Crisi o non crisi l’idea di mollare tutto per un po’ viene a tutti. Chiamatela pausa di riflessione, chiamatelo “anno sabbatico”; il risultato non cambia. Ecco una lista di posti dove, se lo vorrete, potrete fare il famoso “salto”, e farlo in economia, magari anche per lavorare all'estero.

Certo, dovrete fare delle rinunce, soprattutto per quanto concerne lo "stile di vita occidentale", e non troverete i lussi (sì, anche l'acqua potabile è un lusso, in alcuni casi) di casa, ma se siete disposti a rischiare, ecco alcuni suggerimenti utili. Vi ricordiamo, per vostra piena consapevolezza, di consultare sempre le informazioni contenute nel portale Viaggiare Sicuri del Ministero degli Esteri e, in caso di dubbi, di contattare le ambasciate o i consolati dei paesi che andremo a citare.

 

 

Thailandia

Economica per eccellenza (lo abbiamo visto anche grazie ai nostri viaggiatori di Sognando la Thailandia 2014), Paese enormemente bello, anche se caotico. Un appartamento con una camera da letto costa circa 250 euro al mese, mentre le utenze si aggirano intorno ai 60 euro. Per quanto riguarda il lavoro, la legge vieta agli stranieri di svolgere alcuni lavori "base" (muratore, falegname, ma anche cameriere e commesso), e comunque prima di poter cercare occupazione è obbligatorio richiedere un permesso di lavoro.

 

Malesia

Rimaniamo ad est. Anche qui vivere costa meno di trecento euro al mese. E con i soldi che vi avanzano potrete fare un tour di questo stupendo Paese. Dove? Singapore, Malacca e Kuala Lumpur sono sicuramente il top. Il lavoro si trova principalmente a Kuala Lumpur, più difficile nelle zone "rurali", e riguarda soprattutto il settore della ristorazione, salvo personale qualificato che può essere assunto da aziende e soggetti multinazionali (ovviamente, dovete ben conoscere l'inglese).

 

Nepal

Piccola (relativamente parlando), striscia di terra tra la Cina e l’India. Ma qui veramente potrete partire senza un soldo: 75 euro per un appartamento, 25 per le utenze. E poi, volete mettere il gusto di vedere con calma tutte le cime migliori dell’Himalaya? Proprio il settore di turismo, escursionismo e alpinismo può essere uno dei fattori trainanti nella ricerca del lavoro, specialmente se avete esperienze pregresse o venite da zone di montagna dove, appunto, queste attività sono piuttosto conosciute.

 

India

Un po’ più cara rispetto al Nepal, ma sicuramente più variegata. Qui vi bastano meno di 400 euro al mese per vivere, cifra che ovviamente scende se dalle città vi spostate verso la campagna. Da qualsiasi direzione la volete vedere, il viaggio in India è sempre un’esperienza mistica. Più difficile trovare impiego: il visto viene rifiutato a prescindere se lo stipendio annuale non supera i 25.000 dollari, e non vengono ammesse categorie cosiddette "di manovalanza", dato che il mercato del lavoro indiano è già saturo di persone del luogo.

Oggi è una giornata speciale. Oggi ci ha raggiunto il nostro amato Corrado Ruggeri, giornalista di Marco Polo nonché grande appassionato di Oriente e di Thailandia. Abbiamo avuto la fortuna di passare un paio di giorni con lui e lo abbiamo letteralmente bombardato di domande.

 

 

Come potevamo fare diversamente? Il tempo con lui è volato, è stato veramente un onore poter chiacchierare del mondo, ascoltare le sue storie e raccontargli le nostre. Ci siamo divertiti da matti insieme, lui è stato veramente alla mano. Fortunatamente per lui, siamo stati insieme solo un paio di giorni. Alla fine della nostra navigazione sul Fiume Kwai era abbastanza provato. Non dal viaggio ... da NOI! Tutto sommato credo che si sia divertito parecchio anche lui. Almeno lo spero!

