16 anni di viaggio e quasi 100 paesi visitati, affrontati sempre con la stessa passione e determinazione di scoprire nuovi posti, vivere altre culture e tradizioni, avvicinandomi il piu’ possibile al loro modo di vivere e provando emozioni che solo il viaggiare puo’ darti.

Viaggiatore “di professione”, gira il mondo dal 1996 (è nato nel 1977). Ha vissuto tra Stati Uniti (Miami), Australia, Thailandia, America del Sud. Dovunque.

Tra il 1999 e il 2000 ha viaggiato in macchina da Melbourne a Cairns, in Australia. Dal 2000 al 2003 ha attraversato gli Stati Uniti in camper, sulla mitica Route 66.

Dal 2004, senza fermarsi, ha visitato 24 nazioni europee prima di dedicarsi all’America del Sud e all’Asia: tanti viaggi di piacere, tutti zaino in spalla.

È del 2008 la partenza per Ushuaia e la risalita dell’America del Sud fino a Salvador. Stessa “sorte” è toccata all’Asia: da Bali all’Italia, via terra e via mare, 25 nazioni in quasi due anni di viaggio, senza mai fermarsi.

Nel 2012, dopo qualche tour africano (Egitto e Sudafrica) ha vissuto per un anno in Thailandia, alle Isole Phi Phi, e ora è pronto per tornare: in macchina e partendo da Roma!

Nato nel 1960, l'Ente Nazionale per il Turismo Thailandese è lo strumento primario per realizzare le politiche di promozione dell'immagine turistica della Thailandia e di supporto alla commercializzazione dei prodotti turistici thailandesi nel mondo.

Le attività attraverso le quali il TAT (Tourism Authority of Thailand) persegue i suoi scopi istituzionali sono le seguenti:

- orientare l'offerta turistica nella scelta dei mercati, sia tradizionali che emergenti,

- coordinare e realizzare programmi comuni con le istituzioni thailandesi ed altri uffici locali del TAT e partecipare ai progetti integrati di promozione.

- assistere e sostenere il sistema delle imprese turistiche (sia thailandesi che italiane) nella commercializzazione dei prodotti turistici da vendere e che necessitano di spazi commerciali, sedi espositive, workshop d'affari, opportunità di partecipazione a manifestazioni, saloni e borse del turismo.

- attuare forme di collaborazione con gli Uffici della rete diplomatico-consolare e con le altre rappresentanze italiane all'estero (nella fattispecie l’ufficio di Roma è anche responsabile della promozione della Thailandia in Spagna, Grecia, Portogallo, Turchia, Cipro ed Israele).

- partecipare con altri enti e società anche private alla promozione delle destinazioni turistiche della Thailandia.

I destinatari dell’attività istituzionale sono:

-  la domanda collettiva organizzata dagli operatori italiani e thailandesi del settore: Tour operators, agenzie di viaggio , strutture alberghiere.

- la domanda individuale composta da centinaia di milioni di cittadini esteri, utenti potenziali od attuali, dei servizi turistici thailandesi

Il TAT assolve al ruolo di ente strumentale degli interessi regionali e nazionali in materia di sistemi informativi turistici globali ed in tema di campagne di comunicazione su scala nazionale ed internazionale, finalizzate al riequilibrio dei flussi turistici  nonché il sostegno alle imprese turistiche;  provvedendo anche al finanziamento dei progetti finalizzati alla promozione del prodotto turistico nazionale e/o locale.

Sognando la Thailandia

Situata  in un paesaggio tropicale lussureggiante , la Thailandia è teatro di forti contrasti, la ricchezza dell’eredità storica e delle risorse naturali di questa orgogliosa nazione buddhista accresce il fascino di un paese che oggi è caratterizzato da un rapido sviluppo industriale.

Intrigante e tranquilla , ora splendente e inafferrabile, la Thailandia  vi porterà a vivere emozioni uniche, e vi lascerà stupefatti  nel vedere tricicli a motore  e automobili in fila dietro un enorme elefante.  Questo popolo ricco di storia e tradizioni  vi porterà a vivere giornate spensierate nella terra più sorridente dell’Asia . In questo immenso paese potreste perdervi nella nebbia, percorrendo sentieri su incontaminate montagne alla scoperta di antiche civiltà Thai, o smarrirvi nelle baie del mare delle Andamane, contornate da altissime palme da cocco e un mar turchese che si infrange a riva nei colori  avvolgenti di un tramonto mai visto. 

“Thai” significa – il paese degli uomini liberi- e questa definizione rispecchia pienamente la storia e la natura del popolo thailandese, che ha portato questo regno ad avere grandi tesori disseminati in tutto il paese, e sono queste ricchezze che renderanno ancor più interessante il vostro viaggio  in questa terra. Visitando il nord della Thailandia sarete catturati da Buddha giganti scolpiti con eleganza a Sukhothai  e dalle donne giraffa dai lunghi colli ornati da anelli  in ottone, simbolo di suprema  bellezza.

Un viaggio affascinante attraverso la metropoli orientale per eccellenza ,Bangkok. Tutto ha inizio qui , valzer di suoni ,odori , di colori accesi , un tuffo in architetture sublimi e grattaceli  in contrasto con l’antico culto  spirituale che continua a vivere come una gemma  rara incastonata tra   palazzi di vetro.Sarete ammaliati  da templi buddisti dorati fino a scivolare sulle acque del  fiume ChaoPhraya dal quale la grande metropoli  trae la sul linfa vitale ed appare con contorni sfumati e morbidi.

