Da questa estate telefonarsi e scambiare messaggi dalle destinazioni turistiche sarà ancora più semplice e meno costoso.

Le tariffe roaming in Europa, chiamate, sms e traffico dati sono calati. I motivi principali sono due: scattano i nuovi tetti imposti dalla Commissione Europea e gli operatori si sono adeguati all'uso sempre più diffuso dei dispositivi di telefonia mobile per fare qualsiasi cosa, lanciando tariffe che includono traffico all'estero.

Se i turisti europei possono avvalersi di queste nuove tariffe roaming, lo stesso non si può dire per chi viaggia negli Stati Uniti, sono rincarate infatti le tariffe standard negli Usa, un modo forse per compensare gli sconti europei.

 

 

Quando si va all'estero è importare valutare:

- Il paese di destinazione: è necessario sapere prima di tutto se il nostro gestore telefonico ha un'offerta specifica per il paese dove ci stiamo dirigendo per le nostre vacanze. La situazione è piuttosto complessa, cambia da operatore a operatore, ma sopratutto da Paese a Paese. Alcuni gestori hanno offerte molto competitive sull'Europa mentre altri includono nella tariffa Europea anche altri Paesi (più di 40) che non appartengono alla Comunità Europea. Altri gestori ancora preferiscono adeguarsi alla tariffa nazionale del Paese in cui ci stiamo dirigendo.

- Valutiamo l'opzione di attivare una sim di un operatore diverso dal nostro per prendere un'offerta di roaming specifica, possiamo risparmiare ma abbiamo l'inconveniente di dover avvisare amici e parenti del cambio numero

- Verifichiamo se  le cosidette "Eurotariffe" sono compatibili con gli altri piani europei di quell'operatore per il roaming, che possono essere più o meno convenienti a seconda del traffico che utilizziamo (sms, chiamate, roaming).

- Se invece preferiamo solo navigare su chiavette e tablet in Europa e Usa, ci sono novità anche in questo ambito.

- Per quanto riguarda gli Stati Uniti il nostro consiglio è quello di trovare un operatore telefonico con un'offerta ad hoc, in quanto le tariffe a consumo base sono raddoppiate rispetto allo scorso anno.

- Diversa invece la situazione per molte destinazioni turistiche extra Unione Europea come India, Thailandia, Cina, Australia e Africa. Spesso in questi Paesi le soluzioni più convenienti sono o navigare in wi-fi dove è possibile o utilizzare servizi VoIP come Skype.

 A questo punto non resta che decidere quale tariffa o offerta attivare e mettersi in viaggio per la nostra vacanza!

Saranno Mons (Belgio) e Plzen (Repubblica Ceca) le due Capitali Europee della Cultura per il 2015, lo stesso riconoscimento dal grande valore culturale che è stato recentemente attribuito a Matera, per il 2019. Per il Belgio si tratta della quarta città a essere nominata Capitale Europea, dopo Anversa nel 1993, Bruxelles nel 2000 (insieme a Bologna e a numerose altre città, per celebrare l'arrivo del nuovo millennio) e a Bruges nel 2002 (insieme a Salamanca). Per la Repubblica Ceca, invece, è solo la seconda volta, con l'unico precedente di Praga nel 2000.

Oggi scopriamo queste due belle città, Mons e Plzen, e le loro attrazioni principali, per capire perché sono state scelte dai comitati nazionali, e poi confermate dalla giuria comunitaria, per l'ambito titolo.

 

 

Mons - Vallonia, 93 mila abitanti

Mons è la città dove vive e dove è sindaco Elio di Rupo, primo ministro del Belgio fino a pochi mesi fa. Questa cittadinanza prestigiosa ha avuto non poco effetto sulla scelta di Mons, che offre comunque un panorama turistico-culturale di tutto rispetto. La zona, abitata già dal Neolitico, fu di fatto colonizzata da Giulio Cesare, che qui costruì l'accampamento di Castrilocus. Nel corso dell'VIII secolo fu sede della predicazione cristiana di Ghisleno, divenuto poi santo della Chiesa cattolica.

