Arrivo al JFK, che confusione! Finalmente negli USA dov'è nato mio padre, è un sogno! Per fortuna le mie cugine mi vengono a prendere: parlo pochissimo e male l'inglese.

 

Numero Viaggiatori: 1

Data di partenza: 04/07/1974

Durata: 40 giorni

Luoghi: Orlando, Toronto

 

Descrizione del viaggio:

Mi fanno capire che ci stanno aspettando per una "shawer" ed io penso che giustamente mi devo fare una doccia. NO, mia cugina si sposerà alla fine di agosto e dobbiamo partecipare ad una festa. Boh! Comunque partecipiamo e io, stanca com'ero, presto saluto e vado a "nanna". La mattina dopo si parte per Niagara Falls. Uscendo da NYC vedo un ponte che scambio subito per quello di Brooklyn. Poi riesco a capire che è quello Da Verrazzano. Mi sento come Totò e Peppino a Milano.

Dopo un po' di ore di viaggio arriviamo. Uno spettacolo mai immaginato. Mi fanno vedere le cascate in tutte le angolazioni: sotto, sopra, a destra, a sinistra... la sera stessa si riparte ma troppo stanchi ci fermiamo in un motel. Finalmente a casa, di mio zio ovviamente. Mi sembra di vivere in un film, casa bassa tipo cottage, giardino intorno. Si cammina scalzi perché hanno la moquette.

Qualche giorno dopo si riparte per visitare la Florida. 21 ore di viaggio in macchina, ovviamente ci fermiamo a dormire. Arrivate in Florida il caldo è talmente afoso che Roma in estate sembra freschissima, i sandali di gomma si sciolgono sull'asfalto. Ovviamente mi portano a Disney World, poi Cape Canaveral, Daytona Beach. Io devo essere sembrata scesa dalla montagna del sapone: tutto mi sembrava meraviglioso.

A novembre torno negli USA con mio marito e abbiamo programmato di fare lo stesso giro. Forse sarà un po' faticoso visto che sono passati quasi 40 anni! Spero che mio marito sarà entusiasta come lo sono stata io.

Dovete richiedere il visto americano per recarvi negli Stati Uniti e non sapete come fare? Siete già disperati all'idea di lunghe file all'ambasciata di Roma o ai consolati sparsi nelle grandi città italiane? Passerete negli USA solo per recarvi in una destinazione terza e pensate di non dover fare il visto in ogni caso? Ecco l'articolo adatto per chiarirvi le idee, e non farvi guardare al visto americano come a un confine invalicabile.

 

 

Dopo gli attentati terroristici del 2001, e in un clima di generale preoccupazione, gli Stati Uniti hanno rafforzato le procedure di controllo degli ingressi sul proprio territorio. Attualmente, per i turisti che richiedono il visto americano, è previsto un programma accelerato, chiamato ESTA, Electronic System for Travel Authorization, che si svolge interamente online; tramite l'ESTA, coloro che decidono di recarsi negli USA per soli motivi turistici, e per un periodo non superiore a novanta giorni, possono richiedere l'autorizzazione ad entrare sul suolo americano, rispondendo a una serie di domande standard, fornendo i propri dati personali e pagando una tassa di elaborazione della domanda di qualche decina di dollari.

Il programma ESTA di autorizzazione al viaggio, insomma, costituisce una sorta di visto americano "virtuale", ed è accessibile ai soli possessori del passaporto elettronico, ovvero tutti i passaporti emessi in Italia a partire dal 26 ottobre 2006 (tenendo conto che i passaporti hanno durata di dieci anni, è molto probabile che anche il passaporto in vostro possesso sia di questo tipo).

Coloro che invece vogliano richiedere un visto americano per motivi di studio, dovranno necessariamente recarsi in ambasciata o presso i consolati (Milano, Firenze e Napoli), e presentare la domanda di visto F-1 o M-1, che non da diritto allo status di "immigrato regolare", ma di cittadino estero residente; queste domande sono spesso subordinate alla presentazione di documenti che comprovino la capacità economica dello studente, la sua accettazione in qualsiasi università o college americano che sia approvato dalle autorità, e per questo motivo anche dalla residenza in un luogo certo.