Proseguendo il vostro viaggio  vi troverete su  spiagge di sabbia bianca ,rosa e dorata orlate da palme che si muovono al vento e nelle acque color verde smeraldo: a HuaHin o a  Phuket a PhiPhi Island o a KohSamui, a KohChang o a Krabila Thailandia regala miraggi che non sfumano.  Un’ infinità di spiagge ed isole paradisiache con scenari unici al mondo…

L'esperienza di generazioni di turisti e viaggiatori conferma la Thailandia come una delle destinazioni di viaggio più attraenti al mondo: un ambiente sicuro ed accogliente dove il leggendario sorriso non è in realtà una leggenda, bensì una delle piacevoli realtà della vita. Il Regno di Thailandia non è mai stato colonia di un altro potere e così l'individualità thailandese è stata libera di fiorire. I viaggiatori in questa Terra dei Sorrisi, finito il loro percorso, sono invasi dal desiderio di tornare. Le vedute, i suoni e i ricordi di questo paese ed il suo popolo rimangono nei loro pensieri, perché la Thailandia è come un sogno ammaliante. 

È arrivata l’ora di lasciare Istanbul e di rimetterci in viaggio. Ottocento chilometri ci separano dalla nostra destinazione, Nevsehir, in Cappadocia, per visitare Goreme, Patrimonio dell'Umanità e sito UNESCO dal 1985. Il lungo spostamento è anche la prima occasione di dibattito: chi voleva partire presto la mattina per raggiungere Nevsehir in serata e chi invece preferiva guidare di notte per raggiungerla in mattinata evitando la notte in hotel. Indovinate com'è andata?!

Alla fine è stata scelta una via di mezzo, sfavorevole a entrambi! Cerchiamo però di vedere il lato positivo: siamo riusciti a sfruttare la mattinata a Istanbul e non abbiamo pagato la notte in albergo. Anche se delle quattro ore passate in macchina, solo la prima mezz'ora è stata divertente. Il resto è stato infernale! Tanto più che nel pomeriggio siamo dovuti tornare all'ostello per caricare batterie varie, necessarie per il viaggio. Alla fine, ci siamo messi in marcia alle 3 del pomeriggio, consapevoli che ci sarebbero voluto almeno due ore per uscire dal traffico cittadino e prendere la prima autostrada.

Anche se siamo abituati al traffico urbano delle città italiane, qui in Turchia sono molto più "aggressivi" alla guida, non lasciano spazi, sono sempre pronti a superarti sia a destra che a sinistra o a infilarsi in ogni spazio disponibile. Bianchina è abbastanza grande per veloci manovre, ma dopo aver capito il sistema si è fatta rispettare! La prima tappa è stata ad Ankara, la capitale, e fin qui nessun problema. Il difficile è venuto dopo e dobbiamo ammettere che il navigatore ci ha salvati: lo sguardo era incollato sul nostro Geosat 4x4 Crossover di AvMap, che con la sua gentile voce ci ha guidato tra incroci incomprensibili e strade con nomi indecifrabili.

La notte è scesa presto e per molti chilometri siamo stati gli unici a percorrere quella strada. Velocità di crociera intorno ai 100 km/h, senza esagerare con l'acceleratore, anche perché la Turchia è uno degli stati con la benzina più cara al mondo. A tenerci compagnia le stelle sopra di noi e la musica in macchina: "Shine on Your Crazy Diamond" dei Pink Floyd, "All along the Watch Tower" di Jimi Hendrix, "Mad World" di Gary Jules, e qualche sempreverde nostrana come la classica "Compagni di scuola" di Venditti e varie di Ligabue e Vasco Rossi. Tra una canzone e l'altra, siamo arrivati in Cappadocia alle 3 del mattino.

Siamo rimasti folgorati. Il panorama che si è aperto davanti ai nostri occhi era irresistibile. Ci siamo fermati e ci siamo messi a fare foto: il cielo pieno di stelle, la Via Lattea che si estendeva proprio sopra la nostra testa, le case costruite nel tufo che con le luci accese facevano da contorno a quel panorama mozzafiato... uno spettacolo! Dalla nostra posizione eravamo nel buio più completo e quando abbiamo sentito strani rumori alle nostre spalle, abbiamo deciso di rimontare in macchina e di cercare un posto dove passare la notte. Se non altro per salvare il costoso materiale che viaggia con noi!

Dopo 12 ore di macchina, finalmente abbiamo parcheggiato Bianchina! Di ostelli in zona ce ne sono molti, tutti aperti. Entrando però c'è silenzio totale, nessuno risponde alla nostre chiamate. Il Piano A stava fallendo, per fortuna abbiamo sempre un Piano B: abbiamo sistemato il retro della macchina e ci siamo sdraiati. Sembra impossibile farcela, visto che siamo alti entrambi un metro e novanta o giù di lì. Non riuscivamo a prendere sonno per le risate, con il poco spazio disponibile eravamo costretti ad abbracciarci e ad assumere posizioni strane. Alla fine però ce l'abbiamo fatta, siamo riusciti a prendere sonno, con la speranza che alla 7 avremmo trovato qualcuno in reception. Per fortuna è andata proprio così. Giusto il tempo di fare il check-in, una doccia, e via per visitare Goreme!

Domenica mattina. Possiamo raccontare di aver vissuto un'altra notte in dogana, stavolta quella del Tagikistan. Siamo di nuovo dai doganieri, ma a differenza di quanto è successo ieri sera, stavolta abbiamo i nostri bei 30 dollari in mano. Paghiamo, ci rilasciano la ricevuta, ci danno il resto in Sumonì, 5 dollari equivalenti a 25 della moneta locale. In mano ne contiamo solo venti, inutile controbattere. Ci lasciano passare, siamo in Tagikistan, ora dobbiamo fare 386 chilometri per arrivare a Dushanbe.

