Una settimana fa esatta è stato lanciato il portale Very Bello che, per quanti di voi siano rimasti attratti da notizie di maggiore rilievo, è un sito creato dal Governo con l'intento di facilitare la diffusione della proposta turistica italiana in vista dell’Expo di Milano.

Al di là delle critiche fatte (che su Facebook e Twitter hanno letteralmente infiammato la rete), una cosa è certa: l’idea del portale è nata mettendosi dall’altro punto di vista. Very Bello è l’Italia come la vedono gli americani, quella dell’ “itanglese”(very-bello, appunto), delle “fettuccini Alfredo”, e degli “Spaghetti alla Bolognesa”. Insomma, un miscuglio eterogeneo, multilinguistico e certamente carente in fatto di conoscenza dell'Italia quella vera.

 

 

Proprio per questa ragione, vogliamo tornare su cosa mangiano i nostri cugini di terzo grado all’estero, che fa rima con cosa voi dovrete evitare qualora andiate in vacanza da quelle parti. Negli Stati Uniti, infatti, esiste una tradizione tutta “americana”, che viene spacciata come italiana. Si tratta della Festa dei Sette Pesci. Non ne avevate mai sentito parlare, vero? Neanche noi. In sostanza è una ripresa della nostra tradizione della Vigilia di Natale dell'astenersi dal mangiare carne, preferendo il pesce che già dagli antichi romani era considerato un alimento di buon augurio e pertanto omaggio al Bambino che sta per nascere. La Festa dei Sette Pesci sembra abbia avuto origine nel Sud Italia, in Sicilia e decalogo vuole che è d’obbligo mangiare almeno sette piatti a base di pesce.

Si sa, agli Americani piace sempre strafare, e oggi la Feast of Seven Fishes ha visto triplicate le pietanze, che possono arrivare fino a 21 portate (bisogna sempre rispettare il multiplo di sette, altrimenti nulla!). Il menù? Non devono mai mancare i calamari, l’anguilla e il baccalà (i pesci “poveri” della nostra tradizione culinaria), le cozze e le vongole (servite con la pasta), i gamberi e un grosso pesce arrostito (cernia o dentice). Si possono aggiungere acciughe, sardine, merluzzo, polpo, gamberetti, ostriche e capesante.

Direte voi: ma sono tutti pesci buonissimi! E in effetti è così, ma tenete in dovuta considerazione il gusto tutto americano di condire (e condire anche troppo) i cibi, e considerate la quantità delle portate, e capirete perché anche i protagonisti del banchetto dei Sette Pesci rientrano tra i cibi italiani da evitare all'estero!

Negli ultimi anni il fenomeno del turismo collegato ai festival musicali ha preso notevoltemente piede sia in Italia che nel resto del mondo, influenzando la scelta della destinazione delle vacanze.

Noi di Vita da Turista vi riportiamo i tre festival musical più cool dell’estate 2015, con novità, ospiti sensazionali ed eventi live di interesse mondiale. Chissà se riusciremo a influenzare anche voi.

 

 

Sziget Festival (Ungheria)

Festival musicale presente dal 1993 che si svolge a Budapest sulla Óbudai-sziget, ossia “isola della vecchia Buda” sul Danubio. Nato come festival per musicisti ungheresi emergenti, negli anni ha richiamato l’attenzione da parte degli artisti internazionali, migliorando sempre più il suo cast artistico. Di solito si svolge la seconda settimana di Agosto e dura una settimana. Lo Sziget è entrato da anni nella hall of fame dei concerti proprio perchè vanta una sessantina di palcoscenici e innumerevoli eventi live, quali dj sets, esibizioni circensi, e proiezioni cinematografiche che accompagnano le giornate dedicate alla musica, in un’atmosfera suggestiva alle rive del Danubio. Tra gli italiani che si sono esibiti sul palco dello Sziget ricordiamo Caparezza, gli Afterhours, Roy Paci e Jovanotti. L'estate 2015 vanta un parterre musicale di tutto rispetto come Robbie Williams, Florence and the Machine, i Gogol Bordello, Passenger e Jamie Woon.

