Un posto bellissimo, immerso nella natura. Pieno di particolari e di colori. Una meraviglia...

 

Numero Viaggiatori: 4

Data di partenza: 21/10/2013

Durata: 15 giorni

Luoghi: Tenerife

 

Descrizione del viaggio:

Tenerife, l'isola dell'eterna primavera! Il modo migliore per visitare l'isola di Tenerife è farlo non da turista ma da persona che ama la natura. Con questo spirito bisogna visitare il Parco Nazionale del Teide e salire con il teleferico fino a 3.520 metri di altezza. Da lassù, vi assicuro che si gode di un panorama stupendo, che spazia a 360 gradi e permette di ammirare anche le altre isole che compongono l'arcipelago delle Canarie.

Inoltre, il mio giro a Tenerife ha incluso anche una visita al Loro Parque e alla valle della Orotava. Da non perdere anche la città di Puerto de la Cruz e il sito di Guimar, Inoltre vi consiglio di fare tappa, come ho fatto io, nel paese de la Candelaria, sulla costa nord, con la sua cattedrale. Comunque è da visitare tutta l'isola e sono tanti i posti da non perdere. Si mangia bene, soprattutto verdure, pesce e frutta esotica. La vita scorre tranquilla, non ci sono pericoli, e costa anche meno. Per quanto riguarda l'abbigliamento, è l'isola dell'eterna primavera quindi basta stare leggeri. In conclusione, è un'isola da vedere e se ce la fate, vi consiglio di visitare un giorno l'isola de la Gomera con un parco favoloso...

Andalusia, terra d'incanto e di sole! Avreste sempre voluto visitare il sud della Spagna ma i prezzi o l'organizzazione del viaggio vi sembrano lontani dal vostro range di possibilità? Ecco l'offerta che vi farà ricredere!

Con soli 359 euro, infatti, potrete trascorrere una settimana in viaggio per le città più belle dell'Andalusia, scoprendo la natura incontaminata, il fascino della civiltà araba prima e di quella cattolica poi, e tanto altro ancora.

 

 

7 notti in 3 hotel 

Una volta arrivati a destinazione, con prima tappa a Malaga, inizierà il vostro tour vero e proprio. La prima (e l'ultima) notte sarà all'Hotel Don Curro di Malaga, la seconda e la terza all'Hotel Alhamar di Granada, e 3 notti al Casual Hotel di Siviglia.

Strutture a 3 e 4 stelle, di altissima qualità e dotate di tutti i confort, come bagno privato, WiFi gratuito, cassaforte, TV satellitare e giardino. Dei veri e propri hotel-gioiello per la vostra vacanza.

Trasporti tutto incluso

Nell'offerta da 359 euro è previsto un doppio modo di trasporto: quello iniziale e finale, con volo Ryanair dagli aeroporti di Roma Ciampino o Milano - Orio al Serio (a seconda di dove preferiate partire), e quello intermedio, con il noleggio, incluso nel prezzo, di una autovettura.

Pensate: sette notti e otto giorni in piena libertà, visitando le bellezze di città e borghi, di parchi e montagne, come più preferite, senza limiti di orari. Per godere l'Andalusia al suo meglio!

Non lasciatevi scappare questa offerta! Collegatevi subito all'offerta sul sito di TravelBird seguendo questo indirizzo e... buon viaggio andaluso!

"Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra ... e un pianoforte sulla spalla..." Quando ripenso alla mia vacanza a Lloret de Mar mi viene spontaneo pensare a questo verso di Venditti. Non perché fossimo partiti davvero con chitarre e pianoforti (tantomeno sulla spalla) ma semplicemente perché quello è stato il viaggio della maturità, il viaggio di una notte dopo gli esami, tanto per restare in tema.