Le informazioni che abbiamo raccolto, in realtà, dicono che di chilometri da fare ce ne sono 120 in meno, Ma i cartelli parlano chiaro: 386 chilometri, chissà! Ci fermiamo per un pacco di biscotti e due bottiglie d'acqua, ora abbiamo solo 7 sumonì  con noi. I primi 50 chilometri di strada non sono semplici da percorrere, non ci sono segnaletiche e le informazioni che chiediamo sono spesso in contrasto tra di loro. Finalmente raggiungiamo la strada principale, ce ne accorgiamo perché c’è un pedaggio da pagare, 4 Sumonì, per fortuna li abbiamo. Chiediamo se ne avremmo incontrati altri e la risposta è… altri 6. Ci guardiamo e ci diciamo di fregarcene e di continuare, un modo poi si troverà. Il paesaggio è stupendo e totalmente diverso dagli altri visti in precedenza, né steppe e né deserti, tante montagne e dietro di esse le vette innevate. Si intravede la catena del Pamir e questo è solo un assaggio di quello che vedremo durante il passo da Khorog a Osh, chiamato appunto il passo del Pamir.

Secondo pedaggio, 2 Sumonì, anche questo è andato. Cinquanta chilometri più tardi il terzo: 6 Sumonì. E adesso? Scendiamo dalla macchina e chiediamo alle altre vetture un piccolo aiuto. Senza nessun problema raggiungiamo la cifra dovuta e continuiamo il nostro percorso. Il paesaggio prende una forma sempre più affascinante, la strada è a volte disastrata, altre ben messa. Da lontano vediamo il terzo pedaggio e qui la brutta notizia: 23 sumonì per passare. E ne mancano ancora tre, rispettivamente da 18, 14 e 12. Cominciamo il nostro lavoro, ma per raggiungere il totale con la scarsa affluenza di macchine non ci basterebbe tutta la giornata. Tre ragazzi però scendono dalla macchina, si avvicinano e ci chiedono se ci serve aiuto. Gli spieghiamo la situazione e gli diciamo che purtroppo siamo rimasti a corto di cash. Senza aggiungere altro ci danno tutti i soldi necessari per passare i quattro pedaggi rimasti. Partono baci e abbracci, foto, e visto che li reincontreremo a Dushanbe, facciamo di nuovo la nostra promessa di viaggiatori, ossia di restituire quanto ci hanno prestato.

 

 

Quel gesto ci rincuora, ci dà una positività incredibile, la ruota sta girando dalla nostra parte. Il paesaggio fa il resto e il nostro umore sale alle stelle. Il percorso è più interessante sia dal punto di vista paesaggistico sia per la strada, con curve a gomito, lunghi rettilinei e strapiombi che mettono paura solo a guardarli. Ci fermiamo spesso, attraversiamo tunnel incredibili, spesso lunghi e senza luce. Uno in particolare è stato una tragedia: completa assenza di luci, strapieno di buche e per la maggior parte allagato, con macchine e camion che invadono le corsie per trovare un tratto di strada migliore. Praticamente ognuno passa dove vuole, provocando ingorghi e code lunghissime. Con Bianchina tiriamo dritti alla grande, anche se qualche buca spaventa anche lei. E anche noi. Ma a ogni uscita la vista ci dà la carica per rimetterci in marcia e andare avanti. Dobbiamo sbrigarci, a Dushanbe c’è molto da fare. Chiediamo a Bianchina uno sforzo maggiore e lei ci accontenta. Sembra impazzita, una tenuta di strada perfetta, evita buche che avrebbero messo in seria difficoltà le sospensioni e arriviamo a destinazione alle 4 del pomeriggio. Banche tutte chiuse, hotel economici difficili da trovare. Prendiamo una viuzza del centro cittadino e ne vediamo più di uno. I primi due, 120 e 130 dollari a notte, il terzo uguale, ma mostrandoci il listino prezzi vediamo 60 dollari. Domandiamo se è il prezzo di una stanza e lui ci dice: ”Room Downstairs”, lo scantinato.

Andiamo a vedere la stanza, senza finestre, e con odore di umido, ma nel complesso non va male. Il WiFi non prende e contrattiamo. Gli chiediamo di scendere a cinquanta. O sessanta o niente, è la risposta - "Non troverete mai niente di più economico a  Dushanbe". D'altronde non abbiamo neanche i soldi per pagare, come possiamo contrattare... ci assicuriamo che la colazione sia inclusa, gli diciamo che gli avremmo lasciato i passaporti come cauzione e che avremmo pagato il giorno dopo, cercando di lasciare aperta una porta per la contrattazione. L'obiettivo è quello di scendere a cinquanta! E adesso per mangiare? "Al quinto piano c’è un ristorantino - ci dice il nostro albergatore - se volete potete mangiare lì e poi vi carico il conto nella stanza". Ha capito dal rumore del nostro stomaco che abbiamo una fame da lupi. Si va a cena, anche la cameriera si accorge che è un po' che non mangiamo, tanto che ci porta il pane a tavola per quattro volte.

Finalmente un letto. Un'altra grande giornata è passata. Ora dobbiamo organizzarci per il Pamir, considerata l’autostrada più alta del mondo. Si dice sia un percorso unico al mondo e  uno tra i paesaggi più suggestivi, con i suoi 726 chilometri da percorrere in 2 giorni di viaggio. Domani lo vedremo di persona e al nostro arrivo ad Osh, in Kirghizistan, vi racconteremo com’è andata.

E’ il gran giorno. Salpiamo verso le 8 e 30 del mattino, la barca è un insieme di tavole di legno che galleggiano ed un motore che sembra esplodere da un momento all'altro. E’ mezza vuota, noi “turisti” siamo nel fondo vicino ad un piazzale adibito a cucina mentre i 'local'i sono tutti davanti che chiacchierano con capitani e mozzi. Tutti che sorridono. Si vede che ci stiamo avvicinando nella terra del sorriso. Il motore comincia a schioppettare e la barca avanza.

