, che ci ha voluto e alla quale siamo molto affezionati. E un grazie particolare va a Dragan, un signore Serbo che abbiamo incontrato lungo il nostro viaggio verso Nis. Ci ha chiesto un passaggio fino alla sua abitazione, lui parlava la sua lingua e noi la nostra, ma siamo ugualmente riusciti a capirci... Grazie Serbia!

 

Serbia, terra di scoperte sulle tracce dell'Impero Romano. Se fino adesso avete pensato che Roma fosse l’unico gioiello dell’Impero romano, ecco che, all'ombra del Danubio Blu, tutto acquista un fascino migliore. 

Il fiume era il Limes, il confine del proprio potere in continua espansione, lembo di difesa dalle popolazioni barbariche, rafforzato da un fitta rete di fortezze, isola felice dove commercio e cultura fiorirono, a tal punto da definire il territorio la via dell’Impero romano.

 

 

Felix Romuliana, il palazzo ideale dell’Imperatore

Il Palazzo di Felix Romuliana

Ci troviamo sull’altopiano vicino Gamzigrad, nella splendida Serbia meridionale dove, circondato da montagne, si estende la Feliz Romuliana, il palazzo imperiale voluto dall’imperatore Galerio in onore della madre Romula da cui prese il nome.

Il palazzo era ornato da splendidi affreschi e pavimenti mosaicati, vantando il rtitolo di migliore esempio della tradizione architettonica dei palazzi romani, tanto da essere insignito del titolo di Patrimonio dell’Umanità.

 

Viminacium, la metropoli alle sponde del Danubio

Resti a Viminaciun in Serbia

Una delle più importanti città romane, sviluppata come accampamento militare e diventata colonia dei cittadini romani, fu il luogo da dove partirono molte guerra, la città in cui si fece la storia dell’impero romano d’oriente.

Ad oggi è Kostolac la città di riferimento, in cui sono visitabili le necropoli che conoservano più di 14.000 tombe, ricche di affreschi e di oggetti della quotidianità, testimonianza di profonda ricchezza della popolazione locale e percorso espositivo di inestimabile bellezza per i turisti.

 

Sirmium, nel cuore della Pannonia

Sirmium

Oggi si chiama Sremska Mitrovica e nel III secolo era una delle quattro capitali dell’impero Romano, proprio nel cuore della Pannonia, terra barbarica che, con l’arrivo dei Romani, divenne crocevia per commerci e sviluppo culturale, arricchita dalla costruzioni di ponti acquedotti teatri e fortezze.

Sarà il declino dell’impero a rfar crollare le certezza di Sirmium rendendola nota come sede dei più atroci martiri del primo cristianesimo.

 

Naissus, dove pulsa il Cristianesimo

Naissus

Naissus, oggi Nis, fu il luogo dove nacque l’imperatore Costantino, primo imperatore crisitano e fodatore della bellissima Costantinopoli.  Nelle vicinanze si trova Mediana, sede del palazzo imperiale, una delle strutture più lussuose del passato.

Gli storici raccontavano come Costantino abbia voluto realizzare un’opera piena di sfarzo, un palazzo completo di strutture termali, il tutto arricchito da decorazioni mosaicali e marmi pregiati, da far quasi invidia ai nostri palazzi imperiali!

 

Singidunum, la vecchia Belgrado

Singidunum, la vecchia Belgrado

Nota per la sua posizione altamente strategica, sviluppatasi alla confluenza del Danubio e della Sava, Singidunum aveva fin dall’antichità quella conformazione di città metropolitana che ancora oggi la più giovane Belgrado vanta di possedere.

Anch’essa fu colonia romana e ad oggi mostra numerose strutture del passato dal carattere imponente, proprio secondo lo stile concettuale dei Romani; fra queste sono da visitare la Fortezza di Belgrado e il parco di Kalemegdan, luoghi che ancora conservano le bellezze architettoniche che resero Singidunum la sede della civiltà.

 

Justiniana Prima, la città dell’Imperatrice

Iustiniana Prima in Serbia

Terminiamo il percorso alle sponde del fiume Danubio all’altezza dell’attuale città di Caricin, all’epoca Justianiana Prima, città che diede i natali al noto imperatore Giustiniano una dei più importanti centri culturali e economici dell’area bizantina.

Oggi è possibile visitare quello che caratterizzò il suo splendore stilistico, con elementi spaziali che facevano riferimento allo stile classico e cristiano, con ampie strade di collegamento, portici, basiliche, un esteso acquedotto e i ritrovamenti di msaici nelle abitazioni private, testimonianza di uno splendore così forte e radicato da rimanere imperituro nei secoli.