Per chi, infine, richiede il visto americano per motivi di lavoro, la procedura è simile: presentazione del modulo DS-160, della ricevuta di pagamento della tassa di elaborazione della domanda, oltre che del passaporto. In questo caso, le domande sono divise per tipologia di lavoro (qualificato, non qualificato, altamente specializzato etc.), e non sempre l'elaborazione è sinonimo di accettazione, specie se incorrono alcuni problemi burocratici.

Discorso diverso per la Green Card, detta anche Permanent Resident Card. Con questo documento, infatti, il cittadino straniero viene regolarizzato, e può rimanere negli Stati Uniti d'America senza limiti di tempo e, dopo cinque anni, fare l'esame per la cittadinanza americana. La Green Card può essere richiesta partecipando alla Lotteria, ovvero l'assegnazione di una delle 50.000 card annuali; la partecipazione, anche in quest'ultimo caso, è subordinata alla soddisfazione di diversi criteri, come la provenienza da paesi "sicuri" (l'Italia rientra tra questi), il possesso di un diploma di scuola superiore e l'aver lavorato per almeno due degli ultimi cinque anni in una posizione che richiede una certa professionalità.

Per ulteriori informazioni, chiarimenti e per avviare le eventuali richieste, potete consultare il sito della Missione Diplomatica Statunitense in Italia, tutto in italiano, attraverso il quale si accede a molti dei servizi di cui abbiamo parlato in questo articolo.

Campo base a Washington, breve puntata di tre giorni ad Orlando, discesa in macchina lungo la Florida fino a Key West, riposino di 6 giorni a Miami e fuochi d'artificio finali sul Potomac per l'Indipendence Day.

 

Numero Viaggiatori: 3

Data di partenza: 16/06/2011

Durata: gg 20

Luoghi: Key West, Miami, Orlando, Washington

 

Descrizione del viaggio:

A Washington c'è un nipotino in arrivo! Quale migliore occasione per fare una capatina negli States? Peraltro ad Orlando hanno appena aperto la sezione dedicata a Harry Potter nel parco Isle of Adventures della Universal, e con una macchina in affitto si potrebbe fare quel giretto della Florida che meditavamo da tempo. Certo, il periodo non è l'ideale per i voli aerei, visto che tra la fine di giugno e la metà di luglio in Florida si scatenano gli uragani, ma con un pochino di ottimismo e di "buena suerte" siamo riusciti a fare il nostro viaggio senza troppi inconvenienti.

In fondo l'uragano che oscurava il golfo del Messico mentre discendevamo verso Key West è stato così buono da dirigersi altrove, ad Orlando il tempo è stato magnifico e Miami è bella con qualsiasi tempo, anche con i temporali che si scatenano a suono di folgori sulla baia. Sulle strade americane sembra di vivere in un riassunto dei film più famosi, mentre ti passano accanto TIR giganteschi, frotte di Harley e MobilHome gigantesche trainate da macchine altrettanto lunghe.

Inoltre non bisogna di certo avere paura di morire di fame: si mangia bene nei piccoli ristoranti dei camionisti o nei grandi centri commerciali, anche se l'hamburger migliore l'abbiamo trovato a Miami da Burger & Beer, dove chiunque può comporlo in base ai propri gusti e al proprio appetito. Non portatevi troppe cose, meglio viaggiare "leggeri", anche perché sicuramente troverete sul vostro cammino qualche outlet con prezzi stracciati che rimpolperà il vostro bagaglio.

Infine non si può non visitare Washington prima di ripartire, soprattutto per festeggiare il nipotino nel frattempo arrivato con i fantastici fuochi del 4 luglio davanti al Capitol! Buon viaggio!

Una settimana fa esatta è stato lanciato il portale Very Bello che, per quanti di voi siano rimasti attratti da notizie di maggiore rilievo, è un sito creato dal Governo con l'intento di facilitare la diffusione della proposta turistica italiana in vista dell’Expo di Milano.

Al di là delle critiche fatte (che su Facebook e Twitter hanno letteralmente infiammato la rete), una cosa è certa: l’idea del portale è nata mettendosi dall’altro punto di vista. Very Bello è l’Italia come la vedono gli americani, quella dell’ “itanglese”(very-bello, appunto), delle “fettuccini Alfredo”, e degli “Spaghetti alla Bolognesa”. Insomma, un miscuglio eterogeneo, multilinguistico e certamente carente in fatto di conoscenza dell'Italia quella vera.