Per organizzare il tuo viaggio: Sito Ufficiale Sziget Festival

 

Isle of Wight Festival (Gran Bretagna)

Ambientato "nell’isola di chi ha degli occhi il blu della gioventù” è un festival musicale figlio della contestazione giovanile che si tenne per la prima volta nel 1968, con  un concerto dei Jefferson Airplane, vantando la partecipazione di 10.000 persone. Questo festival vanta l’ultima esibizione di Jimi Hendrix prima della sua morte e dell’ultima apparizione dei Doors con Jim Morrison, e allo stesso tempo determinò il fallimento di tale evento, in quanto in pochi pagarono il biglietto (che all’epoca era di 3 sterline per tutta la durata del festival, due giorni). Tornato in auge nel 2002, si svolge nel mese di Giugno e vanta la presenza di artisti di fama internazionale, come i Coldplay e David Bowie. Quest’anno ci saranno The Prodigy, il dj set targato Groove Armada e Suzanne Vega.

Per maggiori info: Sito Ufficiale Isle of Wight Festival

 

Lucca Summer Festival (Italia)

Nato nel 1998 è una manifestazione musicale tutta italiana ma dal sapore internazionale. Si svolge nella citttà di Lucca e i palcoscenici vengono posti all’interno delle mura della città, in Piazza Napoleone, Piazza San Martino e Piazza dell’Anfiteatro, garantendo un’atmosfera musicale suggestiva. Il Festival lucchese ha ospitato artisti di fama nota come Bob Dylan, Elton John e Ennio Morricone. L’estate 2015 toscana riserva la presenza di Paolo Nutini, Billy Idol, Robbie Williams e John Legend. Se vuoi saperne di più: Sito Ufficiale del Lucca Summer Festival

 

Coachella Valley Music and Arts Festival (Stati Uniti)

E per i viaggiatori d’oltreoceano presentiamo la manifestazione musicale che si svolge annualmente alla fine di Aprile in California, nota per essere un evento lancio di novità nel campo dell’elettronica e di musica alternative in generale. Nel 1999 la prima edizione, che comunque ebbe scarso successo, ma nel 2001 il Coachella Festival ha deciso di ripartire, crescendo in fama. Quest’anno il palcoscenico statunitense vibrerà con gli AC/DC, i Kasabian e Caribou. Per maggiori info: Sito Ufficiale del Coachella Festival

 

Ti abbiamo convinto abbastanza?

Il lavoro vi rende nervosi e stressati, la vostra combriccola di amici vi annoia e siete stanchi dei pranzi forzati con la famiglia, anche quando il vostro desiderio più recondito sarebbe quello di respirare aria pura e limpida, lontani da tutto e tutti? Allora, viaggiare da soli potrebbe essere la soluzione migliore.

I viaggi in solitaria, infatti, garantiscono - a patto di non essere spaventati dall'idea di incamminarsi tra strade e sentieri anche lontani senza alcuna compagnia se non quella del nostro mega-zaino - un'esperienza assolutamente bellissima, che ci permetterà di rientrare in contatto con noi stessi, oltre a scoprire luoghi magnifici.

 

 

Giappone

Meta moderna e avanzatissima, ma anche tradizionale e tradizionalista, il Giappone è uno dei paesi che meglio si presta per un tour on the road in solitaria. Viaggiare da soli in Giappone, magari seguendo un percordo nord-sud o viceversa. Partite da Kagoshima, armati di un bagaglio efficiente che includa abiti da usare "a strati", dotazioni di sicurezza, medicine e una buona mappa del paese, e dirigetevi verso Fukuoka, prima di lasciare l'isola di Kyushu verso quella di Honshu, la più grande, dove si trovano, procedendo dal meridione al settentrione, Hiroshima, Osaka, Nagoya, Yokohama e la capitale Tokyo. Visitate anche Sendai e Aomori, prima di imbarcarvi verso Hokkaido, la più settentrionale delle isole giapponesi. Qui potrete scoprire le bellezze naturali dell'isola, fermarvi a Sapporo e concludere il vostro viaggio a Capo Soya, il punto più a nord del Giappone, una sorta di Capo Nord in versione orientale.

