Secondo giorno a Novi Sad. La nostra guida alle 9 è già nella hall del nostro albergo. Come al solito le ore di sonno sono troppo poche, ma ci aspetta la visita della città. Quindi, è tempo di alzarsi! Prima tappa, in Piazza della Libertà dove sorge la Cattedrale del nome di Maria, costruita nel 1908 sui resti di una cattedrale molto più antica, in stile Barocco.

Da lì ci siamo addentrati nelle viuzze che dal centro si addentrano nella cittadina e permettono di ammirarne gli angoli più caratteristici. Le stradine sono piene di caffè, ognuno si differenzia per il suo stile. Ce ne sono molti che all'interno sembravano delle vere e proprie casette, e anche l'atmosfera che si respira all'interno è sempre molto familiare. Passeggiando tra i vicoli, ci siamo ritrovati in un mercatino; la maggior parte delle bancarelle vende prodotti tipici del posto e, da gran mangioni quali siamo, non abbiamo saputo resistere: ci hanno fatto assaggiare il Kajmak, una specie di formaggio fatto con la schiuma del latte bollito e l’aggiunta di burro. Ve lo consigliamo vivamente, specialmente quello stagionato, molto saporito.

Rinfrancati nel corpo e nello spirito, ci siamo diretti alla fortezza di Petrovaradin costruita dall'architetto Marquis Sebastian Voban. I lavori cominciarono nel 1692 e, dopo varie peripezie, terminarono soltanto nel 1780. La fortezza Asburgica fu poi presa dalla regina Maria Teresa, a protezione dell’attacco Turco. Tanti sono gli elementi di questo edificio che colpiscono l'attenzione, a partire dalla la Torre dell'Orologio, simbolo di Novi Sad e visibile da ogni parte della città. La sua caratteristica sono le lancette inverse, quella grande segna l'ora e la piccola i minuti, così l'ora poteva essere vista anche da lontano, specialmente da coloro che viaggiavano sulle acque del Danubio. Il nostro tour culturale termina al Monastero cattolico-romano di San Giorgio del 1731, costruito per far pregare i soldati. Al piano sottostante ci sono le cripte con poco più di mille tombe delle persone più rappresentative della vita della Fortezza.

 

 

È arrivata già l'ora di ripartire. Alle 2 abbiamo appuntamento a Belgrado con Aneta Uskokovic, responsabile dell'Ente Nazionale del Turismo della Serbia per l'Italia, che ci aspetta al ristorante. Arriviamo puntuali, ci sediamo a tavolo e ci alziamo dopo 4 ore. Aneta ci ha fatto assaggiare tutto, e quando dico tutto intendo tutto quello che avevano in cucina. Eravamo sul punto di scoppiare, ma era tutto così buono che non abbiamo fatto complimenti e ci siamo fatti valere come assaggiatori di pietanze locali. Giusto il tempo di fare una passeggiata per digerire, andare all'hotel per cambiarci e poi, via in un altro ristorante. Stavolta però, con sommo dispiacere della proprietaria, ci siamo contenuti e abbiamo ordinato solo un piatto in tre, giusto per non offendere la cucina, eccellente come sempre. Nel locale c'era musica dal vivo, il cantante aveva una voce spettacolare, tutti  ballavano e cantavano e noi, coinvolti nella mischia, ci siamo bevuti volentieri un'ottima bottiglia di vino locale.

Verso le 11, però, eravamo stanchissimi. Ma siamo in viaggio, non si può andare a dormire così presto. E allora abbiamo deciso di fare una passeggiata per digerire, giusto il tempo di prendere qualcosa da bere. Il destino ha voluto però che incontrassimo due ragazzi del posto, che invece di consigliarci un locale dove andare ci hanno fatto salire con loro in macchina e ci hanno portato alla discoteca Free Styler. Più che una discoteca, il punto di ritrovo delle ragazze più belle della città. Da diventar matti! Ci siamo guardati e ci siamo detti: "Un drink e ce ne andiamo!". Beh! Siete liberi di non crederci, ma è andata proprio così. Ci siamo trascinati fuori, disperati per la bella situazione a cui stavamo rinunciando. All'arrivo in albergo, però, mancava poco che ci addormentassimo in ascensore. Forse abbiamo fatto bene, è andata meglio così. O almeno è così che vogliamo credere!

Se ci seguite lo sapete già, ma vogliamo dirvelo lo stesso! Siamo riusciti ad entrare in Russia, nonostante molte informazioni dicessero che la frontiera era chiusa. Ora vi raccontiamo com'è andata. Attraversiamo la dogana Azera e ci dirigiamo verso quella russa, non sappiamo cosa ci attende, troppe informazioni contrastanti. Ci chiedono tutti i documenti possibili e immaginabili, ma a questo siamo preparati. Bianchina viene prima completamente svuotata e poi scannerizzata centimetro per centimetro. Un ufficiale della dogana ci prende da parte e comincia un vero e proprio interrogatorio, che si concentra in modo particolare sulla proprietà della macchina. Abbiamo con noi un documento che dimostra che possiamo guidarla ma non è in russo. Prima di partire lo abbiamo tradotto in inglese e in francese, per il Tagikistan. Ma non in russo. L'ufficiale ci dice che non parla nessuna delle due lingue e che è necessario che il documento venga tradotto, con i nomi di tutti gli interessati che devono comparire in un atto autentificato dal notario. Sembra impossibile farcela, ma è stato "solo" difficile: tra un sorriso, una battuta, due stupidaggini riguardo le donne locali, ce l'abbiamo fatta. Nel momento in cui ci hanno timbrato il passaporto è stato più forte di noi: ce li siamo abbracciati tutti, e prima della nostra partenza ancora continuavano a chiedersi perché due italiani fossero apparsi in quella dogana. Davvero strano pensavano loro, e forse sotto sotto lo pensiamo anche noi.