 

 

Proprio per questa ragione, vogliamo tornare su cosa mangiano i nostri cugini di terzo grado all’estero, che fa rima con cosa voi dovrete evitare qualora andiate in vacanza da quelle parti. Negli Stati Uniti, infatti, esiste una tradizione tutta “americana”, che viene spacciata come italiana. Si tratta della Festa dei Sette Pesci. Non ne avevate mai sentito parlare, vero? Neanche noi. In sostanza è una ripresa della nostra tradizione della Vigilia di Natale dell'astenersi dal mangiare carne, preferendo il pesce che già dagli antichi romani era considerato un alimento di buon augurio e pertanto omaggio al Bambino che sta per nascere. La Festa dei Sette Pesci sembra abbia avuto origine nel Sud Italia, in Sicilia e decalogo vuole che è d’obbligo mangiare almeno sette piatti a base di pesce.

Si sa, agli Americani piace sempre strafare, e oggi la Feast of Seven Fishes ha visto triplicate le pietanze, che possono arrivare fino a 21 portate (bisogna sempre rispettare il multiplo di sette, altrimenti nulla!). Il menù? Non devono mai mancare i calamari, l’anguilla e il baccalà (i pesci “poveri” della nostra tradizione culinaria), le cozze e le vongole (servite con la pasta), i gamberi e un grosso pesce arrostito (cernia o dentice). Si possono aggiungere acciughe, sardine, merluzzo, polpo, gamberetti, ostriche e capesante.

Direte voi: ma sono tutti pesci buonissimi! E in effetti è così, ma tenete in dovuta considerazione il gusto tutto americano di condire (e condire anche troppo) i cibi, e considerate la quantità delle portate, e capirete perché anche i protagonisti del banchetto dei Sette Pesci rientrano tra i cibi italiani da evitare all'estero!

Con questo viaggio terminiamo l'esplorazione della California, iniziata l'anno prima da San Francisco e terminata a Los Angeles. Si parte da una veloce visita di 4 giorni a New York, proseguendo per San Diego e da li risalendo il sud della California, con puntata di 4 giorni a Las Vegas, ritorno e permanenza a Lax per non farci mancare nulla.

 

Numero Viaggiatori: 4

Data di partenza: 01/08/2012

Durata: 1 mese

Luoghi: Las Vegas, Los Angeles, New York, San Diego

 

Descrizione del viaggio:

Ci samo, il solito vuoto allo stomaco che ti prende quando l'areo decolla e siamo in viaggio per la tanto desiderata AmericaGuardo negli occhi mia cognata ... "Il sogno ha inizio"!

Atterriamo a NY e velocemente sbrighiamo le pratiche di dogana, saliamo sul taxi e arriviamo in albergo, doccia e via anche se stanchi morti, sono le 21 ora locale, iniziamo la visita della Grande Mela proprio da Times Square che ci accoglie con le sue sfavillanti e multi colorate insegne. Il giorno dopo di buon mattino caffè e donuts perchè desideriamo rimpizzarci poi con il classico brunch USA. Cartina alla mano ci avviamo a Ground Zero perché per visitarlo occorre prenotarsi e siamo fortunati perché è fissata per le 15.00. Intanto visitiamo Wall Street e il suo famoso toro al quale per scaramanzia tocchiamo le palline!

La visita a Ground Zero è stata carica di tristezza e ne siamo rimasti impressionati. Tutto di NY è immenso e grandioso, anche il mangiare, enormi cotolette di maiale o manzo intinte in salse spettacolari e piccanti oppure classici eggs and bacon, fish and chips e tanto altro, ah già il loro caffè, che adoro, ma attenzione brucia da morire! Il consiglio che mi sento di dare su NY è scarpe comode e mi raccomando una felpa perché l'aria condizionata è terribile! In 4 giorni visitiamo tanto di NY e poi partenza per San Diego e lì inizia il sogno.