I primi insediamenti "moderni" risalgono al XII secolo, quando il centro storico venne fortificato, ma fu tra il Trecento e il Quattrocento, come in molte altre città del Belgio, che il gotico brabantino portò alla realizzazione di magnifici edifici pubblici, civili e religiosi. Tra le più importanti costruzioni da visitare vi sono sicuramente l'Hotel de la Ville, che sorge su un lato di un'ampia piazza centrale, la Collégiale di Sainte Waudru e soprattutto il Beffroi, o Torre civica, che detiene il primato di essere l'unico nel suo genere in stile barocco, e non gotico. Numerosi i musei (dedicate alle porcellane belghe, alla I e II guerra mondiale), i teatri e le attività di questa città che è stata riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio dell'Umanità.

 

Plzen - Plzen Mesto, 163.000 abitanti

Conosciuta soprattutto per la sua produzione di birra, una delle più apprezzate al mondo, Plzen cela una storia ultramillenaria. Abitata probabilmente già tra la fine del X e l'inizio dell'XI secolo, questa città assunse una identità unitaria solo a fine del Duecento, grazie all'atto di fondazione di Venceslao II. Nel 1468, dopo un periodo di forti scontri tra fazioni contrapposte da motivi religiosi e politici, vi fu fondata una delle primissime stamperie e tipografie dell'Europa intera.

Tra i monumenti che rendono Plzen speciale non si possono non citare la Chiesa di San Bartolomeo, costruita in stile gotico tra il Trecento e il Cinquecento, e dominata da un campanile lavorato alto oltre 100 metri (il più alto della nazione), così come la Grande Sinagoga del 1892 (la seconda più grande d'Europa), la grande Piazza principale con la moderna Fontana dorata, circondata da palazzi barocchi riccamente adornati e dalle sfumature cromatiche più varie. Da visitare, e non potrebbe essere altrimenti, anche la Plzensky Prazdroj, la storica fabbrica della birra attiva dal 1842 e accessibile da un portale monumentale costruito in occasione del cinquantenario dell'inaugurazione dell'attività.

 

A pochissimi giorni dalla notizia della scelta di Matera come Capitale europea della cultura 2019, che sarà affiancata dalla bella città bulgara di Plovdiv (scelta per il suo borgo medievale, i resti archeologici risalenti all'epopea macedone e la natura mozzafiato che la circonda), vogliamo accompagnarvi in un breve viaggio sul significato di questa nomina, cosa ha comportato nelle città che già l'hanno ricevuto, e in che modo Matera, perla del Sud Italia, potrà beneficiarne sul breve e medio periodo.

Iniziamo con un po' di storia: questo titolo è stato istituito dall'Unione Europea (alla quale spetta la ratifica definitiva della decisione nazionale sulle città) nel 1985, su iniziativa dell'allora ministro della cultura greco Melina Mercouri, che volle così proporre un'iniziativa in grado di avvicinare i cittadini alla cultura, e al contempo permettere a città dal grande potenziale culturale, quale appunto la nostra Matera, di brillare a livello continentale, anche grazie allo stanziamento di fondi ad hoc. Fu così che, dopo l'ovvia scelta di Atene, nel 1986 la "Capitale" divenne Firenze, gioiello rinascimentale che conserva intatti i suoi monumenti più celebri, dal Duomo a Ponte Vecchio, passando per Santa Maria Novella e il Palazzo della Signoria.

L'Italia è stata scelta per altre due volte, finora: nel 2000 Bologna, città che ospita la più antica università del mondo occidentale, e nel 2004 Genova . In ambedue i casi, questo titolo ha permesso alle città di attuare politiche di promozione culturale, di miglioramento infrastrutturale e di avviare progetti a lunga scadenza. La scelta attuale segue un criterio di ripartizione orizzontale: ogni anno, infatti, vengono scelte due città di due nazioni diverse, a rotazione, in modo da coprire tutti e 28 gli Stati su un arco di 14 anni. Per l'Italia, il prossimo appuntamento sarà, insieme ai Paesi Bassi, nel 2033.

