Un posto bellissimo, immerso nella natura. Pieno di particolari e di colori. Una meraviglia...

 

Numero Viaggiatori: 4

Data di partenza: 21/10/2013

Durata: 15 giorni

Luoghi: Tenerife

 

Descrizione del viaggio:

Tenerife, l'isola dell'eterna primavera! Il modo migliore per visitare l'isola di Tenerife è farlo non da turista ma da persona che ama la natura. Con questo spirito bisogna visitare il Parco Nazionale del Teide e salire con il teleferico fino a 3.520 metri di altezza. Da lassù, vi assicuro che si gode di un panorama stupendo, che spazia a 360 gradi e permette di ammirare anche le altre isole che compongono l'arcipelago delle Canarie.

Inoltre, il mio giro a Tenerife ha incluso anche una visita al Loro Parque e alla valle della Orotava. Da non perdere anche la città di Puerto de la Cruz e il sito di Guimar, Inoltre vi consiglio di fare tappa, come ho fatto io, nel paese de la Candelaria, sulla costa nord, con la sua cattedrale. Comunque è da visitare tutta l'isola e sono tanti i posti da non perdere. Si mangia bene, soprattutto verdure, pesce e frutta esotica. La vita scorre tranquilla, non ci sono pericoli, e costa anche meno. Per quanto riguarda l'abbigliamento, è l'isola dell'eterna primavera quindi basta stare leggeri. In conclusione, è un'isola da vedere e se ce la fate, vi consiglio di visitare un giorno l'isola de la Gomera con un parco favoloso...

"Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra ... e un pianoforte sulla spalla..." Quando ripenso alla mia vacanza a Lloret de Mar mi viene spontaneo pensare a questo verso di Venditti. Non perché fossimo partiti davvero con chitarre e pianoforti (tantomeno sulla spalla) ma semplicemente perché quello è stato il viaggio della maturità, il viaggio di una notte dopo gli esami, tanto per restare in tema.

 

 

Descrizione del viaggio 

Un viaggio mitico e mitizzato, che resterà per sempre impresso. Avevamo diciotto, diciannove anni, tanta voglia di divertirci, di conoscere gente, di conoscere ragazze, soprattutto. E Lloret de Mar era il posto perfetto per riuscirci. Lo pensavamo prima e ne abbiamo avuto la conferma dopo. E dopo Lloret, per non farci mancare nulla, ci siamo fermati quattro giorni a Barcellona. Ne è valsa la pena, non tanto e non solo perché abbiamo dato un tono “culturale” alla nostra vacanza da maturati, ma perché il divertimento è continuato ... Già, perché Barcellona è davvero una delle città più divertenti che io abbia mai visitato (o forse solo perché avevo 18 anni e ora non li ho più!).

Ma partiamo dall’inizio. Viaggio agostano. Classica vacanza di otto diciottenni alla fine della scuola. Arriviamo all’aeroporto di Barcellona e un autobus ci porta a Lloret, un’oretta, un’oretta e mezzo di viaggio se non ricordo male. Prendiamo possesso di quelle che saranno le nostre case per una settimana e iniziamo a perlustrare la zona. La vita a Lloret scorre tranquilla: sveglia tardissimo, mare nel pomeriggio fino al tramonto e oltre, ritorno a casa per cenetta all’italiana e poi via, in discoteca. Già dal secondo giorno iniziamo ad allargare il giro. Conosciamo un gruppo di ragazze di Torino e così le uscite si organizzano insieme. Ci si vede in spiaggia subito dopo ora di pranzo (in realtà abbiamo sì o no fatto colazione) e ci organizza per la serata. A Lloret due cose non mancano mai: le discoteche e gli italiani. Tanti PR dei locali sono italiani e ti avvicinano già sapendo che non devono nemmeno sprecarsi a parlare in spagnolo. Le discoteche organizzano serate con Dj italiani, sapendo che faranno colpo sulla clientela. In una settimana, ci siamo ritrovati con una serata con Molella, a cantare l’inno e Rino Gaetano remix, e con un’altra con Gigi D’Agostino in console. In quegli anni era un po’ un totem, lo si ballava ovunque e un appuntamento del genere non si poteva perdere.