 

 

Descrizione del viaggio 

Un viaggio mitico e mitizzato, che resterà per sempre impresso. Avevamo diciotto, diciannove anni, tanta voglia di divertirci, di conoscere gente, di conoscere ragazze, soprattutto. E Lloret de Mar era il posto perfetto per riuscirci. Lo pensavamo prima e ne abbiamo avuto la conferma dopo. E dopo Lloret, per non farci mancare nulla, ci siamo fermati quattro giorni a Barcellona. Ne è valsa la pena, non tanto e non solo perché abbiamo dato un tono “culturale” alla nostra vacanza da maturati, ma perché il divertimento è continuato ... Già, perché Barcellona è davvero una delle città più divertenti che io abbia mai visitato (o forse solo perché avevo 18 anni e ora non li ho più!).

Ma partiamo dall’inizio. Viaggio agostano. Classica vacanza di otto diciottenni alla fine della scuola. Arriviamo all’aeroporto di Barcellona e un autobus ci porta a Lloret, un’oretta, un’oretta e mezzo di viaggio se non ricordo male. Prendiamo possesso di quelle che saranno le nostre case per una settimana e iniziamo a perlustrare la zona. La vita a Lloret scorre tranquilla: sveglia tardissimo, mare nel pomeriggio fino al tramonto e oltre, ritorno a casa per cenetta all’italiana e poi via, in discoteca. Già dal secondo giorno iniziamo ad allargare il giro. Conosciamo un gruppo di ragazze di Torino e così le uscite si organizzano insieme. Ci si vede in spiaggia subito dopo ora di pranzo (in realtà abbiamo sì o no fatto colazione) e ci organizza per la serata. A Lloret due cose non mancano mai: le discoteche e gli italiani. Tanti PR dei locali sono italiani e ti avvicinano già sapendo che non devono nemmeno sprecarsi a parlare in spagnolo. Le discoteche organizzano serate con Dj italiani, sapendo che faranno colpo sulla clientela. In una settimana, ci siamo ritrovati con una serata con Molella, a cantare l’inno e Rino Gaetano remix, e con un’altra con Gigi D’Agostino in console. In quegli anni era un po’ un totem, lo si ballava ovunque e un appuntamento del genere non si poteva perdere.

La settimana trascorre veloce, troppo veloce. Senza conquiste, almeno per quanto mi riguarda, ma con tanto divertimento e con pochissima voglia di tornare a casa. Per fortuna la vacanza non è finita, non è ancora finita. L’ultima sera ci si vede tutti insieme per una bella cena spagnola. Paella e sangria per tutti. Gli effetti si vedono ma è meglio non soffermarsi troppo sui particolari ... comunque è  l’ultima sera a Lloret e bisogna festeggiare! Il giorno dopo, di buon’ora, un autobus ci riporta a Barcellona. Le nostre compagne di viaggio partono per Girona, dove si trova l’altro aeroporto che serve la zona. Per loro c’è il rientro a Torino, per noi altri quattro giorni di festa. Arrivati a Barcellona, ci sentiamo un po’ spaesati. La città è grande, immensa, e per chi arriva da una cittadina di provincia e ha diciotto anni l’incontro è un bel colpo! I nostri appartamenti si trovano dalle parti della Rambla, in pieno centro.

Appena arrivati parte subito il primo giro in centro. Iniziamo a prendere le misure alla città. Abbiamo solo un  paio di giorni pieni e vogliamo vedere il più possibile. Dopo una settimana a Lloret, decidiamo di saltare il mare, quindi niente Barceloneta. Arte e cultura di giorno e movida di notte. Siamo riusciti a visitare la Pedrera, la Sagrada Familia, nonostante una fila chilometrica, Parc Guell e passeggiando per lo shopping, ci siamo fermati anche a Casa Batlò. In due giorni non siamo riusciti a fare di più e ci siamo ripromessi di tornare. Sono passati un po’ di anni e quella promessa ancora non l’ho mantenuta. La sera, invece, il nostro punto di ritrovo era il Maremagnun, il mega centro commerciale sul mare che ospita anche tanti locali e discoteche. Quando hai poco tempo e non puoi rischiare, ci è sembrata la scelta migliore anche se la vita notturna di Barcellona regala tanto altro e forse anche di meglio.