 

Non è tutto!

 

Già, perché Corrado è stato anche ospite d’eccezione per il mio compleanno. Già ... proprio così. Oggi festeggio i miei ... anni (una vera signora non dice mai la sua età). Chi l’avrebbe mai detto che l'avrei trascorso su una long tail boat , navigando sul fiume Kwai con Corrado Ruggeri (e con Gabriele, sì, c'è anche lui, non me sono dimenticata?!).

È sorprendente come la Thailandia possa stupirti per 20 giorni, ogni giorno con un'emozione e uno scenario diversi.

È stato un salto nel passato. Le persone qui vivono di quello che il fiume offre e hanno una luce speciale negli occhi. Sembra che quello che succede nel Mondo non possa minimamente toccarli. Come biasimarli d'altra parte, qui il tempo si è fermato e anche se solo per un giorno anche noi ci siamo fermati anche noi e abbiamo ascoltato quello che la Thailandia aveva da dirci...

La Thailandia ci affascina, la Thailandia ci conquista. Eppure, per viaggiare in un posto così lontano, geograficamente e per le abitudini dei suoi abitanti, bisogna pur fare attenzione ad alcuni dettagli che potrebbero sembrarci irrilevanti, fino al momento in cui, scesi dall'aereo, ci catapultiamo nella vita thailandese.

Noi di Sognando la Thailandia 2014 vogliamo darvi allora qualche consiglio utile, su "usi e costumi" del quotidiano vivere, che potranno sicuramente tornarvi utili nel vostro viaggio, e che lo sono stati - e non poco! - durante il nostro.

 

Connessione

il Wi Fi è presente un po’ dappertutto: negli hotel, così come nei negozi e negli aeroporti, mal e linee non vanno un granchè, per questo vi consiglio di vero cuore di acquistare una carta ricaricabile di un gestore qualsiasi thailandese, dato che in generale offrono tutte un'ottimo servizio. In particolare, io ho acquistato una SIM che regalava navigazione gratuita sia per Whatsapp sia per Facebook. Si possono ricevere chiamate dall’Italia senza costi e chiamare i numeri thai con pochissimi centesimi. Con una ricarica di 300 bath (8 euro circa) sto usando il telefono senza problemi da 20 giorni. Conveniente, no?

 

Strade

Girando in macchina da circa 4.000 chilometri, sento di poter giudicare la gran parte delle strade thailandesi ottime. In particolare nel nord del paese si trovano strade a 3 e 4 corsie, nessuna con pedaggi a pagamento (fatta eccezione per Bangkok dove molte superstrade si pagano, ma mai più di qualche centesimo) e nessuna strada sterrata. Le statali principali sono molto buone. Al sud la situazione cambia un po'; strade ad una corsia, di cui diverse malmesse ma nel complesso accettabili. Una cosa, però, non dovete dimenticarla: i limiti di velocità vanno rispettati. Inoltre, potrebbe capitarvi di incontrare posti di blocco improvvisi al centro della carreggiata (la Thailandia sta attualmente affrontando una fase politica molto delicata), quindi fermatevi e rispondete alle eventuali domande senza paura.

 

Cambio soldi

Il cambio è più o meno uguale da tutte le parti, certo nelle banche conviene ma parliamo comunque di differenze minime. Vi conviene avere sempre baht contante con voi perché le carte di credito sono accettate solo nei ristoranti e negli alberghi, nei negozi più piccoli e nelle botteghe no. Potete anche prelevare in moneta locale se lo preferite, con qualsiasi circuito bancomat, ma dovete sempre assicurarvi che la vostra banca vi abbia abilitato il servizio prima della vostra partenza.

 

Bagni pubblici

Questo punto è indirizzato prettamente al popolo femminile, ma anche i maschietti lo troveranno utile. Fatta eccezione nelle grandi città e nei ristoranti, i bagni pubblici dei ristoranti da strada e delle aree di servizio non sono mai quasi muniti di carta igienica né di sciacquone. La carta la potete trovare solo in alcune fortunate occasioni ma, fuori dai wc, mai dentro; all’interno troverete una simpatica fontana con una ciotolina di plastica, ecco quello è lo sciacquone, buona fortuna e... turatevi il naso!