Ci si apre subito uno scenario non indifferente. Sulle sponde la vegetazione più fitta con diverse tonalità di verde, ovunque allunghi lo sguardo vedi sempre lo stesso colore, predominante in questo paese. Al centro un letto d’acqua che sembra non avere mai fine, di un marrone intenso, rami di ogni grandezza che lo attraversano ed ogni tanto piccoli serpenti che si affacciano snodandosi con il loro corpo e poi si reimmergono per raggiungere la loro destinazione. Di tanto in tanto si vedono palafitte arroccate sulle sponde del fiume, donne prese a fare il bucato e gli uomini nelle loro tipiche barchette che vagheggiano sull'acqua.

Nella speranza di un’ottima pesca, tutto sembra andare lento, tutti che vivono in un’atmosfera di completa tranquillità e noi ci facciamo cullare dalla navigazione e accompagniamo ai nostri pensieri un po’ di riposo. Verso sera raggiungiamo Pak Beng, il paesino nel quale ci fermiamo per passare la notte. E' già buio, troviamo facilmente un ostello non distante dal “porto” per 50000 Kip, posiamo gli zaini e ci sediamo in un tavolino che dà sulla strada. Il cibo è buono e non molto caro, ma le porzioni un po’ ridotte. Torniamo in stanza non completamente soddisfatti della nostra cena.

Per via del breve temporale terminato prima del nostro arrivo, l’intera zona è rimasta al buio e due belle candele illuminano romanticamente il nostro piccolo bunker: ci siamo addormentati prima che le potessimo spegnere. Il mattino seguente siamo di nuovo in barca, compriamo il biglietto, altri 110000 Kip a persona e torniamo ai nostri posti per riprendere il viaggio. Il paesaggio rimane sempre lo stesso, ma non ti stanchi mai di guardarlo e di fantasticarci sopra, d'altronde non capita spesso di farsi una traversata sul Mekong.

Altre 8 ore di navigazione ed arriviamo finalmente a Huay Xai, piccola città sul confine. Andiamo prima a mettere il timbro d’uscita dal Laos, poi una piccola imbarcazione ci fa attraversare il fiume per presentarsi all'altra dogana per il timbro d’entrata del nostro sedicesimo stato. Dopo 81 giorni di viaggio siamo arrivati: Thailandia, la nostra meta finale! Ci guardiamo e ci congratuliamo l’uno con l’altro. Dopo giorni di divertimento, di tensione e di tante cose che ci sono capitate oramai si va in discesa, bisogna solo visitare il paese da noi tanto sognato.

Purtroppo l’autobus per arrivare alla nostra prima destinazione riprende servizio il giorno seguente ma, visto che siamo in 6 a voler arrivare a Chiang Rai, decidiamo di prendere un minivan. Dividendo il costo conviene a tutti. Dopo un’ora e mezza di macchina iniziamo ufficialmente a vivere il paese, brindiamo con una birra Chang e sorseggiandola arriviamo ad un ostello, centrale ed economico: 200 Baht a notte (5 euro), ma purtroppo la connessione internet è un po’ scarsa. Dobbiamo mandare molte clips degli ultimi giorni, proveremo a trovare una buona alternativa. Intanto l’idea è di affittarsi un motorino e di andare alla scoperta della città. Thailandia… siamo arrivati!

Kibo Tours

22 Mag 2013

Kibotours ,nasce da una lunga e variegata  esperienza nel settore turistico consolidata nel 2006 in un progetto di tour operating innovativo. Grazie alla distribuzione dei suoi prodotti tramite i principali portali operanti sul web, ed a una presenza tra le più importanti e selezionate agenzie di viaggio raggiunge tutta Italia proponendo pacchetti viaggio vantaggiosi e di qualità.

Seguendo il principio del viaggio su misura la programmazione è partita dalla Thailandia , dove Kibotours è riconosciuto i più importanti tour operator a livello nazionale, per poi svilupparsi e coprire tutta il sud est asiatico con il Myanmar,Vietnam,Laos e Cambogia per non dimenticare la Malesia e l’Indonesia, in collaborazione con i migliori fornitori locali. Oggi Kibo Tours aggiunge alla passata programmazione l’area dell’ Oceano indiano che include Maldive , Seychelles, Mauritius, Zanzibar e Madagascar con un nuovissimo catalogo disponibile in questi giorni nelle agenzie di viaggio.

Di questi giorni anche la messa online del nuovo sito internet www.kibotours.com , e l’inizio della sperimentazione del sistema di costruzione degli itinerari “Mas by Kibotours”, che sarà rilasciato completamente entro l’estate e si propone come di essere uno strumento fortemente innovativo per gli agenti di viaggio ed i viaggiatori che ricercano il massimo della personalizzazione, il tutto accompagnato da una integrazione totale con i social network e le nuove tecnologie.

“Sognando la Thailandia” nasce in un giorno di pioggia. Uno di quei giorni in cui, quasi senza volerlo, ti trovi a sognare il mare, le spiagge, la natura. La Thailandia, appunto! Ha preso forma poco alla volta, tassello dopo tassello, come un enorme puzzle. E come un puzzle, di quelli da 10 mila pezzi, sembrava una sfida impossibile. Invece eccoci qua a raccontarla.