Superata la dogana, ci rimettiamo in marcia. Il nostro unico obiettivo è raggiungere il confine con il Kazakistan il più presto possibile. Per farcela, però, dobbiamo attraversare una regione molto particolare, il Daghestan. Se c'è una cosa che ha caratterizzato questa parte di viaggio sono i posti di blocco: ne abbiamo visti 12 e ci hanno fermato 7 volte. In ogni caso, hanno tentato di estorcerci denaro ma ormai sappiamo come funziona: sorrisi, disponibilità, tempo a disposizione e pazienza. Siamo riusciti a superarli tutti senza pagare neanche un euro. Prima tappa Machackala. Troviamo un hotel a 1.500 rubli, circa 35 euro, ma riusciamo a scendere a mille rubli dopo una breve contrattazione. Subito a nanna, finalmente un letto, dopo due notti passate in macchina in dogana.

È mercoledì. Abbiamo dormito tutto d'un fiato. Sveglia alle 9 e via in macchina. Oggi ci aspetta un'altra dogana e tantissimi chilometri. La nostra meta è Ashkatran, 750 chilometri per raggiungerla, altri 50 per raggiungere la dogana con il Kazakistan. Tutto fila liscio, la dogana passa via che è un piacere e ci troviamo finalmente nel nono stato dall'inizio del viaggio. Peccato però che la nostra destinazione finale disti altri 380 chilometri, necessari per raggiungere la città di Atyrau. Tanti chilometri e un paesaggio che non cambia mai. Bello, caratteristico, ma sempre lo stesso… la steppa. Uno stradone lunghissimo, percorso da pochi automezzi, la maggior parte dei quali sono TIR, nessuna differenza tra destra e sinistra. Superata la dogana ci fermano dei locali che ci dicono che bisogna avere l’assicurazione della macchina, altrimenti a ogni posto di blocco scatta una multa. Soldi come al solito non ne abbiamo e ci rispondono che allora sarebbero stati problemi nostri. Ci mettiamo a parlare con il più socievole e dopo più di un'ora di chiacchiere ci dice che la cosa migliore da fare è…  fare i vaghi, parlare solamente inglese, scuotere la testa, mettere la prima e continuare ad andare avanti. Dopo 100 metri ecco il controllo, nel quale ci avrebbero chiesto l’assicurazione. Fa tutto Bianchina. Dieci metri prima di arrivare allo stop, le luci si spengono. In cinque secondi le abbiamo riaccedere e il posto di blocco è passato. Non si sono accorti di noi. Fortuna, casualità, destino. Non ci interessa, siamo passati.

Prima di partire, abbiamo sentito parlare di una strada piuttosto mal messa per raggiungere Atyrau, ma tutto ci aspettavamo tranne che quello che abbiamo trovato. La strada non esiste, solo una buca dietro l'altra, anzi un cratere dopo l'altro. In queste condizioni dobbiamo percorrere altri 280 chilometri. Siamo stanchi ma continuiamo ad andare aventi. Bianchina comincia a sbarellare, tra buche e colpi di sonno la situazione rischia di diventare pericolosa. Alle 4 del mattino accostiamo e decidiamo che un riposino non possa farci male. Ci risvegliamo alle sette, non ci diciamo nemmeno buongiorno e rimettiamo in moto. Resistiamo un'altra ora, altri 80 chilometri. Nel frattempo è giovedì. La strada è troppo disastrata, le braccia fanno male, rischiamo un brutto incidente per un colpo di sonno. Ce la caviamo con una sterzata all'ultimo momento ma non riusciamo a evitare di finire fuori strada. È meglio prendersi un'altra pausa. Un'ora di sonno e siamo di nuovo in marcia, musica ad alto volume, finestrini abbassati, tanto uno resta sempre giù, e si riparte. Cantando a squarciagola per tenerci svegli arriviamo ad Atyrau a mezzogiorno, dopo 20 ore consecutive in macchina. 1200 chilometri percorsi, abbiamo superato gli 8000 totali. Ormai non non esiste stanchezza, ma solo voglia di raggiungere la nostra prossima tappa, la tanto desiderata Samarcanda, in Uzbekistan. Manca solo un ultimo sforzo. Solo 1600 chilometri da percorrrere il prima possibile.

Se vi state domandando perché abbiamo tanta fretta, ve lo diciamo subito. Dall’Azerbaigian avremmo dovuto prendere il traghetto per il Turkmenistan. Non non avendo ottenuto il visto abbiamo dovuto cercare una via alternativa, ma sempre mantenendo le nostre date. Per questo dobbiamo essere in Uzbekistan entro il 29 giugno. Speriamo di riuscire a visitare il Kazakistan con tempi più consoni. Da quello che abbiamo visto e che ci hanno detto gli abitanti incontrati, questo paese ha veramente tanto da offrire e tante bellezze da scoprire, specialmente paesaggistiche. La stessa Atyrau sarà anche una bella città ma dopo tutto questo viaggio andiamo a dormire, non prima di dirvi che nei prossimi giorni non riusciremo a essere molto presenti perché avremo difficoltà di connessione. Ci aspettano ancora tanti chilometri.