La settimana trascorre veloce, troppo veloce. Senza conquiste, almeno per quanto mi riguarda, ma con tanto divertimento e con pochissima voglia di tornare a casa. Per fortuna la vacanza non è finita, non è ancora finita. L’ultima sera ci si vede tutti insieme per una bella cena spagnola. Paella e sangria per tutti. Gli effetti si vedono ma è meglio non soffermarsi troppo sui particolari ... comunque è  l’ultima sera a Lloret e bisogna festeggiare! Il giorno dopo, di buon’ora, un autobus ci riporta a Barcellona. Le nostre compagne di viaggio partono per Girona, dove si trova l’altro aeroporto che serve la zona. Per loro c’è il rientro a Torino, per noi altri quattro giorni di festa. Arrivati a Barcellona, ci sentiamo un po’ spaesati. La città è grande, immensa, e per chi arriva da una cittadina di provincia e ha diciotto anni l’incontro è un bel colpo! I nostri appartamenti si trovano dalle parti della Rambla, in pieno centro.

Appena arrivati parte subito il primo giro in centro. Iniziamo a prendere le misure alla città. Abbiamo solo un  paio di giorni pieni e vogliamo vedere il più possibile. Dopo una settimana a Lloret, decidiamo di saltare il mare, quindi niente Barceloneta. Arte e cultura di giorno e movida di notte. Siamo riusciti a visitare la Pedrera, la Sagrada Familia, nonostante una fila chilometrica, Parc Guell e passeggiando per lo shopping, ci siamo fermati anche a Casa Batlò. In due giorni non siamo riusciti a fare di più e ci siamo ripromessi di tornare. Sono passati un po’ di anni e quella promessa ancora non l’ho mantenuta. La sera, invece, il nostro punto di ritrovo era il Maremagnun, il mega centro commerciale sul mare che ospita anche tanti locali e discoteche. Quando hai poco tempo e non puoi rischiare, ci è sembrata la scelta migliore anche se la vita notturna di Barcellona regala tanto altro e forse anche di meglio.

Purtroppo, però, le cose belle sono destinate a finire e anche il nostro supplemento di vacanza si avvia verso la fine. Ferragosto è passato da pochi giorni quando un autobus, l’ennesimo, ci accompagna all’aeroporto, come sempre con largo anticipo. Il nostro aereo decolla, ci riporta a casa ma per fortuna la nostra vita universitaria non inizierà prima di novembre! Il tempo per divertirsi non è finito. L’estate è ancora lunga!

Avete presente la movida di Ibiza? O il folle divertimento di Las Vegas dove il ritmo notte-giorno viene completamente stravolto? Ecco, scordatevi tutto. Turismo lento, estate slow, slow life. Questi i termini che iniziano a farsi largo nel mondo del turismo, tutti accomunati dall'idea di viversi a piedi i momenti più entusiasmanti (ops, sarebbe meglio dire interessanti) della giornata.

Ovviamente si tratta di un turismo di nicchia, destinato probabilmente a restare tale da qui a molti anni. Intanto, però, è già sorta l'Associazione del Movimento Lento (www.movimentolento.it) che al momento - secondo quanto riportato dall'Ansa nel suo canale viaggi - annovera soprattutto ambientalisti, scrittori e viaggiatori di lungo corso. Ci si organizza preferibilmente in piccoli gruppi, di solito nei weekend, e si individua generalmente un tema, un argomento che funga da 'filo rosso' collante dell'intera esperienza.

 

 

Il concetto di turismo lento si ricollega alla necessità, prima ancora alla voglia, di allentare lo stress della vita quotidiana ripristinando un contatto più diretto col mondo della natura. Non a caso si inizia spesso da un corso (dalla durata di due giorni) di preparazione in cui i partecipanti si documentano con nozioni letterarie e musicali funzionali all'itinerario scelto.

