Il lavoro vi rende nervosi e stressati, la vostra combriccola di amici vi annoia e siete stanchi dei pranzi forzati con la famiglia, anche quando il vostro desiderio più recondito sarebbe quello di respirare aria pura e limpida, lontani da tutto e tutti? Allora, viaggiare da soli potrebbe essere la soluzione migliore.

I viaggi in solitaria, infatti, garantiscono - a patto di non essere spaventati dall'idea di incamminarsi tra strade e sentieri anche lontani senza alcuna compagnia se non quella del nostro mega-zaino - un'esperienza assolutamente bellissima, che ci permetterà di rientrare in contatto con noi stessi, oltre a scoprire luoghi magnifici.

 

 

Giappone

Meta moderna e avanzatissima, ma anche tradizionale e tradizionalista, il Giappone è uno dei paesi che meglio si presta per un tour on the road in solitaria. Viaggiare da soli in Giappone, magari seguendo un percordo nord-sud o viceversa. Partite da Kagoshima, armati di un bagaglio efficiente che includa abiti da usare "a strati", dotazioni di sicurezza, medicine e una buona mappa del paese, e dirigetevi verso Fukuoka, prima di lasciare l'isola di Kyushu verso quella di Honshu, la più grande, dove si trovano, procedendo dal meridione al settentrione, Hiroshima, Osaka, Nagoya, Yokohama e la capitale Tokyo. Visitate anche Sendai e Aomori, prima di imbarcarvi verso Hokkaido, la più settentrionale delle isole giapponesi. Qui potrete scoprire le bellezze naturali dell'isola, fermarvi a Sapporo e concludere il vostro viaggio a Capo Soya, il punto più a nord del Giappone, una sorta di Capo Nord in versione orientale.

 

Australia

Forse il viaggio più "estremo" tra quelli proposti, il tour dell'Australia è uno dei più gettonati per coloro che vogliono viaggiare da soli. Noi di Vita da Turista vogliamo "evitarvi" la faticosa e poco consigliabile traversata nord-sud passando per il deserto e Alice Springs, non perché priva di fascino, tutt'altro, ma perché vogliamo focalizzare l'attenzione e lo sguardo su una rotta che tocchi l'oceano e le città più importanti. Giunti in aereo (da Dubai o Singapore, a seconda delle scelte) a Perth, avamposto dei viaggi nello Stato-continente, si parte (dotati di moto o automobile, la percorrenza a piedi è sicuramente da sconsigliare per le enormi distanze da percorrere) diretti verso est, passando per le belle riserve naturali di Nullarbor e Yellabinna, e giungendo dopo un migliaio di chilometri ad Adelaide, posta sull'oceano e di fronte la Kangaroo Island. Passando per l'entroterra si giunge a Melbourne, una delle città più grandi e vive dell'Australia, "capitale morale" della città, per poi virare a nord e dirigersi verso quella reale, Canberra, e subito dopo a Sydney. Il viaggio si conclude infine a Brisbane, dopo 5.500 km circa, in un percorso sicuramente affascinante e da scoprire.

 

Thailandia

Ispirandoci al tour che i nostri amici di Sognando la Thailandia hanno appena terminato, possiamo pensare di viaggiare da soli in questo paese del sud-est asiatico che è particolarmente adatto ai viaggi on the road. Qui, però, non ci sono rotte precise o indicazioni che meritano di essere consigliate più di altre, ma solo la fantasia e le idee che balenano nella vostra mente. Generalmente si parte dalla capitale Bangkok, posta al centro-sud del paese, ma nulla vi vieta di iniziare da Phuket, nell'estremo meridione, e risalire la Thailandia verso Tak e Chiang Mai, per poi virare a est verso l'Udon Thani e il Surin, tra paesaggi assolutamente incantevoli e una natura magica. Il pregio della Thailandia non è solo l'economicità dei luoghi, degli alloggi (ma tanti locali sono pronti ad ospitarvi anche a costo zero) e della gastronomia locale, ricca e variegata, ma anche la libertà che ispira e il sentimento che produce negli occhi dei visitatori.

