Un diario di viaggio che è anche un vademecum del meglio della mia esperienza nel territorio delle Madonie. Perché in questo splendido territorio ci sono attrazioni, curiosità e attività da non perdere, e io ve le ho volute raccontare così!

Assistere alla nobile arte della Falconeria - Nelle vallate vicino Geraci Siculo, piccolo borgo medievale ad oltre 1.000 metri di altezza si tramanda l’antica arte della Falconeria. La storia vuole che a portarla in Sicilia fu l’imperatore Federico II. Il falconiere Domenico Vazzana, tramanda tutt’oggi questa antica arte, che consiste, secondo lui, in “un mezzo che avvicina sempre di più l’uomo alla natura”. www.ilritornodelfalco.it/

Assaggiare i piatti tipici della tradizione madonita – Avete presente il pranzo della Domenica? Quando arrivi a casa dei tuoi zii circondato da cani e gatti che ti fanno le feste e senti gli aromi provenire dalla cucina già preparata a sfornare infinite quantità di portate con la consapevolezza che non sarà possibile consumarle tutte in un solo pasto? Ecco è la stessa sensazione di quando arrivi all’Agriturismo Casalvecchio del Sig. Carmelo. Come prima tappa indovinate dove ci siamo diretti? In cucina ad ascoltare le tecniche ed i segreti del pane di sua produzione a lievitazione naturale e della sua ricotta. Se fossimo food blogger ci saremmo dilungati a descrivervi i piatti, ma visto che non lo siamo lasciamo parlare le immagini.

Visitare il Borgo più bello d’Italia 2014: Gangi - Il borgo medievale ricchissimo di storia e tradizioni che si erge sul monte Marone da lontano mozza il fiato grazie anche alla presenza maestosa e imponente, alle sue spalle, dell’Etna. Un piccolo gioiello che merita di essere visitato non solo per la sua straordinaria posizione geografica ma anche e soprattutto per le numerose chiese e musei. L’amministrazione è impegnata in un processo di riqualificazione storica culturale del borgo, come dimostra un’iniziativa che ha fatto il giro del mondo: la vendita di case  a 1 euro nel centro storico, per salvare l’antico borgo e promuoverlo. Bellissimi gli scorci storici e il suo patrimonio culturale, dunque; ma se ancora non vi siete convinti a comprare casa qui, sappiate che il mare dista solo 40 minuti di macchina. E che mare!

Un paradiso naturale ancora incontaminato: le Gole di Tiberio - Qui non c’è nulla che riconduca all’uomo. Traversare le gole di Tiberio è la più magica esperienza che si possa fare nel Parco delle Madonie. Si trovano nel fiume Pollina, tra i comuni di Castelbuono e San Mauro Castelverde. Le nostre guide escursioniste Giovanni Nicolosi e Vincenzo Scavuzzo, dell’associazione Madonie Outdoor ci hanno raccontato le leggende del posto, da “U mostru”  (un essere preistorico a guardia delle gole), fino alle storie sui briganti che nell’Ottocento usavano le grotte come nascondigli.

Assaggiare la Manna al museo di Pollina - Cos’è la manna? Una resina naturale dolciastra che viene estratta da alcuni tipologie di frassini attraverso delle incisioni nel tronco. La cosa incredibile è che questo è l'unico posto al mondo in cui si produce, esclusivamente nel territorio di Pollina e Castelbuono. Da giugno a settembre, i mesi durante i quali si concentra la produzione, l’aria dell’estate siciliana condensa queste dolci e bianche stalattiti. In tempi molto antichi la manna era benedetta e apprezzata dai medici Arabi e Romani. La ritroviamo nella Bibbia, quale sostanza che Dio fece piovere dal cielo per sfamare gli ebrei nel deserto. Gli antichi greci la definivano come “sudore delle stelle” o “miele di rugiada”. Le sue particolari proprietà di dolcificante naturale con una forte azione regolatrice intestinale, conferiscono al prodotto diverse valenze terapeutiche. Da tempo la manna è un presidio Slow Food, che ne assicura la qualità e la unicità. L’interessantissimo museo dedicato a questo miracoloso prodotto si trova nel borgo di Pollina. La sua posizione unica permette di godere di una vista sul Parco delle Madonie, su Castelbuono e sul mare. Si dice che da qui si possa ammirare il secondo tramonto più bello d’Europa

Castelbuono: un eco-tour nel centro storico - Scoprire le bellezze del borgo di Castelbuono attraverso un tour con i veicoli elettrici di  passeggiata in centro storico è un’esperienza davvero divertente. Per farlo rivolgetevi alla cooperativa Castelbontà Mentre ti infili negli stretti vicoli a bordo di queste piccole macchinine puoi ascoltare la storia e le tradizioni di un borgo affascinante. Dal punto di vista culturale, merita assolutamente una visita il Castello dei Ventimiglia che custodisce al suo interno la Cappella Palatina e il Museo Civico.