Serbia

22 Mag 2013

Crocevia d’Europa, tra l’Adriatico e il Mar Nero, la Serbia vanta un’offerta turistica diversificata grazie alla varietà del paesaggio e alla storia millenaria. Dai monasteri medioevali alle immense gole del Danubio, dalla cultura contadina alla vita effervescente di Belgrado, questo Paese è stato più volte definito l’Oriente dell’Occidente non solo per la posizione, ma proprio per aver saputo metabolizzare nei secoli tradizioni e sensibilità. 

Una realtà da scoprire e riscoprire… con un ricco patrimonio non solo storico e culturale, ma anche “immateriale”: le sperimentazioni musicali, il cinema d’avanguardia e le contaminazioni musicali che trovano un luogo d’elezione nella capitale Belgrado e nei tanti eventi in calendario durante tutto l’anno, tra cui spicca l’Exit Festival di Novi Sad.

La Serbia è,inoltre, una destinazione “green” con magnifici Parchi Nazionali come quello di Tara e di Gamzigrad: luoghi ideale per tutti coloro che desiderano una vacanza all’insegna della natura,dell’avventura e del turismo sostenibile. 

Particolarmente prelibata è, infine, la cucina serba – molto ricca grazie alla varietà etnica e culturale del paese e del popolo – che assorbe le influenzedella cucina greca, bulgara, turca e ungherese. Da scoprire sono anche i vini locali, che possono essere degustati direttamente nelle cantine di produzione.

L'ultimo treno. Arriviamo al confine con il Vietnam dopo un totale di 143 ore di treno e 6.000 chilometri percorsi in Cina, uno stato immenso! Come si dice in questi casi, ce la siamo girata in largo e in lungo. Per quanto riguarda il viaggio solita routine: dormire poco, mangiare anche meno, grandi partite a carte e amicizia con tutti. In dogana è ancora più semplice, timbro e via, destinazione Hanoi.

Il paesaggio cambia notevolmente. C'è tanto, ma tanto verde, risaie ovunque e donne con il tipico cappello vietnamita, chine che lavorano sui campi. Attraversiamo piccoli paesini super popolati e mercatini che cuociono ogni tipo di carne. Purtroppo siamo in autobus e non possiamo fermarci anche se la fame e la voglia si fanno sentire. Arriviamo ad Hanoi, la capitale, un traffico da non credere. Non tanto per le macchine quanto per i motorini. Migliaia e migliaia di due ruote affollano le strade; non ci sono cartelli e anche se ci fossero nessuno li rispetterebbe, tutti guidano in tutte le direzioni e il contromano è un classico. Due colpi di clacson e ognuno tira dritto per la sua strada.

Attraversare la strada è un rischio da non sottovalutare, praticamente si deve fare lo slalom tra motorini che sfrecciano da ogni lato. Ti guardano, ti puntano, ti suonano e poi all’ultimo momento sterzano. Fino a che non ti prendono va tutto bene. Troviamo un ostello in centro, il dormitorio costa 4 dollari a persona e noi per 10 riusciamo a ottenere una stanza per 2 con bagno in camera. Giusto il tempo di una doccia e andiamo a cercare qualcosa da mangiare. Ci fermiamo proprio davanti all’ostello, appena usciti, ci colpisce un fornellino su un tavolino con due piccoli sgabelli per sedersi, ordiniamo un piatto per due di carne e verdure e ci portano un vassoio pieno di manzo, capra, melanzane, zucchine e tanto altro per 200.000 dong, ovvero meno di 10 dollari. È tutto crudo, però, e bisogna cucinarselo da soli con l’aiuto del fornellino. Divertente e gustoso, buonissimo!

Ordiniamo una birra e notiamo che una bottiglia costa meno di un dollaro. È la fine, solo lì ne abbiamo bevute 5 a testa, poi lungo quelle stradine mega affollate e strapiene di turisti zaino in spalla è stato un continuo. Facciamo conoscenza con tantissimi ragazzi e finiamo in un bar con biliardo, segniamo il nostro nome sulla lavagnetta e aspettiamo il nostro turno per giocare. Lo ammettiamo, siamo forti ed è difficile trovare qualcuno che ci possa battere. Infatti, quando tocca a noi cominciamo a eliminare una alla volta tutti i presenti finché il manager del locale organizza un gioco chiamato "killer": ogni giocatore ha 4 "vite" e ogni volta che sbaglia un tiro gliene viene tolta una. L'ultimo che rimane vince tutto, cioè i soldi che ogni partecipante mette per giocare, 100.000 dong a testa. Indovinate un po' chi ha vinto? Anche troppo facile!

E con i soldi vinti, praticamente l'equivalente di un paio di giorni di viaggio, altra birra! Vaghiamo per quelle stradine senza una meta, barcolliamo così tanto che evitare i motorini ci viene spontaneo. Arriviamo al nostro ostello e ci sentiamo a casa, tutti sono nelle nostre condizioni. Facciamo amicizia, balliamo, beviamo e conosciamo un sacco di gente. Ci guardiamo e capiamo che siamo distrutti! È l'ultimo momento in cui ci incrociamo. Persi nel caos e nel divertimento ci dividiamo e ci rivediamo solo in camera alle 8 del mattino. Ognuno ha una storia da raccontare ma entrambi abbiamo una stanchezza micidiale, tanto che l'unica cosa che possiamo fare e distenderci sul letto con un sorriso stampato! Buonanotte, anzi buongiorno!