Immergersi in un Paese fantastico, spendendo pochissimo!

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 26/01/2014

Durata: 10 giorni

Luoghi: Bangkok, Chiang Mai, Sukhothai

 

Descrizione del viaggio:

Abbiamo deciso di partire per la Thailandia circa 5 mesi prima della partenza. E decido di costruire questo viaggio tutto da sola. Come sempre, del resto! Il viaggio prevede l'arrivo a Bangkok volutamente in serata per poterci subito riposare dopo il lungo volo. Il giorno seguente affittiamo una macchina e si parte alla volta del Nord della Thailandia. Tappe: Bang Pa In appena a Nord di Bangkok, parco storico di Ayutthaya, Lop Buri, Pitsanulok, parco storico di Si Satchanalai, Sukhothai, Lampang, Chiang Mai.

I parchi storici sono tutti meravigliosi in particolar modo quello di Sukhothai.

Dopo 4 giorni di tour prendiamo un volo per Krabi dove passiamo 3 giorni immersi in un mare che è paradisiaco!!

Ultima tappa verso il ritorno è Bangkok.

In Thailandia consiglio vivamente di mangiare thailandese. I sapori sono ovviamente lontani dalla nostra cucina ma non resistiamo alla curiosità di assaggiarli. Le dosi di peperoncino sono alte quindi state attenti!!! Chiedete sempre "not much spicy"!! Anche il "medium spicy" è decisamente piccante!!

Abbigliamento da portare comodo, di cotone. È d'obbligo il pantalone lungo e niente scollature per visitare i templi buddisti. Altrimenti non vi faranno assolutamente entrare. Gli ingressi ai templi e siti storici, come del resto tutti i pasti, costano pochissimo. Gli ingressi si aggirano sui 2,00 euro a persona; i pasti sui 4,00 euro a persona in ristorante. Nelle località di mare il costo si alza chiaramente.

Creare il viaggio da soli permette di risparmiare molto; noi in 2 per 10 giorni abbiamo speso circa 1.500 euro a persona considerando tutto tutto.

Vi consiglio di visitare questo meraviglioso Paese che vi lascerà un ottimo ricordo! 

Qui a Vita da Turista sono giorni che sogniamo la Thailandia. La stiamo sognando e la sogneremo ancora per parecchio tempo, per cui ... continuate a seguirci! Nel frattempo, però, potete sempre fare un pensierino per raggiungerla in prima persona la Thailandia, proprio come Gabriele e Tatiana, i nostri due super inviati. Per questo abbiamo deciso di farvi una bella sorpresa.

 

 

 

Un resort dall'altra parte del mondo a 500 euro, per 10 o 14 notti. A Phuket, in uno dei posti più belli della Thailandia, soprattutto per chi desidera innamorarsi del mare e delle spiagge. In quella che è conosciuta come la "Perla delle Andamane", la costa è un susseguirsi di ampie baie di sabbia finissima, scogliere rocciose e lussureggiante vegetazione tropicale. Patong Beach invece è la destinazione perfetta se si è alla ricerca di shopping mentre Kata Noi Beach è il paradiso dei surfisti. Impossibile restare delusi. Tutto questo al Coral Hideaway Beyond Phuket, con suite di oltre 50 metri quadri elegantemente arredate.

Se volete seguire le orme di Gabriele e Tatiana, trovate questa offerta su travelbird.it.

Dove andare. Quanto costa arrivarci. Il tipo di sistemazione. Se c’è vita notturna, piuttosto che la presenza o meno di campi sportivi per continuare a tenerci in forma anche una volta salutata (momentaneamente) la nostra palestra. Spesso, al momento di scegliere la tanto agognata meta delle nostre vacanze estive - almeno per coloro, la fetta più consistente, che scelgono il mare (o il lago) - , ci dimentichiamo proprio di valutare l’elemento di base: com'è l’acqua in cui ci tufferemo?

