Ieri, prima di partire per la Turchia e proseguire nel nostro lungo viaggio verso la Thailandia, abbiamo avuto una sorpresa, qualcosa che non ci saremmo mai aspettati! Verso le 9 di sera qualcuno ha bussato alla nostra porta. Strano, tutti sanno che siamo in Bulgaria, ma nessuno sa dove di preciso! Incuriositi siamo andati a vedere chi fosse e ... SORPRESA!! Erano le due ragazze che avevamo conosciuto a Sofia qualche giorno fa!

Ci siamo preparati al volo e siamo andati a bere qualcosa insieme. Siamo rimasti di stucco. Mai ce lo saremmo aspettato. È stato davvero un gesto carino da parte loro. Si sono fatte sei ore di pullman per venire fin qui, a Varna, ad augurarci buon viaggio! È stato bello, davvero bello. Peccato che, da bravi ragazzi quali siamo, siamo dovuti andare a dormire senza far troppo tardi. Ci aspettava un giorno di viaggio, verso Istanbul e la Turchia!

Detto fatto, una volta in piedi, di buon mattino, abbiamo fatto colazione insieme e, dopo i saluti, siamo saltati a bordo di Bianchina. Quella che ci aspetta è una dura giornata di viaggio, che sarà coronata dall'arrivo in Turchia, sesto paese sulla rotta per la Thailandia! Partiamo da Varna verso le 9.30 e in quattro ore circa siamo al confine. Di queste quattro ore almeno due sono di curve, quindi attenti se volete seguire le nostre orme. Siamo arrivati alla dogana e via con i controlli: prima controllo documenti della macchina, poi controllo passaporti e infine controllo dei bagagli. In tutto passano altre 2 ore, anche perché ci rimandano da un controllo all'altro.

Superata la dogana e finalmente in territorio turco, il primo cartello stradale che incontriamo indica: Istanbul - 220 km. Per raggiungere il centro c'è voluto un po'. Tra la miriade di macchine che intasa le strade ed il loro folle modo di guidare, siamo arrivati a destinazione alle 9 di sera. Devo ammetterlo, quando siamo arrivati in città, avendo letto quello che sta succedendo, ci aspettavamo ti trovare un bel casino. Invece niente di tutto questo: il centro è tranquillo, i disordini sono concentrati esclusivamente nella zona di piazza Taksim, ma il resto della città funziona alla grande. Davvero nessun problema!

Prendiamo subito un ostello vicinissimo a Piazza Sultanahmet, e dobbiamo "accontentarci" del dormitorio. Siamo in camera con 3 ragazze coreane e un americano, tutti molto simpatici. Ora è tempo di un Kebab (che la fame si fa sentire) e poi ... E poi solo la vista della Basilica di Santa Sofia e della Moschea di Sultanahmet, la Moschea Blu, ci convince che è valsa la pena farsi 12 ore di macchina! Sono veramente bellissime, un incanto! Domani le visiteremo anche all'interno e sapremo dirvi di più Per ora, accontentatevi: siamo distrutti, si va a dormire!

Eccoci a Istanbul. Siamo pronti a scoprire questa bellissima città ed il modo migliore per farlo è dirigersi subito verso il centro dove, come abbiamo già detto e come potete vedere da soli dalle foto in basso, tutto scorre normalmente e senza alcun problema, nonostante gli scontri di Piazza Taksim. La nostra prima tappa è la Moschea di Sultanahmet, conosciuta come Moschea Blu, per via del colore delle piastrelle che ornano l'interno. Seguiteci!

La Moschea Blu fu costruita dall'architetto Sedefkar Mehmed Aga dal 1609 al 1616, durante il regno di Hamed I. Al suo interno è tuttora custodita la tomba del fondatore e una madrasa, ma la Moschea è diventata ormai un'attrazione turistica a tutto tondo. L’interno è rivestito con oltre 20.000 piastrelle di ceramica, tutte fatte a mano, che rappresentano più di 50 diversi disegni di tulipani oltre a disegni vari di fiori e frutta. Le 200 vetrate, regalate al Sultano dalla Signoria di Venezia, sono decorate ma in modo tale da far entrare sufficiente luce. Oggi l'illuminazione è semplificata però dagli enormi lampadari.