Alcuni cammini sono stati individuati addirittura dall'Unione Europea: il cammino di Santiago di Compostela, la Via Mozart, l’Itinerario dei Vichinghi e dei Normanni o quello dell'Albero di Olivo. Per quanto riguarda l'Italia, spicca  l'itinerario che dal Lazio (Chiarore Scalo) conduce all'Argentario con arrivo a Porto Ercole al termine di 28 km per circa 7 ore di marcia. Suggestivo il contorno: dalla spiaggia di Ansedonia al Lago di Burano con sullo sfondo la bellezza della costa maremmana diventata oasi protetta dal WWF. Poi ancora la Torre della Tagliata, restaurata da Giacomo Puccini che ne fece il luogo di relax dell'ultimo periodo della sua vita, fino al porto di Cala Calera. Tutto slow, senza fretta.

Le isole spagnole non sono cool solo d’estate, quando anzi la folla eccessiva di turisti rende l’atmosfera quasi soffocante. In primavera invece, potrete risparmiare, godere di temperature già calde che non vi impediranno di fare un bagno e soprattutto eviterete la calca.

Ma lo sapete che Palma de Malliorca tra le isole Baleari è quella che vanta grotte bellissime e nascoste che fanno capolino sulla spiaggia? Con stalattiti e stalagmiti che arrivano quasi a toccare il mare, e scenari assolutamente da scoprire.

 

 

Proseguite poi il vostro tour all’insegna del verde con una visita ai vari parchi naturali, l’isola ne è piena! L’offerta di oggi vi permette di dormire cinque giorni in un grazioso appartamento in riva al mare, con partenza da Milano il 19 aprile e rientro il 23.

Il tutto a soli 96 euro a persona. Niente male, vero? Ecco il link all'offerta.

Dalla Spagna alla Norvegia c’è chi sceglie il dolce, chi il salato. Chi non rinuncia a nessuno dei due. Stiamo parlando, e forse lo avrete intuito dalla foto in apertura, del rituale irrinunciabile della colazione.

Oggi vogliamo infatti proporvi un piccolo excursus nel mondo delle colazioni in Europa. Sempre gradite quando si è in vacanza: si sa, con lo stomaco pieno è possibile affrontare le lunghe camminate al freddo di Stoccolma o sotto la tenue pioggia di Londra. Basta essere ben equipaggiati, di calorie, e lasciarsi andare ai sapori che troviamo sul posto. Quali? Scopritelo con noi!

 

 

Spagna

Anche i nostri cugini di secondo grado si tengono fedeli alla linea. Preferibilmente a colazione solo dolce, ma all’occorrenza non disdegnano una buona dose di salato. Vanno per la maggiore i gustosissimi churros (rigorosamente inzuppati nel cioccolato caldo), insieme ai orras dolci, a volte fritti e con le tradizionali e sempre gradite pennellate di cannella. Se vi porteranno in tavola i torrijia, sappiate che sono toast, immersi nel latte dolce e successivamente nell’uovo sbattuto. Il vostro fegato non ringrazierà, ma le vostre papille gustative molto probabilmente sì. Versione salata minimalista: semplice pane al pomodoro.

 

Germania e Danimarca

Burro a volontà, con uovo, wurstel e brioches, sempre al burro anche quelle. Particolarmente in Danimarca, dove spopola da quasi cento anni il delizioso Lurpak, un burro che si trova anche in versione leggermente salata, e che ha conquistato i palati non solo dei danesi, ma anche di tante persone in Europa (Italia compresa) e nel mondo.

 

Regno Unito

La Gran Bretagna è la Regina madre della colazione salata. Come potrete mangiare il bacon a Londra nessuno mai. Fritto (e sfritto), in quell’uovo che è meglio non domandare mai da dove viene, ma assolutamente gustoso. Avete mai provato i fagioli al ketchup? Ebbene, ci provano a fare un buon succo di pomodoro; un sei politico, se non altro per l’impegno. A rischio overdose il toast imburrato.

