È il nostro ultimo giorno a Varna e il nostro ultimo giorno in Bulgaria (dove, dobbiamo ammetterlo, ci siamo divertiti parecchio!). Prima di ripartire, però, stiamo aspettando la cosa più importante del nostro viaggio: i nostri passaporti! Quando ce li hanno consegnati li abbiamo alzati in aria come si alza una coppa del mondo! E con tutta la gioia di quando la si vince, li abbiamo controllati: tutti i visti erano lì, con le giuste date di entrata e di uscita per ogni paese fino alla Thailandia!

Rimaniamo a Varna, la stanza è già pagata ed è troppo tardi per arrivare in Turchia. Tra i chilometri da fare e il tempo che avremmo perso alla dogana saremmo arrivati a notte inoltrata. Data anche la situazione in Turchia in questo momento e i disordini che la stanno attraversando, abbiamo preferito partire con calma e arrivare lì a un orario più accettabile. Visto che, però, ci troviamo ... tanto vale concedersi una una giornata di relax al mare!

Il sole è cocente e vediamo a occhio nudo che la nostra pelle sta piano piano cambiando colore. Ci stiamo abbronzando! Alle 4 del pomeriggio, quando il sole era ancora alto in cielo, siamo dovuti scappare via, non resistevamo più. Anche oggi non è mancata la classica partita a Beach Volley Italia vs. Bulgaria! Questa volta, stranamente, abbiamo vinto ma non abbiamo le prove. I ragazzi contro cui abbiamo giocato, infatti, hanno preferito non farsi riprendere e quindi non possiamo documentarvi la nostra "sensazionale" vittoria! Non importa, il viaggio è ancora lungo e avremo la possibilità di cimentarci in altri sport. Promettiamo solennemente che vi mostreremo tutto, a prescindere da quale sarà il risultato. Tanto, come avrete capito, ci capita di perdere spesso e volentieri.

Ringalluzziti dalla vittoria, siamo tornati in stanza per una doccia veloce e poi, via, a passeggiare sul corso principale di Varna. La nostra attenzione è stata catturata da un giocoliere, super bravo; ha cominciato a lanciare 3, poi 4, 5, 6,  ben 7 pallette in aria e con velocità incredibile le faceva volteggiare simmetricamente tra loro e poi cambiando giro, tanto che non si capiva bene neanche quante palline fossero in tutto. Dopo poco ha fatto lo stesso con i birilli, ben 5 contemporaneamente, sbizzarrendosi con evoluzioni sempre più eclatanti. Davvero un fenomeno!

Visto che siamo abitudinari anche mentre giriamo il mondo, siamo andati a cena al nostro solito posto, dove in pochi giorni siamo diventati clienti fissi. Quando abbiamo detto alle cameriere che saremmo partiti, c'è stato un "Noooooo" generale. Tutti dispiaciuti! E anche noi lo siamo. Sentimenti a parte, si mangiava benissimo! Comunque cena e a letto presto, domani c'è una giornata di viaggio. La nostra prossima tappa ci aspetta!

È un breve racconto a 4 mani della nostra breve esperienza e di piccoli particolari che ci hanno colpito nella città dalle due anime.

 

Numero Viaggiatori: 2

Data di partenza: 08/01/2007

Durata: 1 settimana

Luoghi: Istanbul

 

Descrizione del viaggio:

Siamo partiti in gennaio quando i costi dei voli e degli hotel erano bassi. Abbiamo dormito in un piccolo hotel del centro, il "Legend": Istanbul è una città meravigliosa dove convivono povertà e ricchezza, modernità e tradizione. Abbiamo visitato la Moschea Blu, Santa Sofia, Topkapi e tutte le piccole moschee. Siamo saliti attraverso il Ponte di Galata nel quartiere di Beyglou. Abbiamo attraversato il Bosforo con battelli di linea al costo di un euro e abbiamo visitato la parte est (molto diversa da ovest) con il pullman. Inoltre siamo scesi nei quartieri più poveri dove si trova di tutto a prezzi stracciati, cibo, vestiti, oggetti vari.