Tentiamo allora di dare una risposta fungendo da preziosi consiglieri per coloro che mettono davvero la qualità del mare al vertice del personale indice di gradimento in vista della partenza. Stilare una classifica è sempre impresa ardua e soggettiva, ma resta un divertente esercizio per semplificare il discorso. Limpida, trasparente, a prova di contaminazione? Se desiderate un’acqua del genere, sappiate che ci sono almeno 10 posti nel mondo in cui il vostro sogno diventerà realtà. 

 

 

Un po’ di suspense, partiamo dal fondo. Blue Lake, distretto di Rotorua, in Nuova Zelanda. È considerato il lago più trasparente del mondo. E non a caso. Se la visibilità dell’acqua distillata raggiunge quota 80 metri di profondità, quella di questa perla dell’Oceania segna i 76 metri.

 

Blue Lake

 

Cala Macarelleta (Minorca), le Isole della Comarça di San Blas a Panama e Tahiti ci accompagnano rapidamente verso la sesta posizione. Eccole qui:

Cala Macarelleta

 

Cala Macarelleta

 

Isole della Comarca di San Blas

 

Comarca di San Blas

 

Tahiti

 

Tahiti

 

Presente il film ‘The Beach’ con Leonardo Di Caprio? La location scelta per il set sono le Isole Phi Phi, in Thailandia (non vi ricorda qualcosa?), perla del Mare delle Andamene e protagoniste al sesto posto di questo particolare ranking. 

 

Thailandia

 

Playa Blanca, a Cartagena. Il nome di questa spiaggia della Colombia è tutto un programma e fa già venire l’acquolina in bocca agli amanti del mare.

 

 

Playa Blanca a Cartagena

 

L’ingresso nella Top Four segna anche l’unica presenza europea in classifica. Se la Croazia primeggia ormai da anni nei gusti turistici di tutto il mondo, molto lo si deve alla bellezza della penisola di Primosten (in italiano Capocesto).

 

Primosten

 

Gradino più basso del podio per le azzurre acque dell’Isola di Puerto Ayora, nelle Galapagos. Panorama suggestivo, dove la trasparenza pressoché assoluta del mare si sposa al meglio con lo scorcio di natura circostante. 

 

Galapagos - Ecurador

 

Mozzafiato lo sguardo su To Sua Ocean Trench, nel villaggio di Lotofaga (Isole Samoa). Lo chiamano ‘Buco blu’ ('To Sua' nella lingua locale significa proprio ‘grande buco’) e mai definizione fu più indovinata. 

 

To Sua - Samoa

 

Chiudete gli occhi e immaginate una foresta verde che ad un certo punto si apre formando come un grande occhio d’acqua: apriteli e resterete senza parole. Praticamente trasparente, di un azzurro tendente al celeste l’acqua che occupa il primo posto. Dove? Rullo di tamburi… Caya Coco, Cuba! Praticamente l’isola dei sogni, una superficie di 370 metri quadri dove il mare sembra uno specchio.

 

Cayo Coco

Il nostro viaggio di Sognando la Thailandia 2014 prosegue verso Sud, abbiamo attraversato, città, campagne, grandi città e foreste e a questo punto del cammino vorrei cominciare a tirare un attimo le somme riepilogando alcuni punti sulle abitudini degli abitanti della “Terra del sorriso”.

Oggi voglio parlarvi delle abitudini più curiose, bizzare, anticonvenzionali (insomma, vedete un po' voi come definirle) di questo magnifico, interessante, assurdo popolo!

 

 

Mangiucchiare ovunque

Questa è sicuramente la prima, ci si puo’ trovare sperduti nella foresta, in autostrada o all’interno di un qualsiasi luogo di culto, loro mangiucchiano, mangiano di continuo, spizzicano, per lo più cibi salati che comprano nelle varie bancarelle o che portano da casa (sì, perché il picnic improvvisato ovunque è molto di moda). Qualsiasi occasione, festa, sagra o festival è buona per mangiucchiare!