Tutte le decorazioni sono state prese da versetti del Corano, eseguite dal calligrafo (sì, perché le decorazioni sono soprattutto grafiche e non rappresentano la divinità in forma antropomorfa) più importante di quei tempi: Seyyid Kasim Gubari. L'elemento più importante è il Mihrab, da dove l'Imam esegue il suo sermone. È costruito in modo tale che lo si possa vedere e sentire da ogni parte della Moschea. Nel complesso è veramente stupenda! Noi siamo rimasti a bocca aperta già vedendola dall'esterno, così maestosa e importante. È capace di catturare lo guardo e di farti perdere nei dettagli della sua infinità.

Di fronte alla Mosche Blu, si staglia la Basilica di Santa Sofia. L'edificio venne realizzato inizialmente per accogliere una cattedrale Ortodossa, funzione che svolse dal 573 al 1204. Fu poi convertito in una cattedrale di rito Romano Cattolico, dal 1204 al 1261, tornò a essere una cattedrale Ortodossa fino al 1453 e si "trasformò" in una Moschea, ruolo che ha svolto fino al 1931. Oggi invece, la Basilica ospita un museo. Si tratta di uno degli edifici che ha cambiato più volte "destinazione d'uso" nel corso della sua storia!

La Basilica di Santa Sofia fu inizialmente costruita per ordine dell’imperatore bizantino Giustiniano e rimase per mille anni la cattedrale più grande del mondo, primato che perse con la costruzione di quella di Siviglia nel 1520. Nel 1453, quando Costantinopoli fu conquistata dai turchi Ottomani, il sultano Mehmed II ordinò di convertirla in Moschea. L'altare, le icone, la campana e tutti gli affreschi furono rimossi o coperti e sostituiti con il Mihrab e i minareti. Oggi è possibile vedere l’affresco di Maria e Gesù e dell’Angelo Gabriele risalenti al nono secolo. Purtroppo però una metà dell’interno è in ristrutturazione e l'edificio non è completamente visibile.

Terminato il nostro giro turistico e con negli occhi ancora le immagini di questi due edifici davvero eccezionali, ci siamo resi conto che era ora di pranzo. Come al solito, non ci siamo fatti mancare un kebab per strada. Ce lo siamo fatte fare piccantissimo. Non sono bastate 3 bottigliette d’acqua per soffocare quel sapore così forte. E dopo pranzo, abbiamo decisamente cambiato zona per andare a dare un'occhiata a Piazza Taksim. Ma questa è un'altra storia.

Come vi abbiamo anticipato nel nostro aggiornamento dal centro di Istanbul, nel pomeriggio siamo andati a dare un’occhiata a Piazza Taksim, il luogo dal quale sono partiti i disordini che hanno coinvolto la Turchia in questi giorni. In piazza ci sono circa 600 alberi, il Parco Gezi; il governo vorrebbe rimuoverli e al loro posto costruire una serie di edifici che rappresentino il vecchio stile della Nazione. Tantissimi giovani si sono ribellati e hanno deciso di occupare la piazza in segno di protesta.

Al nostro arrivo ci accorgiamo subito che la situazione è complicata. Finché si è in centro, infatti, non si ha nessun sentore di quello che succede da queste parti, un po' come se ci si trovasse in un altro paese. La città di Istanbul nel suo complesso è assolutamente sicura e non ci sono problemi di nessun tipo se la si vuole visitare. Solo arrivati nei dintorni di Piazza Taksim si vedere qualcosa di quanto sta succedendo: già sulla prima gradinata della piazza si individua una barricata realizzata usando macchine bruciate, vecchie impalcature messe in disordine l’una sopra l’altra e ferrame vario. Ci siamo addentrati e dappertutto abbiamo visto tende di persone che da 16 giorni dormono e vivono lì. La piazza ne è piena.

L'atmosfera è tuttavia tranquilla, a differenza di quello che si potrebbe pensare. Tutti si conoscono e si aiutano formando catene umane per distribuire acqua, merendine e sigarette. Ci sono anche bambini con le loro piccole tende e miriadi di giornalisti e fotografi. Per non parlare di tutti i cartelli, manifesti e bandiere che ornano la piazza. Abbiamo tranquillamente passeggiato tra i manifestanti, parlando della situazione con chi sta partecipando a questa protesta, e ci siamo fatti l'idea che i motivi della protesta vadano ormai oltre la difesa del parco.

Abbiamo intervistato più di una persona, come potete vedere nei video. Tra queste c'è anche il proprietario della Guesthouse dove alloggiamo, nei pressi di Piazza Sultanahmet, che ci conferma come in centro la situazione sia tranquilla.