 

Finlandia, Norvegia, Svezia

Se il bacon vi sembra troppo istituzionale, allora provate a dare un’occhiata a cosa succede nei paesi Scandinavi, dove anche a colazione viene servito il prodotto “primo” per eccellenza. Pesce, pesce e ancora pesce, precisamente tonno o aringhe con pane scuro o integrale, accompagnati con succo di mirtillo o agrumi. Un angolo dolce lo guadagnano, soprattutto in Svezia, i semla, deliziosi maritozzi di pasta di mandorle ripieni di panna, e i kanelbullar, rotolini alla cannella ricoperti di zucchero da leccarsi i baffi.

 

Francia

Una sola parola d’ordine: croissant. Certamente più carichi di burro dei nostri, ma con non meno varianti interessanti. Accompagnati con tè o latte, sono il prodotto per eccellenza della gastronomia del "petit dejeneur", come i vicini d'Oltralpe chiamano la colazione. Da provare anche la tarte tatin, una torta di mele rovesciata nella quale la frutta è caramellata da uno strato di zucchero. Buona, no?

 

Grecia

Il protagonista per eccellenza delle colazioni greche è lo yogurt, un prodotto dal retrogusto leggermente amarognolo che però per loro è più che sacrosanto, tanto che, se il nostro rito è fare colazione al bar, il loro è andare a farla in latteria. Yogurt che ovviamente si sposa bene con frutta e cereali, sopratttto in estate. Non dimenticate la feta, il formaggio salato e dal retrogusto particolare che i greci amano “mixare” nelle loro colazioni, variamente abbinata con pane e ciambelle al sesamo. Chiedete caffè? Vi verrà servita una “brodaglia” simil-turca.

Avete presente la saga di Silent Hill? Libri, videogiochi, film: tutti ambientati in questa città del Maine che altro non è che una location inventata. Facendo un giro per il mondo, però, è possibile tracciare un vero e proprio itinerario di città che ricordano il vuoto di Silent Hill, da anni abbandonate e in balia di loro stesse. 

 

 

Incendi e altri disastri

Nel silenzio surreale che regna a Bodie (California) sembra quasi di sentire ancora le voci dei minatori che a metà Ottocento ne fecero uno dei principali centri della corsa all'oro. Dopo l’incendio avvenuto negli anni Trenta, la città si trasformò nella rovina che è oggi, con le case lasciate esattamente com’erano a quel tempo.

 

© Francesco Orfei - Wikipedia

 

Quando viene a mancare la reperibilità di risorse naturali che servono al sostentamento delle persone, viene meno anche l’abitabilità di un posto. Un esempio tutto italiano è quello del comune di Craco, in Basilicata. Questo borgo di origine medievale, che si presenta arroccato sugli Appennini, si è svuotato in seguito ad una frana che aveva minato l’impianto idrico, e la torre del suo castello medievale ora sembra fare da guardia agli scheletri delle case diroccate e abbandonate. È evidente, però, che è un posto che continua a conservare il suo fascino, se è stato scelto addirittura da Mel Gibson come cornice del suo film La passione di Cristo.

 

Idéfix (CC BY-SA 3.0)

 

La cittadina ucraina di Pripyat ha avuto la sventura di situarsi intorno all’area della centrale nucleare di Černobyl. In seguito alla sua esplosione, fu evacuata e agli abitanti fu proibito fare ritorno. Vittima di saccheggi, razzie e atti vandalici nonostante la pericolosità radioattiva, con la sua ruota panoramica che si staglia nel mezzo della più totale desolazione è solo un fantasma di se stessa, uno di quei posti in cui Stephen King amerebbe ambientare uno dei suoi macabri romanzi.

 

da www.touristmaker.com

 

Posti della memoria che nessuno vuole ricordare (e vivere)

Chi vuole vivere in posti che sono stati teatri di guerra, e che sono segnati ad ogni angolo da rovine che ricordano la tragedia? La risposta è: nessuno. Case sventrate e bombe inesplose nelle strade bastano per rendere lo scenario apocalittico: così si presenta Belchite, vittima di un lungo assedio durante la Guerra Civile Spagnola.