 

Australia

Forse il viaggio più "estremo" tra quelli proposti, il tour dell'Australia è uno dei più gettonati per coloro che vogliono viaggiare da soli. Noi di Vita da Turista vogliamo "evitarvi" la faticosa e poco consigliabile traversata nord-sud passando per il deserto e Alice Springs, non perché priva di fascino, tutt'altro, ma perché vogliamo focalizzare l'attenzione e lo sguardo su una rotta che tocchi l'oceano e le città più importanti. Giunti in aereo (da Dubai o Singapore, a seconda delle scelte) a Perth, avamposto dei viaggi nello Stato-continente, si parte (dotati di moto o automobile, la percorrenza a piedi è sicuramente da sconsigliare per le enormi distanze da percorrere) diretti verso est, passando per le belle riserve naturali di Nullarbor e Yellabinna, e giungendo dopo un migliaio di chilometri ad Adelaide, posta sull'oceano e di fronte la Kangaroo Island. Passando per l'entroterra si giunge a Melbourne, una delle città più grandi e vive dell'Australia, "capitale morale" della città, per poi virare a nord e dirigersi verso quella reale, Canberra, e subito dopo a Sydney. Il viaggio si conclude infine a Brisbane, dopo 5.500 km circa, in un percorso sicuramente affascinante e da scoprire.

 

Thailandia

Ispirandoci al tour che i nostri amici di Sognando la Thailandia hanno appena terminato, possiamo pensare di viaggiare da soli in questo paese del sud-est asiatico che è particolarmente adatto ai viaggi on the road. Qui, però, non ci sono rotte precise o indicazioni che meritano di essere consigliate più di altre, ma solo la fantasia e le idee che balenano nella vostra mente. Generalmente si parte dalla capitale Bangkok, posta al centro-sud del paese, ma nulla vi vieta di iniziare da Phuket, nell'estremo meridione, e risalire la Thailandia verso Tak e Chiang Mai, per poi virare a est verso l'Udon Thani e il Surin, tra paesaggi assolutamente incantevoli e una natura magica. Il pregio della Thailandia non è solo l'economicità dei luoghi, degli alloggi (ma tanti locali sono pronti ad ospitarvi anche a costo zero) e della gastronomia locale, ricca e variegata, ma anche la libertà che ispira e il sentimento che produce negli occhi dei visitatori.

 

Stati Uniti

Route 66? Sì, ma non solo. Quasi un cliché, il viaggiare da soli negli Stati Uniti d'America è l'esperienza più bella per chi vuole scoprire panorami apparentemente lontanissimi, mari e montagne, deserti e parchi naturali vasti come tutta l'Italia (o anche di più). Gli USA possono essere percorsi in tutti i versi, ma certo il viaggio classico è da est ad ovest, seguendo le orme dei pionieri. Fissata New York (o Washington, o anche Boston) come città di partenza, si possono seguire tre direttrici: quella settentrionale, quella centrale e quella meridionale. Viaggiando verso nord si può ammirare la zona più verde d'America, passando per le cascate del Niagara e toccando città storiche come Detroit e Chicago, toccando Minneapolis e poi immergersi tra Montana e Washington prima di arrivare a Portland e Seattle, avamposti del nord USA. Al centro si può scoprire la tradizione maggiore e lo "zoccolo" americano, tra St. Louis e Kansas City, deviando poi per Denver e Las Vegas in direzione California. Al sud, invece, terra di contrasti e contaminazioni etniche, ma anche della magnifica musica country (il Tennessee e Nashville sono tappe obbligatorie per gli amanti del genere) si possono toccare Atlanta, Dallas e Albuquerque, prima di ricongiungersi al sentiero centrale e fermarsi a San Francisco, la città libera e multietnica, e Los Angeles, casa delle star hollywoodiane.

Visita dei Parchi Americani della Costa Ovest e delle più note città!