Con dolore lasciamo Samarcanda. È tempo di andare avanti e tanti stupendi posti ci aspettano. Bisogna fare il solito rituale, è venerdì e non ci dovrebbero essere problemi. Stavolta ce la siamo studiata bene. E invece la Asaka Bank, l'unica che può aiutarci con la Master card, ha il POS rotto. Niente prelievo ma paghiamo ugualmente l'hotel con sconti vari e la benzina è sufficiente per arrivare a Penjikent, sito UNESCO in Tagikistan.

Sessantacinque chilometri ci dividono dal nostro undicesimo stato, ma quando arriviamo alla dogana ci dicono che è chiusa. Panico, ma non ci demoralizziamo. Studiamo gli appunti presi prima del viaggio, torniamo a Samarcanda e optiamo per un'altra dogana, passando per Tashkent. Possiamo abbreviare il percorso svoltando prima di arrivare nella capitale Uzbeca, ma non avendo contante e sapendo che le banche di sabato lavorano fino a mezzogiorno, decidiamo per Tashkent. Ci arriviamo a notte fonda e un hotel ci fa credito tenendosi i passaporti come cauzione. Il giorno dopo si riparte alla ricerca dell'Asaka, fuori ci sono decine di persone che aspettano l’apertura, ma piano piano tutte si allontano, la banca non apre. Motivo… qui ognuno fa come gli pare. Il nostro visto scade oggi, in un modo o nell’altro dobbiamo uscire dall’Uzbekistan.

Cominciamo a fare il giro di tutti gli hotel per provare a prelevare contante, ma dopo mezza giornata spesa in macchina, niente, nessun risultato. Il caso ha voluto che incontriamo di nuovo Luigi e sua moglie, i motociclisti che abbiamo incontrato alla dogana precedente. Gli spieghiamo il nostro problema, dicendogli che con 50 euro avremmo raggiunto Dushanbe, e lui ci risponde: "Ragazzi tranquilli! E che vi faccio fermare qui, voi dovete arrivare in Thailandia!”. E ci presta i soldi utili per raggiungere la nostra meta, ma con la promessa da viaggiatori che alla prima possibilità gli saranno restituiti. Il tempo di mangiare un boccone e grazie a un Uzbeco dal cuore d’oro riusciamo a mettere sufficiente benzina per percorrere i 425 chilometri che ci separano da Dushanbe. Il diesel da un normale benzinaio costa 3.750 som al litro, ossia 1 euro e 20, noi riusciamo a pagarlo meno di un dollaro. chissà che ci avrà dato… in ogni caso ci lasciamo 30 dollari per la prima notte. Poi in qualche modo sopravviveremo.

Raggiungiamo la dogana di Bekobod, solito controllo e poi il dramma. I doganieri Tagiki ci chiedono 25 dollari di tassa per far entrare Bianchina, noi pensiamo subito che è la solita scusa per estorcerci qualche soldo. Le proviamo tutte, ma stavolta niente funziona e ci rimandano indietro. Le opzioni sono due: o pagare e passare la notte in macchina a Dushanbe o passare la notte in dogana, posto più sicuro, e poi pagare e arrivare a Dushanbe in serata, farci fare credito per una notte e trovare una banca disponibile all'inizio della prossima settimana. Scegliamo la seconda opzione. Ed eccoci di nuovo a passare la notte in dogana. Ormai siamo abituati e ben organizzati, partitina a carte, niente cena, almeno ci teniamo in forma, filmetto e buonanotte.

Un consiglio? Se mai viaggerete per l’Asia Centrale portate con voi solo contante, specialmente nelle dogane. Con le carte di credito, beh!, fateci quello che volete ma non provate a prelevare, vi salteranno i nervi. La cosa bella è che siamo sempre più positivi: fateci dormire dove volete,  senza mangiare, senza diesel, ma noi arriveremo in Thailandia!

Siamo ad Osh da dieci giorni. Tanto, troppo tempo. Vogliamo ripartire. Le abbiamo provate tutte ma, come vi abbiamo accennato nell'aggiornamento precedente, abbiamo problemi con Bianchina. Siamo arrivati anche al confine con la Cina, sono stati 500 inutili chilometri. Ci hanno solo confermato quelle che già immaginavamo: Bianchina non può entrare in Cina.

Ci vuole un documento speciale rilasciato dal governo cinese per far sì che un turista possa entrare con una macchina di sua proprietà. Inoltre noi abbiamo l’autorizzazione per guidare la macchina ma non è intestata direttamente a noi. Le pratiche burocratiche aumentano, il tempo e anche il costo. E tanto! Ci si può collegare con un'agenzia interna, ma ci hanno chiesto quasi 5.000 euro. Non abbiamo neanche risposto, non li abbiamo. L'alternativa ora è rimpatriare con onore Bianchina tramite una compagnia di trasporti, possibilmente con bisarca. Anche in questo caso non si può: nessuna compagnia fa questo tipo di servizio, dovrebbero farlo solo per noi e i costi sono troppo elevati. Serve una soluzione per proseguire. Non possiamo certo abbandonare la nostra fida compagna di viaggio, che ci ha accompagnato finora fin sulla vetta del Pamir.