 

da billward.co

 

Centinaia tra uomini, donne e bambini, gli abitanti di Oradour-sur-Glane che vennero massacrati per aver resistito ai soldati tedeschi. Attualmente è considerato un luogo della memoria, o meglio lo è ciò che ne è rimasto, dato che il villaggio fu anche raso al suolo. Memoria o no, non sono molte le persone che hanno accettato di rimanere in un paese che odora di morte.

 

Calibas (CC) BY-SA 3.0

 

Kadykchan, in Russia, fu costruita durante la Seconda guerra mondiale dai prigionieri dei gulag. Nata già sotto il segno della dittatura e del dolore, è oggi completamente disabitata, piena di strade fantasma in cui si respira ancora sofferenza.

 

Kadychan

 

Il lavoro nobilita l’uomo. Altrimenti l’uomo se ne va

Se  in un posto non si può lavorare, si va via. Kolmanskop, in Namibia, ne è la prova, una città fantasma dal "fascino spaventoso". Gli edifici decrepiti progressivamente invasi dalla sabbia sono tutto quello che è rimasto di un centro minerario che era molto attivo,  e che conobbe un rapido declino quando il prezzo dei diamanti crollò e furono scoperti giacimenti più ricchi nelle vicinanze. L’emigrazione spontanea, con lo svuotamento del luogo, fu la conseguenza più naturale. 

 

Calips (CC) BY-SA 3.0

 

Fantasmi delle città fantasma

Se le cause contingenti sono determinanti nei processi di creazione delle città fantasma, è vero anche che ad esse sono sempre legate delle leggende, delle storie circondate da un alone di mistero. Ochate, un paesino castigliano,  ha conosciuto un massiccio processo di spopolamento, e nessuno sembra saper spiegare perché. C’è chi dice che sia stato a causa di misteriose epidemie, chi per naturali migrazioni verso aree economicamente migliori, ma il vero motivo è taciuto. Un dato certo è che questa località attira un numero sempre maggiore di turisti curiosi e affascinanti dal paranormale perché pare che nella zona si siano susseguite moltissime apparizioni inspiegabili. Che ne dite? Andreste a fare un giro...

 

Ochate

Cinquanta sfumature di... spiagge. Non stiamo parlando del romanzo (e film) con protagonisti Christian Grey e Anastasia Steele, ma di un mondo più reale, ma altrettanto "hot": quello delle spiagge per naturisti.

Il mondo degli stabilimenti balneari riservati al pubblico di naturisti e nudisti è un affare che, da sempre, è il simbolo delle libertà sessuali raggiunte negli anni ’80: free love for free rock, è il mantra risuonato nella mente di molte generazioni da Woodstock in poi, dove gli abiti sono elementi di costrizione del corpo, e la loro eliminazione, così come quella dei costumi da bagno, è una rivendicazione liberal.

Oggigiorno, i parametri vengono modificati leggermente, ma la sostanza, in fondo, non cambia. Per chi ama il naturismo ad esempio e vuole trascorrere le vacanze come mamma l'ha fatto, c'è un'agenzia specializzata che organizza viaggi per i turisti che vogliono passare indisturbati il loro soggiorno. Questa società si chiama Intimate place e si trova in Inghilterra. C’è da dire che il business di chi adora le vacanze senza veli è una cosa che deve per forza far rima con un portafoglio esoso: resort di lusso e crociere.

 

 

Sembra che il contatto puro e totale con la natura debba essere annoverato tra uno degli svaghi adatti a ricchi viziati. Non dimentichiamo infatti che anche in Cinquanta sfumature di grigio la vicenda è ambientata in un loft extra lusso di Seattle e il protagonista, Christian Grey, è un giovane quanto rampante imprenditore miliardario. Sulla scorta del fenomeno (prima letterario, e poi cinematografico), sembra che questo tipo di turismo (non sessuale, ma sicuramente erotico), stia crescendo non poco, tanto che per il numero di visualizzazioni ottenute il sito internet dell’agenzia è andato in crash.