“Sognando la Thailandia” è la dimostrazione che, a volte, i sogni diventano realtà. Quando Nicola e Federico hanno proposto la loro folle idea a Luca ed Emiliano di PaesiOnLine sembrava impossibile che si riuscisse a dare forma a un viaggio così complicato, complesso. Ma il loro entusiasmo è diventato presto l’entusiasmo di tutti. Il lavoro è cominciato e quel sogno che sembrava irrealizzabile ha cominciato, poco a poco, a trasformarsi in qualcosa di vero, di tangibile, e i vari pezzi del puzzle hanno iniziato a incastrarsi alla perfezione.

L'itinerario è stato studiato per rendere il più possibile interessante tutto il viaggio. Va bene percorrere 20 mila chilometri in macchina per andare da Roma a Bangkok ma cosa si poteva raccontare durante lo “spostamento” attraverso 17 diversi paesi? Ecco quindi l’idea dei siti UNESCO: durante il cammino Nicola e Federico ne visiteranno più di 20, sparsi tra due continenti, in Paesi conosciuti e in altri assolutamente da scoprire. Tra le chicche del viaggio ci saranno grandi capitali europee come Budapest o Istanbul ma anche città effervescenti, come Baku in Azerbaigian, meta di molti italiani che la raggiungono in cerca di fortuna, e siti storici di portata universale, come l’antica città di Samarcanda in Uzbekistan.

L’organizzazione non è stata affatto semplice e ha richiesto il massimo sforzo da parte di tutti. È stato necessario programmare tutto nei minimi particolari, richiedere i visti, essere sicuri di avere accesso a ogni paese e di poterlo attraversare in macchina. Uno sforzo che ha aumentato la soddisfazione per esserci riusciti. Alcuni compagni di viaggio si sono aggiunti durante il cammino che ha portato alla partenza di sabato 25 maggio, altri erano presenti fin dall’inizio. Oltre a PaesiOnLine, che ha seguito tutte le fasi dello sviluppo e che continuerà a seguire il viaggio con aggiornamenti quotidiani su queste pagine, è stato fondamentale l’apporto di chi ha deciso di scommettere con entusiasmo su questo progetto: i due main sponsor, l’Ente del Turismo Thailandese e Cathay Pacific, gli enti turistici di alcuni paesi interessati dal viaggio, FVG Turismo, l’Ufficio Turistico Ungherese, l’Ente Nazionale del Turismo della Serbia e l’Ente Turistico della Slovenia, e il Tour Operator KiboTours.

 

 

Un ringraziamento ai partner che hanno fornito le basi tecniche per la buona riuscita di “Sognando la Thailandia”: Canon, che ha concesso le attrezzature di videoripresa, Axa Assistance, perché un viaggio in macchina non lo si può certo fare senza assicurazione, e AvMap, perché quando si gira in auto un navigatore satellitare è assolutamente necessario. E un altro ringraziamento ai Media Partner di “Sognando la Thailandia”: Tiscali, Infomotori.com e Tui.it. È anche grazie a loro se questo viaggio, questo sogno, si è trasformato in realtà.

Partenza alle 10 da Erzurum per raggiungere Tortum. Cinquanta chilometri per visitare il lago e le cascate. Sembra tutto facile, no? E invece dopo neanche mezzora ecco i primi problemi. Non abbiamo fatto neppure 10 chilometri che il finestrino di Bianchina si rompe di nuovo! Ora sappiamo come aggiustarlo e non abbiamo impiegato molto a sistemarlo e a rimetterci in cammino. Stavolta ci siamo messi d'impegno, sperando che non ci dia più problemi per il resto del viaggio.

Superato questo "piccolo" inconveniente, il resto del viaggio passa via liscio come l'olio. Abbiamo raggiunto facilmente la nostra destinazione ma ciò che volevamo vedere, il lago e le cascate, lontane circa 100 chilometri dalla città di Tortum. Trovarli è stata un'Odissea. Nessuno parla inglese e le spiegazioni che ci danno sono così divertenti che le richiediamo anche dopo aver capito la direzione da seguire (o almeno così speriamo!). Tra un giro e l'altro, arriviamo verso le tre del pomeriggio: il lago è incantevole, interamente circondato da colline di vari colori. È sempre lo stesso paesaggio, eppure guardandolo da angolazioni differenti, sembra cambiare. Ogni sguardo regala una vista diversa. Dopo un bel po' di curve, ecco anche le cascate!

A vederle non sono così imponenti come ci aspettavamo. Le cascate di Tortum sono nascoste nel verde, scorrono in una fitta vegetazione e con i loro colori danno davvero un senso di pace e tranquillità. E dopo questi giorni "tempestosi" ne abbiamo davvero bisogno! Purtroppo, tanto per cambiare, non abbiamo molto tempo: sono le cinque e dobbiamo rimetterci in marcia. Davanti a noi ci sono ancora tanti chilometri prima di raggiungere il confine che ci separa dalla nostra prossima tappa: la Georgia! Sappiamo già che il viaggio che ci aspetta non sarà dei più semplici e che la strada non è delle migliori. Tuttavia, quel che sappiamo è niente a confronto di ciò che vivremo di qui a poco.

La strada hanno iniziato a costruirla qualche mese fa ed è strapiena di gru e di TIR che trasportano materiale da costruzione. Sul lato destro c'è uno strapiombo alto non meno di 10 metri mentre sul sinistro del cartelli di "Pericolo Caduta Massi". Aggiungete che il tratto di strada asfaltata è largo appena per consentire il passaggio di due macchine. Insomma, non il posto migliore dove guidare! Per fare 50 chilometri abbiamo impiegato più di un'ora. Come se non bastasse, inizia a scendere la sera e il cielo comincia a riempirsi di nuvole, assumendo un colore nero come la pece. Nemmeno il tempo di notarlo che arriva un acquazzone che sembra interminabile. I fari dell'auto funzionano a intermittenza, le curve a gomito si susseguono, solo ogni tanto indicate dai cartelli. All'improvviso, finisce anche il tratto asfaltato. Ci ritroviamo su una strada sterrata e dobbiamo procedere a zigzag per evitare le buche. Il finestrino si rompe di nuovo, l'acqua entra a fiumi. Siamo soli, con la macchina piena d'acqua, in un posto surreale e immerso nell'oscurità più completa. Siamo in un film dell'orrore e iniziamo a rendercene conto. Ormai possiamo aspettarci qualunque cosa. Siamo andati avanti così per 160 chilometri e poi, finalmente, la luce: la scritta "Benvenuti in Georgia" ci riporta a una realtà più rilassata. Ce l'abbiamo fatta, siamo arrivati alla dogana!