Purtroppo, però, le cose belle sono destinate a finire e anche il nostro supplemento di vacanza si avvia verso la fine. Ferragosto è passato da pochi giorni quando un autobus, l’ennesimo, ci accompagna all’aeroporto, come sempre con largo anticipo. Il nostro aereo decolla, ci riporta a casa ma per fortuna la nostra vita universitaria non inizierà prima di novembre! Il tempo per divertirsi non è finito. L’estate è ancora lunga!

Avete presente la movida di Ibiza? O il folle divertimento di Las Vegas dove il ritmo notte-giorno viene completamente stravolto? Ecco, scordatevi tutto. Turismo lento, estate slow, slow life. Questi i termini che iniziano a farsi largo nel mondo del turismo, tutti accomunati dall'idea di viversi a piedi i momenti più entusiasmanti (ops, sarebbe meglio dire interessanti) della giornata.

Ovviamente si tratta di un turismo di nicchia, destinato probabilmente a restare tale da qui a molti anni. Intanto, però, è già sorta l'Associazione del Movimento Lento (www.movimentolento.it) che al momento - secondo quanto riportato dall'Ansa nel suo canale viaggi - annovera soprattutto ambientalisti, scrittori e viaggiatori di lungo corso. Ci si organizza preferibilmente in piccoli gruppi, di solito nei weekend, e si individua generalmente un tema, un argomento che funga da 'filo rosso' collante dell'intera esperienza.

 

 

Il concetto di turismo lento si ricollega alla necessità, prima ancora alla voglia, di allentare lo stress della vita quotidiana ripristinando un contatto più diretto col mondo della natura. Non a caso si inizia spesso da un corso (dalla durata di due giorni) di preparazione in cui i partecipanti si documentano con nozioni letterarie e musicali funzionali all'itinerario scelto.

Alcuni cammini sono stati individuati addirittura dall'Unione Europea: il cammino di Santiago di Compostela, la Via Mozart, l’Itinerario dei Vichinghi e dei Normanni o quello dell'Albero di Olivo. Per quanto riguarda l'Italia, spicca  l'itinerario che dal Lazio (Chiarore Scalo) conduce all'Argentario con arrivo a Porto Ercole al termine di 28 km per circa 7 ore di marcia. Suggestivo il contorno: dalla spiaggia di Ansedonia al Lago di Burano con sullo sfondo la bellezza della costa maremmana diventata oasi protetta dal WWF. Poi ancora la Torre della Tagliata, restaurata da Giacomo Puccini che ne fece il luogo di relax dell'ultimo periodo della sua vita, fino al porto di Cala Calera. Tutto slow, senza fretta.

Sono un bancario di circa 56 anni e mi sono recato 2 volte a Ibiza, posto che consiglierei a tutti i turisti giovani e meno giovani.

 

Numero Viaggiatori: 4

Data di partenza: 20/07/2009

Durata: 15 giorni

Luoghi: Ibiza

 

Descrizione del viaggio:

Sono partito da Napoli con un volo charter. Due ore di viaggio e finalmente sono arrivato a Ibiza anzi a Eivissa, che è il nome dell'isola in catalano. Di cose da fare e da vedere ce ne sono tante, per questo quella a Ibiza è una vacanza che consiglio a tutti, non soltanto ai più giovani. Tra i posti più belli ci sono, ovviamente, le spiagge, in particolare quelle di Cala Comte, Cala Bassa e Cala San Vicente. Da visitare anche la Cattedrale che si trova nella città vecchia.

Visto che anche il gusto vuole la sua parte, vi assicuro che a Ibiza ho finalmente assaggiato la famosa paella. Un sapore squisitissimo, qualcosa da ricordare davvero. Purtroppo non ricordo dove, quindi non posso esservi molto di aiuto. Per quanto, invece, riguarda il periodo dell'anno in cui andare, io sono andato a luglio e ve lo consiglio; ad agosto c'è molta confusione e fa molto caldo. Pericoli, in ogni caso, non ce ne sono e potete davvero stare tranquilli.

Insomma, l'ho detto e lo ripeto, è un viaggio da fare e da fare più volte. Anzi, già che ci siete, non dimenticare di fare anche una puntatina a Formentera!