Cerchiamo una soluzione ma non sappiamo da dove iniziare. Chiacchierando con un ragazzo nella hall dell’hotel, scopriamo che un suo amico ha un business: compra macchine in Germania e le rivende qui ad Osh. Potrebbe essere interessato a riportare la nostra Bianchina in Europa. Organizziamo un incontro e in poche ore siamo faccia a faccia con l'unica persona che può salvarci. Ora, organizzare una cosa del genere non è per niente semplice. Prima di tutto bisogna mettersi d’accordo con il prezzo. Naturalmente sono partiti alti ma dopo varie contrattazioni abbiamo raggiunto un ottimo deal. Poi bisogna stipulare un contratto nel quale entrambi le parti promettono di rispettare i propri compiti. Volevamo farlo da un notaio ma bisognava far tradurre tutti i documenti in russo e abbiamo optato per un modesto “fai da te”. E infine bisogna fare l’autorizzazione con nomi e cognomi per consentigli di guidare la macchina.

 

 

Il nostro ritardo dipende soprattutto da quest'ultimo passaggo. La DHL ci aveva confermato che i documenti sarebbero arrivati a Osh in due giorni e abbiamo deciso di aspettare. Oggi, però, l'ufficio postale cittadino ci ha confermato che arriveranno non prima di cinque giorni lavorativi. Dovremmo aspettare un'altra settimana ma non possiamo. Partiamo lo stesso domani e speriamo con tutto il cuore che tutto vada bene. Lasciamo Bianchina in buone mani, ne siamo certi.

Siamo pronti ormai a lasciarci l’Asia Centrale alle spalle. Ci siamo rilassati fin troppo e un altro viaggio sta per cominciare, completamente differente, non solo per paesaggi, culture e tradizioni, ma anche perché non avremo con noi la nostra auto. Dovremo prima fare l'autostop per superare il confine con la Cina, perché non ci sono mezzi di trasporto che lo oltrepassino, e una volta arrivati a Kashgar ci aspettano le ferrovie cinesi. Dobbiamo proseguire con i mezzi pubblici, in treno, fino a Pechino. Dobbiamo ammetterlo, siamo un po' tristi per Bianchina ma questo viaggio deve continuare. Il nostro sogno si deve realizzare!

La pacchia è finita. Il nostro relax in piscina, tra tuffi, bagni e scivolate è finito. È il nostro ultimo giorno a Osh. Domani ci rimettiamo in marcia, con otto giorni di ritardo. Si va ziano in spalla, pronti a prendere qualsiasi passaggio pur di continuare il nostro viaggio. Siamo pronti per un'altra avventura. Ci risentiamo dalla Cina! Fateci sentire il vostro "in bocca al lupo"!

 

Sognando la Thailandia è il viaggio che dà il via al progetto Vita da Turista, che nasce con l’obiettivo di mostrare ai viaggiatori italiani le principali esigenze che si hanno quando si affrontano viaggi in piena autonomia.

In questo primo viaggio Nicola Marcellino e Federico De Dominicis ci guideranno lungo la Via della Seta in un viaggio di oltre 20.000 km che si completerà con il raggiungimento del loro sogno, la Thailandia.

Durante il percorso attraverseranno 17 paesi soffermandosi in ognuno di essi per ammirare gli splendidi siti Unesco.

Italia

       
25 maggio   Partenza dal Parco Rainbow Magicland – Roma   687 Km
    Arrivo in tarda serata a Udine    
26 Maggio   Visita di Cividale del Friuli (Sito Unesco)    
27 Maggio   Passaggio del confine con la Slovenia     
         

Slovenia

       
27 Maggio   Arrivo a Divaccia e visita del Parco di Scocjanske jame e delle Grotte di San Canziano (Sito Unesco).   146 Km
    Notte a Divaccia    
28 Maggio   Visita  del Parco ambientale delle Saline di Sicciole, presso Seca. Notte a Seca   50 Km
         

Ungheria

       
29 Maggio   Passaggio del confine con l’Ungheria e arrivo a Heviz, il più Grande lago termale d’Europa. Arrivo a Balatonfured, sul Lago Balaton. Visita del Lungolago e del centro storico.    
30 Maggio   Partenza per Pannonhalma e visita dell’Abbazia Benedettina (Sito Unesco). Partenza per Budapest.    
31 Maggio   Visita della città    
         
01 Giugno   Visita della città    
         
02 Giugno   Visita della città, con il quartiere del Castello (sito Unesco)    
03 Giugno   Visita della città e partenza per la Serbia, arrivo a Tara in serata.    
    Partenza nel pomeriggio per la Serbia, arrivo a Tara in serata.    
         

Serbia

       
03 Giugno   Arrivo a Novi Sad, visita della città    
04 Giugno   Petrovaradin, Sremski Karlovci e monastero a Fruska Gora. Pernottamento a Belgrado    
05 Giugno   Giorno a Belgrado, visita della città    
06 Giugno   Belgrado-Zajecar (visita del Felix Romuliana, sito UNESCO) e pernotamento a Nis    
07 Giugno   Passaggio del confine con la Bulgaria    
         

Bulgaria

       
07 Giugno   Arrivo a Sofia in serata   230 Km
08 Giugno   Visita della città e della Chiesa di Bojana (Sito Unesco)    
09 Giugno   Partenza e arrivo in serata a Silistra   430 Km
10 Giugno   Visita della Riserva Naturale di Srebarna (Sito Unesco). partenza in serata per Varna. Arrivo a Varna   140 Km
11 Giugno   Visita della Città    
12 Giugno   Passaggio del confine con la Turchia    
         