Anche nelle aree di servizio si possono trovare varietà infinite di bancarelle che vendono cibo e persone che improvvisano tavolate imbandite anche all'interno dei portabagagli dei pick-up! Eppure sono tutti magri, sarà forse questo il segreto per rimanere in forma? Io ci sto provando, ma con scarsissimi risultati!

 

Guidare sulla corsia di sorpasso

Hanno una vera predilezione per questo, essendo quindici giorni che giriamo la Thailandia in lungo e in largo con il nostro bolide, una cosa che ci è molto cara ovviamente, è la strada! Loro “non ce la possono fare”, non so se è una cosa che insegnano a scuola guida, ma guidano tutti sulla corsia di sorpasso, che in questo caso è quella di destra, e non se ne parla di farli spostare !

Sarà forse che noi siamo abituati con la frenetica vita occidentale? Non saprei, fatto sta che anche i camion carichi di ortaggi (se ne vedono a decine in strada con gli ortaggi sparsi nei cassoni senza alcun contenitore) corrono sulla corsia di sorpasso!

 

Vietato toccarsi quando ci si saluta

I Thai sono un popolo estremamente caloroso e affettuoso, ma hanno un modo molto diverso dal nostro di dimostrarlo; ad esempio quando si salutano non usano né darsi la mano né tanto meno baciarsi, ma si limitano ad unire le mani e chinare il capo.

Anche gli innamorati non sono soliti toccarsi in pubblico, il contatto fisico è una cosa estremamente riservata qui. Ieri siamo capitati nel bel mezzo di una festa privata, le ragazze e i ragazzi ballavano a debita distanza tra loro e quando Gabriele ha provato ad invitare una di loro a ballare porgendole la mano questa si è ritratta imbarazzatissima. Non bisogna toccarsi, questa è la regola generale ma, con uno sguardo e un sorriso, sanno trasmettere anche il più caloroso degli abbracci.

 

La Preghiera nei Luoghi Sacri

La maggioranza dei Thailandesi è di religione Buddhista e molto praticante. Ora non sto qui a spiegarvi le regole e la morale di questa religione  anche perché non ne sarei in grado) ma ci tengo a darvi alcune curiosità che da profana ho captato “nella miriade di visite, alla miriade di templi che abbiamo fatto”.

Nella maggior parte dei luoghi di culto sarebbe preferibile accedere con spalle e ginocchia coperte, anche se in realtà non ho ben capito quale sia il criterio di giudizio poiché, in alcuni templi mi hanno lasciato entrare in canottiera e in altri non andavano bene nemmeno i pantaloni sotto il ginocchio.

Togliersi rigorosamente le scarpe ed entrare a piedi nudi, questa è la parte che preferisco ovviamente, adoro andare in giro senza scarpe! Di solito arrivati a uno Stupa bisogna, sempre a piedi nudi, fare tre giri dello stesso recitando le preghiere. Queste sono le regole in linea di massima poi, c’è chi porta fiori in dono, chi frutta, chi scrive il proprio nome su di un telo, chi si fa benedire da un Monaco (cosa che anche noi abbiamo voluto fare!).

Devo dire che sono ancor più confusa di quando sono arrivata in merito a questo argomento ma, credo sia un ottimo motivo per tornare al più presto in Thailandia!

Sul Triangolo d'Oro si trova di tutto, sia online sia offline. Ora che ci sono stata ho capito perché: sembra aver ricevuto una pennellata d’oro dal cielo!

 

 

Le città qui non sono il massimo dell’ordine e della pulizia anche perché sono veramente strapiene di turisti. Può quindi capitare di camminare per le viuzze del centro di Chiang Mai tra bancarelle con cibo da strada e negozietti con articoli di dubbia provenienza pensando: “Si va bè' ho capito, ma che mi ci hanno mandato a fare qui?”