Nel mese di ottobre sempre a Castelbuono si celebra il “Fungo Fest”, una festa dedicata ai funghi provenienti dal Parco delle Madonie ma non solo. Come tutte le fiere di paese, nel corso centrale sono in esposizione tutti i prodotti tipici del territorio, dai famosi cannoli siciliani ai panettoni della pasticceria Fiasconaro, luogo tradizionale e vero e propri cult gastronomico locale che ha ricevuto premi e riconoscimenti in Italia e all’estero. Da assaggiare la crema alla Manna e al Pistacchio, un’esplosione di gusto!

Escursione nel parco delle Madonie - Le montagne che si ammirano da Castelbuono sono ideali per una passeggiata in montagna. La cooperativa Castelbontà organizza escursioni naturalistiche di tutti i tipi, dalle degustazioni alla raccolta di piante commestibili. Noi abbiamo voluto avventurarci nel Parco per scoprire gli agrifogli giganti di Piano Pomo.

Visitare il Duomo di Cefalù, Patrimonio dell’umanità - Il piccolo borgo di Cefalù che si affaccia sul mare, sormontato da una rupe è davvero suggestivo. Se dovessi scegliere solo due motivi per convincervi a vedere questo gioiello, sarebbero il bellissimo mare e il suo monumento principale, il Duomo, che proprio nel 2015 è entrato nella lista dei Patrimoni dell’Umanità Unesco nell’ambito dell’itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale.

Parco Archeologico di Himera - Himera fu una colonia greca del VII sec. a. C. Nel parco archeologico sono conservati i reperti degli scavi di Himera e di altri siti del territorio della polis. Qui è in mostra la phiale mesomphalos d’oro massiccio raffinamente decorata.

Infine, ecco alcuni consigli e riferimenti che possono tornarvi utili se decidete anche voi di fare una vacanza nel meraviglioso territorio madonita!

  • Distretto Turistico di Cefalù e dei Parchi delle Madonie e Himera - vivintensamente.it

Il Regno Unito è uscito dall’Unione Europea e con esso anche una delle capitali più visitate dagli italiani: Londra.

Tra lo sgomento di alcuni, la gioia di altri e la preoccupazione di altri ancora il referendum Brexit del 23 giugno ha decretato ufficialmente l’uscita del Paese dall’Europa; il 51,8% dei ‘Leave’ ha dato vita ad un evento storico che porterà una serie di cambiamenti a livello mondiale.

Anche se dai risultati emerge che Londra ha votato in gran parte per il ‘Remain’ la città non figurerà più tra le capitali europee, con una serie di conseguenze e ripercussioni anche sul turismo.

Ma cosa cambierà per i viaggi, i soggiorni e i week end a Londra in seguito alla Brexit?




Per il momento praticamente niente; almeno nella prima fase di assestamento non dovrebbero esserci grossi cambiamenti.

Per quanto riguarda i documenti la carta d’identità resta ancora valida per poter accedere nel Regno Unito; se si considera che prima del referendum ai turisti di alcuni Paesi extra Ue era concesso l’accesso senza alcun tipo di visto è probabile che le vacanze a Londra per gli italiani continueranno a svolgersi sulla stessa scia delle vecchie regolamentazioni anche in futuro.

L’altra preoccupazione dei turisti che soggiorneranno a Londra nei prossimi mesi riguarda i pagamenti, ma anche su questo punto c’è da stare tranquilli. I prelievi dai bancomat e le transazioni con carta di credito non subiranno, almeno per ora, cambiamenti.

Il momento potrebbe essere addirittura economicamente vantaggioso per gli italiani e per le loro vacanze a nella capitale inglese; il caos in Borsa, il crollo della sterlina, che ha raggiunto minimi storici, sono fenomeni che si traducono in un maggiore potere d’acquisto dell’euro.

Piuttosto difficile fare delle previsioni su quello che accadrà in futuro; quel che è certo è che in seguito alla Brexit il Regno Unito dovrà rivedere gli accordi con i Paesi dell’Unione Europea per stabilire eventuali nuovi regolamenti per quanto riguarda visti turistici, documenti e normative per studenti e lavoratori non residenti.