Abbiamo visitato i due grandi mercati, quello delle spezie e quello dell'oro, il Gran Baazar, oltre alla "casbe" sparse ovunque. Insomma abbiamo provato ad entrare nel cuore di Istanbul. Non abbiamo mancato uno spettacolo dei dervisci e la stazione dove arrivava l'Oriente Express, oltre alle Università coraniche.

La cucina è tipicamente orientale, speziata, per le strade si possono mangiare sgombri arrosto in grandi panini e al Gran Baazar si può acquistare di tutto. I periodi migliori per visitarla, pensiamo siano l'inverno, dove abbiamo trovato la neve, e tutti i mesi poco turistici. Nonostante gennaio, non abbiamo sofferto il freddo.

A Istanbul ci si muove in tram!

È stata una delle più belle esperienze della nostra vita!

Ieri, prima di partire per la Turchia e proseguire nel nostro lungo viaggio verso la Thailandia, abbiamo avuto una sorpresa, qualcosa che non ci saremmo mai aspettati! Verso le 9 di sera qualcuno ha bussato alla nostra porta. Strano, tutti sanno che siamo in Bulgaria, ma nessuno sa dove di preciso! Incuriositi siamo andati a vedere chi fosse e ... SORPRESA!! Erano le due ragazze che avevamo conosciuto a Sofia qualche giorno fa!

Ci siamo preparati al volo e siamo andati a bere qualcosa insieme. Siamo rimasti di stucco. Mai ce lo saremmo aspettato. È stato davvero un gesto carino da parte loro. Si sono fatte sei ore di pullman per venire fin qui, a Varna, ad augurarci buon viaggio! È stato bello, davvero bello. Peccato che, da bravi ragazzi quali siamo, siamo dovuti andare a dormire senza far troppo tardi. Ci aspettava un giorno di viaggio, verso Istanbul e la Turchia!

Detto fatto, una volta in piedi, di buon mattino, abbiamo fatto colazione insieme e, dopo i saluti, siamo saltati a bordo di Bianchina. Quella che ci aspetta è una dura giornata di viaggio, che sarà coronata dall'arrivo in Turchia, sesto paese sulla rotta per la Thailandia! Partiamo da Varna verso le 9.30 e in quattro ore circa siamo al confine. Di queste quattro ore almeno due sono di curve, quindi attenti se volete seguire le nostre orme. Siamo arrivati alla dogana e via con i controlli: prima controllo documenti della macchina, poi controllo passaporti e infine controllo dei bagagli. In tutto passano altre 2 ore, anche perché ci rimandano da un controllo all'altro.

Superata la dogana e finalmente in territorio turco, il primo cartello stradale che incontriamo indica: Istanbul - 220 km. Per raggiungere il centro c'è voluto un po'. Tra la miriade di macchine che intasa le strade ed il loro folle modo di guidare, siamo arrivati a destinazione alle 9 di sera. Devo ammetterlo, quando siamo arrivati in città, avendo letto quello che sta succedendo, ci aspettavamo ti trovare un bel casino. Invece niente di tutto questo: il centro è tranquillo, i disordini sono concentrati esclusivamente nella zona di piazza Taksim, ma il resto della città funziona alla grande. Davvero nessun problema!

Prendiamo subito un ostello vicinissimo a Piazza Sultanahmet, e dobbiamo "accontentarci" del dormitorio. Siamo in camera con 3 ragazze coreane e un americano, tutti molto simpatici. Ora è tempo di un Kebab (che la fame si fa sentire) e poi ... E poi solo la vista della Basilica di Santa Sofia e della Moschea di Sultanahmet, la Moschea Blu, ci convince che è valsa la pena farsi 12 ore di macchina! Sono veramente bellissime, un incanto! Domani le visiteremo anche all'interno e sapremo dirvi di più Per ora, accontentatevi: siamo distrutti, si va a dormire!