Turchia

       
12 Giugno   Arrivo in serata ad Istanbul   450 Km
13 Giugno   Visita della Città di Istanbul e delle aree storiche appartenenti ai siti Unesco                            
14 Giugno   Arrivo in serata al Parco Nazionale di Goreme (Sito Unesco)   280 Km
15 Giugno     Visita del Parco Nazionale    
16 Giugno   Visita dei siti rupestri della Cappadocia (Sito Unesco)    
17 Giugno   Partenza e arrivo ad Erzurum in serata   700 Km
18 Giugno   Passaggio del confine con la Georgia    
         

Georgia

       
18 Giugno   Arrivo a Poka   500 Km
19 Giugno   Visita del Paravani Lake    
19 Giugno   In serata arrivo a Tblisi   131 Km
20 Giugno   Visita della città    
21 Giugno   Passaggio del confine con Azerbaijan    
         

Azerbaijan

       
21 Giugno   Passando per Qazax arrivo a Baku (Sito Unesco)    800 Km
22 Giugno   Visita della città    
23 Giugno   Visita della città    
24 Giugno   Visita della città    
25 Giugno   Partenza in barca per Turkmenbashi (TURKMENISTAN)    
         

Turkmenistan

       
25 Giugno   Arrivo e notte a Turkmenbashi    
26 Giugno   Arrivo e notte ad Asghbat   575 Km
27 Giugno   Visita della Fortezza di Nisa (Sito Unesco)    
28 Giugno   Arrivo a Merv (Sito Unesco)           460 Km
29 Giugno   Visita della città    
30 Giugno   Passaggio confine Uzbekistan    
         

Uzbekistan

       
30 Giugno   Arrivo in serata a Bukhara (Sito Unesco)    500 Km
01 Luglio   Visita della Città    
02 Luglio      Arrivo a Samarcanda (Sito Unesco)   260 Km
03 Luglio   Visita della Città    
04 Luglio   Visita della Città    
05 Luglio   Passaggio del confine con il Tagikistan    
         

Tagikistan

       
05 Luglio   Arrivo a Penjakent   65 Km
05 Luglio   Visita sito archeologico di Sarazm (Sito Unesco)    
06 Luglio   Arrivo a Dushanbe   235 Km
07 Luglio   Passaggio del confine con il Kyrgyzstan    
         

Kyrgyzstan

       
07 Luglio   Arrivo e Notte a Osh         500 Km
08 Luglio   Visita del Trono di Sulayman (Sito Unesco)    
09 Luglio   Arrivo a Bishkek   600 Km
10 Luglio   Passaggio del confine per il Kazakistan    
         

Kazakistan

       
10 Luglio   Arrivo a Tamgaly (Sito Unesco)   205 Km
11 Luglio   Visita delle “incisioni rupestri” (Sito Unesco)    
11 Luglio   Arrivo in serata ad Almaty   165 Km
12 Luglio   Passaggio del confine per la Cina verso le ore 12.00    
         

Cina

       
12 Luglio   Arrivo e notte a Houcheng   600 Km
13 Luglio   Arrivo e notte a Urumqui   650 Km
14 Luglio   Arrivo a Dunhuang, passando per Kumul   1000 Km          
15 Luglio   Visita delle Grotte dei Cento Buddha di Mogao (Sito Unesco)    
16 Luglio   Arrivo e notte a Jinchang   800 Km
17 Luglio   Arrivo a Xi-An, passando per Lanzhou   1000 Km
18 Luglio   Visita dei Guerrieri di Terracotta    
19 Luglio   Arrivo e notte a Chengdu   730 Km
20 Luglio   Visita del Santuario del Panda Gigante (Sito Unesco)    
21 Luglio   Arrivo e notte a Kumming   880 Km
22 Luglio   Visita delle aree circostanti di Kumming    
23 Luglio   Visita delle aree circostanti di Kumming    
24 Luglio   Arrivo a Hekou, confine con il Vietnam     410 Km
25 Luglio   Passaggio del confine con il Vietnam    
         

Vietnam

       
25 Luglio   Arrivo e notte a Sapa   50 Km
26 Luglio   Visita dei villaggi adiacenti    
27 Luglio   Visita dei villaggi adiacenti    
28 Luglio   Arrivo ad Ha-Noi   360 Km
29 Luglio   Arrivo Ha-Long City e inizio Tour   150 Km
30 Luglio   Tour di 2 giorni presso la baia di Ha-Long (Sito Unesco)    
01 Agosto   Arrivo e notte a Mai-Chau   280 Km
02 Agosto   Passaggio del confine con il Laos    
         

Laos

       
02 Agosto   Arrivo e notte a Luang Praban (Sito Unesco)   620 Km
03 Agosto   Visita della Città    
04 Agosto   Arrivo e notte a Luang Nam Tha   300 Km
05 Agosto   Visita dei villaggi adiacenti    
06 Agosto   Visita dei villaggi adiacenti    
07 Agosto   Passaggio del confine con la Thailandia    
         

Thailandia

       
07 Agosto   Arrivo e notte a Chiang Rai   180 Km
08 Agosto   Visita della città    
09 Agosto   Arrivo e notte a Chiang Mai   250 Km
10 Agosto   Tour nella giungla    
11 Agosto   Tour nella giungla    
12 Agosto   Arrivo e notte a Sukhotai (Sito Unesco)   320 Km
13 Agosto   Visita del sito    
14 Agosto   Arrivo e notte a Khao Yai National Park (Sito Unesco)   480 Km
15 Agosto   Visita del parco    
16 Agosto   Arrivo a Ayuthaya (Sito Unesco)    150 Km
17 Agosto   Visita del sito    
18 Agosto   Arrivo a Kanchanabury   285 Km
19 Agosto   Visita della città    
20 Agosto   Partenza e arrivo in serata a Chumphon   604 Km
21 Agosto   Arrivo a Krabi   330 Km
22 Agosto   Visita della costa    
23 Agosto   Arrivo a Phuket               180 Km
24 Agosto   Visita dell’isola di Phuket    
25 Agosto   Visita delle isole Phi-Phi    
26 Agosto   Visita delle isole Phi-Phi    
27 Agosto   Partenza da Phuket    
28 Agosto   Arrivo a Bangkok    
 
NB: Il programma potrà essere soggetto a variazioni causa condizioni climatiche, guasti tecnici o per eventuali chiusure temporanee dei siti archeologici.