I suoi quartieri sono eleganti e raffinati, Seaport Village sulla Big Bay è uno splendido posto dove la magia del mare prende vita, e poi Historic GasLamp Quarter con le storiche lampade a gas dell'epoca, la baia di SD vista dal Monumento Nazionale al Cabrillo e il Faro di Point Loma, suggestivo e visitabile e tutta la zona militare con il suo sterminato cimitero di croci bianche. Non dimenticate Colorado Island di fronte alla città, un'isola con le tipiche villette americane e la vita è come in un film. Fuori SD fate un salto a Old Town San Diego, ricostruzione della città ai tempi del selvaggio west. Un'oasi di natura è il Balboa Park, con lo zoo e una pittoresca stradina dove negozietti che vendono oggetti fatti a mano vi incanteranno, il pavimento è formato da pietre colorate. Con il tram su gomma fatevi il giro del parco. Facciamo una capatina a La Jolla, nella contea di SD, paradiso dei surfisti molto ventosa ma bellissimi panorami.

Lasciamo San Diego e ci incamminiamo verso il deserto di Anza Borreco (140 km da SD), che è una propaggine del complesso formato dai deserti Mojave e Sonora. Suggestivo. Poi ci spingiamo verso Julian, cittadina storica dove tutto deve essere costruito rispettando le origini del luogo, vero west! Attraverso paesaggi maestosi torniamo sulla costa e ci dirigiamo verso Newport che secondo me è il preludio alle spiagge di Los Angeles. Prendiamo il sole e ci riposiamo a Laguna Beach, incantevole cittadina ricchissima di meravigliose spiagge. Rimaniamo a dormire in questo incanto e la mattina dopo partiamo con il nostro fuori strada verso Las Vegas, attraversando 500 chilometri di deserto su una strada lunga e dritta percorsa da centinaia di macchine sotto circa 50°. Facciamo una tappa a Calico, paese fantasma sperduto nel deserto e ci immettiamo nel caos fantasmagorico di Las Vegas.

Là trascorriamo quattro giorni immersi in un caleidoscopio di colori e di fantasia, il Caesar's Palace, il Venethian, il Paris, il New York, il Luxor, dove alloggiamo e tantissimi altri dove si svolgono spettacoli hollywoodiani e poi pranzi e cene a gogò presso i famosi "All You Can Eat" dove spendi max 25 $ e mangi in quantità in tutte le salse. Riprendiamo la strada per Los Angeles, la Città degli Angeli, con i suoi quartieri più famosi, Hollywood, le colline di Beverly Hills dove risiedono i divi più famosi, Venice Beach, che ricostruisce i canali veneziani con la spiaggia "Muscle Beach", dove fanno bella mostra muscolosi atleti, spiagge infinite con palme e lussureggianti vegetazioni e ville incantevoli. A LAX fate attenzione ai quartieri ispanici dove c'è tantissima povertà. Dedichiamo un giorno interno agli "Universal Studios", un grandissimo parco tematico al quale nessuno dovrebbe rinunciare. Passiamo poi una buona e riposante giornata al Griffith Park, dove c'è un interessantissimo osservatorio con una incredibile visione dello skyline di Lax. Mi permettono di visitare la Tomba di Michael Jackson al Forest Lawn Memorial Park, cimitero privato a Glendale, dove sono sepolti i divi americani, la Taylor, Monroe e altri.

Lax è enorme ma i punti di attrazione sono concentrati al suo centro, si mangia con relativamente poco, in tutte le salse, portatevi da bere perché l'acqua costa molto. Vi ricordo ancora felpe e cappelli sia per i luoghi chiusi e l'aria condizionata, che per il sole cocente. La Walk of Fame concentra i suoi punti di interesse vicino al Dolby Theatre (marciapiede con i nomi dei divi), dove c'è la manifestazione della consegna degli Oscar. Il giorno dopo visitiamo Santa Monica e il suo molo con tanto di montagne russe e ruota panoramica e passiamo alcuni giorni sulla spiaggia tra ville stupende, le famose guardie sulle moto da spiaggia e i classici Baywatch. La cittadina è il centro del lusso e del glamour, con negozi di grandi firme. Ricordatevi che la California è la patria degli outlet dove si fanno affarissimi ! Altri giorni tra lo sfarzo di Malibù, che a dire il vero lo vediamo solo sulle colline della costa attraverso ville mozzafiato a picco sul mare.