 

Numero Viaggiatori: 8

Data di partenza: 13/08/2013

Durata: 15 giorni

Luoghi: Bryce Canyon National Park, Death Valley, Grand Canyon, Las Vegas, Los Angeles, Monument Valley, San Francisco

 

Descrizione del viaggio:

Era da molto tempo che avevamo in programma questo viaggio, il coronamento del nostro sogno, e finalmente è arrivato! Abbiamo visitato le principali città della zona Ovest degli Stati Uniti, da Las Vegas a San Francisco e a Los Angeles, e soprattutto i parchi più importanti come la Death Valley, il Grand Canyon, la Monument Valley, il Bryce Canyon e l'Antilope Canyon.

I parchi sono molto belli, offrono scenari spettacolari, colori e ambienti unici che probabilmente si possono vedere e ammirare soltanto qui! Le città sono carine, non sono caotiche anche se le strade per l'ingresso in città a Los Angeles sono un vero caos. Un discorso a parte merita, invece, la città di Las Vegas. Finché non la si vede di persona, non si può davvero capire che cosa sia e che cosa ci sia in questa città! Luci, hotel, riproduzioni di monumenti ... è incredibile!

Il cibo che si mangia è il classico cibo americano, di fast food qui ce ne sono ovunque. Certo, è un viaggio abbastanza impegnativo per gli spostamenti però ne vale assolutamente la pena!

Amazon è un gruppo leader nel mondo in fatto di acquisti online, grazie al suo enorme catalogo di prodotti disponibili, i bassi costi dei prodotti messi in vendita e l'attenzione maniacale ai cosiddetti "servizi accessori", dal packaging dei prodotti all'assistenza clienti. Jeff Bezos, il CEO dell'azienda che negli ultimi anni ha lanciato numerose rivoluzioni (dalle nuove generazioni dell'e-reader Kindle al Fire Phone e via dicendo), ha però in mente di gettarsi su un settore che finora la sua azienda non aveva mai preso in considerazione, se non in maniera indiretta: i viaggi.

 

 

Secondo numerose indiscrezioni che arrivano dalla stampa di settore USA, e che sono state rilanciate da testate internazionali, a partire già dal 1° gennaio 2015 dovrebbe partire, inizialmente solo negli Stati Uniti, il servizio Amazon Travel, dedicato a tutti coloro che desiderano preparare e organizzare un viaggio con la stessa facilità e flessibilità con la quale, fino al giorno prima, hanno acquistato abbigliamento e gadget elettronici. In questo modo, la compagnia dovrebbe porsi in diretta concorrenza con Trivago, Expedia e gli altri giganti delle prenotazioni online, con l'evidente vantaggio di avere già un bacino di utenza ampissimo.

Amazon Travel, infatti, dovrebbe porsi come strumento tramite tra il cliente e le principali realtà alberghiere di alcune delle principali città statunitensi, tra le quali figurerebbero già Los Angeles, New York e Seattle; il viaggiatore, infatti, potrebbe già da inizio anno accedere ad Amazon come sempre, selezionare l'hotel di suo interesse (si parla di strutture con valutazioni molto alte, dalle quattro stelle in su, secondo un rating simile, se non identico, a quello di TripAdvisor) e prenotare, potendo poi modificare, annullare o integrare il suo "ordine" così come Amazon permette già con lo shopping online tradizionale.

Non si tratterà, comunque, di un'operazione senza costi: all'azienda americana, infatti, dovrebbe andare un 15% di commissione sul costo finale dell'operazione, che gli hotel decideranno se integrare nel costo della stessa, "sobbarcandosi" così il costo pur di ricevere un boost di visibilità dal sito di e-commerce, oppure aumentare ulteriormente il costo della camera, con possibili rischi in termini di ricavi, o più semplicemente decretando l'insuccesso dell'iniziativa. Ogni valutazione, in ogni caso, potrà essere fatta solo se Amazon Travel verrà davvero lanciata a partire dal prossimo Capodanno.

Hollywood, Santa Monica, il fascino delle star mondiali... Los Angeles è una di quelle città che prima o poi devi visitare. Io per fortuna ci sono stato più volte, ma il primo viaggio resta indimenticabile perché si porta dietro tutta l'attesa di una meta che sicuramente ha qualcosa di speciale rispetto a tante altre. Poi è stata la mia prima volta negli Stati Uniti, altro elemento che ha reso questa vacanza (a cavallo tra dicembre 2012 e gennaio 2013) un ricordo che non cancellerò mai.