 

Stati Uniti

Route 66? Sì, ma non solo. Quasi un cliché, il viaggiare da soli negli Stati Uniti d'America è l'esperienza più bella per chi vuole scoprire panorami apparentemente lontanissimi, mari e montagne, deserti e parchi naturali vasti come tutta l'Italia (o anche di più). Gli USA possono essere percorsi in tutti i versi, ma certo il viaggio classico è da est ad ovest, seguendo le orme dei pionieri. Fissata New York (o Washington, o anche Boston) come città di partenza, si possono seguire tre direttrici: quella settentrionale, quella centrale e quella meridionale. Viaggiando verso nord si può ammirare la zona più verde d'America, passando per le cascate del Niagara e toccando città storiche come Detroit e Chicago, toccando Minneapolis e poi immergersi tra Montana e Washington prima di arrivare a Portland e Seattle, avamposti del nord USA. Al centro si può scoprire la tradizione maggiore e lo "zoccolo" americano, tra St. Louis e Kansas City, deviando poi per Denver e Las Vegas in direzione California. Al sud, invece, terra di contrasti e contaminazioni etniche, ma anche della magnifica musica country (il Tennessee e Nashville sono tappe obbligatorie per gli amanti del genere) si possono toccare Atlanta, Dallas e Albuquerque, prima di ricongiungersi al sentiero centrale e fermarsi a San Francisco, la città libera e multietnica, e Los Angeles, casa delle star hollywoodiane.

Negli ultimi anni il fenomeno del turismo collegato ai festival musicali ha preso notevoltemente piede sia in Italia che nel resto del mondo, influenzando la scelta della destinazione delle vacanze.

Noi di Vita da Turista vi riportiamo i tre festival musical più cool dell’estate 2015, con novità, ospiti sensazionali ed eventi live di interesse mondiale. Chissà se riusciremo a influenzare anche voi.

 

 

Sziget Festival (Ungheria)

Festival musicale presente dal 1993 che si svolge a Budapest sulla Óbudai-sziget, ossia “isola della vecchia Buda” sul Danubio. Nato come festival per musicisti ungheresi emergenti, negli anni ha richiamato l’attenzione da parte degli artisti internazionali, migliorando sempre più il suo cast artistico. Di solito si svolge la seconda settimana di Agosto e dura una settimana. Lo Sziget è entrato da anni nella hall of fame dei concerti proprio perchè vanta una sessantina di palcoscenici e innumerevoli eventi live, quali dj sets, esibizioni circensi, e proiezioni cinematografiche che accompagnano le giornate dedicate alla musica, in un’atmosfera suggestiva alle rive del Danubio. Tra gli italiani che si sono esibiti sul palco dello Sziget ricordiamo Caparezza, gli Afterhours, Roy Paci e Jovanotti. L'estate 2015 vanta un parterre musicale di tutto rispetto come Robbie Williams, Florence and the Machine, i Gogol Bordello, Passenger e Jamie Woon.

Per organizzare il tuo viaggio: Sito Ufficiale Sziget Festival

 

Isle of Wight Festival (Gran Bretagna)

Ambientato "nell’isola di chi ha degli occhi il blu della gioventù” è un festival musicale figlio della contestazione giovanile che si tenne per la prima volta nel 1968, con  un concerto dei Jefferson Airplane, vantando la partecipazione di 10.000 persone. Questo festival vanta l’ultima esibizione di Jimi Hendrix prima della sua morte e dell’ultima apparizione dei Doors con Jim Morrison, e allo stesso tempo determinò il fallimento di tale evento, in quanto in pochi pagarono il biglietto (che all’epoca era di 3 sterline per tutta la durata del festival, due giorni). Tornato in auge nel 2002, si svolge nel mese di Giugno e vanta la presenza di artisti di fama internazionale, come i Coldplay e David Bowie. Quest’anno ci saranno The Prodigy, il dj set targato Groove Armada e Suzanne Vega.

Per maggiori info: Sito Ufficiale Isle of Wight Festival

 

Lucca Summer Festival (Italia)

Nato nel 1998 è una manifestazione musicale tutta italiana ma dal sapore internazionale. Si svolge nella citttà di Lucca e i palcoscenici vengono posti all’interno delle mura della città, in Piazza Napoleone, Piazza San Martino e Piazza dell’Anfiteatro, garantendo un’atmosfera musicale suggestiva. Il Festival lucchese ha ospitato artisti di fama nota come Bob Dylan, Elton John e Ennio Morricone. L’estate 2015 toscana riserva la presenza di Paolo Nutini, Billy Idol, Robbie Williams e John Legend. Se vuoi saperne di più: Sito Ufficiale del Lucca Summer Festival