Oggi vogliamo portarvi alla scoperta di un volto della Turchia che forse non molti di voi conoscono, quella di Izmir,  deliziosa e antica città sulle sponde del Mar Egeo. In questa zona è possibile anche trovare alcune delle spiagge più belle di tutto il Paese, immerse in una cornice rigogliosa fatta di oliveti, boschi di pini e porti turistici dalla bellezza caratteristica e tradizionale.

Quello che colpisce maggiormente di Izmir, tuttavia, è sicuramente il suo patrimonio storico, ricchissimo e variegato, che ad ogni angolo saprà conquistarvi e regalarvi mille emozioni. Del resto Izmir è la terza città turca per grandezza, in grado di unire un’atmosfera d’altri tempi con un’altra più moderna, dinamica e cosmopolita.

Il nostro tour nella storia della città, le cui radici affondano molto indietro nel tempo, comincia da Piazza Konak, dove ha sede il principale Museo Archeologico cittadino, all’interno del quale è possibile ammirare una collezione di inestimabile valore culturale comprendente anche pezzi rari come le statue di Poseidone e Demetrio, che nei tempi più antichi si trovano nel bel mezzo dell’agorà, la piazza del mercato. Fate un salto anche al Museo Etnografico, che si trova a pochissima distanza da quello archeologico: è qui che potrete ammirare molti manufatti popolari che raccontano la storia più folkloristica della Turchia, come i tappeti di Gördes e raffinati costumi tradizionali. Questi sono solo due dei musei cittadini, ma ce ne sono molti altri, e tutti diversi tra loro, dal Museo di Belle Arti a quello di Storia Naturale.

Passeggiando per la città rimarrete senza fiato anche di fronte ai numerosi luoghi storici che si presentano ancora oggi in ottimo stato, e che raccontano la storia di Izmir partendo dai tempi più antichi: l’antica agorà costruita da Alessandro Magno, gli acquedotti romani, la Chiesa di San Policarpo che è una delle sette chiese dell’Apocalisse e, soprattutto, la Torre dell’Orologio. È lei, infatti, il simbolo della città, rappresentato in tutte le cartoline e anche lei situata in piazza Konak.

L’architettura religiosa ha regalato a Izmir delle vere e proprie perle, e la prima su tutte è di sicuro la moschea Hisar. Considerata la più bella, e certamente la maggiore, della città, conserva uno stupendo mimbar e mihrab in un raffinato stile barocco.

Izmir non è solo storia e culturale: come vi dicevamo all’inizio, è tra le più vivaci città turche, dove non manca la possibilità di concedersi anche una vacanza a base di divertimento, shopping e vita notturna. Non c’è niente di meglio, per immergersi nella cultura locale, di un giro nella zona del mercato Kemeralti, dove trovare oggetti antichi, abiti ed eleganti gioielli fatti a mano; se invece preferite le grandi firme, è d’obbligo una passeggiata lungo la Promenade Kordon. E dopo un giro di shopping che saprà soddisfare tutte le vostre voglie di compere,  concedetevi una sosta in quartieri come Alsancak, Kordonboyu e Pasaport: è qui che si trovano i locali più affascinanti della città, molti dei quali ricavati da antiche abitazioni restaurate.

È arrivata l’ora di lasciare Istanbul e di rimetterci in viaggio. Ottocento chilometri ci separano dalla nostra destinazione, Nevsehir, in Cappadocia, per visitare Goreme, Patrimonio dell'Umanità e sito UNESCO dal 1985. Il lungo spostamento è anche la prima occasione di dibattito: chi voleva partire presto la mattina per raggiungere Nevsehir in serata e chi invece preferiva guidare di notte per raggiungerla in mattinata evitando la notte in hotel. Indovinate com'è andata?!