Poi giri l’angolo e improvvisamente spuntano Stupa e Templi d'oro a ogni angolo, creando un contrasto unico!

Personalmente sono rimasta a bocca aperta. Ora ho capito perché lo chiamano il Triangolo d’Oro. E perché ogni volta che chiedo info al riguardo ai miei mentori di Firmamento me ne parlano con tanto entusiasmo.

Inoltre la cosa interessante è che intorno alle città ci sono molti parchi nazionali, in particolare il Doi Inthanon National Park, famoso perché vanta la vetta più alta della Thailandia: 2565 metri!

In città c'erano 32 gradi all'ombra e noi grandi viaggiatori e conoscitori del Mondo siamo partiti all'avventura con canottiera e pantaloncini (ovviamente con la macchina ci siamo persi 70 volte prima di riuscire ad arrivare in cima). Risultato? Siamo morti dal freddo! In cima la temperatura toccava i 13 gradi. La gente con il cappotto e noi con le flip flop ai piedi.

 

È stata solo la nostra prima avventura di giornata. Sapete che ho deciso di lasciare a piedi Gabriele. Sì sì, proprio così. Guardare per credere! È stato divertentissimo!!!

 

 

E poi, altro giro, altro siparietto. 

- "Che facciamo? La facciamo benza prima di entrare nel parco?”
- "Ma no dai, abbiamo ancora una tacca... vuoi che non ci basti?”

Indovinate com'è andata finire la giornata …

Che fai ... non ci vuoi rimare a piedi sulla statale Thailandese a 200 metri dal benzinaio? Grandi viaggiatori noi!

Ecco ora spingi va!

Finalmente qualche giorno di relax a Chiang Rai. Camminiamo tutto il giorno, ma gira che ti rigira dopo 30 minuti al massimo siamo al punto di partenza. Non perché ci siamo persi, ma solo perché questa cittadina è così piccola che la si gira con poco. Nel pomeriggio andiamo in un bar con l’happy hour: una Chang grande a 60 baht, niente male.

Il biliardo è gratis per chi consuma e noi tra una birra ed una partita rimaniamo nel Rasta Bar un po’ di tempo. Nel frattempo conosciamo sia i proprietari, simpaticissimi, i quali ci sfidano anche a biliardo in un doppio (esito positivo per noi), che un gruppetto di ragazze, miste tra francesi ed australiane. E’ veramente un pomeriggio interminabile, ci viene appetito e decidiamo insieme alle ragazze di andare a mangiare qualcosa nel Night Bazar.

Come al solito c’è di tutto, ma noi ci concentriamo sul Food market. Anche qui c’è una vasta scelta, tra tutti i tipi di noodles e riso alle verdure, carne e pesce. Insomma per chi ha appetito c’è un bel po’ da fare. Noi come al nostro solito cominciamo assaggiando un po’ di tutto e alla fine siamo strapieni senza sapere esattamente di cosa ci siamo riempiti. I costi neanche a nominarli, irrisori.

Vaghiamo per le strade, ma la musica viene solo da un paio di bar e noi ci dirigiamo di nuovo al Rasta Bar. Si ricomincia, il gruppo si fa sempre più ampio e più competitivo intorno al tavolo da gioco. Scattano sfide, chi perde paga da bere, arriviamo imbattuti e così ubriachi da non ricordare neanche di come siamo riusciti ad arrivare in camera. Poi black-out totale. Il resto, per saperlo, dovremmo farcelo raccontare…

Alle 10:30 siamo partiti in autobus: 7 ore di viaggio al prezzo di 279 baht dalla stazione numero 2 di Sukhothai, destinazione Ayuthaya. Arriviamo alle 5, l’autobus ci lascia nel bel mezzo di una superstrada distante 8 km dal centro città. Un tuc-tuc passa e ci chiede se vogliamo un passaggio per 100 baht a persona. Abbiamo preferito optare per l’autostop e poco dopo un pick-up ci fa salire.