L'oceano è freddo, molto mosso e pieno di alghe, ma noi abbiamo fatto il bagno con i delfini! Gli ultimi giorni della nostra vacanza li trascorriamo a Santa Barbara, altra caratteristica località di mare, dove il lusso dei campi da golf con i suoi resort ci fa sognare. Le strade sono piene di ville con i caratteristici giardini ed un trionfo di fiori e alberi tropicali. Da voler rimanere a vivere li. Lasciamo LAX stanchi ma pieni di cose meravigliose ancora negli occhi. La conclusione finale è ... visitate la California senza fretta e gustando anche quello che non è famoso. La vita è cara, magari si può risparmiare facendo abbondanti colazioni negli hotel, mangiare parecchia frutta e ricordarsi di portare acqua in quantità perchè li non esistono fontanelle ! Ah se siete fumatori gli americani vi faranno passare la voglia perché a me e mia cognata ci guardavano malissimo e abbiamo fumato molto poco, buon per noi.

BUON VIAGGIO!!

The Cage, la Gabbia! No, non è il teatro di un'arte marziale ma il più famoso tempio dello Street Basket newyorkese. Si trova nel Greenwich Village, a pochi passi dalla Fifht Avenue e dai quartieri più in di South Manhattan!

Quanto il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. E i duri si formano sulla strada, in quello che è uno dei templi dello Street Basket, non solo newyorkese. Due canestri, una rete e tanta voglia di emergere, talenti in erba e grandi appassionati di questo sport si sfidano in partite all'ultimo punto! Schiacciate e triple sono all'ordine del giorno, per la felicità dei passanti! Date un'occhiata a questo video e scoprite lo show del Basketball Made in USA!

 

 

Una leggenda del basket non nasce sul parquet, ma sulla strada, sull'asfalto, nei playground delle grandi città americane. The Cage è solo l'esempio più conosciuto di "playground" metropolitano, uno spazio in cui le sfide sono all'ordine del giorno. Passando da quelle parti, chissà che non vi capiti di scoprire, a vostra insaputa, il futuro MVP (Most Valuable Player) della NBA, il massimo campionato professionistico americano. E non c'è nemmeno bisogno di spostarsi da Manhattan: The Cage si trova nel Greenwich Village, alla West 4th Street. Se siete a New York, godetevi lo spettacolo: quello è assicurato!

 

Un articolo per i turisti sportivi, che non rinunciano all’attività fisica nemmeno in vacanza. E soprattutto un articolo pensato per gli amanti della bici, perché noi di Vita da Turista vi vogliamo mostrare cinque piste ciclabili in giro per il mondo che sono assolutamente da record, sia per la loro lunghezza che per i meravigliosi paesaggi che attraversano.

 

La Great Divide Mountain Bike Route in America

È la più grande degli Stati Uniti: con i suoi 4418 km unisce il Canada e gli Stati Uniti, ed è considerato il più lungo del mondo.

Il percorso parte dalla località canadese di Banff, nella regione dell’Alberta, e arriva ad Antelope Wells, nello stato americano del New Mexico e attraversa paesaggi di bellezza assoluta. Preparatevi a pedalare ai piedi alle maestose Montagne Rocciose attraversando laghi e boschi da fiaba, praterie e persino aree desertiche, oltre che alcuni dei maggiori e più noti parchi americani quali il Glacier e lo Yellowstone.

 

 

La Munda Biddi Trail in Australia

Più di 965 km che si snodano attraverso paesaggi che hanno reso l’Australia un posto da cartolina famoso in ogni angolo del mondo: questi i numeri del Munda Biddi Trail, il percorso che conduce attraverso impressionanti foreste, valli suggestive e verdissime e cittadine dall’aspetto tradizionale e caratteristico. Non è un caso se, in lingua aborigena, il nome di questo percorso vuol dire sentiero nella foresta!

La Munda Biddi Trail attraversa le aree più belle della parte meridionale dell’Australia, partendo dalla città di Perth.