Ci fermiamo e, naturalmente, smette di piovere. Sistemiamo il finestrino. Le luci invece dovremo farle controllare da qualcuno competente. Il tempo di svolgere le consuete pratiche doganali e siamo di nuovo in viaggio. Direzione Tblisi. Sono 250 chilometri, ma stavolta la strada è in perfette condizioni. Raggiungiamo il centro cittadino e cerchiamo subito un ostello: due letti in un dormitorio a 6 euro a notte per persona. E visto che siamo gli unici ospiti, abbiamo la stanza tutta per noi. Sono le 3 del mattino, abbiamo guidato per 14 ore quasi consecutive in condizioni estreme. Dire che siamo sfiniti è dire poco. A domani. Sempre se riusciamo ad alzarci dal letto!

Check-out a mezzogiorno, abbiamo sfruttato l’hotel fino all’ultimo minuto. E visto com'è andato il nostro ultimo viaggio, direi che ce lo siamo meritato! Dopo una bella dormita, è il momento di svegliare anche Bianchina, di caricare gli zaini e di mettere in moto, alla scoperta di Baku, la capitale dell'Azerbaigian e sito UNESCO. Prima tappa, la città murata, un piccolo paesino circondato da mura in ristrutturazione, con cannoni e catapulte rimessi a nuovo e ben posizionati sulle torrette. Le macchine possono girare tranquillamente ma il posto è davvero molto tranquillo e tutti preferiscono muoversi a piedi, anche perché la si può visitare in un'ora.

Concluso il nostro giro, ci spostiamo nel centro moderno della città: un traffico incredibile, code lunghissime ai semafori. Per dirla tutta, la città nuova non ci fa impazzire e decidiamo di andare alla fabbrica di tappeti più importante e conosciuta dell'Azerbaigian, Azer-Ilme. Trovarlo con Bianchina stava diventando impossibile: ognuno ci dà un'indicazione diversa. Il caos, finché incontriamo un signore molto disponibile che ce lo spiega, sempre parlando in russo. Stanchi e confusi gli confessiamo che è un'ora che giriamo a vuoto e lui, gentilissimo, decide di accompagnarci. Dieci minuti e siamo sul posto, lo ringraziamo e lui tranquillamente va alla stazione dei bus per tornare al punto in cui lo avevamo incontrato poco prima. Si chiama Ale, una persona davvero gentile, tanto che ci scambiamo i numeri di telefono. Una mossa che potrebbe rivelarsi fondamentale, perché Ale tornerà a farci compagnia più avanti. Intanto continuiamo. Dove siamo? Ah sì, siamo da Azer-Ilme, la fabbrica di tappeti!

Entriamo e veniamo accolti in maniera stupenda. Un ragazzo che parla un po' inglese e un po' russo ci fa fare il giro completo dello stabile, costruito nel 1996 dal professor Vidadi Muradov. Cominciamo prima con la camera dove tingono la lana con coloranti di origine vegetale, seguendo rigorosamente secolari tecniche di colorazione. Poi c'è il processo di tessitura, con i designer che sono responsabili dell'intero processo, artistico e tecnico, della produzione di ogni tappeto. Da qui, ci accompagnano nella camera di lavaggio, asciugatura e levigatura dove gli addetti si lanciano in qualche commento sul calcio italiano. Noi ne aprofittiamo per fare qualche foto insieme, anche con il grembiule da lavoro. Nel frattempo ci spiegano come funzioni il loro lavoro; il processo di tessitura è la parte più interessante, con donne davanti a delle enormi macchine piene di fili che velocemente ,con un uncino di ferro, prendono filo per filo e con maestria fanno nodi su nodi, fino alla creazione del tappeto. È l'ultima tappa del ciclo di vita di un tappeto, prima dell'imballaggio. Finito il giro, ci fanno vedere un'altra stanza dove bambini imparano l’arte della tessitura per far sì che la tradizione Azera continui e non si perda con il passare del tempo. Torniamo nella stanza principale e qui incontriamo il professore Vidadi Muradov, il fondatore di questa fabbrica di tappeti. Scambiamo quattro chiacchiere e ci regala un libro tradotto in italiano e pubblicato a Roma in cui sono mostrate tutte le tecniche e il lavoro portato a termine da ogni designer. È stato un onore, davvero!

 

 

La fame inizia a farsi sentire. Il nostro giro è finito.È ora di andare a mangiare. Andiamo in in ristorantino tipico dove mangiamo un bel po' di piatti locali, tutti molto buoni ma dei quali non siamo riusciti a ricordare i nomi. Mentre mangiamo, però, ecco la più brutta sorpresa che potessimo ricevere: la Dogana con la Russia è stata chiusa!! Ci prende un colpo: la Russia è la nostra unica via di uscita dall'Azerbaigian. Oggi è venerdì, sono le 5 del pomeriggio e le ambasciate sono chiuse. Dentro di noi si scatena il panico. Non abbiamo alternative: non possiamo tornare in Georgia (non ce lo permette il nostro visto provvisorio per Bianchina), per entrare in Iran ci vuole troppo tempo per avere il visto, quello per il Turkmenistan ci è stato negato e il traghetto per Atkau, in Kazakistan parte ogni 7/10 giorni, un tempo troppo lungo per il nostro visto. Insomma, non abbiamo altre speranze se non passare in Russia. E la dogana pare sia stata chiusa. Che si fa?