L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, secondo il trattato di Lisbona, prevede un processo di negoziazione per stabilire un nuovo ‘regolamento’ che disciplini i rapporti tra l’Ue e il Paese che ha espresso la volontà di recedere; i tempi burocratici non sono ovviamente prevedibili.

Il vecchio trattato potrà essere considerato decaduto soltanto alla firma del nuovo. Fino a quel momento i turisti potranno tranquillamente scegliere Londra come meta delle proprie vacanze.

Siamo in Venezuela, e più precisamente nel Parco Nazionale di Caraima che è uno dei punti più impressionanti della Foresta Amazzonica. In questo luogo selvaggio e dalla natura incontaminata ci sono loro: le Cascate dell'Angel, le più alte del mondo con i loro 979 metri di altezza. Ciò che colpisce di queste cascate è che, ai suoi piedi, sembra sempre di essere sotto una pioggia scrosciante che deriva dall’attrito delle acque con l’aria e con le rocce sottostanti.

Non è semplice raggiungere queste cascate immerse nel verde della Foresta Amazzonica, ma vale davvero la pena avventurarsi al suo interno per poter ammirare uno spettacolo come questo, che è meraviglioso da un punto di vista naturale, ma che allo stesso tempo ha anche alle spalle una lunga e interessante storia.

 

 

 

Prima che venisse scoperta dal pilota statunitense Jimmie Angel – dal quale deriva anche il loro nome – gli indigeni la consideravano un luogo sacro. Oggi, in effetti, questa credenza si è persa, ma quello che rimane è il suo valore… monumentale!

Noi di Vita da Turista vogliamo portarvi alla scoperta di questo luogo, che è di certo tra i più impressionanti del mondo, con un video.

Oggi vogliamo portarvi alla scoperta di un volto della Turchia che forse non molti di voi conoscono, quella di Izmir,  deliziosa e antica città sulle sponde del Mar Egeo. In questa zona è possibile anche trovare alcune delle spiagge più belle di tutto il Paese, immerse in una cornice rigogliosa fatta di oliveti, boschi di pini e porti turistici dalla bellezza caratteristica e tradizionale.

Quello che colpisce maggiormente di Izmir, tuttavia, è sicuramente il suo patrimonio storico, ricchissimo e variegato, che ad ogni angolo saprà conquistarvi e regalarvi mille emozioni. Del resto Izmir è la terza città turca per grandezza, in grado di unire un’atmosfera d’altri tempi con un’altra più moderna, dinamica e cosmopolita.

Il nostro tour nella storia della città, le cui radici affondano molto indietro nel tempo, comincia da Piazza Konak, dove ha sede il principale Museo Archeologico cittadino, all’interno del quale è possibile ammirare una collezione di inestimabile valore culturale comprendente anche pezzi rari come le statue di Poseidone e Demetrio, che nei tempi più antichi si trovano nel bel mezzo dell’agorà, la piazza del mercato. Fate un salto anche al Museo Etnografico, che si trova a pochissima distanza da quello archeologico: è qui che potrete ammirare molti manufatti popolari che raccontano la storia più folkloristica della Turchia, come i tappeti di Gördes e raffinati costumi tradizionali. Questi sono solo due dei musei cittadini, ma ce ne sono molti altri, e tutti diversi tra loro, dal Museo di Belle Arti a quello di Storia Naturale.

Passeggiando per la città rimarrete senza fiato anche di fronte ai numerosi luoghi storici che si presentano ancora oggi in ottimo stato, e che raccontano la storia di Izmir partendo dai tempi più antichi: l’antica agorà costruita da Alessandro Magno, gli acquedotti romani, la Chiesa di San Policarpo che è una delle sette chiese dell’Apocalisse e, soprattutto, la Torre dell’Orologio. È lei, infatti, il simbolo della città, rappresentato in tutte le cartoline e anche lei situata in piazza Konak.

L’architettura religiosa ha regalato a Izmir delle vere e proprie perle, e la prima su tutte è di sicuro la moschea Hisar. Considerata la più bella, e certamente la maggiore, della città, conserva uno stupendo mimbar e mihrab in un raffinato stile barocco.

Izmir non è solo storia e culturale: come vi dicevamo all’inizio, è tra le più vivaci città turche, dove non manca la possibilità di concedersi anche una vacanza a base di divertimento, shopping e vita notturna. Non c’è niente di meglio, per immergersi nella cultura locale, di un giro nella zona del mercato Kemeralti, dove trovare oggetti antichi, abiti ed eleganti gioielli fatti a mano; se invece preferite le grandi firme, è d’obbligo una passeggiata lungo la Promenade Kordon. E dopo un giro di shopping che saprà soddisfare tutte le vostre voglie di compere,  concedetevi una sosta in quartieri come Alsancak, Kordonboyu e Pasaport: è qui che si trovano i locali più affascinanti della città, molti dei quali ricavati da antiche abitazioni restaurate.