 

 

 

 

Dopo aver lasciato Piazza Taksim, siamo rientrati verso le 8 di sera. Stanchi di kebab abbiamo cercato un posto economico dove mangiare. Ci abbiamo messo un po', circa un'ora di cammino, ma ce l’abbiamo fatta: piatti tipici del posto e siamo tornati al nostro ostello. Questa sera nella nostra stanza composta da sei letti siamo rimasti noi e altre due ragazze di Hong Kong che sono appena arrivate. Non ci siamo fatti sfuggire l'occasione e ci siamo già fatti dare consigli utili per la Cina, non si può mai sapere. Ma prima c'è la Cappadocia!

 

Dire che siamo stanchi è dire poco, ma abbiamo troppa voglia di vedere lo spettacolo che ci sta aspettando: la Cappadocia, che meraviglia! Prima di tutto, però, è meglio fare colazione! Ci fermiamo in un mercato nel centro di Goreme, dove ce la siamo cavata con 5 lire turche, l'equivalente di 2 euro. Lo stomaco ha smesso di brontolare, segno che la giornata può finalmente avere inizio!

Siamo andati a un'agenzia che organizza tour e ci siamo mostrati interessati a ognuno di quelli in catalogo. Una volta avute tutte le informazioni necessarie, siamo andati via, ringraziando e promettendo che ci avremmo pensato. Carichi di nozioni, siamo tornati alla macchina e siamo partiti per il nostro tour. Prima tappa, la Valle di Goreme, un grande museo all'aperto. In questa zona i primi insediamenti cominciarono tra il settimo e l’ottavo secolo, quando ci fu una grande migrazione di ecclesiastici che vennero a rifugiarsi qui costruendo abitazioni ed edifici di culto, sfruttando la facilità di manipolazione del Tufo.

Ora questo è diventato un posto turistico e all'interno del sito si possono ammirare chiese e cappelle risalenti al decimo e all'undicesimo secolo, ornate da affreschi che rappresentano il Cristo, la Vergine Maria e gli angeli, in particolare l'Arcangelo Gabriele. Il nostro tour è partito dalla Chiesa di San Basilio, poi la Cappella di Santa barbara, la Chiesa di Sant'Onofrio, la Chiesa del Melo, chiamata così perché ospita un affresco con l'Angelo Gabriele che tiene in mano una sfera simile a una mela (purtroppo in tutte queste non è stato possibile fare foto) e infine la Chiesa Oscura (Karanlik Kilise), dove siamo stati gli unici ad avere il permesso di fare fotografie all'interno.

 

 

Alla Chiesa si accede attraverso una stretta scala che si apre in un ambiente illuminato da un'unica finestrella. L'oscurità ha preservato gli affreschi, che sono senza dubbio i più spettacolari dell'intero museo, con colori ancora estremamente vivi. Terminato il giro delle Chiese, è arrivato anche il momento di far divertire un po' Bianchina. Ma questo ve lo raccontiamo nel prossimo post... Continuate a seguirci!

Ci incontriamo all'aeroporto, tutti che arrivano alla spicciolata, questo viaggio ci colma di tante aspettative, chi per una occupazione futura chi per il solo piacere di arrichirsi assimilando la cultura di un paese così lontano...

 

Numero Viaggiatori: 12

Data di partenza: 21/03/2009

Durata: 7 giorni

Luoghi: Istanbul

 

Descrizione del viaggio:

Ci incontriamo all'aeroporto, tutti che arrivano alla spicciolata, questo viaggio ci colma di tante aspettative, chi per una occupazione futura chi per il solo piacere di arrichirsi assimilando la cultura di un paese così lontano da noi in molti sensi. La sera scende, il nostro aereo decolla, al rientro, i nostri bagagli saranno un po' più pesanti di regali, e un po' più leggeri per il sogno esaudito di visitare l'Oriente...

Non ho bisogno di voce, in un'occhiata Istanbul mi appare, nel blu del cielo d'Oriente, in un disordine stabilito. La nostra destinazione Dortyol con le sue scuole precise e i bambini in fila indiana, nelle loro divise ci danno il benvenuto in lingua Inglese quasi perfetta.

Il cibo è colorato, salse, intingoli, creme e spezie di ogni tipo, organizzano con calma i sapori... e le bevande, succo di melagrana e latticello per nascondere il fuoco del piccante di quasi tutte le portate... il chai (thè buonissimo) accompagna tutte le fasi della giornata. All'entrata delle moschee le scarpe si lasciano sul portone, e i capelli si velano coi manti multicolori.