 

Descrizione del viaggio

Sono partito assieme ad un mio amico, lui grandissimo appassionato della vita americana e quindi ancor più elettrizzato di me all'idea di godersi lo spettacolo di Los Angeles. Qui il primo consiglio che mi sento di dare. Qualora decidiate di andare negli Stati Uniti attraverso un viaggio che prevede almeno uno scalo, scegliete di farlo in Europa per poi atterrare direttamente nella città dove state andando. Questo perché, vista l'enorme estensione degli States, il volo interno potrebbe rappresentare un'altra sfacchinata che si aggiunge alla già pesante tratta dall'Europa.

Nel mio caso da Roma ho fatto scalo ad Atlanta per poi proseguire verso Los Angeles: una faticaccia, ve l'assicuro. Molto meglio quando, come nelle successive volte, ho fatto scalo in Europa (Londra, Zurigo o Francoforte). L'impatto, appena usciti dall'aeroporto, è stato splendido. Si respira un'aria particolare. E' tutto grande: spazi, cartelli, strade...Noi avevamo affittato un piccolo appartamentino a Century City, in un posto 'strategico' a due passi da Wilshire Boulevard, una delle arterie principali della città che conduce direttamente a Santa Monica, direzione mare.

Stanchi per il volo e un po' scossi dal 'jet lag' ci siamo comunque messi subito in movimento.. Los Angeles non poteva aspettare! West Hollywood, Beverly Hills (dove il mio amico, fan dell'omonima serie ha invano cercato alcuni luoghi chiave del telefilm) e poi verso le colline di Hollywood dove risiedono molti grandi attori in ville da mille e una notte. Clima perfetto, una sorta di primavera italiana, con la differenza che era fine dicembre!

Los Angeles è una città che ti cattura più per l'atmosfera che per la bellezza in sé delle sue strade. Monumenti (pochi) e luoghi di interesse tendono più verso lo show business e hanno poco a che fare con quel concetto di 'storico' (musei, piazze, palazzi) che abbiamo solitamente come riferimento nei nostri viaggi turistici. Rodeo Drive col Beverly Center Shopping Mall sono il Paradiso (carta di credito permettendo, anche se il cambio euro-dollaro un po' ci agevola) per gli amanti dello shopping.

Nei giorni a seguire, tra le prime tappe abbiamo scelto gli Universal Studios. Interessanti, abbiamo visto lo storico set di 'Ritorno al Futuro 1', poi quelli di 'Desperate Housewives', 'Notting Hill' e tanti altri ancora. Sempre a proposito di 'Ritorno al Futuro', tra le varie attrazioni carina quelle che ti consente di simulare un viaggio nella mitica Delorean al fianco di Michael J. Fox. Del cibo beh, che dire, non siamo proprio quelli che all'estero vanno a cerca dell'italiano di turno.

Zero pasta, solo hamburger, patatine (alla faccia della salute) e golosità varie. Mi hanno sorpreso i dolci, buonissimi e pesanti, come del resto quasi tutto quello che si mangiano gli americani. Dimenticavo... Coca Cola a litri! L'atmosfera natalizia è davvero carina. In giro nei centri commerciali ci sono sempre canzoncine tipiche, il traffico è più caotico che mai. A livello di trasporti ci siamo sempre mossi o in macchina o con uno dei comodi autobus (anche se eravamo praticamente gli unici stranieri) che percorrono tutta Wilshire Boulevard.

Immancabile una visita al Chinese Theatre, sede della cerimonia degli Oscar, con le impronte di attori, cantanti e celebrità varie. Poi Santa Monica (ma l'acqua era troppo fredda per un bagno), Muscle Beach, tutto il lungomare dove la gente fa sport. Approfittando del bel tempo, in uno dei due fine settimana in cui siamo stati a L.A siamo andati a visitare Santa Barbara. Dista poco più di 150 km circa, non molto anche in considerazione della comodità garantita dalle enormi Freeways! Posto tranquillo, costeggia il mare e vi si possono trovare negozi per souvenir oltre agli immancabili fastfood, Non c'è molto da vedere, ma per una passeggiata rilassante è ideale. Preparatevi, al ritorno in Italia vi sembrerà di essere stati davvero in un altro mondo... la sensazione è strana, ma ne vale la pena!