Tensioni internazionali, Ebola, ma anche crisi economica e pericolo terrorismo sembrano non siano riusciti, nell'anno appena trascorso, a fermare i viaggiatori di tutto il mondo, in un anno che ha segnato diversi record, sia regionali che globali. Un dato su tutti ci da la dimensione del comparto turistico nel mondo: nel 2014 sono state 1,1 miliardi le persone partite per almeno un viaggio, a carattere turistico, con un aumento del 5% rispetto ai dati del 2013, quando pure si era superata la quota psicologica del miliardo di viaggiatori.

A trainare le partenze è stato il continente americano. Sia nell'America del Nord che in America Latina, infatti, i turisti sono aumentati complessivamente dell'8%, il dato più in crescita del globo; aumento del 5% degli arrivi in Asia e Isole del Pacifico, mentre l'incremento di visitatori in Europa è del 4%, un punto percentuale in più dell'Africa che, nonostante l'emergenza sanitaria dovuta al diffondersi del virus Ebola, ha visto aumentare i turisti in arrivo del 3%.

 

 

I singoli paesi che hanno registrato aumenti considerevoli delle presenze turistiche sono stati soprattutto, in quota asiatica, il Giappone e l'India; Nuova Zelanda e Australia conquistano lo scettro di destinazioni più scelte nel Pacifico, mentre in Europa ottengono importanti risultati Grecia, Portogallo e Spagna, paesi che hanno subito gli effetti della crisi ma che, per contro, si sono dimostrati più appetibili ed economici per i turisti provenienti dall'estero.

L'altra buona notizia è che anche il Medio Oriente, una zona dove tensioni e conflitti sono potenzialmente destabilizzandi per il mondo del turismo, hanno registrato un buon aumento delle visite e dei soggiorni. In particolare l'Egitto, la cui situazione istituzionale è finalmente sotto controllo dopo un periodo di tensione che aveva fatto crollare le presenze di turisti, ha ottenuto buoni risultati, alla pari di Giordania, Libano e Arabia Saudita.

E’ calato da qualche ora il sipario sulla prima edizione di Italia Travel Awards, il prestigioso riconoscimento che premia l’impegno e le competenze dell’industria turistica italiana.

Sul web impazzano i commenti, le indiscrezioni e i ‘gossip’ sui vincitori e sulla serata ribattezzata ‘La notte degli Oscar del Turismo’.

Nella splendida cornice dell’Acquario Romano, l’elegante edificio classicheggiante situato nel cuore della Capitale, si sono riuniti i volti più noti del settore.
Oltre 300 i partecipanti all’evento che ha visto sfilare sul red carpet imprenditori, manager, agenzie di viaggio, tour operator, associazioni di categoria, istituzioni, enti e uffici del turismo straniero che operano in Italia.



Tra gli interventi più illustri spicca quello del sottosegretario del Mibact Dorina Bianchi, che ha ritirato il premio di migliore destinazione culturale per l’Italia e ha esortato gli operatori a continuare nella giusta direzione, ovvero quella che conduce allo sviluppo economico e sociale del Paese.

Madrina della serata di gala Roberta Lanfranchi, volto noto del panorama televisivo italiano che ha avuto l’onore e l’onere di condurre la prima edizione di Italia Travel Awards.

Dopo sei mesi di votazioni online, 76.100 in totale, e la selezione dei 129 finalisti, sono stati 43 i premi assegnati alle migliori aziende del turismo che secondo il parere di agenzie di viaggi e viaggiatori si sono distinte nel corso del 2016.

Tra i vincitori dell’ambita statuetta la Puglia, premiata come migliore regione italiana, gli Stati Uniti, migliore destinazione in assoluto, le Maldive, migliore destinazione mare, Mykonos, migliore destinazione LGBT.

Per quanto riguarda gli operatori, tra i premiati emergono MSC Crociere e Costa Crociere, rispettivamente miglior compagnia croceristica per i viaggiatori e miglior compagnia per gli adv; Alitalia, miglior vettore per i voli nazionali, Trenitalia, miglior compagnia sia per gli utenti che per le agenzie di viaggi.

Tra le eccellenze del turismo premiate all’Italia Travel Awards anche Alpitour, Eden Viaggi, Hertz, Moby Lines, Emirates, Allianz, easyJet, Veratour e Albatravel.