 

Coachella Valley Music and Arts Festival (Stati Uniti)

E per i viaggiatori d’oltreoceano presentiamo la manifestazione musicale che si svolge annualmente alla fine di Aprile in California, nota per essere un evento lancio di novità nel campo dell’elettronica e di musica alternative in generale. Nel 1999 la prima edizione, che comunque ebbe scarso successo, ma nel 2001 il Coachella Festival ha deciso di ripartire, crescendo in fama. Quest’anno il palcoscenico statunitense vibrerà con gli AC/DC, i Kasabian e Caribou. Per maggiori info: Sito Ufficiale del Coachella Festival

 

Ti abbiamo convinto abbastanza?

Un articolo per i turisti sportivi, che non rinunciano all’attività fisica nemmeno in vacanza. E soprattutto un articolo pensato per gli amanti della bici, perché noi di Vita da Turista vi vogliamo mostrare cinque piste ciclabili in giro per il mondo che sono assolutamente da record, sia per la loro lunghezza che per i meravigliosi paesaggi che attraversano.

 

La Great Divide Mountain Bike Route in America

È la più grande degli Stati Uniti: con i suoi 4418 km unisce il Canada e gli Stati Uniti, ed è considerato il più lungo del mondo.

Il percorso parte dalla località canadese di Banff, nella regione dell’Alberta, e arriva ad Antelope Wells, nello stato americano del New Mexico e attraversa paesaggi di bellezza assoluta. Preparatevi a pedalare ai piedi alle maestose Montagne Rocciose attraversando laghi e boschi da fiaba, praterie e persino aree desertiche, oltre che alcuni dei maggiori e più noti parchi americani quali il Glacier e lo Yellowstone.

 

 

La Munda Biddi Trail in Australia

Più di 965 km che si snodano attraverso paesaggi che hanno reso l’Australia un posto da cartolina famoso in ogni angolo del mondo: questi i numeri del Munda Biddi Trail, il percorso che conduce attraverso impressionanti foreste, valli suggestive e verdissime e cittadine dall’aspetto tradizionale e caratteristico. Non è un caso se, in lingua aborigena, il nome di questo percorso vuol dire sentiero nella foresta!

La Munda Biddi Trail attraversa le aree più belle della parte meridionale dell’Australia, partendo dalla città di Perth.

 

 

Lo Shimanami Kaido in Giappone

Lo Shimanami Kaido in Giappone è un percorso ciclabile che, pur non essendo lunghissimo (in quanto misura circa 60 km), è davvero da sogno e rappresenta una tappa rinomata per tutti gli appassionati di cicloturismo. Collega le isole giapponesi di Honshu e Shikoku nel mar Seto ed è un percorso attrezzatissimo che nasce come autostrada, ma che è fiancheggiato da corsie ciclabili laterali che permettono di usare anche la bici in tutta sicurezza.

Partendo dal pittoresco porto di Onimichi, località nota per i suoi templi antichi, vi conduce attraverso piccoli e caratteristici villaggi di pescatori, colline di ciliegi in fiore e le acque del mare.

 

 

Il percorso da Land’s End a John o’ Groats

Land’s End e John o’ Groats sono i due punti estremi della Gran Bretagna, che attraversa l’isola per 1609 km. Si parte dalla Cornovaglia, il punto più meridionale del Paese, e si conclude in Scozia, a John O’Groats che è tradizionalmente considerato il suo punto più settentrionale.

Con la sua notevole lunghezza e con il paesaggio che attraversa, questo percorso nel corso del tempo è stato considerato dagli inglesi (e non solo) il corrispettivo britannico del coast to coast americano. Percorrendola potete ammirare la natura britannica in tutto il suo splendore, una natura che vi regala le cime dei monti del Devon, le verdi distese del Galles e la regione montuosa delle Highlands scozzesi.

 

 

Il Percorso delle Grandi Alpi in Francia

La strada delle Grandi Alpi è il percorso lungo più di 400 km che parte da Mentone, nel cuore delle Alpi Marittime, portando fino all’Alta Savoia. Da sempre scenario del Tour de France, è un circuito da non perdere per tutti gli amanti della manifestazione ciclistica. Rappresenta, inoltre, la sfida leggendaria di tutti gli appassionati del mondo del ciclismo. Di certo non si tratta di un percorso semplice, ma la fatica viene sempre ripagata dalla bellezza dei paesaggi che offre: attraversando passi impressionanti, che in certi casi superano i 2000 metri sul livello del mare, ci si trova davanti a delle viste mozzafiato. Una su tutte il Passo dell'Iseran, il più alto dell’arco alpino con i suoi 2770 metri sul livello del mare.