La Serbia è un paese a maggioranza ortodossa, ed è risaputo che la Chiesa cristiano-ortodossa segua un calendario (il giuliano) diverso da quello comunemente utilizzato nel mondo, ovvero il Gregoriano, così come deciso quasi mezzo millennio orsono. La tradizione, che ha mescolato religiosità e vita civile, si è ripercossa in un certo senso anche sulle festività, poiché se nella vita quotidiana si segue l'allineamento (pressoché) universale del calendario standard, nella vita "da fedeli" ci si sente ancora legati all'altro sistema di calcolo dei giorni.

Questa introduzione, che speriamo vi sia stata piuttosto chiara, serviva per introdurre un dato di fatto: a Belgrado, capitale della Serbia e una delle città più belle ed eclettiche dei Balcani, il Capodanno si festeggia due volte. La prima, nel classico stacco tra il 31 dicembre e il 1 gennaio 2015, e la seconda nella due giorni 13-14 gennaio (secondo il calendario Gregoriano, badate bene), quando terminerà il vecchio anno ortodosso e si aprirà il nuovo anno.

 

 

Se dunque non siete rimasti soddisfatti del "Capodanno standard", e volete provare l'ebbrezza di cominciare il nuovo anno una seconda volta, ma a soli 15 giorni di distanza e senza ricorrere alla macchina del tempo di Zapotec e Marlin (ci siete, lettori di Topolino?) non vi resta che recarvi a Belgrado, e lasciarvi stupire dalla eccentricità e dalla vita notturna di questa bellissima città, che neanche 20 anni fa, al dissolversi della Jugoslavia, era nel pieno di una sanguinosa guerra civile.

Economicità è la parola d'ordine (anche secondo Lonely Planet, la prestigiosa rivista che ha selezionato la Serbia tra le mete emergenti per il 2015), in un percorso che vi porterà a toccare il quartiere di Dorcol, dove si trovano i numerosi locali sulle chiatte, una caratteristica che richiama il rapporto simbiotico dei cittadini con il fiume, ma anche Skadarlija, dove è rimasto quasi immutato il fascino tradizionale, fatto di orchestre gitane e shopping tipico.

Per quanto riguarda il Capodanno (quello convenzionale), poi, non potete perdere l'appuntamento con il mega-concerto di Piazza della Repubblica, dove rock, pop e dance-house si incontreranno fino a notte inoltrata per la gioia dei giovani, e non solo.

Insomma, Belgrado è pronta a farvi festeggiare non una, ma ben due volte, il passaggio di anno. Che dite, vi abbiamo incuriosito?

Secondo giorno a Novi Sad. La nostra guida alle 9 è già nella hall del nostro albergo. Come al solito le ore di sonno sono troppo poche, ma ci aspetta la visita della città. Quindi, è tempo di alzarsi! Prima tappa, in Piazza della Libertà dove sorge la Cattedrale del nome di Maria, costruita nel 1908 sui resti di una cattedrale molto più antica, in stile Barocco.

Da lì ci siamo addentrati nelle viuzze che dal centro si addentrano nella cittadina e permettono di ammirarne gli angoli più caratteristici. Le stradine sono piene di caffè, ognuno si differenzia per il suo stile. Ce ne sono molti che all'interno sembravano delle vere e proprie casette, e anche l'atmosfera che si respira all'interno è sempre molto familiare. Passeggiando tra i vicoli, ci siamo ritrovati in un mercatino; la maggior parte delle bancarelle vende prodotti tipici del posto e, da gran mangioni quali siamo, non abbiamo saputo resistere: ci hanno fatto assaggiare il Kajmak, una specie di formaggio fatto con la schiuma del latte bollito e l’aggiunta di burro. Ve lo consigliamo vivamente, specialmente quello stagionato, molto saporito.

Rinfrancati nel corpo e nello spirito, ci siamo diretti alla fortezza di Petrovaradin costruita dall'architetto Marquis Sebastian Voban. I lavori cominciarono nel 1692 e, dopo varie peripezie, terminarono soltanto nel 1780. La fortezza Asburgica fu poi presa dalla regina Maria Teresa, a protezione dell’attacco Turco. Tanti sono gli elementi di questo edificio che colpiscono l'attenzione, a partire dalla la Torre dell'Orologio, simbolo di Novi Sad e visibile da ogni parte della città. La sua caratteristica sono le lancette inverse, quella grande segna l'ora e la piccola i minuti, così l'ora poteva essere vista anche da lontano, specialmente da coloro che viaggiavano sulle acque del Danubio. Il nostro tour culturale termina al Monastero cattolico-romano di San Giorgio del 1731, costruito per far pregare i soldati. Al piano sottostante ci sono le cripte con poco più di mille tombe delle persone più rappresentative della vita della Fortezza.