Sono le 6.30 del mattino. Il bus numero 64 ci porta alla Riserva dei Panda Giganti. Siamo emozionati. L'entrata costa 58 rmb per tutto il giorno (poco più di 7 euro) e vale veramente la pena visitare i 100 ettari di quest'immenso parco. Costruito a pochi chilometri dal centro di Chengdu, è diventato la casa di molte specie animali e varie tipologie di uccelli, e ospita laghi con cigni, anatre e carpe dai vari colori. Con 2 rmb si può comprare una bustina di mangime e basta poco per far sì che i cigni si sfamino direttamente dal palmo della mano.

La maggior parte delle strutture è dedicata alla "star" della riserva: il Panda! C'è il museo, il centro di ricerca, la storia dei Panda spiegata sullo schermo cinematografico, l’ospedale, le sale parto, dove ammiriamo un Panda di pochi giorni, così piccolo che non ha ancora le tipiche macchie di colore nero e bianco che contraddistinguono questi animali eccezionali. Poi ci sono le "case", grandi parchi che rispettano nel modo migliore il loro habitat originale. Passiamo prima da quella dei Panda Rossi dei quali ignoravamo l'esistenza fino a poco fa. Sono piccoli, diversi dai classici panda, con il pelo di un rosso scuro e una lunga coda, a differenza del panda che tutti conosciamo che è privo di coda. Poi raggiungiamo loro, gli animali più dolci e buffi visti nella nostra vita.

Li vediamo da lontano e già ci vien da ridere, con quel testone tondo tondo, quell’aria sorniona di chì si sveglia stanco e quella stazza non indifferente. Stanno sbragati su dei grandi bamboo con le gambe completamente divaricate; impugnano bamboo più piccoli e acerbi e con la loro lentezza ne mangiano una quantità infinita. Sono a un paio di metri di distanza da noi, ma purtroppo la riserva non dà l’opportunità di toccarli. Ci va bene così, sono troppo belli anche da questa distanza. Capiamo perché vengono anche chiamati Bear-cat: in effetti sono dei piccoli orsi, la fisionomia è la stessa, grandi zamponi con lunghi artigli, stesso enorme sederone che ondeggia a ogni passo, stesso muso. La bocca potrebbe mettere un po' di timore, con i canini lunghi e acuminati, ma alla vista sono così innocui e "bonaccioni" che non ci si fa caso. Ogni tanto qualcuno di loro si alza e raggiunge un albero. È troppo fico vederli come si arrampicano, abbastanza agili, ma lenti. Uno di loro, si chiama "L’Ambasciatore", fa un vero e proprio spettacolo: si mette in mostra e poi inizia a salire su un albero davanti ai nostri occhi, è il suo show, ogni tanto si ferma sospeso in aria e ci guarda mettendosi in posa come per dirci: "Via alle foto!" e poi continua la sua scalata. Quando è sceso ci ammazziamo dalle risate; a un certo punto c'è una biforcazione di rami e lui a testa in giù resta penzoloni, con il sederone incastrato fra i due rami per qualche secondo. Appena arrivato giù, torna di corsa a mangiare; sembra che si sia vergognato che la performance non sia andata esattamente come voleva.

Andiamo a visitare le altre case. Siamo stupefatti dal modo in cui si sdraiano sulle palafitte fatte con i bamboo; sembrano dei veri imperatori, completamente "a panza all’aria",  intenti a scegliere il bamboo migliore. Ci innamoriamo subito di un panda dal nome indecifrabile, lo soprannominiamo "Il Re". Dal piano più alto della palafitta attira l’attenzione di tutti i passanti per la sua buffa posizione, sta completamente "spaparacchiato"! Du norma non siamo d’accordo quando si allontanano gli animali dal loro habitat naturale, ma questa riserva sembra far stare bene coloro che ci vivono e purtroppo spesso è necessario per mantenere la specie.

Dedichiamo la nostra ultima mezz'ora ad ammirare quella testona bianca contraddistinta dal colore nero solo sugli occhi e sulle orecchie. Sono degli animali dolcissimi ma arriva il momento dei saluti. Torniamo in Hotel nel tardo pomeriggio. Siamo pronti a ripartire: destinazione Vietnam!

Chiariva

11 Lug 2013

Luglio 2013 – Chiariva by Vivamondo è presente sul mercato dal 1878: in questi 135 anni di storia ha vissuto i numerosi cambiamenti dettati dal continuo rinnovamento che contraddistingue il mercato del turismo. Il Tour Operator ha saputo rimanere sempre al passo con i tempi al punto da registrare importanti successi: infatti, è sempre stato “protagonista” nel turismo italiano e ancora oggi è un punto di riferimento e di garanzia per tanti viaggiatori.