I 43 vincitori premiati con la statuetta ‘La Viaggiatrice’, ideata e realizzata per l’occasione da Aldo Modugno, avranno la possibilità di attestare l’eccellenza raggiunta nel settore del turismo con il logo ‘Italia Travel Awards, vincitore 2016’.

Tutti i vincitori sul sito www.italiatravelawards.it.

Sono stati dei giorni intensi quelli che ho trascorso nel territorio delle Madonie siciliane, e sono stati giorni pieni di inaspettate sorprese. Le Madonie, infatti, hanno un patrimonio sia naturale che culturale davvero impressionante, molto più nutrito di quanto si possa comunemente immaginare, e grazie al blogger tour #vivintensamente organizzato dal Distretto turistico di Cefalù e dei parchi delle Madonie e di Himera ho avuto la possibilità non solo di entrare in contatto con ogni dimensione del territorio, ma di viverlo in prima persona fino in fondo.

Una delle grandi protagoniste del viaggio è stata senza dubbio la straordinaria natura del Parco delle Madonie, che regala scorci che per un attimo fanno dimenticare di essere in un’isola e danno l’impressione di essere arrivati nel cuore delle Dolomiti. Questa, infatti, l’impressione che ho avuto ammirando alcuni dei massicci montuosi della zona, prima tra tutti la Rocca di Sciara che, vista dal punto panoramico di Terravecchia, un luogo da favola che fa parte del comune di Caltavuturo, si mostra al massimo della sua bellezza. Cime a non finire, dunque, ma non solo: a volte le montagne sembrano delle cinte naturali che racchiudono altri, infiniti tesori, come lo splendido lago di Rosamarina, uno specchio d’acqua che ho percorso palmo dopo palmo in sella ad un cavallo. È stata un’esperienza unica e, per me, una grandiosa prima volta a cavallo, oltre che il modo perfetto per esplorare ogni angolo di questo lago artificiale nato dallo sbarramento del fiume.

 

 

 

Quando pensavo di non poter essere ulteriormente sorpresa dalle meraviglie madonite, ho dovuto ricredermi appena arrivata ‘al cospetto’ della magnifica Grotta della Gurfa, un vero monumento naturale che appartiene al comune di Alia e che, ve lo posso assicurare, è molto più di quanto appaia ad un primo sguardo. Entrando nella grotta si rimane subito colpiti dall’immensità degli interni e dalla forma particolare, che ricorda il Pantheon di Roma con una cavità in alto dalla quale entra la luce in occasione di equinozi e solstizi. Il tutto assume qui una dimensione davvero sacrale, e infatti la guida ci racconta di come la Gurfa in passato (un passato molto lontano) fosse stata un luogo di conservazione dei defunti. Un luogo dove natura, storia  e mistero si intrecciano in un nodo davvero indissolubile.

La natura delle Madonie, dunque, mi ha incantata e non poco; non è stata, tuttavia, l’unica incredibile sorpresa che questa terra calda e affascinante mi ha regalato. Le emozioni più forti hanno avuto, per me, il sapore della storia e delle cittadine dal fascino d’altri tempi che da queste parti sono tantissime, ognuna con una propria particolarità. Termini Imerese, deliziosa cittadina affacciata sul golfo che ha alle spalle una lunga tradizione termale e che presenta tanti segni dell’antica dominazione romana, ha degli angoli di una bellezza disarmante; stesso discorso vale per la città di Caccamo, che con il suo castello (il più grande d’Italia e tra i più grandi d’ Europa) e i vicoletti del centro storico trascina subito in un tempo lontano; ultimo, ma non per importanza (anzi!), il piccolo borghetto di Sclafani Bagni, un comune di nemmeno cinquecento persone che dall’alto dei suoi 750 metri d’altezza regala una vista panoramica eccezionale su tutte le Madonie, e che nel suo centro storico affascina con una chiesetta antica e ben conservata e delle stradine strette e suggestive che sono emozione allo stato puro.

L’ultima, importantissima tappa all’insegna della storia: il parco archeologico di Himera, una delle colonie più antiche del territorio che ho visitato insieme al suo museo, un fondamentale polo culturale che raccoglie reperti importanti e pezzi assolutamente unici.

Il mio racconto non può che concludersi con un’osservazione, con l’unico e grande protagonista della Sicilia: il mare, che ha saputo rendere ancora più perfetto questo breve soggiorno di fine ottobre che ha deliziato me e i miei compagni di viaggio con giornate di sole dal sapore primaverile. Ho potuto apprezzare fino in fondo la magia del mare già a partire dal primo giorno attraverso un meraviglioso giro in barca che mi ha fatto scoprire angoli di incredibile bellezza. Borghi affacciati sull’acqua, antiche torri normanne e formazioni rocciose che emergono dall’acqua, come lo scoglio di Mongerbino, sono elementi che contribuiscono a rendere il tratto di costa madonita un vero e proprio dipinto a cielo aperto, una serie di cartoline dalla Sicilia che si vedono una volta e non si dimenticano mai più.