 

 

È arrivata già l'ora di ripartire. Alle 2 abbiamo appuntamento a Belgrado con Aneta Uskokovic, responsabile dell'Ente Nazionale del Turismo della Serbia per l'Italia, che ci aspetta al ristorante. Arriviamo puntuali, ci sediamo a tavolo e ci alziamo dopo 4 ore. Aneta ci ha fatto assaggiare tutto, e quando dico tutto intendo tutto quello che avevano in cucina. Eravamo sul punto di scoppiare, ma era tutto così buono che non abbiamo fatto complimenti e ci siamo fatti valere come assaggiatori di pietanze locali. Giusto il tempo di fare una passeggiata per digerire, andare all'hotel per cambiarci e poi, via in un altro ristorante. Stavolta però, con sommo dispiacere della proprietaria, ci siamo contenuti e abbiamo ordinato solo un piatto in tre, giusto per non offendere la cucina, eccellente come sempre. Nel locale c'era musica dal vivo, il cantante aveva una voce spettacolare, tutti  ballavano e cantavano e noi, coinvolti nella mischia, ci siamo bevuti volentieri un'ottima bottiglia di vino locale.

Verso le 11, però, eravamo stanchissimi. Ma siamo in viaggio, non si può andare a dormire così presto. E allora abbiamo deciso di fare una passeggiata per digerire, giusto il tempo di prendere qualcosa da bere. Il destino ha voluto però che incontrassimo due ragazzi del posto, che invece di consigliarci un locale dove andare ci hanno fatto salire con loro in macchina e ci hanno portato alla discoteca Free Styler. Più che una discoteca, il punto di ritrovo delle ragazze più belle della città. Da diventar matti! Ci siamo guardati e ci siamo detti: "Un drink e ce ne andiamo!". Beh! Siete liberi di non crederci, ma è andata proprio così. Ci siamo trascinati fuori, disperati per la bella situazione a cui stavamo rinunciando. All'arrivo in albergo, però, mancava poco che ci addormentassimo in ascensore. Forse abbiamo fatto bene, è andata meglio così. O almeno è così che vogliamo credere!

Siamo arrivati al nostre terzo giorno in Serbia. Sono stati tre giorni stupendi. Tre giorni durante i quali, in sella alla nostra Bianchina, abbiamo visitato Novi Sad e ci siamo spostati a Belgrado, la capitale, ricca di una storia recente di cui si parla troppo poco. Abbiamo visto posti incantevoli, anche se dobbiamo ammettere che la pioggia battente e il cielo grigio hanno tolto un po' di luce alle nostre foto. Ma non ai nostri occhi, che non hanno mai smesso di entusiasmarsi.

Prima di farvi vedere ciò che abbiamo visto, però, ci sembra giusto parlarvi della Serbia e dei serbi, un popolo splendido che ci ha accolto e ci terrà compagnia ancora per qualche giorno. Abbiamo voluto farlo di persona, direttamente dalla nostra stanza all'Hotel Life Design di Belgrado. Così sarà la nostra voce a esprimere sensazioni e pensieri su questo popolo così ospitale (così ci vedete e state anche più tranquilli che stiamo bene!).

 

 

Venite in Serbia che ne vale davvero la pena (oh, e poi si mangia proprio bene!!)

Dopo aver visitato Novi Sad e Belgrado, la nostra lunga strada verso la Thailandia ci conduce a Nis, una città particolare e assolutamente differente dalle altre che abbiamo visitato finora. Fin dal primo sguardo, ci si rende conto di come Nis abbia un modo di vivere tutto suo. Una sensazione che ci è stata confermata anche da Marco, la nostra ultima guida in questo intenso viaggio in Serbia

È proprio Marco, infatti, a spiegarci come Nis sia una città differente dalle altre. Così, inizia a raccontarci la storia della terza città più grande della Serbia. La fortezza di Nis fu costruita nel 1809 ed è tuttora un posto pieno di storia e di cose interessanti da vedere. La nostra curiosità si concentra sul racconto della vicenda della torre realizzata con teschi umani che si trova poco distante. La cosiddetta Skull Tower è una torre alta 4 metri e mezzo, costruita dai Turchi dopo una dura battaglia durante la quale i Serbi tentarono di liberare il paese e la città di Nis. Stiamo parlando dell’inizio del diciannovesimo secolo, più precisamente del 1805.

Tutto ebbe inizio con il valoroso atto eroico compito dal comandante delle truppe serbe, Stevan Sindjelic, che con circa 3.000 soldati al suo fianco combatté contro 36 mila Turchi, uccidendone dieci mila. Il comandante turco, per vendicarsi dell'affronto subito, ordinò di tagliare le teste dei soldati serbi caduti in battaglia e fece costruire la terribile torre, composta da 952 teste la cui pelle fu rimossa e spedita a Istanbul come simbolo di vittoria e di vendetta. La torre aveva lo scopo di spaventare i serbi cristiani per evitare future ribellioni. Della costruzione iniziale, oggi sono rimasti 58 teschi, e la torre mostra ancora oggi cosa significhi per questo popolo aver voluto combattere per conquistare la libertà. Come ci spiega Marco, è sempre importante far capire alle persone la storia di Nis e quello a cui gli abitanti di questa città hanno dovuto far fronte, anche a due secoli di distanza.