Il percorso noto come Continental Divide Trail fa parte dei quattro sentieri di trekking più celebri degli Stati Uniti: parte dal New Mexico e arriva in Montana seguendo il profilo delle Montagne Rocciosei. Un cammino così lungo, un’alternativa al classico coast to coast americano, permette di fare un tour a 360° non solo degli inconfondibili paesaggi americani, ma anche di realizzare un viaggio attraverso la storia del paese. 

 

 

Il Parco Nazionale di Yellowstone

Lungo il tragitto si staglia il Parco di Yellowstone e, considerate le sue immense dimensioni, ciò non dovrebbe stupire. Si tratta del più antico parco nazionale del mondo, attraversato totalmente dal fiume Yellowstone, il quale percorre diversi chilometri per poi gettarsi nel lago omonimo attraverso un profondo canyon, in un movimento che crea delle magnifiche cascate.

Il parco riveste inoltre grande importanza a livello faunistico in quanto, al suo interno, vivono specie animali tipiche del territorio come il bisonte americano e il grizzly.

 

Non solo in Islanda

Fanno anch’essi parte dell’area del Parco di Yellowstone, ma per la loro spettacolarità meritano un cenno a parte. Old Faithful (Vecchio fedele) è il nome con cui è noto uno dei principali geyser del parco, che è anche uno dei più famosi al mondo: le sue eruzioni sono quasi leggendarie, possono durare fino a cinque minuti e raggiungere altezze superiori ai 50 metri, regalando momenti indimenticabili.

 

Ghost town

Natura e non solo: il Continental Divide Trail attraversa anche luoghi mitici simbolo di uno dei vari volti dell’America.

Vicksburg e Winfield, in Colorado, sono un ottimo esempio di città fantasma americane: vennero costruite durante la corsa all'oro degli anni ‘80 dell’800, quando la zona brulicava di scavi e miniere. Quando la febbre dell’oro passò – poiché vennero meno l’oro e i minerali del sottosuolo – le due cittadine finirono per subire un totale processo di spopolamento. Oggi si presentano abbandonate, piene di strutture pericolanti che le renderebbero degne location da film western.

 

Nelle terre di Toro Seduto

La presenza dei nativi americani è sempre stata massiccia sul suolo americano, e ancora oggi sono visibili elementi che ne ricordano il passaggio e lo stanziamento. Nei pressi di Cheyenne ha sede  la riserva Lakota Oglala Sioux di Pine Ridge, dove  si trova Wounded Knee, famosa per il massacro di 300 indiani. La riserva comprende anche un cimitero, dove si dice  sia sepolto il mitico Cavallo Pazzo, e un museo. Sempre in Wyoming sorgono altri luoghi legati alla storia degli indiani: il luogo sacro della formazione rocciosa nota come Devil’s Tower e il Little Big Horn Battlefield, dove Cavallo Pazzo e Toro Seduto ebbero la meglio sul generale Custer.

 

Quest’anno la città californiana di Miami, una delle massime destinazioni del turismo marittimo statunitense e meta degli studenti nello "Spring Break" compie cento anni. Portati benissimo dal nostro punto di vista, e non potrebbe essere altrimenti grazie al suo appeal young and free (sì, insomma, è giovane e giovanile).

E per festeggiare “a modo” la spiaggia più famosa del mondo, abbiamo immaginato 24 ore da trascorre qui, minuto per minuto. Insomma, metti una giornata a Miami, ed ecco tutto quello che potrete fare in città, un programma da scoprire ed, eventualmente, adattare alle vostre esigenze.

 

 

Ore 11. Un po’ di sano sport mattutino sulla spiaggia. A South Beach ogni giorno c’è “Wake up yoga”, una sessione di meditazione/ginanstica gratuita. Poi potete anche concedervi un’abbondante colazione all’11th Street Diner, un autentico locale americano ospitato in un’antica carrozza. Ora di pranzo, relax sulla spiaggia.