Alla fine è stata scelta una via di mezzo, sfavorevole a entrambi! Cerchiamo però di vedere il lato positivo: siamo riusciti a sfruttare la mattinata a Istanbul e non abbiamo pagato la notte in albergo. Anche se delle quattro ore passate in macchina, solo la prima mezz'ora è stata divertente. Il resto è stato infernale! Tanto più che nel pomeriggio siamo dovuti tornare all'ostello per caricare batterie varie, necessarie per il viaggio. Alla fine, ci siamo messi in marcia alle 3 del pomeriggio, consapevoli che ci sarebbero voluto almeno due ore per uscire dal traffico cittadino e prendere la prima autostrada.

Anche se siamo abituati al traffico urbano delle città italiane, qui in Turchia sono molto più "aggressivi" alla guida, non lasciano spazi, sono sempre pronti a superarti sia a destra che a sinistra o a infilarsi in ogni spazio disponibile. Bianchina è abbastanza grande per veloci manovre, ma dopo aver capito il sistema si è fatta rispettare! La prima tappa è stata ad Ankara, la capitale, e fin qui nessun problema. Il difficile è venuto dopo e dobbiamo ammettere che il navigatore ci ha salvati: lo sguardo era incollato sul nostro Geosat 4x4 Crossover di AvMap, che con la sua gentile voce ci ha guidato tra incroci incomprensibili e strade con nomi indecifrabili.

La notte è scesa presto e per molti chilometri siamo stati gli unici a percorrere quella strada. Velocità di crociera intorno ai 100 km/h, senza esagerare con l'acceleratore, anche perché la Turchia è uno degli stati con la benzina più cara al mondo. A tenerci compagnia le stelle sopra di noi e la musica in macchina: "Shine on Your Crazy Diamond" dei Pink Floyd, "All along the Watch Tower" di Jimi Hendrix, "Mad World" di Gary Jules, e qualche sempreverde nostrana come la classica "Compagni di scuola" di Venditti e varie di Ligabue e Vasco Rossi. Tra una canzone e l'altra, siamo arrivati in Cappadocia alle 3 del mattino.

Siamo rimasti folgorati. Il panorama che si è aperto davanti ai nostri occhi era irresistibile. Ci siamo fermati e ci siamo messi a fare foto: il cielo pieno di stelle, la Via Lattea che si estendeva proprio sopra la nostra testa, le case costruite nel tufo che con le luci accese facevano da contorno a quel panorama mozzafiato... uno spettacolo! Dalla nostra posizione eravamo nel buio più completo e quando abbiamo sentito strani rumori alle nostre spalle, abbiamo deciso di rimontare in macchina e di cercare un posto dove passare la notte. Se non altro per salvare il costoso materiale che viaggia con noi!

Dopo 12 ore di macchina, finalmente abbiamo parcheggiato Bianchina! Di ostelli in zona ce ne sono molti, tutti aperti. Entrando però c'è silenzio totale, nessuno risponde alla nostre chiamate. Il Piano A stava fallendo, per fortuna abbiamo sempre un Piano B: abbiamo sistemato il retro della macchina e ci siamo sdraiati. Sembra impossibile farcela, visto che siamo alti entrambi un metro e novanta o giù di lì. Non riuscivamo a prendere sonno per le risate, con il poco spazio disponibile eravamo costretti ad abbracciarci e ad assumere posizioni strane. Alla fine però ce l'abbiamo fatta, siamo riusciti a prendere sonno, con la speranza che alla 7 avremmo trovato qualcuno in reception. Per fortuna è andata proprio così. Giusto il tempo di fare il check-in, una doccia, e via per visitare Goreme!

Turchia, un tour che mescola antico e moderno. Che ne direste di una vacanza di otto giorni nel paese che separa e unisce idealmente Europa ed Asia, ripercorrendo percorsi che hanno fatto la storia, e ammirando località dal sapore unico?