 

AirBnb ormai ci ha abituati proprio a tutto. Case sugli alberi, come moderni baroni Rampanti, castelli sperduti chissà dove e ricoveri all’interno degli igloo, insomma, dormire in maniera assolutamente unica e non convenzionale.

Alla base di tutto questo la nota idea di turismo esperienziale, che ormai conosciamo molto bene. Che sia tre metri sopra al cielo, o tre gradi sotto zero, l’importante è condividere esperienze. Ma, avete mai pensato di dormire all’interno di un’automobile, e farlo nel miglior lusso possibile? Un’idea bizzarra, non c’è dubbio.

 

 

Allora, partiamo dal principio. Il proprietario di questo modello viene da Phoenix, in Arizona. L’automobile in questione è una Tesla, un gioiello ingegneristico della modica cifra di 104 mila euro. A trasformarla in hotel è stata l’idea del suo bislacco proprietario. Come? Innanzitutto la base: un materassino al suo interno. Poi i bisogni primari: il bagno (disponibile nella cucina attigua al garage dove è sistemata l’automobile), e una piccola tv alimentata a batteria (che essendo la macchina elettrica gli ospiti non rischieranno di essere inquinati al monossido di carbonio). Ah, dimenticavano: sono disponibili anche due candele per creare la giusta atmosfera.

A quanto tutto questo? 350 euro a notte. Unici due vincoli: non fumare (ma questo, si sa, è una normativa che se mai si allinea ai parametri internazionali) e lasciare l’”albergo” alle 8 del mattino, quando il suo proprietario prenderà l’automobile per andare a lavoro.

Due domande sorgono spontanee. La prima: qual è il collegamento tra una persona che spende migliaia di dollari per un’automobile extra lusso e poi sente il bisogno di affittare la stessa per andare a lavoro? La seconda: spendereste mai 350 euro per dormire all’interno di un bagagliaio? Quanto è più comodo un ostello dai letti a castello, anche a prezzi più contenuti, o un qualsiasi albergo o B&B che sia? Se, comunque, volete provare l'esperienza, eccovi il link al profilo Airbnb dell'albergatore "sui generis" di Phoenix.

L’offerta di oggi propone un interessante tour "esotico", ovvero tra gli Stati Uniti d’America e il Canada. Avete sempre sognato di visitare questi due paesi in "bundle"? Ecco la proposta che stavate aspettando con ansia.

Si tratta di un pacchetto di ben nove giorni che comprende volo, colazione e tutti i trasporti interni. Le tappe? Montreal, Boston, Quebec City (patrimonio dell’Umanità riconosciuto dall’UNESCO), New York (non avete mai sognato di prendere un traghetto fino a Ellis Island con la sua Statua della Libertà?), e Philadelphia (anche chiamata “La Città dell’Amore Fraterno”, ma certo più conosciuta per la "scalinata di Rocky"), l’austera Washington, con i palazzi del potere che avrete imparato a conoscere e apprezzare nelle serie TV americane.

 

 

Non ne avete ancora abbastanza? Il tour continua con le Cascate del Niagara per finire con la futuristica Toronto (con la sua altissima CN Tower) e la piacevole e più a misura d'uomo Ottawa, nella quale scoprire Parliament Hill e il Museo dell'Aviazione.

Pensate che tutto questo vi verrà a costare un patrimonio? Ebbene, con la somma decisamente valida di 1199 euro a persona (con partenza da Amsterdam o Zurigo) potrete assicurarvi tutto il divertimento, dalle stelle e strisce alle foglie d'acero.

Tutti i dettagli li trovate qui. Ready, set, go (ah, e non dimenticate di chiedere il visto)!

Empire State Building, Chrysler Building? Inchinatevi di fronte all'Obelisco! Al 432 di Park Avenue, una delle location più celebri di New York, proseguono senza sosta i lavori di realizzazione di quello che è già il grattacielo più alto della città e di tutto il mondo Occidentale, anche più alto della Freedom Tower che ha segnato la rinascita del World Trade Center dopo il terribile attentato dell'11 settembre 2001, quando le Twin Towers, fino ad allora gli edifici più alti della Grande Mela, crollarono sotto i colpi del terrorismo.