 

 

Secondo le prime notizie, ma nei prossimi 4 anni ne circoleranno sicuramente molte e non tutte attendibili, il "tesoretto" che verrà messo a disposizione di Matera sarà di circa 30 milioni di euro. Una cifra che è inferiore alla media europea, ma che viene calcolata anche in base alla grandezza della città scelta. Tanto più la Capitale è ampia, quanto più dovrà spendere per migliorarsi e promuoversi anche e soprattutto all'estero.

Sappiamo bene, in ogni caso, che Matera si trova in una zona d'Italia, la Basilicata, nella quale i collegamenti (autostradali, ferroviari e soprattutto aeroportuali) sono in alcuni casi deficitari, essendo ad esempio possibile raggiungere la città in treno solo partendo da Bari, e tagliandola dal traffico che, scendendo da Roma e da Napoli, raggiunge la Calabria. Proprio in Calabria e in Puglia, inoltre, si trovano gli aeroporti più vicini (Bari, Lamezia Terme), e dunque buona parte dei fondi, incluse le sponsorizzazioni e le eventuali azioni che le istituzioni italiane vorranno operare, dovranno necessariamente essere improntate a una maggiore e più rapida raggiungibilità della "Città dei sassi".

La nomina, però, è anche motivo d'orgoglio: Matera è una città-capolavoro, un museo a cielo aperto che incanta e stupisce i visitatori, che possono perdersi e ritrovarsi tra grotte, vicoli e strade dalla panoramicità unica, un'atmosfera idilliaca che è per certi versi il simbolo stesso del Meridione. La bellezza a servizio della rinascita, culturale ma soprattutto sociale, di un territorio ingiustamente posto in secondo ordine e "trascurato", quando invece potrebbe costituire un volano per la disastrata economia italiana. Se questa scelta sarà stata benefica o no, ce lo dirà il tempo che ci separa dal 2019, sperando che tutti agiscano per un progetto che, in altre città, ha portato benefici significativi (a Salamanca nel 2002, ad esempio, venne ristrutturato e riaperto l'antico teatro cittadino, mentre a Turku, nel 2011, è stato migliorato il trasporto su fiume e approvati diversi piani di miglioramento della già ampia offerta culturale).

Dal 1° gennaio 2015 anche la Lituania entrerà nella zona euro, divenendo così il diciannovesimo paese dell'Unione Europea (su un totale di ventotto) ad adottare la moneta unica. Vilnius, che ha attuato già da tempo una politica economica e sociale improntata all'espansione e alla conoscibilità nel Vecchio continente, diverrà in questo modo una destinazione turistica ancora più attrattiva per i turisti europei, che non dovranno più passare per il rituale, ormai piuttosto stancante e antiquato, del cambio di valuta (a proposito, fino al 31 dicembre sarà in vigore il cambio stabile di 3,45 zloty per ciascuno euro).

La Lituania è il più meridionale dei tre stati baltici, trovandosi a sud della Lettonia e a nord della Polonia, altro stato europeo che tuttavia non adotta l'euro, avendo scelto per ora di rimanere fedele allo zloty, la moneta locale. Dopo il crollo del Muro di Berlino e il dissolvimento dell'Unione Sovietica, questo paese ha ritrovato l'indipendenza, e il processo di ingresso nella Ue gli ha permesso di aprirsi a flussi turistici che prima del 1991 erano pressoché assenti.

 

 

A discapito della sua pur poca fama in Europa, infatti, la Lituania è un paese che merita sicuramente di essere visitato, anche grazie alla recente istituzione di collegamenti aerei con le principali compagnie low-cost, come la Ryanair, che vola sull'aeroporto di Kaunas (nella parte centro-meridionale del paese) e sul principale scalo di Vilnius, la capitale del paese. Sono proprio queste, inoltre, le prime destinazioni che possono colpire l'attenzione del turista straniero, a caccia di una vacanza certamente fuori dagli schemi ordinari, ma che non sia affatto manchevole di sorprese e scenari da sogno.