Dalla Spagna alla Norvegia c’è chi sceglie il dolce, chi il salato. Chi non rinuncia a nessuno dei due. Stiamo parlando, e forse lo avrete intuito dalla foto in apertura, del rituale irrinunciabile della colazione.

Oggi vogliamo infatti proporvi un piccolo excursus nel mondo delle colazioni in Europa. Sempre gradite quando si è in vacanza: si sa, con lo stomaco pieno è possibile affrontare le lunghe camminate al freddo di Stoccolma o sotto la tenue pioggia di Londra. Basta essere ben equipaggiati, di calorie, e lasciarsi andare ai sapori che troviamo sul posto. Quali? Scopritelo con noi!

 

 

Spagna

Anche i nostri cugini di secondo grado si tengono fedeli alla linea. Preferibilmente a colazione solo dolce, ma all’occorrenza non disdegnano una buona dose di salato. Vanno per la maggiore i gustosissimi churros (rigorosamente inzuppati nel cioccolato caldo), insieme ai orras dolci, a volte fritti e con le tradizionali e sempre gradite pennellate di cannella. Se vi porteranno in tavola i torrijia, sappiate che sono toast, immersi nel latte dolce e successivamente nell’uovo sbattuto. Il vostro fegato non ringrazierà, ma le vostre papille gustative molto probabilmente sì. Versione salata minimalista: semplice pane al pomodoro.

 

Germania e Danimarca

Burro a volontà, con uovo, wurstel e brioches, sempre al burro anche quelle. Particolarmente in Danimarca, dove spopola da quasi cento anni il delizioso Lurpak, un burro che si trova anche in versione leggermente salata, e che ha conquistato i palati non solo dei danesi, ma anche di tante persone in Europa (Italia compresa) e nel mondo.

 

Regno Unito

La Gran Bretagna è la Regina madre della colazione salata. Come potrete mangiare il bacon a Londra nessuno mai. Fritto (e sfritto), in quell’uovo che è meglio non domandare mai da dove viene, ma assolutamente gustoso. Avete mai provato i fagioli al ketchup? Ebbene, ci provano a fare un buon succo di pomodoro; un sei politico, se non altro per l’impegno. A rischio overdose il toast imburrato.

 

Finlandia, Norvegia, Svezia

Se il bacon vi sembra troppo istituzionale, allora provate a dare un’occhiata a cosa succede nei paesi Scandinavi, dove anche a colazione viene servito il prodotto “primo” per eccellenza. Pesce, pesce e ancora pesce, precisamente tonno o aringhe con pane scuro o integrale, accompagnati con succo di mirtillo o agrumi. Un angolo dolce lo guadagnano, soprattutto in Svezia, i semla, deliziosi maritozzi di pasta di mandorle ripieni di panna, e i kanelbullar, rotolini alla cannella ricoperti di zucchero da leccarsi i baffi.

 

Francia

Una sola parola d’ordine: croissant. Certamente più carichi di burro dei nostri, ma con non meno varianti interessanti. Accompagnati con tè o latte, sono il prodotto per eccellenza della gastronomia del "petit dejeneur", come i vicini d'Oltralpe chiamano la colazione. Da provare anche la tarte tatin, una torta di mele rovesciata nella quale la frutta è caramellata da uno strato di zucchero. Buona, no?

 

Grecia

Il protagonista per eccellenza delle colazioni greche è lo yogurt, un prodotto dal retrogusto leggermente amarognolo che però per loro è più che sacrosanto, tanto che, se il nostro rito è fare colazione al bar, il loro è andare a farla in latteria. Yogurt che ovviamente si sposa bene con frutta e cereali, sopratttto in estate. Non dimenticate la feta, il formaggio salato e dal retrogusto particolare che i greci amano “mixare” nelle loro colazioni, variamente abbinata con pane e ciambelle al sesamo. Chiedete caffè? Vi verrà servita una “brodaglia” simil-turca.