Il grattacielo, il cui nome ufficiale è quello dell'indirizzo nel quale si trova, 432 Park Avenue, si presenta agli occhi attoniti dei passanti come una costruzione estremamente lineare, semplice, con le centinaia di finestre che sembrano essere l'unico elemento distintivo degno di nota. Quasi un ritorno alla tradizione, si potrebbe dire, mentre nel resto della città e del mondo sorgono edifici dalle forme più disparate, dal tondo alla scheggia di vetro, dal curvilineo al cuspidato.

 

 

L'Obelisco, con i suoi 425,50 metri (l'altezza finale sarà ancora maggiore, considerata l'antenna che verrà montata in cima), è costituito da 96 piani e ospita 104 appartamenti. Chi volesse acquistarne uno dovrà sborsare una cifra compresa tra i 13 e i 75 milioni di euro; niente da fare, invece, per l'attico che è già stato venduto alla cifra record di 95 milioni di euro.

Insieme agli edifici del nuovo World Trade Center (chiamati One, Two, Three, Four, Five e Seven) che vanno da 417 a 288 metri, allo One57 e al 1717 Broadway, il più alto hotel dell'emisfero occidentale, l'Obelisco contribuirà a ridisegnare lo skyline di New York, una città che ha fatto della propensione verticale un biglietto da visita sin dal 1909, quando venne inaugurata la Metropolitan Life Tower, alta 213 metri, e che per quattro anni fu il grattacielo più alto al mondo. Il 432 Park Avenue ha superato di 8,53 metri la Freedom Tower, che si attesta a 417 metri, che diventano 541,33 metri con l'antenna (1776 piedi, come l'anno nel quale, il 4 luglio, gli Stati Uniti proclamarono la loro Indipendenza dal Regno Unito). Certo, data la concorrenza asiatica neppure l'Obelisco riuscirà a riportare la città sul tetto del mondo, ma sarà sicuramente un'opera di carattere, così come intesa dal suo progettista, l'architetto uruguaiano Rafael Viñoly Beceiro, archistar che ha collezionato progetti in tutto il mondo, improntati a linee morbide e decise, ma senza eccessi particolari.

 

 

San Francisco è una delle città più amate d'America, con i suoi quartieri unici, come il Castro, e i panorami che spaziano verso l'infinità dell'Oceano Atlantico. E, neanche a dirlo, per le atmosfere suggestive di Alcatraz.

La storica prigione di massima sicurezza, costruita nell'Ottocento su un isolotto al largo della città, è stata sottoposta negli ultimi anni a un grande lavoro di restauro, costato ben 3 milioni di dollari, e portato avanti dal National Park Service, l'ente governativo che si occupa della cura dei parchi e del patrimonio culturale statunitense.

La mission di questo restauro è stata ripartita su più fronti: innanzitutto, rendere Alcatraz antisismica, essendo la zona di San Francisco, come tutta la California, a fortissimo rischio sismico; dunque, in caso di scosse, certo non eccessivamente forti, la struttura non avrà più da temere, e potrà continuare ad essere liberamente visitabile.

 

 

Inoltre, un ammodernamento delle strutture turistiche, che renderà più facile l'arrivo e la permanenza ad Alcatraz, e una riscoperta delle strutture originarie, che ha permesso ad esempio, nella Zona Est, di rendere nuovamente visibile la scritta Alcatraces Island 1857, che ricorda l'originale nome dell'isoletta-prigione.

Tra le altre zone di Alcatraz che sono state interessate da questi restauri - i più importanti dal 1973, anno di apertura al pubblico, dopo che per oltre un secolo aveva servito da prigione statale e federale - la biblioteca e la scuola; in ognuna delle strutture è stato predisposto un intervento specifico, dalla semplice ripulitura, al rifacimento delle facciate e delle mura interne, fino alla ricostruzione dei tetti.

La stabilizzazione antisismica, invece, ha riguardato la cosiddetta Casa delle Guardie, l'edificio che ospitava le guardie carcerarie, e che è stato fortemente modificato nelle parti interne affinché mantenesse la sua originalità, senza alterazioni significative, ma resistendo ad eventuali, forti scosse di terremoto.