Questa è la nostra offerta di oggi: Istanbul, Ankara e Cappadocia. Si parte da Fiumicino, Bergamo o Bologna, e si raggiunge Istanbul. Da qui si parte per una breve visita ad Ankara, e poi si arriva in Cappadocia, per conoscere Avanos, Sinasoss e le bellissime valli della Turchia interna.

 

 

Gli ultimi due giorni sono poi dedicati alla vecchia Costantinopoli, centro nevralgico dell'Impero Bizantino e già da qualche anno città più visitata al mondo. Nell'offerta sono inclusi voli di andata e ritorno, trasferimenti, pernottamenti a Istanbul e in Cappadocia in hotel 4 stelle con mezza pensione e spostamenti interni.

Il tutto al modico costo di 295 euro, per una partenza che può avvenire nei mesi di febbraio e marzo 2015. Volete approfittarne? Ecco il link all'offerta e buon viaggio!

Turismo sostenibile, un mondo che abbiamo imparato a conoscere con Santorini, e che ci ha sedotto sin dal primo istante, per le sue possibilità di viaggiare, nel rispetto di natura e culture autoctone, senza rinunciare alla bellezza di luoghi e tradizioni.

Oggi parliamo di Istanbul, l’affascinante  metropoli situata sul Bosforo, dove la cultura europea si fonde con quella asiatica. Milioni di turisti vi si recano ogni anno per lasciarsi sedurre dalla sua incantevole atmosfera e ammirare le sue meraviglie architettoniche come la Basilica di Santa Sofia o la Moschea Blu.

 

 

In questa città, che nel 2010 è stata una delle Capitali europee della cultura, vi sono molti punti d’interesse che proprio per il loro valore e la loro particolarità sono divenuti delle tappe di grande affluenza turistica, tra questi vi è lo spettacolo dei Dervisci rotanti. In apparenza sembrerebbe solo uno show mirato per attirare i visitatori, ma non è così, difatti se ci si informa sulle origini di questa danza si resta affascinati dal suo misticismo e si comprende che si tratta di una vera e propria cerimonia. Siccome in questa rubrica vi parlo di viaggi sostenibili in cui uno degli obiettivi è quello di conoscere ed approfondire la cultura del luogo, cercherò di fornirvi una breve spiegazione.

I danzatori appartengono a delle confraternite sofiste, in particolare all'ordine dei Mevlevi, fondato nel 1273 da parte del sultano Veldel. La cerimonia, denominata di Sema, è stata riconosciuta nel 2005 come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità da parte dell’UNESCO. Questa danza è vista come una sorta di purificazione, un cammino spirituale che si raggiunge girando, in quanto nell'universo qualsiasi cosa gira, dagli atomi al sistema solare.

 

 

Il Derviscio roteando intraprende un viaggio mistico raggiungendo l’estasi, divenendo così un mediatore tra la terra ed il cielo. Il tutto è basato sull'amore e sulla fratellanza eliminando tutte le barriere che ci sono tra gli uomini e annullando tutte le discriminazioni. Il rituale è accompagnato da un gruppetto di musicisti denominati Mutrip, dove ogni singolo strumento ha il suo ruolo specifico. Il colore rosso della pelliccia è la rappresentazione della nascita e dell’esistenza. Alcune cerimonie sono autentiche, in altre i Dervisci sono dei semplici danzatori, in ogni caso l’atmosfera è sempre coinvolgente e surreale.

Per vedere uno spettacolo turistico è possibile recarsi nel centro storico di Istanbul presso l’Hodjapasha, un antico Hamam convertito in teatro, mentre per assistere ad una cerimonia autentica ce ne sono diverse nel quartiere di Fatih. A voi la scelta. Per finire consiglierei, oltre a visitare la parte asiatica una sosta ai quartieri per l’appunto di Fatih e Ferner e Balat dove si può scoprire l'autentica Istanbul.