Chiamiamo Ale, l’unica persona che ci può aiutare. Ci raggiunge in mezz’ora, gli spieghiamo il problema e inizia subito a fare qualche telefonata. Ci rassicura sull’apertura del confine russo, gli diciamo che su internet dice il contrario, ,a lui fa qualche altra chiamata e ci consiglia di raggiungere la frontiera il prima possibile per controllare di persona. In caso di risposta negativa, ci dirà come fare per raggiungere velocemente il traghetto per Atkau; un suo amico ci farà sapere in anticipo il giorno di partenza della barca. Insomma, non siamo per niente tranquilli ma ci dobbiamo subito mettere in macchina, Partiamo e e siamo fermati da due posti di blocco che provano a sfilarci soldi. Stavolta siamo stati attenti ai castelli con il limite di velocità, non hanno nulla per permarci e continuiamo il nostro viaggio. Il tempo passa inesorabile. Sono le tre del mattino e c'è ancora tanta strada da fare. Ci fermiamo a Quba per la notte, o almeno di proviamo. È tardi e non troviamo hotel: il più econonomico ci chiede 40 euro ma vi giuriamo che avremmo preferito dormire per terra piuttosto che su quei letti. Proviamo a dormire in macchina, già una volta ci siamo riusciti, ma è buio e facce poco raccomandabili si aggirano sospette nei dintorni. Non possiamo rischiare: abbiamo con noi tutta l'attrezzatura e il materiale fotografico. Siamo di nuovo in viaggio, per raggiungere l'unico hotel disponibile. Il costo della stanza è alto, 70 euro, ma abbiamo dovuto prenderla. Saranno le 4 ore di sonno più care della nostra vita ma non abbiamo scelta. Domani si va verso la frontiera per scorpire se ci faranno passare. Augurateci buona fortuna!

Sognando la Thailandia è il viaggio che dà il via al progetto Vita da Turista, che nasce con l’obiettivo di mostrare ai viaggiatori italiani le principali esigenze che si hanno quando si affrontano viaggi in piena autonomia.

In questo primo viaggio Nicola Marcellino e Federico De Dominicis ci guideranno lungo la Via della Seta in un viaggio di oltre 20.000 km che si completerà con il raggiungimento del loro sogno, la Thailandia.

Durante il percorso attraverseranno 17 paesi soffermandosi in ognuno di essi per ammirare gli splendidi siti Unesco.

Italia

       
25 maggio   Partenza dal Parco Rainbow Magicland – Roma   687 Km
    Arrivo in tarda serata a Udine    
26 Maggio   Visita di Cividale del Friuli (Sito Unesco)    
27 Maggio   Passaggio del confine con la Slovenia     
         

Slovenia

       
27 Maggio   Arrivo a Divaccia e visita del Parco di Scocjanske jame e delle Grotte di San Canziano (Sito Unesco).   146 Km
    Notte a Divaccia    
28 Maggio   Visita  del Parco ambientale delle Saline di Sicciole, presso Seca. Notte a Seca   50 Km
         

Ungheria

       
29 Maggio   Passaggio del confine con l’Ungheria e arrivo a Heviz, il più Grande lago termale d’Europa. Arrivo a Balatonfured, sul Lago Balaton. Visita del Lungolago e del centro storico.    
30 Maggio   Partenza per Pannonhalma e visita dell’Abbazia Benedettina (Sito Unesco). Partenza per Budapest.    
31 Maggio   Visita della città    
         
01 Giugno   Visita della città    
         
02 Giugno   Visita della città, con il quartiere del Castello (sito Unesco)    
03 Giugno   Visita della città e partenza per la Serbia, arrivo a Tara in serata.    
    Partenza nel pomeriggio per la Serbia, arrivo a Tara in serata.    
         

Serbia

       
03 Giugno   Arrivo a Novi Sad, visita della città    
04 Giugno   Petrovaradin, Sremski Karlovci e monastero a Fruska Gora. Pernottamento a Belgrado    
05 Giugno   Giorno a Belgrado, visita della città    
06 Giugno   Belgrado-Zajecar (visita del Felix Romuliana, sito UNESCO) e pernotamento a Nis    
07 Giugno   Passaggio del confine con la Bulgaria    
         

Bulgaria

       
07 Giugno   Arrivo a Sofia in serata   230 Km
08 Giugno   Visita della città e della Chiesa di Bojana (Sito Unesco)    
09 Giugno   Partenza e arrivo in serata a Silistra   430 Km
10 Giugno   Visita della Riserva Naturale di Srebarna (Sito Unesco). partenza in serata per Varna. Arrivo a Varna   140 Km
11 Giugno   Visita della Città    
12 Giugno   Passaggio del confine con la Turchia    
         

Turchia

       
12 Giugno   Arrivo in serata ad Istanbul   450 Km
13 Giugno   Visita della Città di Istanbul e delle aree storiche appartenenti ai siti Unesco                            
14 Giugno   Arrivo in serata al Parco Nazionale di Goreme (Sito Unesco)   280 Km
15 Giugno     Visita del Parco Nazionale    
16 Giugno   Visita dei siti rupestri della Cappadocia (Sito Unesco)    
17 Giugno   Partenza e arrivo ad Erzurum in serata   700 Km
18 Giugno   Passaggio del confine con la Georgia    
         