 

 

 

 

Un articolo dedicato a tutti i turisti che non sono semplicemente sportivi, ma che allo sport guardano molto in grande. Ecco perché abbiamo scelto di portarvi in viaggio in giro per il mondo alla scoperta delle maratone più originali che ci siano. Perché non si tratta delle maratone più famose, come possono essere quelle della Grande Mela o di Boston, ma sicuramente sono maratone che si tengono in luoghi della Terra semplicemente favolosi. Avreste mai pensato di correre lungo la Grande Muraglia o di farlo attraversando le magiche dune del deserto del Sahara? Se pensate che sia fantascienza, con questo articolo noi di Vita da Turista vi faremo ricredere! Preparatevi ad un tour del pianeta che va dalle acque cristalline delle Hawaii alle faticose arrampicate lungo la Cordigliera delle Ande, attraversando tutte le maratone assolutamente imperdibili per chi ama lo sport, ma non vuole rinunciare a godere di scenari affascinanti.

 

 

La Maratona della Grande Muraglia, Cina

 

Una corsa non solo fisica, ma anche simbolica, una corsa che percorre chilometri e chilometri e ben 5164 gradini. Quella della Grande Muraglia è una corsa nella storia, un’esperienza indimenticabile e un momento di scoperta di un grande Paese dal fascino millenario, la Cina. La Maratona della Grande Muraglia si tiene in una cornice davvero pittoresca, quella della provincia di Tianjin e dei dintorni di Huangyaguan. Correndo si ha la possibilità di ammirare il volto più antico e tradizionale della Cina, fatto di tipici villaggi rurali cinesi e di paesaggi assolutamente da cartolina.

Corridori provenienti da ogni angolo del mondo arrivano in Cina per partecipare ad uno dei maggiori eventi del running, e negli anni è diventata sempre più famosa sia perché è considerata una delle più straordinarie maratone del pianeta sia per la sua incredibile difficoltà!

 

 

Honolulu Marathon, Hawaii

Le Hawaii, un paradiso che molti sognano di vivere stesi su spiagge favolose e magari sorseggiando un cocktail fresco in totale relax. E se vi dicessimo che ci sono turisti che invece desiderano vivere le Hawaii in modo molto più dinamico? Sono proprio quelli che partecipano alla Maratona di Honolulu, l’evento che si tiene nel mese di dicembre e che vede la capitale protagonista insieme a tutte le sue straordinarie bellezze affacciate sulle acque cristalline dell’Oceano Pacifico.

È tra le maratone più lunghe e impegnative del pianeta, ma anche tra le più emozionanti proprio per i paesaggi incantati che attraversa: parti integranti del percorso, infatti, sono non solo la magnifica zona del lungomare ma anche alcune delle vaste e ampie spiagge locali, prima tra tutte quella di Waikiki, la più iconica e proprio per questa considerata anche uno dei simboli della città stessa.

 

 

Inca Trail Marathon, Perù

Perù, terra degli Inca: è qui che si tiene un’altra delle maggiori maratone mondiali che, si snoda attraverso una spettacolare varietà di sentieri e paesaggi nel cuore delle Ande peruviane meridionali. È un percorso molto difficile e adatto ai runner più esperti, ma anche a tutti quelli che non hanno paura di mettersi alla prova e di lanciarsi in un’avventura a base di sport. Si percorre l’antico sentiero Inca che porta alla leggendaria città perduta di Machu Picchu, nella storia della grande civiltà Inca e attraverso intriganti rovine godendo, allo stesso tempo, di viste panoramiche eccezionali d’altissima quota.

 

 

Marathon des Sables, Sahara

La Marathon des Sables, ovvero la Maratona delle Sabbie, è una maratona che ha la cornice più off limits possibile: il deserto del Sahara. 240 chilometri da percorrere nel sud del Marocco attraverso le dune del deserto, e che ha la durata di una settimana. Si tratta di un’esperienza quasi ai limiti delle possibilità umane, in quanto i partecipanti hanno a disposizione dei punti ristoro dove possono ritirare una razione di acqua giornaliera, ma a parte questo aiuto esterno devono percorrere tutta la lunghezza della maratona in completa autosufficienza alimentare. Dotati di un kit di sopravvivenza, gli avventurosi corridori si preparano ad una maratona decisamente fuori dagli schemi!