 

 

Lo Shimanami Kaido in Giappone

Lo Shimanami Kaido in Giappone è un percorso ciclabile che, pur non essendo lunghissimo (in quanto misura circa 60 km), è davvero da sogno e rappresenta una tappa rinomata per tutti gli appassionati di cicloturismo. Collega le isole giapponesi di Honshu e Shikoku nel mar Seto ed è un percorso attrezzatissimo che nasce come autostrada, ma che è fiancheggiato da corsie ciclabili laterali che permettono di usare anche la bici in tutta sicurezza.

Partendo dal pittoresco porto di Onimichi, località nota per i suoi templi antichi, vi conduce attraverso piccoli e caratteristici villaggi di pescatori, colline di ciliegi in fiore e le acque del mare.

 

 

Il percorso da Land’s End a John o’ Groats

Land’s End e John o’ Groats sono i due punti estremi della Gran Bretagna, che attraversa l’isola per 1609 km. Si parte dalla Cornovaglia, il punto più meridionale del Paese, e si conclude in Scozia, a John O’Groats che è tradizionalmente considerato il suo punto più settentrionale.

Con la sua notevole lunghezza e con il paesaggio che attraversa, questo percorso nel corso del tempo è stato considerato dagli inglesi (e non solo) il corrispettivo britannico del coast to coast americano. Percorrendola potete ammirare la natura britannica in tutto il suo splendore, una natura che vi regala le cime dei monti del Devon, le verdi distese del Galles e la regione montuosa delle Highlands scozzesi.

 

 

Il Percorso delle Grandi Alpi in Francia

La strada delle Grandi Alpi è il percorso lungo più di 400 km che parte da Mentone, nel cuore delle Alpi Marittime, portando fino all’Alta Savoia. Da sempre scenario del Tour de France, è un circuito da non perdere per tutti gli amanti della manifestazione ciclistica. Rappresenta, inoltre, la sfida leggendaria di tutti gli appassionati del mondo del ciclismo. Di certo non si tratta di un percorso semplice, ma la fatica viene sempre ripagata dalla bellezza dei paesaggi che offre: attraversando passi impressionanti, che in certi casi superano i 2000 metri sul livello del mare, ci si trova davanti a delle viste mozzafiato. Una su tutte il Passo dell'Iseran, il più alto dell’arco alpino con i suoi 2770 metri sul livello del mare.

 

È per i viaggiatori più esigenti, che non si accontentano delle mete di viaggio più gettonate – ma scontate! – che ci rivolgiamo in questo articolo. È a loro che abbiamo pensato selezionando questi quattro luoghi speciali in giro per il mondo.

Dalla fredda Norvegia alla caldissima Africa, passando per la magnificenza dei paesaggi americani più selvaggi, un viaggio che vi terrà col fiato sospeso dall’inizio alla fine!

 

 

 

Grand Canyon, USA

Chi non ha mai sognato un viaggio, magari on the road, attraverso le infinite distese americane? E se c’è un paesaggio che fa immediatamente pensare all’America più selvaggia è di certo quello offerto dal mitico Grand Canyon, nella parte settentrionale dell’Arizona.

Il merito delle straordinarie formazioni rocciose che vedete oggi all’interno del parco va al fiume Colorado, che ha modellato con le sue acque dei veri e propri monumenti naturali.

Una destinazione di viaggio emozionante al massimo, soprattutto se il parco lo guardate dall’alto. Come? In elicottero: per sorvolare le profonde gole del Grand Canyon e avere una vista a 360° della sua favolosa natura!

 

Victoria Falls, Zambia-Zimbabwe

Sono loro le regine del Continente Nero: le Cascate Vittoria, al confine tra lo Zambia e lo Zimbabwe. Alte ben 128 metri – dunque circa il doppio di quelle del Niagara! – sono tra le attrazioni turistiche più importanti dell’Africa e patrimonio dell'Umanità UNESCO.

Un consiglio per i più coraggiosi: se volete godere della vista più emozionante di questo portento della natura concedetevi un percorso lungo il ponte ferroviario che si trova ad un’altezza di 125 metri sul fiume Zambesi: tra arcobaleni colorati e nuvolette sospese su gole profonde e tortuose scommettiamo che non riuscirete a credere che un posto del genere esista davvero! Molti turisti – i più spericolati – sono inoltre affascinati dalla Devil’s Pool (la Piscina del Diavolo). Ne avete mai sentito parlare? Si tratta di un piccolo specchio d’acqua posto proprio sulla cima alle cascate: è considerato uno dei tetti più pericolosi del mondo!