 

 

 

La nostra visita a Nis continua con il campo di concentramento, costruito nell'aprile del 1941, nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Inutile ripercorrere la storia della più grande tragedia del Novecento; Marco ci racconta che nel 1944 furono anche portati degli italiani per dissotterrare i cadaveri dei Serbi uccisi con il fuoco per cancellare ogni prova. Anche quegli italiani subito la stessa sorte. È sempre la nostra guida a darci finalmente una bella notizia: il 12 febbraio 1942 ci fu il successo della prima fuga, quando 105 persone, saltando le recinzioni, riuscirono a mettersi in salvo. Dobbiamo ammettere che a sentire questa ultima parte del racconto, ci è venuto quasi spontaneo esultare. 

Ora, però, il nostro tempo in Serbia è davvero scaduto. Dopo aver salutato e ringraziato Marco per l'ennesima volta, dobbiamo rimetterci in viaggio. Il motore di Bianchina sembra contento. "Sognando la Thailandia" procede a tappe forzate ... si va verso la Bulgaria!

Si riparte dall'Ungheria verso le 4 del pomeriggio. Alle spalle ci lasciamo un gran paese e speriamo di tornarci presto per rivivere momenti indimenticabili. Ora però abbiamo un impegno: ci aspetta la Serbia! La nostra Bianchina è pronta, non vede l'ora di essere rimessa in moto. Dopo 3 ore di viaggio attraversiamo il confine Ungaro-Serbo e, come di consueto, ci facciamo la foto sul cartello stradale di confine. Stavolta siamo fortunati, in dogana nessuno ci controlla, anzi ci fanno entrare con la loro benedizione. E facciamo rotta su Novi Sad, capitale della Vojvodina, dove dall'11 al 14 luglio si svolgerà l'Exit Festival all'interno della Fortezza di Petrovardin (ma noi purtroppo non ci saremo!).

Arriviamo all'Hotel Centar di Novi Sad alle 19 e 40. Abbiamo solo il tempo di andare in camera (e che camera, anzi due camere, una ciascuno), posare gli zaini e scenderee nella hall per l’appuntamento con la nostra guida. Nebojsa e suo fratello Stanislav ci stavano aspettando. Ci hanno prima portato a visitare le sponde del Danubio e ci hanno raccontato un po' la storia degli ultimi 15 anni. Quello serbo è un popolo che ne ha viste di brutte, ma che ogni volta ha saputo reagire e ricominciare da capo con risultati sempre migliori. Le rive del fiume sono piene di locali e noi ci fermiamo in uno di questi, molto caratteristico. Detto fatto, si ricomincia a mangiare: piatto di salumi, seguito da zuppe di pesce e da un vassoio con pesce tipico del posto.

 

 

La giornata doveva sarebbe dovuta finire così, prendendo gli accordi per la quella successiva. Ma come per incanto, nel ristorante troviamo una festa di due laureandi. Saremmo dovuti andare con le nostre guide a visitare la Cattedrale di notte ma vista la situazione ci hanno augurato una buona serata... Naturalmente è pieno di belle ragazze, ci hanno coinvolto e abbiamo fatto amicizia con tutti: balli, canti, brindisi... Era tutta una gran festa. Si sono fatte le 2 del mattino e ci hanno invitato a casa loro, poco distante dal ristorante, dove la festa è continuata fino all'alba...

Bottiglie di Whisky, di Rakia, birre fredde escono dal frigo come se ci fosse stato un birrificio all'interno, si inventano balli e si cantano canzoni per la maggior parte in italiano, visto che il padrone di casa aveva vissuto per qualche anno nel nostro paese. Non possiamo dirvi da parte di chi, ma la scintilla è scattata. Mi sono innamorato completamente di una ragazza del posto. Dire che è bellissima è dire poco... diciamo che ci siamo spalleggiati a vicenda per farla scoccare, la scintilla!

 

 

Purtroppo il tempo non gioca a nostro favore. Ci salutiamo con la promessa di rincontrarci di nuovo, ma domani noi partiamo per Belgrado. Chissà, stiamo intensamente pensando di cambiare programma e rimanere un paio di mesi in questa splendida città... È questo il bello del viaggio, che le cose possono cambiare di giorno in giorno. Chissà se sarà possibile... Intanto vi auguriamo una buonanotte e a domani con le news da Novi Sad.