 

 

Kilimanjaro Marathon, Tanzania

Anche alle falde del Kilimanjaro… si corre! Come? Con la Kilimanjaro Marathon, l’evento che raccoglie un gran numero di sportivi ogni anno a Moshi, una cittadina della Tanzania che si trova proprio ai piedi della più alta montagna africana. Più di 40 chilometri per questa maratona che nacque nel 2002 con l’intento di promuovere il territorio sotto il profilo turistico, ma che con il tempo è diventato un vero e proprio appuntamento fisso per runners provenienti da tutto il mondo e che non hanno paura di superare i propri limiti! Percorrere la lunghezza della maratona vuol dire godere di un variegato scenario africano, fatto di bellezze naturali ma anche di centri cittadini dalla bellezza tradizionale. Una volta superato lo scoglio dello sforzo fisico, questa maratona diventa un’esperienza di vita a tutti gli effetti, una di quelle davvero memorabili!

 

 

Pharaonic Race, Egitto

La Pharaonic Race è una maratona di 100 km che porta il corridore attraverso i monumenti più magici dell’Egitto: le Piramidi. E la maratona va proprio da un sito di piramidi all’altro, partendo da Fayyuum, cittadina posta all’interno dell’oasi omonima, per arrivare fino a Sakkara dove si trova la maestosa piramide a gradoni. Le grandi protagonista di questa manifestazione tra sport e cultura porta i turisti sportivi ai piedi di alcune delle più incantevoli e possenti piramidi egiziane, come quella del Faraone Amenemhat III, di Chefren, quella El-lesht e quella romboidale di Dahshur.

Con Expo Milano la Città di Torino ha stabilito un fitto scambio di collaborazione e di progettazione comune nell'ambito degli eventi per l’Esposizione Universale 2015. Anche nella splendida città sabauda, dunque, è previsto un fitto calendario di eventi che si inseriscono in questo progetto di collaborazione noto come ExTo-Expo2015. Tutti gli eventi e le manifestazioni in programma sono disponibili sul sito www.inpiemonteintorino.it.

 

 

All’interno di questa fruttuosa collaborazione, i vertici di Expo hanno proposto all’Amministrazione torinese di ospitare, a partire dal prossimo aprile e per tutto il periodo dell’Esposizione fino al 31 ottobre 2015, un’installazione artistica dell’architetto Michele de Lucchi, quale spazio temporaneo dove presentare le diverse iniziative della città collegate ai temi di Expo.

Torino verso Milano, dunque, ma anche un pizzico di Milano a Torino: alimentazione, innovazione, territori, sostenibilità ed educazione saranno i grandi protagonisti non solo di Expo ma anche all’interno di Agorà, un luogo aperto e polifunzionale riservato al confronto e alla riflessione sui temi più alti dell’Esposizione milanese. Dopo essere stata in funzione al Castello Sforzesco di Milano fino a marzo 2015, questa struttura è arrivata il 17 aprile 2015 a Torino in Piazza Castello e si caratterizza principalmente per la specialissima attenzione dedicata al mondo dei bambini e della didattica. Agorà si configura, dunque, come una struttura aperta, versatile, funzionale ed elegante per ospitare attività pratiche e di laboratorio, gratuite per le scuole primarie e secondarie di primo grado e tutte chiaramente incentrate sui temi che sono le colonne portanti di Expo, primo tra tutti il tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

Durante i weekend sarà coinvolto anche Childrenshare, il progetto di inclusione di Expo tutto dedicato ai più piccoli, con alcune attività pensate appositamente per loro e proposte alle famiglie.

Al di là dell’attenzione al mondo dei bambini, lo scopo di Agorà è anche quello di diventare un punto di riferimento per informazioni e suggerimenti sugli eventi torinesi e milanesi, in collaborazione con Turismo Torino. Proprio in questa scia si inserisce la volontà di organizzare incontri ed eventi che spingano alla riflessione sulle problematiche legate al territorio.

Siamo in Italia, prima del 1958: sono moltissime, diffuse in diversi angoli delle città italiane e molto frequentate. Siamo negli anni immediatamente precedenti alla Legge Merlin che ne dichiarò la chiusura.  Ebbene sì, stiamo parlando proprio delle case chiuse, quelle all’interno delle quali le professioniste dell’amore – come spesso venivano chiamate – praticavano il loro mestiere.