Ore 15. Giro nella Midtown. Stiamo parlando di quella che un tempo era considerata una zona malfamata, mentre oggi è diventata quello che definiremmo un quartiere hipster: gallerie d’arte contemporanea, spazi autogestiti e bar alla moda. Le migliori? Artopia, PanAmerican (specializzata in artisti sudamericani) e Art Modern Gallery. Il secondo sabato del mese tutte le gallerie restano aperte per tutta la notte.

Ore 18. Wynwood. Laboratori, negozi di artigianato, spazi multifunzionali. Si trova sempre nel Midtown, verso la 25esima strada ed è un vero e proprio incubatore di creatività. E poi, a renderla un museo a cielo aperto, sono le opere di street art di Obey e Banksy. Un aperitivo tra i bar è d’obbligo.

Ore 21. Miami Beach. E dove sennò? Se amate il lusso sfrenato e il vero gusto di “far festa”, non vi resta che andare a Soho Beach House, dove potrete toccare con mano tutto quello che fin ora avete visto solo nei telefilm americani.

Avete presente la saga di Silent Hill? Libri, videogiochi, film: tutti ambientati in questa città del Maine che altro non è che una location inventata. Facendo un giro per il mondo, però, è possibile tracciare un vero e proprio itinerario di città che ricordano il vuoto di Silent Hill, da anni abbandonate e in balia di loro stesse. 

 

 

Incendi e altri disastri

Nel silenzio surreale che regna a Bodie (California) sembra quasi di sentire ancora le voci dei minatori che a metà Ottocento ne fecero uno dei principali centri della corsa all'oro. Dopo l’incendio avvenuto negli anni Trenta, la città si trasformò nella rovina che è oggi, con le case lasciate esattamente com’erano a quel tempo.

 

© Francesco Orfei - Wikipedia

 

Quando viene a mancare la reperibilità di risorse naturali che servono al sostentamento delle persone, viene meno anche l’abitabilità di un posto. Un esempio tutto italiano è quello del comune di Craco, in Basilicata. Questo borgo di origine medievale, che si presenta arroccato sugli Appennini, si è svuotato in seguito ad una frana che aveva minato l’impianto idrico, e la torre del suo castello medievale ora sembra fare da guardia agli scheletri delle case diroccate e abbandonate. È evidente, però, che è un posto che continua a conservare il suo fascino, se è stato scelto addirittura da Mel Gibson come cornice del suo film La passione di Cristo.

 

Idéfix (CC BY-SA 3.0)

 

La cittadina ucraina di Pripyat ha avuto la sventura di situarsi intorno all’area della centrale nucleare di Černobyl. In seguito alla sua esplosione, fu evacuata e agli abitanti fu proibito fare ritorno. Vittima di saccheggi, razzie e atti vandalici nonostante la pericolosità radioattiva, con la sua ruota panoramica che si staglia nel mezzo della più totale desolazione è solo un fantasma di se stessa, uno di quei posti in cui Stephen King amerebbe ambientare uno dei suoi macabri romanzi.

 

da www.touristmaker.com

 

Posti della memoria che nessuno vuole ricordare (e vivere)

Chi vuole vivere in posti che sono stati teatri di guerra, e che sono segnati ad ogni angolo da rovine che ricordano la tragedia? La risposta è: nessuno. Case sventrate e bombe inesplose nelle strade bastano per rendere lo scenario apocalittico: così si presenta Belchite, vittima di un lungo assedio durante la Guerra Civile Spagnola.

 

da billward.co

 

Centinaia tra uomini, donne e bambini, gli abitanti di Oradour-sur-Glane che vennero massacrati per aver resistito ai soldati tedeschi. Attualmente è considerato un luogo della memoria, o meglio lo è ciò che ne è rimasto, dato che il villaggio fu anche raso al suolo. Memoria o no, non sono molte le persone che hanno accettato di rimanere in un paese che odora di morte.

 

Calibas (CC) BY-SA 3.0

 

Kadykchan, in Russia, fu costruita durante la Seconda guerra mondiale dai prigionieri dei gulag. Nata già sotto il segno della dittatura e del dolore, è oggi completamente disabitata, piena di strade fantasma in cui si respira ancora sofferenza.