 

Deserto di Atacama, Cile

Il deserto di Atacama, in Cile, è un deserto davvero da record: è il deserto più asciutto del pianeta, dove vi sfidiamo a trovare una goccia d’acqua o un’oasi. Pensate che qui, tra una pioggerella e l’altra, potrebbero passare anche 40 anni!

Non sarà una comoda meta di viaggio, ma a quanto pare la sua bellezza selvaggia e misteriosa e la sua posizione all’interno di una cornice unica – tra i vulcani della magnifica cordigliera delle Ande e l'Oceano Pacifico – continua a renderlo uno dei luoghi più visitati del Cile.

Il punto migliore dal quale partire per avventurarsi tra le sue dune è San Pedro de Atacama, un paesino minuscolo, ma che si trova a ben 2.500 metri di altezza! Regala dei panorami talmente splendidi che è conosciuto anche come El Oasis!

 

Pamukkale, Turchia

Il nostro viaggio attraverso le meraviglie più spettacolari del pianeta si conclude in Turchia, dove si può ammirare lo stupefacenti panorama offerto da Pamukkale e dalle sue incredibili scogliere lunghe 2700 metri e poste ad un’altezza di circa 160 metri.

Cosa sono? Piscine termali naturali con una temperatura che va dai 35° ai 100° e che vantano delle riconosciute proprietà terapeutiche. Un posto che fa bene al corpo e che, allo stesso tempo, è una gioia per gli occhi!

Impossibile confondere il sito di Pamukkale, già a partire dal colore dominante che si impone alla vista già da lontano, il bianco: sono scogliere tutte di calcare che sembrano nuvole o  batuffoli di cotone. Del resto, in turco Pamukkale vuol dire proprio castello di cotone.

Freddo, dove sei? I "freddofili" d'Italia se lo chiedono ormai da settimane, complice l'ennesimo autunno più mite del solito, che priva del piacere di indossare sciarpe e cappotti, fare pupazzi di neve e divertirsi a pattinare su laghetti ghiacciati all'aperto. Se il vostro sogno più segreto è divertirvi sottozero, imitando le gesta della principessa di Frozen, protagonista di una fiaba animata che tanto successo ha avuto nel mondo, ecco le mete più adatte per una vacanza... ghiacciata!

 

 

IceHotel - Jukkasjärvi , Svezia

Sognate di dormire in un letto fatto di ghiaccio, circondati da pareti di spesse lastre semi-trasparenti e magari di bervi un bell'aperitivo con tanti cubetti (dentro e fuori dal bicchiere)? Esultate, il vostro sogno si è realizzato! Vi basterà prendere il primo volo per la Lapponia svedese, e prenotare una camera all'IceHotel di Jukkasjärvi, un piccolo comune posto non molto lontano dai confini con Finlandia e Norvegia. Questa magnifica struttura, nata nel 1991, è attiva solo da novembre a gennaio, i mesi più freddi in Svezia, ed è mantenuta ad una temperatura costante tra i -3 e i -8 °C affinché nulla si sciolga. Qui artisti di fama mondiale si contendono la realizzazione di hall, suite e ambienti vari, in un gioco di sfumature, sculture e disegni che è la cifra dell'hotel più freddo del mondo.

 

Festival delle Sculture di Ghiaccio - Bruges, Belgio

Le bellissime Fiandre, una delle regioni del Belgio, sono ricche di monumenti, attrazioni e luoghi magici dove gli occhi si spalancano e la bocca rimane aperta dallo stupore. Bruges, però, ha deciso già da qualche anno di fare le cose in grande, oganizzando lo straordinario Festival delle Sculture di Ghiaccio, che dal 21 novembre e fino al 4 gennaio 2015 riempirà la città di sculture ghiacciate che avranno come tema principale "La terra degli Hobbit", una saga romantica e appassionante ripercorsa attraverso lavori tutti scolpiti nell'acqua "solida", tra fate, troll e orologi magici. Il festival, che resterà aperto tutti i giorni (compreso Natale e Capodanno) sarà accessibile acquistando il biglietto d'ingresso dal costo di 15 euro, 13 per gli anziani e 11 per i bambini e ragazzi fino a 14 anni.