Consigli ... vestire non appariscente e in maniera comoda, la lira al cambio è favorevole e si compra bene.

Cosa aggiungere ancora... buon viaggio!!!

Viaggiare è tutto ciò che dovremmo fare! Si deve viaggiare per scoprire il mondo e per scoprire soprattutto se stessi... Il vero viaggio è quello che facciamo dentro di noi quando oltrepassiamo i confini

 

Numero Viaggiatori: 4

Data di partenza: 26/05/2013

Durata: una settimana

Luoghi: Istanbul, Olimpia, Venezia

 

Descrizione del viaggio:

Io e la mia famiglia siamo partiti per la prima volta in crociera. Ci siamo imbarcati il pomeriggio dal porto di Bari e abbiamo passato una settimana favolosa a bordo della Msc Divina :) Nei giorni seguenti abbiamo visto posti bellissimi quali Katakolon ed Olimpia in Grecia con i loro magnifici reperti archeologici, le rovine greche, i vecchi teatri della città e i templi. È stato particolarmente emozionante per me che quei posti li ho sempre e solo visti nei libri di storia dell'architettura :D Vederli dal vivo è davvero una sensazione unica.

Poi è stata la volta di Istanbul... che città! È enorme e ha una cultura tutta sua! Abbiamo visitato le moschee, tra le quali la più grande, Santa Sofia, e la Moschea Blu, con cupole giganti e mosaici bellissimi e nel pomeriggio un bel giretto al gran bazar. Il giorno seguente siamo sbarcati ad Izmir, sempre in Turchia, ma ci siamo allontanati dalla città per andare a Efeso, antica città greca rimasta "intatta".

Per concludere la romantica Venezia... bellissima città "galleggiante". L'atmosfera di Venezia ti avvolge sempre con i suoi colori e le bancarelle piene di maschere e souvenir. I suoi palazzi storici ti accompagnano durante il viaggio sui battelli o, se preferite, sulle gondole. Sicuramente da vedere e da godere!

A bordo della nave siamo stati accolti davvero bene, ogni giorno potevi scegliere se mangiare a buffet, c'era tutto ciò che volevi!! La sera invece il ristorante ti offriva una cucina all'italiana, se cosi possiamo dire. Comunque tutto buono! Per una vacanza come la crociera puoi sfiziarti come vuoi nel vestirti! Quindi... chiunque decide di andarci si prepari una valigia enorme in cui mettere di tutto, dai vestiti più pratici a quelli più eleganti per le serate di gala che si tengono due volte durante la settimana. C'è da divertirsi!

Il divertimento è assicurato sulla nave! Tutti sono coinvolti, dai più piccoli ai più adulti! Per me è stata una vacanza davvero fantastica perchèé ho avuto l'occasione di visitare più posti in poco tempo e perché a bordo ho conosciuto bella gente che sicuramente ha reso unica la mia vacanza! Auguro a chiunque decide di fare una crociera e di divertirsi tanto come ho fatto io!

Per la Turchia il 2015 è un anno soddisfacente dal punto di vista culturale in quanto, con l’inserimento di Efeso, Diyarbakir e i giardini di Hevsel nella Lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'Unesco, ha visto salire a 15 il numero dei beni turchi tutelati.

Ma conosciamo meglio questi siti che hanno ottenuto l’ambito riconoscimento.

Il sito di Efeso, sul tratto di costa egea, è tra le punte di diamante del turismo turco in quanto si tratta del sito storico maggiormente visitato, con ben due milioni di visitatori l'anno che arrivano fin qui per ammirare le storiche bellezze che conserva, primo tra tutti il tempio di Artemide che è anche considerato una delle sette meraviglie del mondo antico.

Diyarbakir rappresenta una sorpresa, in quanto si tratta di una città importante – basti pensare che è il capoluogo della provincia omonima – che si trova nella parte sud orientale del Paese e che ha visto assegnare il riconoscimento alle sue antiche mura. Posta sulle sponde del fiume Tigri, si riconosce già da lontano proprio per le sue imponenti mura millenarie, che circondano la città vecchia estendendosi per più di 5 chilometri, intervallati da ben 16 punti di osservazione e testimonianze storiche di primaria importanza quali iscrizioni e bassorilievi di grande pregio.