Facciamo il solito giro delle guesthouse: i prezzi si aggirano intorno ai 300/400 baht per una doppia. Stanchi di girare ci fermiamo a mangiare un piatto di riso e facciamo conoscenza con Mino, un ragazzo della Brianza “scozzese” (lavora come insegnante d’inglese). Ci facciamo dare qualche dritta sulla città: lui ci consiglia una guesthouse a poco prezzo, ma il proprietario del ristorante non la pensa allo stesso modo. Così Mino ci dice gentilmente che possiamo dormire a casa sua senza problemi, e a quel punto non ci resta che accettare con piacere.

La sera usciamo per mangiare qualcosa e dopo 2 ore ci ritroviamo a bere Whiskey Blend e soda ad un tavolo composto solo di thailandesi: non si fa in tempo a finire un bicchiere che te ne riempiono subito un altro! Abbiamo bevuto fino all’una del mattino, ora in cui siamo rientrati in casa (dove ci aspettava un super mega partitone a 351).

Il mattino seguente Mino va a lavoro e noi ci dirigiamo al centro storico, che è anche patrimonio Unesco. Cominciamo la nostra visita con il Wat Phra Mahathat, di cui ci colpiscono molto i Chedi costruiti con mattoncini rossi. Il paesaggio intorno è bellissimo e alcuni templi sono veramente ben conservati. La visita prosegue con il Wat Phanan Choeng, che all’interno contiene una statua di Buddha seduto alta 19 metri, e con il Wat Chai Wattanaram, dove si possono ammirare lunghe file di piccole statue dei Buddha senza le teste, così ridotti dopo l’attacco da parte dei Birmani.

Giriamo la città in lungo e in largo e all’ora di pranzo decidiamo di andare a mangiare al mercato galleggiante. Una Papaya Salad ci costa 30 baht, e noi la chiediamo piccante come dei veri thailandesi; e dopo poco la bocca ci va in fiamme! Proseguiamo la nostra camminata e ci addentriamo nella parte un po’ più turistica, dove le stradine sono piene di elefanti che trasportano turisti o persone del posto che tornano stanche dal lavoro sui campi. Ci sono poi recinti con caprette, struzzi, cammelli e una piccola caverna all’interno della quale vediamo una tigre seduta, con due zampe che mettono paura solo a guardarle. Ci invitano ad entrare per accarezzarla o per farci delle foto (poi avremmo potuto lasciare qualche baht come offerta). Naturalmente accettiamo: è come accarezzare un grosso micione, solo che quando si gira di scatto ti fa saltare come un grillo! Ci sembra però così mansueta che ci azzardiamo ad abbracciarla e ad appoggiarci sopra di lei, che rimane sempre tranquilla. Nonostante questo, ad ogni movimento sospetto la reazione è immediata: alzati ed allontanati!

Si sta facendo  sera  e decidiamo di rientrare a casa di Mino, ma ci siamo completamente persi: camminiamo  lungo il fiume e, buttando ogni tanto l’occhio nell’acqua, intravediamo un varano di 2 metri che si affaccia in superficie, che nuota tranquillo per una decina di metri e poi al nostro primo rumore ritorna sott’acqua. Poco dopo una piccola mandria di bufali affolla la piccola stradina: pochi sì, ma con le corna molto lunghe! Al nostro passaggio ci fanno strada e noi possiamo continuare tranquilli la nostra passeggiata.

Insomma, sembra di essere all’interno di una giungla dove animali che potrebbero diventare pericolosi se ne stanno tranquilli tra di noi. Abbiamo trovato questa città molto più selvaggia delle altre, in cui alla natura e agli animali viene lasciata più libertà.

Finalmente riusciamo nel nostro intento e arriviamo a casa, dove c’è già Mino che ci aspetta. Ci facciamo una doccia  e via a mangiare. Però stasera non si fa tardi, domani si riparte, destinazione Krabi: speriamo che i monsoni non ci perseguitino e che ci possiamo godere un po’ delle splendide spiagge thailandesi

 

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