 

Central Park Ice Rink - New York

Pattinare con i grattacieli di New York nello sfondo è un cliché cinematografico, ma anche un sogno per molti. Il Central Park Ice Rink (chiamato Wollman Rink per ragioni commerciali) è probabimente la pista di pattinaggio urbana più famosa e conosciuta al mondo, situata nella east-side di Central Park, a poca distanza dallo Zoo cittadino. Qui, acquistando un biglietto dal costo che va dagli 11 ai 18 dollari (nei giorni festivi si paga di più), potrete sentirvi per un istante parte di una produzione hollywoodiana, volteggiando e ammirando uno scenario illuminato a festa, magari approfittando delle non rare nevicate che rendono New York ancora più bella, dalla mattina alla sera (gli orari vanno dalle 10 alle 23 il venerdì e il sabato, alle 19 la domenica, le 22 il mercoledì e giovedì e alle 14.30 il lunedì e martedì).

 

Mendenhall Glacier - Juneau, Alaska

Visitare un ghiacciaio è sempre un'esperienza incredibile, specie negli ultimi anni con il progressivo ritirarsi delle lingue di ghiaccio in alta montagna a causa del progressivo innalzamento delle temperature medie sulla Terra. Visitare il Mendenhall Glacier, in Alaska, è però qualcosa di ancora più incredibile. Qui, giochi cromatici del ghiacciaio trasformano il classico scenario biancastro in delicate sfaccettature azzurre, topazio e turchese, in grotte che possono essere visitate dall'interno per scoprire come la natura ha agito in questi luoghi, ma anche fermarsi ad ammirare l'intero panorama lungo le sponde del lago, ghiacciato in inverno e bellissimo da navigare in estate. Nella zona c'è un centro visitatori ampio e ben attrezzato, e il luogo è rapidamente raggiungibile da Juneau, capitale dell'Alaska.

Stavolta è ufficiale: la saga di Jurassic Park, il celebre capolavoro di Steven Spielberg prossimo a celebrare i 20 anni, uscirà nelle sale italiane a giugno 2015 (anche se per i più impazienti è già on line il trailer).

E noi vi portiamo alla scoperta dell’unico posto al mondo “degno” di essere abitato dai dinosauri, seppure solo sul set. C’è un fatto inoltre, che l’isola di Oahu, dove sorge la capitale delle Hawaii Honolulu, ha attirato la curiosità di registi e sceneggiatori più di una volta, anche se in Jurassic Park è descritta come un'isola al largo del Costa Rica.

Ve la ricordate la storia strappalacrime di Pearl Harbor? Ebbene, anche quella ha avuto i suoi natali cinematografici qui. Tra l’altro, riprendendo fatti storici realmente accaduti perché l’isola è piena di bunker della Seconda Guerra Mondiale. E non finisce qui: l’infinta saga televisiva di Lost e Godzilla devono dire grazie a Oahu. L’isola è oggi un susseguirsi sconfinato di vallate e antri verdeggianti, dove è iorente l’attività di allevamento bovino, il che permette di fare anche gite ed escursioni a cavallo.

 

 

 

Infatti, è possibile visitare la Ka'a'awa Valley con il "Ranch & Movie Tour" a bordo di Jeep oppure di moto a tre ruote.

Soste cinematografiche? Sì grazie. Qui è possibile passare in rassegna al famoso tronco d’albero che ha dato riparo ai protagonisti di Jurassic Park oppure l’impronta gigante di Godzilla, due tappe assolutamente irrinunicabili per tutti voi amanti dei film di animazione e "terrore naturale" che proprio alle Hawaii hanno trovato giusta ambientazione.

L'isola non può essere raggiunta, data l'enorme distanza, direttamente dall'Italia. La presenza di Honolulu, però, le ha permesso di essere dotata di un aeroporto internazionale, e dunque vi basterà fare scalo nei principali aeroporti della costa ovest, come San Francisco e Los Angeles (spesso con voli diretti da Roma, più difficilmente da Milano), per raggiungere questo luogo di magica natura.

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