Dagli anni Cinquanta facciamo un salto in avanti e arriviamo ai giorni nostri: è passato molto tempo da quando non sono più ‘istituzioni’ attive, ma oggi sono considerate come un vero e proprio pezzo della storia italiana, non la grande storia ma quella delle singole persone e della vita di ogni giorno. Al punto che, attualmente, in alcune città si organizzano dei tour che conducono alla scoperta dei palazzi e dei luoghi in cui si trovavano queste case d’appuntamenti. Noi ve ne vogliamo proporre uno virtuale che ci porta in quattro grandi città italiane, proprio nelle strade e nelle zone in cui si ritrovavano quelli in cerca di qualche ora di piacere.

 

 

Bari

Il nostro è un viaggio che va da nord a sud e che parte dal Mezzogiorno, precisamente dalla città di Bari. Qui c’era una quindicina di case d’appuntamenti e la maggior parte di esse era concentrata nel quartiere murattiano. Si hanno notizia degli edifici di via Dante, di via Principe Amedeo, di via Garruba e altri ancora.

Un cenno a parte merita il Villino delle Rose, che si trovava in via Eritrea e che era da molti considerato il posto più bello, elegante e lussuoso della città. Come spesso accadeva, infatti, le case chiuse avevano un arredamento curato ai limiti del pacchiano e del sontuoso, specialmente quando erano destinati ad accogliere una clientela più alta.

Nel corso del tempo gli edifici in questione sono stati usati per altri scopi, diventando appartamenti, uffici o negozi; altri ancora sono stati abbattuti e non ne è rimasta traccia.

 

 

Napoli

Da Bari ci spostiamo nella città partenopea, Napoli. Interessante il contrasto che si può trovare tra le case chiuse dei quartieri più alti, come quelle dislocate lungo la centralissima Via Chiaia, e quelle dei luoghi più umili della città che da questa strada erano poco distanti, come ad esempio i quartieri spagnoli. Le prime erano molto più lussuose e curate, mentre le seconde erano di pretese inferiori e quasi improvvisate. Tutte, in ogni caso, avevano una nutrita clientela, al punto che ancora oggi molti ricordano le storie di Mimì do Vesuvio, Anastasia 'a friulanaNanninella 'a spagnola, nomignoli con i quali le lavoratrici più famose erano chiamate da tutti.

A Napoli un itinerario di questo tipo non può non fare tappa allo storico Casino di Salita S. Anna di Palazzo, la casa chiusa più rinomata della città che veniva chiamata semplicemente la Suprema e che oggi è un lussuosissimo albergo.

 

 

Bologna

Bologna, la città dotta, è la tappa successiva del nostro viaggio che, dunque, dalla Campania ci porta fino all’Emilia Romagna.

La zona dove si concentrava il maggior numero di case chiuse era quella dei Mirasoli, dietro l’ex Tribunale, ma non la sola. Moltissime case chiuse si potevano trovare in via dell’Orso, via Piella, via delle Oche, via Malcontenti, via Polese, via del Borgo di San Pietro, via dell’Unione e forse anche in via Bertoloni, dove oggi sorge un locale i cui dipinti al muro ricordano che lì, in passato, sorgeva una casa di tolleranza. E c’è qualcuno che è pronto a giurare che la più economica di tutte si trovava nel vicolo del Falcone.

In questi quartieri che per moltissimi anni hanno ospitato famose case di piacere, oggi sorgono soprattutto ristoranti, alberghi o locali.

 

 

Trieste

Concludiamo il nostro viaggio insieme nella città più europea d’Italia: Trieste. Anche qui sono moltissime le zone dove si trovavano le case chiuse, che oggi sono oggetto di interesse da parte dei turisti. La maggior parte era concentrata nella zona di Cittavecchia, da Cavana fino al colle capitolino di San Giusto. I più frequentati si trovavano in Via dell'Altana, Via del Fico, Via del Fortino, Via delle Beccherie Vecchie e Via dei Capitelli, ma ce n’erano molti altri che altri sorgevano altrove, ad esempio tra le zone di Cavana e Riborgo. Anche a Trieste, come succedeva a Napoli, c’era una netta distinzione tra le case di lusso e quelle più modeste. Ad esempio, la Villa Orientale in via Bonomo era considerata una delle più chic insieme alla Francese, che si trovava in via dei Capitelli e che pare fosse dotata di biglietti da visita scritti in ben quattro lingue diverse.

Una chicca finale prima di abbandonare questo viaggio nel mondo del piacere d’altri tempi: a Trieste un altro famoso bordello era il Metro Cubo in Via del Fortino che, pur essendo molto lontano dal concetto di casa d’appuntamento elegante, pare fosse molto apprezzato dal grandissimo scrittore irlandese James Joyce, che lo frequentò durante la sua permanenza a Trieste.

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