L'HN Collection Eurobuilding è uno dei più noti hotel di Madrid, una struttura molto riconoscibile (un grattacielo di sedici piani dalla forma a parallelepipedo) nella zona di Chamartín. Dopo un periodo di chiusura per lavori di ristrutturazione, adeguamento e ammodernamento, l'albergo ha riaperto le porte ai suoi ospiti, con una grande novità: la trasformazione in "polo della tecnologia alberghiera", un luogo cioè dove i nerd di tutto il mondo, ma in maniera molto più estensiva chi lavora attraverso la connessione internet, server e computer può sicuramente continuare a essere produttivo anche in vacanza.

 

 

Entrando nell'hotel, infatti, salta subito all'occhio la nuova linea tecnologica: la hall, sovrastata da una volta a botte, è stata "rivestita" da uno schermo in materiale parzialmente trasparente che, con i suoi 300 metri quadrati, rappresenta un record per una struttura alberghiera. All'interno, poi, si trovano sale per conferenze e video-conferenze dotate di sistemi olografici tridimensionali, che garantiscono la presenza a distanza di conferenzieri e partecipanti, prodotti tecnologici realizzati in collaborazione con Microsoft, oltre ovviamente alla copertura, in ogni punto della struttura, di WiFi ad alta velocità (già incluso nel costo del pernottamento).

L'amministratore delegato della NH Hotel, un'azienda che conta molti hotel in tutto il mondo, ha dichiarato: "È una struttura senza precedenti nel settore alberghiero e del turismo grazie all’iniziativa Living Lab e un luogo ideale per l’organizzazione di eventi e convegni, grazie a sale versatili e attrezzate con tutte le tecnologie più moderne oggi disponibili”.

A rendere ancora più incredibile questa struttura, poi, vi sono i servizi "classici" degli alberghi, che vanno dalle stanze a 4 stelle, a diversi ristoranti e bar adatti a tutte le esigenze (cucina spagnola, internazionale, giapponese e via discorrendo), il tutto al prezzo "modico" di 195 euro a notte, colazione esclusa.

Prendiamo in prestito una vecchia canzone, perché Santiago Calatrava, archistar spagnola, classe 1951, costruisce mattoni che fanno sognare. Una delle sue opere più belle non poteva che essere nella sua terra natale, Valencia, dove nel 1996 gli è stata commissionata quella che ormai diventata l’attrazione principale della città, il suo biglietto da visita. Per la Città delle Arti e delle Scienze, il fatto di trattarsi di un polo scientifico è solo un pretesto: è una struttura talmente bella da colpire prima di tutto come struttura, e poi, semmai, come contenitore di altre cose. Al suo interno vi sono ben tre poli: l’Oceanografico, l’Emisferico e il Museo della Scienza.

 

 

Il primo è quello che attira i maggiori consensi: non un acquario, ma un habitat pensato per il mondo marino, di questo si tratta: voli pindarici di delfini e squali che passeranno letteralmente sopra le vostre teste. L’Emisferico è uno dei più grandi planetari mai costruiti, mentre il Museo della Scienza somiglia vagamente a uno scheletro di dinosauro.

 

Città delle Arti e delle Scienze a Valencia 

 

Ma l’idea dell’arte di Calatrava infatti, è tutta qui: la sua viene definita architettura “organica” perché le strutture di un edificio ( o di un complesso di edifici come in questo caso), devono parlare e contenere se stesse allo stesso tempo. Per cui alzando gli occhi all’insù, sotto un’opera monumentale come quelle ancora descritte sognerete davvero: alla mente arriveranno così immagini di figure mostruose e scheletriche allo stesso tempo. Non vi basterà andare lontano per vedere altre sue opere di architettura civile: la prima è il Ponte della Costituzione, che a Venezia collega le due sponde del canale: forme sinuose per un colore azzurro, ma non troppo cristallino (come è del resto l’acqua della Serenissima, no?).