 

Vi hanno insegnato che il luogo migliore al mondo dove prender moglie (o marito) è Las Vegas: divertimento, nozze lampo e le innumerevoli soprese di una città chè è un luna park aperto ventiquattr’ore al giorno.

Il tour operator Kuoni ha stilato una classifica dei luoghi che sarebbero al top delle preferenze per chi decide di pronunciare il fatidico si. A gran sorpresa l’Italia non è nella top ten delle preferite dai viaggiatori, ma dietro questa scelta ci sono dei precisi motivi chiamiamoli “logistici”: la non-facilità nell’ottenere permessi dal Comune o dall’amministrazione di competenza, la velocità nell’ottenere l’autorizzazione e la pubblicazione delle graduatorie.

Non che in Italia manchino castelli, dimore storiche e sale comunali di tutto rispetto (avete mai pensato quanto sia bello sposarsi al Campidoglio?), ma la lentezza burocratica è per noi un handicap, chiamiamolo così. Motivo per cui, il Belpaese è il luogo migliore dove volare in viaggio di nozze, non lo è per la cerimonia.

Ecco dunque la classifica (o almeno, le prime posizioni) dei luoghi preferiti dai futuri sposi di tutto il mondo.

 

 

Mauritius

È al primo posto della classifica dei viaggiatori. Il motivo? Chilometri di spiagge bianche e la velocità nell’ottenere permessi e disbrighi delle pratiche burocratiche. La gentilezza e l’ospitalità degli abitanti di questo arcipelago dell’Oceano Indiano fanno il resto.

 

Stati Uniti d’America

Non poteva mancare l’America tra le prime posizioni. Le migliori città sono ovviamente la Grande Mela (le nozze sul novantesimo piano di un hotel è qualcosa che è sempre molto cool), e Las Vegas. In quest’ultimo caso vi consigliamo l’Hotel Bellagio. Con le sue spettacolari fontane a giochi d’acqua (e il lusso sfrenato delle sue suites), sarà il meglio cui potrete ambire.

 

Sri Lanka

Per ben otto anni questo stato ha detenuto lo scettro del primo posto in classifica. Le migliori spiagge dove dire il fatidico si? Pasikuda e Kalkuda, dalla sabbia color borotalco. Ma anche Nilaveli Beach e Uppaveli.

 

Emirati Arabi Uniti

Sarà perché il trend ormai privilegia le strutture superlusso e le boutique alla moda, sarà perché dopo il sì potrete unire la spiaggia, una sciata in montagna (il centro commerciale The Mall di Dubai ha una pista da sci incorporata), e una gita nel deserto. Abu Dabhi e Dubai fanno tris e non solo.

Una settimana fa esatta è stato lanciato il portale Very Bello che, per quanti di voi siano rimasti attratti da notizie di maggiore rilievo, è un sito creato dal Governo con l'intento di facilitare la diffusione della proposta turistica italiana in vista dell’Expo di Milano.

Al di là delle critiche fatte (che su Facebook e Twitter hanno letteralmente infiammato la rete), una cosa è certa: l’idea del portale è nata mettendosi dall’altro punto di vista. Very Bello è l’Italia come la vedono gli americani, quella dell’ “itanglese”(very-bello, appunto), delle “fettuccini Alfredo”, e degli “Spaghetti alla Bolognesa”. Insomma, un miscuglio eterogeneo, multilinguistico e certamente carente in fatto di conoscenza dell'Italia quella vera.

 

 

Proprio per questa ragione, vogliamo tornare su cosa mangiano i nostri cugini di terzo grado all’estero, che fa rima con cosa voi dovrete evitare qualora andiate in vacanza da quelle parti. Negli Stati Uniti, infatti, esiste una tradizione tutta “americana”, che viene spacciata come italiana. Si tratta della Festa dei Sette Pesci. Non ne avevate mai sentito parlare, vero? Neanche noi. In sostanza è una ripresa della nostra tradizione della Vigilia di Natale dell'astenersi dal mangiare carne, preferendo il pesce che già dagli antichi romani era considerato un alimento di buon augurio e pertanto omaggio al Bambino che sta per nascere. La Festa dei Sette Pesci sembra abbia avuto origine nel Sud Italia, in Sicilia e decalogo vuole che è d’obbligo mangiare almeno sette piatti a base di pesce.