 

Questo articolo e tanti altri che compongono la rubrica Turista Sostenibile sono curati da Monica Losen - Maradise Viaggi. Per maggiori informazioni è possibile visitare la pagina Facebook di Monica Losen - Maradise Viaggi.

Istanbul, Costantinopoli, Bisanzio: comunque la si voglia ricordare, Istanbul resta una metropoli a cavallo di due culture, europea e asiatica, divise solo dal suggestivo stretto del Bosforo. Sultanahmet Meydani è il cuore della città. Qui si trovano tutti i suoi più importanti monumenti, come la Basilica di Santa Sofia, la Moschea Blu, opera del Sultano Ahmet, la Cisterna sotterranea della Basilica (assolutamente da non perdere) e l'Ippodromo romano. Istanbul è un sogno per chi la visita, in cui sogno in cui farsi cullare dal susseguirsi di cupole dorate ed edifici cristiani.

 

 

Ma arte e storia non esauriscono certo il piacere di una vacanza a Istanbul. Avete voglia di fare un po' di shopping? Non perdete un giro nel mitico suk. Volete godere di tutto questo e a poco prezzo? Marzo è il periodo che fa per voi. Volo A/R con partenza da Milano il 12 per trascorrere tre magiche notti sul Bosforo. Volete il lusso? Bene, sarete accontentati: la struttura che vi ospiterà è il Cenevre Hotel che, oltre a camere spaziose e confortevoli, offre colazione e WiFi gratuito a tutti i suoi clienti. Il tutto a 190 euro. Dite la verità, avete già pronta la valigia sul letto?

L'offerta è disponibile su expedia.it. Non fatevela scappare!

 

 

È per i viaggiatori più esigenti, che non si accontentano delle mete di viaggio più gettonate – ma scontate! – che ci rivolgiamo in questo articolo. È a loro che abbiamo pensato selezionando questi quattro luoghi speciali in giro per il mondo.

Dalla fredda Norvegia alla caldissima Africa, passando per la magnificenza dei paesaggi americani più selvaggi, un viaggio che vi terrà col fiato sospeso dall’inizio alla fine!

 

 

 

Grand Canyon, USA

Chi non ha mai sognato un viaggio, magari on the road, attraverso le infinite distese americane? E se c’è un paesaggio che fa immediatamente pensare all’America più selvaggia è di certo quello offerto dal mitico Grand Canyon, nella parte settentrionale dell’Arizona.

Il merito delle straordinarie formazioni rocciose che vedete oggi all’interno del parco va al fiume Colorado, che ha modellato con le sue acque dei veri e propri monumenti naturali.

Una destinazione di viaggio emozionante al massimo, soprattutto se il parco lo guardate dall’alto. Come? In elicottero: per sorvolare le profonde gole del Grand Canyon e avere una vista a 360° della sua favolosa natura!

 

Victoria Falls, Zambia-Zimbabwe

Sono loro le regine del Continente Nero: le Cascate Vittoria, al confine tra lo Zambia e lo Zimbabwe. Alte ben 128 metri – dunque circa il doppio di quelle del Niagara! – sono tra le attrazioni turistiche più importanti dell’Africa e patrimonio dell'Umanità UNESCO.

Un consiglio per i più coraggiosi: se volete godere della vista più emozionante di questo portento della natura concedetevi un percorso lungo il ponte ferroviario che si trova ad un’altezza di 125 metri sul fiume Zambesi: tra arcobaleni colorati e nuvolette sospese su gole profonde e tortuose scommettiamo che non riuscirete a credere che un posto del genere esista davvero! Molti turisti – i più spericolati – sono inoltre affascinati dalla Devil’s Pool (la Piscina del Diavolo). Ne avete mai sentito parlare? Si tratta di un piccolo specchio d’acqua posto proprio sulla cima alle cascate: è considerato uno dei tetti più pericolosi del mondo!