 

Il ponte della Costituzione a Venezia

 

Per un altro esempio casalingo spostiamoci a Roma, nella capitale: chi non ha notato quella struttura bianca che sembra l’emergere di una creatura degli abissi?  Bene, è il ponte che collega le due parti del quartiere Ostiense, affacciate da una parte all’altra del Tevere. Sempre nella città eterna, avete presente la famosa “vela”, quella struttura che svetta isolata? Ecco, quello è un miracolo tutto italiano dell’incompiuto, firmato dallo stesso architetto e futura rovina architettonica forse (tra l’altro il progetto iniziale prevedrebbe un’altra struttura, speculare alla prima).

 

Il ponte tra Ostiense e Garbatella a Roma

 

La vela incompiuta a Roma

 

Sempre in Italia e sempre sognando andiamo più a nord, nella nuova Stazione Mediopadana  di Reggio Emilia, dalle forme bianche, fluide e sinuose che svettano nel cielo. Trasporto futurista? Forse. Intanto mentre trasciniamo le nostre valigie non possiamo che immaginare. E a cosa serve l’arte, se non a questo?

 

Stazione mediopadana a Reggio Emilia

Avete presente la saga di Silent Hill? Libri, videogiochi, film: tutti ambientati in questa città del Maine che altro non è che una location inventata. Facendo un giro per il mondo, però, è possibile tracciare un vero e proprio itinerario di città che ricordano il vuoto di Silent Hill, da anni abbandonate e in balia di loro stesse. 

 

 

Incendi e altri disastri

Nel silenzio surreale che regna a Bodie (California) sembra quasi di sentire ancora le voci dei minatori che a metà Ottocento ne fecero uno dei principali centri della corsa all'oro. Dopo l’incendio avvenuto negli anni Trenta, la città si trasformò nella rovina che è oggi, con le case lasciate esattamente com’erano a quel tempo.

 

© Francesco Orfei - Wikipedia

 

Quando viene a mancare la reperibilità di risorse naturali che servono al sostentamento delle persone, viene meno anche l’abitabilità di un posto. Un esempio tutto italiano è quello del comune di Craco, in Basilicata. Questo borgo di origine medievale, che si presenta arroccato sugli Appennini, si è svuotato in seguito ad una frana che aveva minato l’impianto idrico, e la torre del suo castello medievale ora sembra fare da guardia agli scheletri delle case diroccate e abbandonate. È evidente, però, che è un posto che continua a conservare il suo fascino, se è stato scelto addirittura da Mel Gibson come cornice del suo film La passione di Cristo.

 

Idéfix (CC BY-SA 3.0)

 

La cittadina ucraina di Pripyat ha avuto la sventura di situarsi intorno all’area della centrale nucleare di Černobyl. In seguito alla sua esplosione, fu evacuata e agli abitanti fu proibito fare ritorno. Vittima di saccheggi, razzie e atti vandalici nonostante la pericolosità radioattiva, con la sua ruota panoramica che si staglia nel mezzo della più totale desolazione è solo un fantasma di se stessa, uno di quei posti in cui Stephen King amerebbe ambientare uno dei suoi macabri romanzi.

 

da www.touristmaker.com

 

Posti della memoria che nessuno vuole ricordare (e vivere)

Chi vuole vivere in posti che sono stati teatri di guerra, e che sono segnati ad ogni angolo da rovine che ricordano la tragedia? La risposta è: nessuno. Case sventrate e bombe inesplose nelle strade bastano per rendere lo scenario apocalittico: così si presenta Belchite, vittima di un lungo assedio durante la Guerra Civile Spagnola.

 

da billward.co

 

Centinaia tra uomini, donne e bambini, gli abitanti di Oradour-sur-Glane che vennero massacrati per aver resistito ai soldati tedeschi. Attualmente è considerato un luogo della memoria, o meglio lo è ciò che ne è rimasto, dato che il villaggio fu anche raso al suolo. Memoria o no, non sono molte le persone che hanno accettato di rimanere in un paese che odora di morte.

 

Calibas (CC) BY-SA 3.0

 

Kadykchan, in Russia, fu costruita durante la Seconda guerra mondiale dai prigionieri dei gulag. Nata già sotto il segno della dittatura e del dolore, è oggi completamente disabitata, piena di strade fantasma in cui si respira ancora sofferenza.