Georgia

       
18 Giugno   Arrivo a Poka   500 Km
19 Giugno   Visita del Paravani Lake    
19 Giugno   In serata arrivo a Tblisi   131 Km
20 Giugno   Visita della città    
21 Giugno   Passaggio del confine con Azerbaijan    
         

Azerbaijan

       
21 Giugno   Passando per Qazax arrivo a Baku (Sito Unesco)    800 Km
22 Giugno   Visita della città    
23 Giugno   Visita della città    
24 Giugno   Visita della città    
25 Giugno   Partenza in barca per Turkmenbashi (TURKMENISTAN)    
         

Turkmenistan

       
25 Giugno   Arrivo e notte a Turkmenbashi    
26 Giugno   Arrivo e notte ad Asghbat   575 Km
27 Giugno   Visita della Fortezza di Nisa (Sito Unesco)    
28 Giugno   Arrivo a Merv (Sito Unesco)           460 Km
29 Giugno   Visita della città    
30 Giugno   Passaggio confine Uzbekistan    
         

Uzbekistan

       
30 Giugno   Arrivo in serata a Bukhara (Sito Unesco)    500 Km
01 Luglio   Visita della Città    
02 Luglio      Arrivo a Samarcanda (Sito Unesco)   260 Km
03 Luglio   Visita della Città    
04 Luglio   Visita della Città    
05 Luglio   Passaggio del confine con il Tagikistan    
         

Tagikistan

       
05 Luglio   Arrivo a Penjakent   65 Km
05 Luglio   Visita sito archeologico di Sarazm (Sito Unesco)    
06 Luglio   Arrivo a Dushanbe   235 Km
07 Luglio   Passaggio del confine con il Kyrgyzstan    
         

Kyrgyzstan

       
07 Luglio   Arrivo e Notte a Osh         500 Km
08 Luglio   Visita del Trono di Sulayman (Sito Unesco)    
09 Luglio   Arrivo a Bishkek   600 Km
10 Luglio   Passaggio del confine per il Kazakistan    
         

Kazakistan

       
10 Luglio   Arrivo a Tamgaly (Sito Unesco)   205 Km
11 Luglio   Visita delle “incisioni rupestri” (Sito Unesco)    
11 Luglio   Arrivo in serata ad Almaty   165 Km
12 Luglio   Passaggio del confine per la Cina verso le ore 12.00    
         

Cina

       
12 Luglio   Arrivo e notte a Houcheng   600 Km
13 Luglio   Arrivo e notte a Urumqui   650 Km
14 Luglio   Arrivo a Dunhuang, passando per Kumul   1000 Km          
15 Luglio   Visita delle Grotte dei Cento Buddha di Mogao (Sito Unesco)    
16 Luglio   Arrivo e notte a Jinchang   800 Km
17 Luglio   Arrivo a Xi-An, passando per Lanzhou   1000 Km
18 Luglio   Visita dei Guerrieri di Terracotta    
19 Luglio   Arrivo e notte a Chengdu   730 Km
20 Luglio   Visita del Santuario del Panda Gigante (Sito Unesco)    
21 Luglio   Arrivo e notte a Kumming   880 Km
22 Luglio   Visita delle aree circostanti di Kumming    
23 Luglio   Visita delle aree circostanti di Kumming    
24 Luglio   Arrivo a Hekou, confine con il Vietnam     410 Km
25 Luglio   Passaggio del confine con il Vietnam    
         

Vietnam

       
25 Luglio   Arrivo e notte a Sapa   50 Km
26 Luglio   Visita dei villaggi adiacenti    
27 Luglio   Visita dei villaggi adiacenti    
28 Luglio   Arrivo ad Ha-Noi   360 Km
29 Luglio   Arrivo Ha-Long City e inizio Tour   150 Km
30 Luglio   Tour di 2 giorni presso la baia di Ha-Long (Sito Unesco)    
01 Agosto   Arrivo e notte a Mai-Chau   280 Km
02 Agosto   Passaggio del confine con il Laos    
         

Laos

       
02 Agosto   Arrivo e notte a Luang Praban (Sito Unesco)   620 Km
03 Agosto   Visita della Città    
04 Agosto   Arrivo e notte a Luang Nam Tha   300 Km
05 Agosto   Visita dei villaggi adiacenti    
06 Agosto   Visita dei villaggi adiacenti    
07 Agosto   Passaggio del confine con la Thailandia    
         

Thailandia

       
07 Agosto   Arrivo e notte a Chiang Rai   180 Km
08 Agosto   Visita della città    
09 Agosto   Arrivo e notte a Chiang Mai   250 Km
10 Agosto   Tour nella giungla    
11 Agosto   Tour nella giungla    
12 Agosto   Arrivo e notte a Sukhotai (Sito Unesco)   320 Km
13 Agosto   Visita del sito    
14 Agosto   Arrivo e notte a Khao Yai National Park (Sito Unesco)   480 Km
15 Agosto   Visita del parco    
16 Agosto   Arrivo a Ayuthaya (Sito Unesco)    150 Km
17 Agosto   Visita del sito    
18 Agosto   Arrivo a Kanchanabury   285 Km
19 Agosto   Visita della città    
20 Agosto   Partenza e arrivo in serata a Chumphon   604 Km
21 Agosto   Arrivo a Krabi   330 Km
22 Agosto   Visita della costa    
23 Agosto   Arrivo a Phuket               180 Km
24 Agosto   Visita dell’isola di Phuket    
25 Agosto   Visita delle isole Phi-Phi    
26 Agosto   Visita delle isole Phi-Phi    
27 Agosto   Partenza da Phuket    
28 Agosto   Arrivo a Bangkok    
 
NB: Il programma potrà essere soggetto a variazioni causa condizioni climatiche, guasti tecnici o per eventuali chiusure temporanee dei siti archeologici.