I giardini di Hevsel sono l’altra grande novità Unesco in Turchia, un altopiano fertilissimo bagnato dal Tigri che ha alle spalle una storia lunghissima e dove, fra gli altri esemplari, cresce un tipo d’anguria gigantesca.

La decisione è stata presa a Bonn, in Germania, nel corso del 39° Comitato del Patrimonio Mondiale.

È arrivata l’ora di lasciare Istanbul e di rimetterci in viaggio. Ottocento chilometri ci separano dalla nostra destinazione, Nevsehir, in Cappadocia, per visitare Goreme, Patrimonio dell'Umanità e sito UNESCO dal 1985. Il lungo spostamento è anche la prima occasione di dibattito: chi voleva partire presto la mattina per raggiungere Nevsehir in serata e chi invece preferiva guidare di notte per raggiungerla in mattinata evitando la notte in hotel. Indovinate com'è andata?!

Alla fine è stata scelta una via di mezzo, sfavorevole a entrambi! Cerchiamo però di vedere il lato positivo: siamo riusciti a sfruttare la mattinata a Istanbul e non abbiamo pagato la notte in albergo. Anche se delle quattro ore passate in macchina, solo la prima mezz'ora è stata divertente. Il resto è stato infernale! Tanto più che nel pomeriggio siamo dovuti tornare all'ostello per caricare batterie varie, necessarie per il viaggio. Alla fine, ci siamo messi in marcia alle 3 del pomeriggio, consapevoli che ci sarebbero voluto almeno due ore per uscire dal traffico cittadino e prendere la prima autostrada.

Anche se siamo abituati al traffico urbano delle città italiane, qui in Turchia sono molto più "aggressivi" alla guida, non lasciano spazi, sono sempre pronti a superarti sia a destra che a sinistra o a infilarsi in ogni spazio disponibile. Bianchina è abbastanza grande per veloci manovre, ma dopo aver capito il sistema si è fatta rispettare! La prima tappa è stata ad Ankara, la capitale, e fin qui nessun problema. Il difficile è venuto dopo e dobbiamo ammettere che il navigatore ci ha salvati: lo sguardo era incollato sul nostro Geosat 4x4 Crossover di AvMap, che con la sua gentile voce ci ha guidato tra incroci incomprensibili e strade con nomi indecifrabili.

La notte è scesa presto e per molti chilometri siamo stati gli unici a percorrere quella strada. Velocità di crociera intorno ai 100 km/h, senza esagerare con l'acceleratore, anche perché la Turchia è uno degli stati con la benzina più cara al mondo. A tenerci compagnia le stelle sopra di noi e la musica in macchina: "Shine on Your Crazy Diamond" dei Pink Floyd, "All along the Watch Tower" di Jimi Hendrix, "Mad World" di Gary Jules, e qualche sempreverde nostrana come la classica "Compagni di scuola" di Venditti e varie di Ligabue e Vasco Rossi. Tra una canzone e l'altra, siamo arrivati in Cappadocia alle 3 del mattino.

Siamo rimasti folgorati. Il panorama che si è aperto davanti ai nostri occhi era irresistibile. Ci siamo fermati e ci siamo messi a fare foto: il cielo pieno di stelle, la Via Lattea che si estendeva proprio sopra la nostra testa, le case costruite nel tufo che con le luci accese facevano da contorno a quel panorama mozzafiato... uno spettacolo! Dalla nostra posizione eravamo nel buio più completo e quando abbiamo sentito strani rumori alle nostre spalle, abbiamo deciso di rimontare in macchina e di cercare un posto dove passare la notte. Se non altro per salvare il costoso materiale che viaggia con noi!

Dopo 12 ore di macchina, finalmente abbiamo parcheggiato Bianchina! Di ostelli in zona ce ne sono molti, tutti aperti. Entrando però c'è silenzio totale, nessuno risponde alla nostre chiamate. Il Piano A stava fallendo, per fortuna abbiamo sempre un Piano B: abbiamo sistemato il retro della macchina e ci siamo sdraiati. Sembra impossibile farcela, visto che siamo alti entrambi un metro e novanta o giù di lì. Non riuscivamo a prendere sonno per le risate, con il poco spazio disponibile eravamo costretti ad abbracciarci e ad assumere posizioni strane. Alla fine però ce l'abbiamo fatta, siamo riusciti a prendere sonno, con la speranza che alla 7 avremmo trovato qualcuno in reception. Per fortuna è andata proprio così. Giusto il tempo di fare il check-in, una doccia, e via per visitare Goreme!