 

Kadychan

 

Il lavoro nobilita l’uomo. Altrimenti l’uomo se ne va

Se  in un posto non si può lavorare, si va via. Kolmanskop, in Namibia, ne è la prova, una città fantasma dal "fascino spaventoso". Gli edifici decrepiti progressivamente invasi dalla sabbia sono tutto quello che è rimasto di un centro minerario che era molto attivo,  e che conobbe un rapido declino quando il prezzo dei diamanti crollò e furono scoperti giacimenti più ricchi nelle vicinanze. L’emigrazione spontanea, con lo svuotamento del luogo, fu la conseguenza più naturale. 

 

Calips (CC) BY-SA 3.0

 

Fantasmi delle città fantasma

Se le cause contingenti sono determinanti nei processi di creazione delle città fantasma, è vero anche che ad esse sono sempre legate delle leggende, delle storie circondate da un alone di mistero. Ochate, un paesino castigliano,  ha conosciuto un massiccio processo di spopolamento, e nessuno sembra saper spiegare perché. C’è chi dice che sia stato a causa di misteriose epidemie, chi per naturali migrazioni verso aree economicamente migliori, ma il vero motivo è taciuto. Un dato certo è che questa località attira un numero sempre maggiore di turisti curiosi e affascinanti dal paranormale perché pare che nella zona si siano susseguite moltissime apparizioni inspiegabili. Che ne dite? Andreste a fare un giro...

 

Ochate

Il noto quotidiano britannico The Guardian ha recentemente pubblicato sulla sua versione online una speciale classifica dei "World's top 20 places for the good life", i venti luoghi (non necessariamente città, ma anche intere regioni e/o Stati) dove vivere felici, che sono stati scelti soprattutto per la qualità della vita e dei servizi, il clima favorevole, le opportunità di lavoro o, nel caso di persone di una certa età, per la serenità con la quale trascorrere gli anni da pensionati.

La classifica tiene conto di tutti questi fattori e, nel farlo, propone un panorama piuttosto variegato di destinazioni, nelle quali fanno capolino quelle generalmente favorite dai turisti britannici, come la Francia del sud e la Spagna, ma non mancano anche due citazioni per l'Italia che, come scopriremo, non è solo legata ai classici miti del "turismo cinematografico", così come località fuori del Vecchio Continente.

 

 

Andalusia, Spagna

Cultura, architettura, gastronomia e Flamenco, ma anche clima favorevole e mercato immobiliare a prezzi stracciati. L'Andalusia è scelta sia per le sue bellezze, che per un potenziale turistico ancora inespresso a favore delle Baleari, di Barcellona e delle altre mete "tradizionali".

 

Guascogna, Francia

Regione storica dell'estremo sud-ovest francese, situata al confine con la Spagna e non lontana dal piccolo Principato di Andorra, la Guascogna comprende alcune mete molto frequentate, come Tolosa, Bordeaux e Lourdes, uno dei luoghi di pellegrinaggio cattolico più visitati in assoluto

 

Bansko, Bulgaria

Ottime possibilità di investimento in campo immobiliare, Bansko è una località sciistica tra le più frequentate della Bulgaria, una sorta di Cortina d'Ampezzo dell'est. E già per questo motivo, vale la pena scoprirla

 

Parma, Italia

Arte, cultura, ma anche parmigiano e prosciutto. Un panino di tutto, si potrebbe dire. Parma è considerata dai britannici come un'alternativa alla classica Toscana, ma senza rinunciare al fascino del Bel Paese.

 

Parigi, Francia

Rimossa la contestata tassa sui grandi patrimoni (che aveva portato Gerard Depardieu a richiedere il passaporto russo), gli investitori sono tornati a Parigi, riscoprendo la città più romantica del mondo. Uno dei tanti motivi per andare a vivere nella capitale francese

 

Grenada

Mare e spiagge caraibiche, popolazione tranquilla e amichevole, possibilità di investimenti. Grenada è una delle mete marittime più adatte a chi cerca la "bella vita" agli antipodi.