Si sa, agli Americani piace sempre strafare, e oggi la Feast of Seven Fishes ha visto triplicate le pietanze, che possono arrivare fino a 21 portate (bisogna sempre rispettare il multiplo di sette, altrimenti nulla!). Il menù? Non devono mai mancare i calamari, l’anguilla e il baccalà (i pesci “poveri” della nostra tradizione culinaria), le cozze e le vongole (servite con la pasta), i gamberi e un grosso pesce arrostito (cernia o dentice). Si possono aggiungere acciughe, sardine, merluzzo, polpo, gamberetti, ostriche e capesante.

Direte voi: ma sono tutti pesci buonissimi! E in effetti è così, ma tenete in dovuta considerazione il gusto tutto americano di condire (e condire anche troppo) i cibi, e considerate la quantità delle portate, e capirete perché anche i protagonisti del banchetto dei Sette Pesci rientrano tra i cibi italiani da evitare all'estero!

Dovete richiedere il visto americano per recarvi negli Stati Uniti e non sapete come fare? Siete già disperati all'idea di lunghe file all'ambasciata di Roma o ai consolati sparsi nelle grandi città italiane? Passerete negli USA solo per recarvi in una destinazione terza e pensate di non dover fare il visto in ogni caso? Ecco l'articolo adatto per chiarirvi le idee, e non farvi guardare al visto americano come a un confine invalicabile.

 

 

Dopo gli attentati terroristici del 2001, e in un clima di generale preoccupazione, gli Stati Uniti hanno rafforzato le procedure di controllo degli ingressi sul proprio territorio. Attualmente, per i turisti che richiedono il visto americano, è previsto un programma accelerato, chiamato ESTA, Electronic System for Travel Authorization, che si svolge interamente online; tramite l'ESTA, coloro che decidono di recarsi negli USA per soli motivi turistici, e per un periodo non superiore a novanta giorni, possono richiedere l'autorizzazione ad entrare sul suolo americano, rispondendo a una serie di domande standard, fornendo i propri dati personali e pagando una tassa di elaborazione della domanda di qualche decina di dollari.

Il programma ESTA di autorizzazione al viaggio, insomma, costituisce una sorta di visto americano "virtuale", ed è accessibile ai soli possessori del passaporto elettronico, ovvero tutti i passaporti emessi in Italia a partire dal 26 ottobre 2006 (tenendo conto che i passaporti hanno durata di dieci anni, è molto probabile che anche il passaporto in vostro possesso sia di questo tipo).

Coloro che invece vogliano richiedere un visto americano per motivi di studio, dovranno necessariamente recarsi in ambasciata o presso i consolati (Milano, Firenze e Napoli), e presentare la domanda di visto F-1 o M-1, che non da diritto allo status di "immigrato regolare", ma di cittadino estero residente; queste domande sono spesso subordinate alla presentazione di documenti che comprovino la capacità economica dello studente, la sua accettazione in qualsiasi università o college americano che sia approvato dalle autorità, e per questo motivo anche dalla residenza in un luogo certo.

Per chi, infine, richiede il visto americano per motivi di lavoro, la procedura è simile: presentazione del modulo DS-160, della ricevuta di pagamento della tassa di elaborazione della domanda, oltre che del passaporto. In questo caso, le domande sono divise per tipologia di lavoro (qualificato, non qualificato, altamente specializzato etc.), e non sempre l'elaborazione è sinonimo di accettazione, specie se incorrono alcuni problemi burocratici.

Discorso diverso per la Green Card, detta anche Permanent Resident Card. Con questo documento, infatti, il cittadino straniero viene regolarizzato, e può rimanere negli Stati Uniti d'America senza limiti di tempo e, dopo cinque anni, fare l'esame per la cittadinanza americana. La Green Card può essere richiesta partecipando alla Lotteria, ovvero l'assegnazione di una delle 50.000 card annuali; la partecipazione, anche in quest'ultimo caso, è subordinata alla soddisfazione di diversi criteri, come la provenienza da paesi "sicuri" (l'Italia rientra tra questi), il possesso di un diploma di scuola superiore e l'aver lavorato per almeno due degli ultimi cinque anni in una posizione che richiede una certa professionalità.

Per ulteriori informazioni, chiarimenti e per avviare le eventuali richieste, potete consultare il sito della Missione Diplomatica Statunitense in Italia, tutto in italiano, attraverso il quale si accede a molti dei servizi di cui abbiamo parlato in questo articolo.

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