L’agenzia ha resort in tutto il mondo, con qualche particolarità. Ad esempio l'Hidden Beach Resort in Messico, grazie alla sua posizione isolata, è l’ideale per i naturisti. Gli scambisti invece prediligono l'Hedonism II in Giamaica. Ma le personalizzazioni dei pacchetti non finiscono qui: in alcune strutture c'è una sala dei giochi, e non stiamo parlando del Monopoli. Siete una coppia “annoiata” e volete vivere il brivido di incontrare altre coppie che si trovano come voi? Bene, volate fino alle Canarie, allo Spice Resort di Lanzarote.

Come dicevamo in precedenza, non si tratta di vacanze per backpakers: oltre al volo la permanenza in questi hotel ultra-lusso ha un suo costo. Si va infatti dai 1200 euro per il Messico, sino ai 1500 di Puerto Rico. Insomma, non somme esattamente economiche, ma anche i giochi di ruolo hanno un loro costo. In fondo, per sentirsi Christian e Anastasia, si può pur dar fondo al portafoglio!

Questo è stato il nostro primo viaggio insieme con mio marito così lungo e variegato nonchè viaggio di nozze, dove abbiamo visto dei posti bellissimi, emozionanti e carichi di energie positive e benevole.

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 18/06/2012

Durata: 15 gg

Luoghi: Braga, Cascais, Fatima, Lisbona, Palma di Maiorca, Porto, Sintra

 

Descrizione del viaggio:

Siamo partiti in data 18/06/2012 da Fiumicino diretti a Lisbona per iniziare questo viaggio bellissimo, emozionante e con tanto bisogno di stare insieme e vedere il più possibile. Il nostro umore era ottimo poiché ci eravamo appena sposati ed era andato tutto bene, ci sembrava ancora un sogno e non avremmo mai immaginato che questo sogno sarebbe continuato nel nostro viaggio.

Abbiamo iniziato con 3 gg a Lisbona, città molto particolare con i suoi tram turistici così colorati e funzionali; abbiamo soggiornato in un albergo centrale ed abbiamo visitato il Castello di Sao George, tutta la parte alta di Lisbona, la parte marittima con il bellissimo monastero di san Geronimo, la torre di Belem e la torre dei navigatori, abbiamo girovagato per la città a bordo dei suoi tram, abbiamo mangiato in diversi posti e ci siamo trovati molto bene. Inoltre il fiume Tago dona una noa caratterisitica alla città con il suo porto costruito e molto simile a quello di Brooklyn, un bel rosso che spicca sull'azzurro.

Il quarto giorno abbiamo preso la nostra macchina noleggiata e siamo andati alla scoperta del Portogallo con già un itinerario in mente ma con tanta voglia di sorprese e variazioni e siamo partiti come prima tappa alla volta di SintraSintra è un paese bellissimo e montano, nella parte alta c'è il suo castello, residenza estiva dei re di Portogallo che sembra disegnato dalle fate, con i suoi archi arabeschi ed i suoi colori luccicanti, da lì il panorama non ha eguali (anche il vento però!). Dopo una lunga visita in tutte le sale ancora arredato e con le porcellane, siamo andate in paese per un giro turistico ed un pranzetto veloce.

Nel pomeriggio siamo partiti alla volta di Cascais per passare la notte e visitare il paesino che poi si è rivelato troppo lontano dal nostro albergo, così ci siamo goduti il nostro albergo Forteleza do Guincho (5 stelle e vederle tutte) con il suo panorama a picco sulla scogliera ed il suo interno regale e lussuosissimo che ci ha fatto rimanere a bocca aperta. La mattina successiva siamo partiti per Fatima, tappa voluta soprattutto da me e meno da mio marito che però mi ha fatto contenta! Il Santuario e tutta l'aerea sottostante è veramente suggestiva e si avverte una carica religiosa quasi palpabileHo avvertito anche tanto dolore e tanta speranza, ed anche noi siamo andati lì per farci avvolgere dall'amore della Madonna. Abbiamo passato tutta la mattinata lì e successivamente abbiamo comprato qualche pensiero ai nostri cari.