 

Deserto di Atacama, Cile

Il deserto di Atacama, in Cile, è un deserto davvero da record: è il deserto più asciutto del pianeta, dove vi sfidiamo a trovare una goccia d’acqua o un’oasi. Pensate che qui, tra una pioggerella e l’altra, potrebbero passare anche 40 anni!

Non sarà una comoda meta di viaggio, ma a quanto pare la sua bellezza selvaggia e misteriosa e la sua posizione all’interno di una cornice unica – tra i vulcani della magnifica cordigliera delle Ande e l'Oceano Pacifico – continua a renderlo uno dei luoghi più visitati del Cile.

Il punto migliore dal quale partire per avventurarsi tra le sue dune è San Pedro de Atacama, un paesino minuscolo, ma che si trova a ben 2.500 metri di altezza! Regala dei panorami talmente splendidi che è conosciuto anche come El Oasis!

 

Pamukkale, Turchia

Il nostro viaggio attraverso le meraviglie più spettacolari del pianeta si conclude in Turchia, dove si può ammirare lo stupefacenti panorama offerto da Pamukkale e dalle sue incredibili scogliere lunghe 2700 metri e poste ad un’altezza di circa 160 metri.

Cosa sono? Piscine termali naturali con una temperatura che va dai 35° ai 100° e che vantano delle riconosciute proprietà terapeutiche. Un posto che fa bene al corpo e che, allo stesso tempo, è una gioia per gli occhi!

Impossibile confondere il sito di Pamukkale, già a partire dal colore dominante che si impone alla vista già da lontano, il bianco: sono scogliere tutte di calcare che sembrano nuvole o  batuffoli di cotone. Del resto, in turco Pamukkale vuol dire proprio castello di cotone.

Dire che siamo stanchi è dire poco, ma abbiamo troppa voglia di vedere lo spettacolo che ci sta aspettando: la Cappadocia, che meraviglia! Prima di tutto, però, è meglio fare colazione! Ci fermiamo in un mercato nel centro di Goreme, dove ce la siamo cavata con 5 lire turche, l'equivalente di 2 euro. Lo stomaco ha smesso di brontolare, segno che la giornata può finalmente avere inizio!

Siamo andati a un'agenzia che organizza tour e ci siamo mostrati interessati a ognuno di quelli in catalogo. Una volta avute tutte le informazioni necessarie, siamo andati via, ringraziando e promettendo che ci avremmo pensato. Carichi di nozioni, siamo tornati alla macchina e siamo partiti per il nostro tour. Prima tappa, la Valle di Goreme, un grande museo all'aperto. In questa zona i primi insediamenti cominciarono tra il settimo e l’ottavo secolo, quando ci fu una grande migrazione di ecclesiastici che vennero a rifugiarsi qui costruendo abitazioni ed edifici di culto, sfruttando la facilità di manipolazione del Tufo.

Ora questo è diventato un posto turistico e all'interno del sito si possono ammirare chiese e cappelle risalenti al decimo e all'undicesimo secolo, ornate da affreschi che rappresentano il Cristo, la Vergine Maria e gli angeli, in particolare l'Arcangelo Gabriele. Il nostro tour è partito dalla Chiesa di San Basilio, poi la Cappella di Santa barbara, la Chiesa di Sant'Onofrio, la Chiesa del Melo, chiamata così perché ospita un affresco con l'Angelo Gabriele che tiene in mano una sfera simile a una mela (purtroppo in tutte queste non è stato possibile fare foto) e infine la Chiesa Oscura (Karanlik Kilise), dove siamo stati gli unici ad avere il permesso di fare fotografie all'interno.

 

 

Alla Chiesa si accede attraverso una stretta scala che si apre in un ambiente illuminato da un'unica finestrella. L'oscurità ha preservato gli affreschi, che sono senza dubbio i più spettacolari dell'intero museo, con colori ancora estremamente vivi. Terminato il giro delle Chiese, è arrivato anche il momento di far divertire un po' Bianchina. Ma questo ve lo raccontiamo nel prossimo post... Continuate a seguirci!

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