È il nostro ultimo giorno a Varna e il nostro ultimo giorno in Bulgaria (dove, dobbiamo ammetterlo, ci siamo divertiti parecchio!). Prima di ripartire, però, stiamo aspettando la cosa più importante del nostro viaggio: i nostri passaporti! Quando ce li hanno consegnati li abbiamo alzati in aria come si alza una coppa del mondo! E con tutta la gioia di quando la si vince, li abbiamo controllati: tutti i visti erano lì, con le giuste date di entrata e di uscita per ogni paese fino alla Thailandia!

Rimaniamo a Varna, la stanza è già pagata ed è troppo tardi per arrivare in Turchia. Tra i chilometri da fare e il tempo che avremmo perso alla dogana saremmo arrivati a notte inoltrata. Data anche la situazione in Turchia in questo momento e i disordini che la stanno attraversando, abbiamo preferito partire con calma e arrivare lì a un orario più accettabile. Visto che, però, ci troviamo ... tanto vale concedersi una una giornata di relax al mare!

Il sole è cocente e vediamo a occhio nudo che la nostra pelle sta piano piano cambiando colore. Ci stiamo abbronzando! Alle 4 del pomeriggio, quando il sole era ancora alto in cielo, siamo dovuti scappare via, non resistevamo più. Anche oggi non è mancata la classica partita a Beach Volley Italia vs. Bulgaria! Questa volta, stranamente, abbiamo vinto ma non abbiamo le prove. I ragazzi contro cui abbiamo giocato, infatti, hanno preferito non farsi riprendere e quindi non possiamo documentarvi la nostra "sensazionale" vittoria! Non importa, il viaggio è ancora lungo e avremo la possibilità di cimentarci in altri sport. Promettiamo solennemente che vi mostreremo tutto, a prescindere da quale sarà il risultato. Tanto, come avrete capito, ci capita di perdere spesso e volentieri.

Ringalluzziti dalla vittoria, siamo tornati in stanza per una doccia veloce e poi, via, a passeggiare sul corso principale di Varna. La nostra attenzione è stata catturata da un giocoliere, super bravo; ha cominciato a lanciare 3, poi 4, 5, 6,  ben 7 pallette in aria e con velocità incredibile le faceva volteggiare simmetricamente tra loro e poi cambiando giro, tanto che non si capiva bene neanche quante palline fossero in tutto. Dopo poco ha fatto lo stesso con i birilli, ben 5 contemporaneamente, sbizzarrendosi con evoluzioni sempre più eclatanti. Davvero un fenomeno!

Visto che siamo abitudinari anche mentre giriamo il mondo, siamo andati a cena al nostro solito posto, dove in pochi giorni siamo diventati clienti fissi. Quando abbiamo detto alle cameriere che saremmo partiti, c'è stato un "Noooooo" generale. Tutti dispiaciuti! E anche noi lo siamo. Sentimenti a parte, si mangiava benissimo! Comunque cena e a letto presto, domani c'è una giornata di viaggio. La nostra prossima tappa ci aspetta!

Istanbul, Costantinopoli, Bisanzio: comunque la si voglia ricordare, Istanbul resta una metropoli a cavallo di due culture, europea e asiatica, divise solo dal suggestivo stretto del Bosforo. Sultanahmet Meydani è il cuore della città. Qui si trovano tutti i suoi più importanti monumenti, come la Basilica di Santa Sofia, la Moschea Blu, opera del Sultano Ahmet, la Cisterna sotterranea della Basilica (assolutamente da non perdere) e l'Ippodromo romano. Istanbul è un sogno per chi la visita, in cui sogno in cui farsi cullare dal susseguirsi di cupole dorate ed edifici cristiani.

 

 

Ma arte e storia non esauriscono certo il piacere di una vacanza a Istanbul. Avete voglia di fare un po' di shopping? Non perdete un giro nel mitico suk. Volete godere di tutto questo e a poco prezzo? Marzo è il periodo che fa per voi. Volo A/R con partenza da Milano il 12 per trascorrere tre magiche notti sul Bosforo. Volete il lusso? Bene, sarete accontentati: la struttura che vi ospiterà è il Cenevre Hotel che, oltre a camere spaziose e confortevoli, offre colazione e WiFi gratuito a tutti i suoi clienti. Il tutto a 190 euro. Dite la verità, avete già pronta la valigia sul letto?

L'offerta è disponibile su expedia.it. Non fatevela scappare!

 

 

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