 

Tokyo, Giappone

L'assetto metropolitano di Tokyo potrebbe sorprendervi in negativo, ma non potete negare una cosa: il Giappone è frenetico a un angolo, e zen in quello successivo. Proprio questo melting pot di emozioni ne decreta il fascino globale

 

Courchevel, Francia

Definito dal Guardian come "luogo delle orge gastronomiche", Courchevel non è solo neve, baite e sport invernali, ma la meta ideale per godere dell'Alpine-chic. Costoso ed esclusivo, ma incredibile!

 

Bretagna, Francia

Cucina di mare assolutamente fantastica, ma anche sidro e crepes, tra le prelibatezze della Bretagna. Un "idillio rurale" che non passerà inascoltato agli amanti del relax

 

Marocco

Il grande mercato delle spezie di Marrakech, le dune desertiche, ma anche il mare e le strutture monarchiche di Rabat. Sapori e profumi d'Africa e d'Oriente si mescolano in questa terra da scoprire

 

Barbados

Meraviglioso arcipelago caraibico (e non solo perché qui c'è nata Rihanna, la cantante che fa sognare giovani e non solo), le Barbados offrono natura incontaminata, mare e quanto serve per una vita "da turista" (scusate, ci autocitiamo solo ogni tanto!)

 

Svezia

Stoccolma e i colori del Gamla Stan, la modernità non ostentata di Malmo e Goteborg, ma anche diritti civili avanzatissimi, un Welfare che fa invidia a qualsiasi stato occidentale. La Svezia attrae gli inglesi, anche grazie alla sua monarchia "pop", che non fa dimenticare casa.

 

Amsterdam, Paesi Bassi

Recentemente classificatasi al primo posto (al mondo) per qualità dell'offerta gastronomica, Amsterdam ha più e più ragioni per essere considerata un happy place (noi abbiamo un suggerimento in tal senso), tra i quali l'offerta museale, culturale e la vita notturna in genere.

 

Toscana, Italia

Non poteva mancare un richiamo alla "dolce vita toscana", che ha conquistato negli anni Sting, Tony Blair, e tanti John Doe d'Oltremanica, tanto che la zona del Chianti è stata ironicamente rinominata "Chiantishire" alla pari di una contea inglese. Vino, arte, natura. What else?

 

Porto, Portogallo

Lontani dal fascino "popular" di Lisbona, Porto ha da offrire un clima piacevole, una vita culturale assolutamente paragonabile a quella delle grandi capitali, oltre a una cucina eccezionale. Il Portogallo più tradizionale, e anche più economico

 

Dublino, Irlanda

"Il fascino del proibito", si potrebbe pensare. Eppure, Dublino continua a essere una sorta di Londra-bis, un luogo affascinante dove riecheggiano i poemi di Joyce tra fiumi di ottima birra e musei e monumenti vari

 

Hong Kong

Un pizzico di Regno Unito in Asia, Hong Kong è una meta internazionale nel vero senso della parola, oltre che essere una sorta di "Expo dei grattacieli", luminosa e tutta da scoprire, anche nel suo quartiere britannico.

 

Budapest, Ungheria

Goulash e monumenti, fiumi e vino di qualità. Budapest è la "nuova Parigi", o meglio si avvicina molto al fascino della capitale parigina, della quale condivide molte cose. Non i prezzi però, che qui sono molto, molto più bassi.

 

Baviera, Germania

Amatissima dagli inglesi, così come dagli italiani, la Baviera è la Germania che non sembra Germania. Natura, colori, accoglienza amichevole e scenari incredibili, tra i quali spicca, ovviamente, il Castello di Neuschwanstein, una delle "meraviglie mancate" del mondo moderno.

 

Cipro

Se Limassol vi dice qualcosa, allora avete già un'idea di perché Cipro potrebbe essere il vostro "next stop". Cultura marittima, cucina deliziosa e ricercata, e tutto il fascino di un mare che ha pochi eguali nel mondo.

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