Una delle peculiarità che ha fatto la storia di questo brand è il suo rapporto con la Cina: Chiariva by Vivamondo, infatti, è stato il primo Tour Operator al mondo a inserire questa destinazione nella sua programmazione.
Era il 1977 e la Cina aveva appena aperto le frontiere ai turisti: con l’elezione prima di Hua e poi di Deng a primo ministro prevalse la linea dello sviluppo economico. La Cina si aprì al commercio, al turismo e agli investimenti esteri. E Chiariva iniziava a portare i primi turisti in questo splendido territorio, ricco di storia e di bellezze.
Il Tour Operator offre ora diverse soluzioni di viaggio in un ricco catalogo – Cina e Giappone – presente sia nelle Agenzie di Viaggio (con una foliazione totale di 24 pagine) sia sul sito www.chiariva.it, che propone una pubblicazione sfogliabile o scaricabile di 34 pagine. La pubblicazione online dà l’opportunità di proporre soluzioni di viaggio in continuo aggiornamento al passo con i cambiamenti di mercato e le richieste dei viaggiatori.
I “viaggi di gruppo” – che rappresenta la prima parte della pubblicazione - prevedono diversi itinerari, come “Scoprendo la Cina”, “Mosaico cinese”, “Panorami cinesi”, “Le perle della Cina” e “Mosaico cinese e Dubai”, tutti con accompagnatore locale parlante italiano, pasti e visite ed escursioni comprese nel prezzo; mentre i “viaggi individuali” propongono la “Cina classica”, il “Gran tour della Cina”, le “Grandi città e fiume Yangtze”, “Mongolia e via della seta” e una serie di estensioni da Pechino e Shanghai. Anche per i tour individuali Chiariva prevede l’accompagnamento di una guida locale durante tutto il viaggio. Da quest’anno, inoltre, è stata inserita la Thailandia come nuova meta in Oriente.

Accanto alle proposte verso la Cina, Chiariva by Vivamondo propone diverse destinazioni, ideali per viaggi di nozze, viaggi di gruppo e individuali che si contraddistinguono per un denominatore comune: la qualità presente in ogni destinazione, sia per le strutture selezionate indipendentemente dalla loro categoria, sia per la continua assistenza offerta.
Gli altri cataloghi del T.O. propongono viaggi verso: Nord America e Polinesia, Magico Nord e Crociere fluviali, Australia, Emirati e Maldive, Africa del Sud e Oceano Indiano.

Ufficio Stampa Chiariva by Vivamondo:
Barbara Robecchi – Studio Barbara Robecchi
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Per informazioni al pubblico:
Chiariva by Vivamondo
Via Meravigli 16 – 20123 Milano
Tel 0280581002 - 028056280 - 0272080365 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Dopo qualche giorno a Pechino, dove ci siamo lasciati incantare dalla Grande Muraglia e dalla Città Proibita, siamo di nuovo in viaggio: direzione Xi-An. Che nottata! Il treno come al solito è strapieno. Saliamo alle 9 di sera, stavolta è più facile trovare i nostri posti a sedere: non ci sono, ci tocca stare in piedi! Aspettiamo che il treno parta e ci sdraiamo nel corridoio del vagone numero 2. Non si sta poi così male!

Dopo mezz'ora però tra gente che va in bagno, persone che vanno a fumare e i carrelli delle bevande che passano di continuo, dobbiamo alzarci. Solo verso mezzanotte troviamo una soluzione; mettiamo le gambe sotto i sedili di destra mentre spalle e testa sono sotto i sedili di sinistra. A parte per i carrelli, che tanto di sera non passano, tutti gli altri non devono fare altro che un passo per scavalcarci o meglio per scavalcare quel poco del nostro corpo che resta nel corridoio. Non è una situazione indolore, ma tra qualche calcio e mal di schiena, riusciamo a fare una tirata fino alle 7 del mattino.

Siamo alla stazione di Xi-An, prendiamo l’autobus 103 per il nostro Hotel che si trova proprio accanto alle mura della città. E che Hotel! Passiamo dalle stalle alle stelle, e quante stelle! Facciamo una doccial al volo e prendiamo il K45 per il centro. Scendiamo un paio di fermate prima, lo stradone è pieno di negozi e di palazzi in vecchio stile e decidiamo di continuare a piedi. Dopo poco troviamo l’entrata per le mura della città, non si possono non notare immediatamente le due grandi strutture che caratterizzano il centro: la Bell Tower e la Drum Tower, entrambe del XIV secolo e ristrutturate nel VXII secolo. La prima suonava all’alba, la seconda al tramonto.

Il biglietto d’entrata costa 35 rmb solo per una, 50 rmb per entrambe. Sembrano molto simili e decidiamo così di visitarne solo una, la Drum Tower. Al primo piano c'è il museo dei tamburi, costruiti con vari materiali e dalle forme più varie. Abbiamo anche assistito a un piccolo concerto, poi siamo passati ai piani superiori per avere una vista migliore sulla città. Forse l'unica differenza tra le due torri è che nella Bell Tower avremmo trovato campane al posto dei tamburi!

Usciti dalla torre, continuiamo il nostro giro all'interno delle mura prima di prendere il 103 che ci riporta in Hotel. Prima di andare a nanna, ci fermiamo in un ristorantino con solo quattro tavolini. Il menù non c'è, danno solo zuppa della casa, fatta con noodles freschi, verdure e tofu. Leggermente piccante e strabuona. Bene, stomaco pieno, il sonno c'è ... andiamo a dormire. Domani ci aspettano i Guerrieri di Terracotta!

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