Per l'ora di pranzo ci siamo spostati in direzione di Nazaré, paesino di pescatori, e nel frattempo ci siamo fermati a Batalha per visitare questa chiesa gotica meravigliosa rimasta in mezzo a un paesino modernissimo e che salta all'occhio già dall'autostrada. Sosta obbligata di cui siamo stati contenti. Lì abbiamo pranzato in un self service grazioso, con una ragazza gentilissima che ha cercato di parlarci un po' in italiano ed abbiamo scoperto che in Portogallo utilizzano moltissimo la barbabietola rossa, buonissima e che macchia il piatto di viola!

Nel pomeriggio siamo arrivati a Nazaré ci siamo sistemati in albergo, un albergo moderno e molto carino nella parte alta del paese. Poi una volta scesi in paese abbiamo avuto difficoltà e abbiamo fatto brutti incontri per poter ritornarci. Peccato perché la vista dall'hotel era veramente mozzafiato. Il giorno dopo ci siamo diretti verso Braga, a nord del Portogallo e a metà strada ci siamo fermati a Guimaraes, un borgo medievale bellissimo che assomiglia molto ai nostri paesi umbri e toscani, dove abbiamo mangiato in un ristorantino che si chiamava Cinecittà! Molto carratteristico e pieno di turisti.

Una volta ripartiti siamo arrivati a Braga, dove hanno celebrato 3 matrimoni nella chiesa del Buon Gesù, chiesa rinomatissima e luogo di pellegrinaggio, bella dentro e poi carinissima la funivia per scendere giù al paese. Passata la notte lì, e dopo aver cambiato albergo poiché un po' umido e pieno di tutti gli inviati degli sposi, la mattina dopo siamo partiti per Porto, città che propio non ci è piaciuta per lo stato di degrado e delinquenza che abbiamo riscontrato.

Finalmente il 25/06 siamo partiti alla volta di Palma di Mallorca con un volo Air Berlin. Abbiamo soggiornto in un albergo meraviglioso, con il mare proprio sotto ed una cucina eccezionale, dove ci siamo riposati, rilassati, abbronzati ed ingrassati anche un po'! Abbiamo visitato la cattedrale di Palma che assolutamente, va vista e poi mare mare mare... Il cibo che abbiamo mangiato è sempre stato buono, anche se a volte ripetitivo, il Portogallo non ha grandi specialità da offrire, più che altro dolciarie con le loro pastellerie, mentre a Palma abbiamo gustato tanto pesce e paella... da leccarsi i baffi!

Il Portogallo è un paese bellissimo, ma anche molto povero e spesso ci siamo trovati davanti a barboni, ubriaconi e drogati, purtroppo! Quindi conviene fare attenzione, inoltre nei paesini alle 19.00 spariscono tutti, ed è un po' antipatico se si vuole mangiare fuori e rientrare un po' più tardi. A Palma invece tutti questi problemi non c'erano, è un'isola vivibile a tutte le ore ed è piena di turisti e brava gente!

Per concludere il nostro viaggio ci è rimasto nel cuore e non lo dimenticheremo mai, forse con il senno del poi qualche modifica all'itinerario l'avremmo apportata. Qui si conclude il mio breve diario di viaggio e spero che chi lo leggerà riuscirà a percepire le nostre emozioni.

Sono un bancario di circa 56 anni e mi sono recato 2 volte a Ibiza, posto che consiglierei a tutti i turisti giovani e meno giovani.

 

Numero Viaggiatori: 4

Data di partenza: 20/07/2009

Durata: 15 giorni

Luoghi: Ibiza

 

Descrizione del viaggio:

Sono partito da Napoli con un volo charter. Due ore di viaggio e finalmente sono arrivato a Ibiza anzi a Eivissa, che è il nome dell'isola in catalano. Di cose da fare e da vedere ce ne sono tante, per questo quella a Ibiza è una vacanza che consiglio a tutti, non soltanto ai più giovani. Tra i posti più belli ci sono, ovviamente, le spiagge, in particolare quelle di Cala Comte, Cala Bassa e Cala San Vicente. Da visitare anche la Cattedrale che si trova nella città vecchia.