 

Kadychan

 

Il lavoro nobilita l’uomo. Altrimenti l’uomo se ne va

Se  in un posto non si può lavorare, si va via. Kolmanskop, in Namibia, ne è la prova, una città fantasma dal "fascino spaventoso". Gli edifici decrepiti progressivamente invasi dalla sabbia sono tutto quello che è rimasto di un centro minerario che era molto attivo,  e che conobbe un rapido declino quando il prezzo dei diamanti crollò e furono scoperti giacimenti più ricchi nelle vicinanze. L’emigrazione spontanea, con lo svuotamento del luogo, fu la conseguenza più naturale. 

 

Calips (CC) BY-SA 3.0

 

Fantasmi delle città fantasma

Se le cause contingenti sono determinanti nei processi di creazione delle città fantasma, è vero anche che ad esse sono sempre legate delle leggende, delle storie circondate da un alone di mistero. Ochate, un paesino castigliano,  ha conosciuto un massiccio processo di spopolamento, e nessuno sembra saper spiegare perché. C’è chi dice che sia stato a causa di misteriose epidemie, chi per naturali migrazioni verso aree economicamente migliori, ma il vero motivo è taciuto. Un dato certo è che questa località attira un numero sempre maggiore di turisti curiosi e affascinanti dal paranormale perché pare che nella zona si siano susseguite moltissime apparizioni inspiegabili. Che ne dite? Andreste a fare un giro...

 

Ochate

Che ne direste di una vacanza in carcere? Si sa, il turismo dei luoghi lugubri, che hanno un passato scandaloso o una storia curiosa, è una buona fetta del mercato. Abbiamo tutti il fascino per qualcosa di diverso, più o meno misterioso, ma non totalmente “a presa” di mente umana.

E’ il caso delle carceri: luoghi un tempo di detenzione che oggi sono stati trasformati ad altro uso, per la nostra curiosità in luoghi e attrazioni turistiche dal gusto assolutamente curioso e tutto da scoprire. Facendo del dolore altrui un business, potremmo dire. Non stupiamoci, non è una cosa che scandalizzi così tanto. E’ la fabbrica “dell’entertainment” bellezza, e tu non puoi farci nulla.

Partiamo dal primo, il più noto e terrificante carcere al mondo. Alcatraz, ispiratore di decine di romanzi e film su improbabili fughe. Quello che un tempo era un presidio inespugnabile nella Baia di San Francisco (che, tra gli ospiti illustri annovera Al Capone), oggi è trasformato in un museo. La visita, si effettua con un’audioguida che racconta i momenti salienti della storia della struttura. Con annessi momenti quasi cinematografici: storie di fantasmi di prigionieri ad esempio, che dovrebbero far capolino in alcuni ambienti dell’interno.

 

 

Come il corridoio dove alcuni detenuti trovarono la morte durante un tentativo di fuga. Chi c’è stato, consiglia di fare la visita al tramonto, quando pioggia, nuvole e foschia sono più immedesimanti di qualsiasi effetto 3D che potrete immaginare.

Anche in Italia un ex carcere è stato aperto e destinato ad altri usi: il carcere Le Nuove di Torino, che ha una splendida struttura interna con un cortile centrale in cemento armato, dalle cui diramazioni si aprono le celle. Oggi è uno spazio polifunzionale, destinato ad eventi fieristici ed espositivi.

In altri posti del mondo, le carceri sono state trasformate in hotel: a Lucerna, in Svizzera, è possibile alloggiare allo Jailhotel Löwengraben. Dormirete nelle celle, ma se volete le suites allora dovrete accontentarvi della biblioteca, della sala delle visite e dell’ufficio del direttore.

Anche a Stoccolma, le vecchie carceri reali (chiuse nel 1975), sono state trasformate in un hotel: qui è possibile anche visitare il museo della prigione. Per il pernotto invece, potrete scegliere tra celle singole o doppie. Perché in fondo, anche la prigione può diventare un luogo romantico, se si è con la compagnia giusta. O no?

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