Visto che anche il gusto vuole la sua parte, vi assicuro che a Ibiza ho finalmente assaggiato la famosa paella. Un sapore squisitissimo, qualcosa da ricordare davvero. Purtroppo non ricordo dove, quindi non posso esservi molto di aiuto. Per quanto, invece, riguarda il periodo dell'anno in cui andare, io sono andato a luglio e ve lo consiglio; ad agosto c'è molta confusione e fa molto caldo. Pericoli, in ogni caso, non ce ne sono e potete davvero stare tranquilli.

Insomma, l'ho detto e lo ripeto, è un viaggio da fare e da fare più volte. Anzi, già che ci siete, non dimenticare di fare anche una puntatina a Formentera!

Viaggiare e fare sport. Per molti un semplice passatempo da spiaggia - chi di noi non ricorda ‘mitiche’ sfide a racchettoni o beach volley con gli amici - per altri una passione sfrenata che indirizza la meta delle vacanze. Come puntualmente avviene da qualche anno a queste parte, anche l’estate 2013 vede protagonista il kitesurf, sport ‘giovanissimo’ (ha mosso i primi passi nel 1999) che si è subito affermato come variante del più classico surf. 

Il kitesurfer, rispetto al surfista normale, si muove sulla tavola trainata dalla spinta di un aquilone (dall’inglese kite, eccone spiegato il nome) cui è collegato da una serie di piccoli cavi di dyneema o spectra – solitamente sono 4 o 5 – lunghi dai 22 ai 25 metri e a loro volta attaccati ad una sorta di barra di controllo (booma). Le dimensioni dell’aquilone variano in modo inversamente proporzionale alla forza del vento.  Quanto al tipo di movimento che il kitesurfer è chiamato a svolgere, abbiamo tre diverse specialità: freeriding, ovvero la semplice planata sull'acqua; freestyle, con evoluzioni chiamate in gergo ‘tricks’; wavestyle, cavalcando le onde come avviene con surf e windsurf.

 

 

Presentato a grandi linee l’aspetto prettamente tecnico, passiamo alla domanda che ci interessa maggiormente. Quali sono le migliori località dove praticare il kitesurf? E le condizioni ideali per farlo? Va da sé che due siano gli elementi chiave: vento e acqua. Se poi il paesaggio è quello della Sardegna, il cerchio si chiude al meglio per una vacanza capace di offrire tutto ciò di cui ha bisogno il vero sportivo anche nel periodo di ferie. Sì, perché prima di pensare alle solite mete esotiche è giusto non dimenticare le opportunità di casa nostra. San Teodoro e Porto Pollo, ma anche Chia e Porto Botte rappresentano infatti mete ideali per il kitesurfing. Sempre in Italia, sono ottime scelte anche Talamone (Maremma toscana) e il Lago di Garda. L’estate 2013 sta poi registrando il boom di Gizzeria, in provincia di Catanzaro, che non a caso dal 24 al 28 luglio ospita lo European Course Racing Championship.

Restando in Europa, sono molto gettonate anche Grecia (Isola di Lefkada) e Spagna (Fuerteventura e Tarifa). Qualche chilometro più a sud, in Marocco, le acque dell’Atlantico esaltano Essaouira e Dakhla come destinazioni particolarmente adatte agli appassionati del genere. Una vacanza coi fiocchi abbinata a giornate di kitesurfing è una ricetta che suggerisce anche la bellissima TanzaniaOk anche Sudafrica, Egitto (da Marsa Alam a Soma Bay), Kenya e Capo Verde (Boavista, Sal). Non mancano ovviamente le mete più lontane e suggestive. Clima perfetto, mare piatto da alternare ad adrenaliniche onde: Le Morne, alle Mauritius, è considerato il paradiso dei kitesurfer professionisti. Molto quotato anche il Madagascar, mentre non poteva mancare di certo il Brasile. Jericoacoara, a circa 300 km da Fortaleza, è da anni tappa fissa dei surfisti e si sta specializzando anche nel kite. Paracurù e Uruarù sono invece le new entries in salsa verdeoro.

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