Iniziamo questo viaggio da Kaunas, una città dal forte imprinting industriale (quasi una Milano lituana) che ha saputo mantenere intatto un centro storico elegante, dal vago gusto medievale, con grandi monumenti che ben si rifanno alla tradizione architettonica baltica e russa. La Chiesa di San Michele Arcangelo, infatti, è piuttosto simile alla Cattedrale di Helsinki, pur strizzando l'occhio alle grandi cupole delle chiese russe. Da vedere anche il Castello di Kaunas, dal peculiare colore rosso, le cui scelte architettoniche richiamano esigenze difensive, pur non rinunciando a un certo gusto estetico.

Spostiamoci poi a Vilnius, capitale istituzionale e culturale, con la sua città vecchia che dal 1994 fa parte del patrimonio dell'Umanità UNESCO. Qui si possono ammirare alcune delle chiese più belle del paese, come quella di Sant'Anna o la Cattedrale dei Santi Stanislao e Ladislao, quest'ultima costruita nel XVIII secolo e ispirata ai tempi classici della Grecia e di Roma. La città, oltre alle sue bellezze, offre anche tanti svaghi, un Centro direzionale moderno e puntellato di grattacieli, parchi all'aperto particolarmente curati e un efficiente sistema di trasporti pubblici.

Tra natura incontaminata e città che ricercano con passione modernità e bellezza, la Lituania è una destinazione turistica che può raccogliere sicuramente consensi tra coloro che, stanchi delle classiche e sovraffolate capitali europee, cerchino comunque una vacanza "urbana", fatta di visite guidate, locali notturni e gastronomia ricercata, ma che amino la calma e l'organizzazione tutta invidiabile deil Baltico.

 

Siete mai incappati in un problema con uno dei pacchetti viaggio "all inclusive" che vengono offerti, magari a prezzi scontatissimi, dall'agenzia di viaggio o dal sito specializzato di turno? Bene, sappiate che avete un nuovo alleato dalla vostra parte: la Commissione Europea. In una comunicazione ufficiale inviata al Governo italiano, infatti, i vertici di Bruxelles hanno chiesto all'esecutivo guidato da Matteo Renzi di provvedere, in tempi ragionevolmente brevi, al miglioramento e all'ampliamento del cosiddetto Fondo nazionale di garanzia italiano che consente di rimborsare i viaggiatori "truffati" o che hanno subito un qualsivoglia disagio nel corso del loro viaggio, onde evitare l'apertura di una procedura d'infrazione, una terminologia piuttosto nota in ambito economico, ma che ora riguarda anche quello turistico, peraltro settore strategico per l'Italia.

 

 

L'Italia, questo è il parere della Commissione che ha già annunciato l'invio di un dossier alla Corte di Giustizia Europea, massimo organo giuridico nell'Unione, deve recepire le direttive europee che prevedono l'obbligo, per i tour operator, di avere un fondo di copertura per i rimborsi, parziali o totali, nei confronti dei vacanzieri insoddisfatti. Non sono rari, infatti, i casi di viaggiatori singoli, o addirittura famiglie intere, costrette a sborsare di tasca loro anche migliaia di euro pur di proseguire la vacanza o anche semplicemente rientrare a casa al termine di questa. Per quanto riguarda il Fondo nazionale di garanzia, poi, la Commissione ha puntato il dito contro l'inefficienza, la mancanza di fondi finalizzati allo scopo e soprattutto un regolamento univoco che garantisca di recuperare i soldi perduti, ponendo così fine a contenzioni spesso senza soluzione alcuna.

Insomma, se avete ancora dei conti in sospeso con i "tutto compreso", o siete indecisi se acquistare o meno una vacanza potenzialmente rischiosa, sappiate che l'Unione Europea potrà darvi una mano. Non male, no?

Dalla mezzanotte di domenica 30 giugno, la Croazia è ufficialmente entrata a far parte dell'Unione Europea in qualità di 28° paese membro. Una notizia di rilevanza politico-sociale, certo, ma dalle chiare conseguenze anche sul piano turistico. Maggiore facilità di spostamento, burocrazia in calo e flusso di turisti in potenziale aumento. Del resto, quella croata è da anni una meta ambita, cerchiata col rosso soprattutto nel periodo estivo grazie agli oltre 5.000 km. di coste e le numerose isole che attirano migliaia di turisti.

Dai tipici paesaggi mediterranei di Zara scendendo più a Sud verso Dubrovnik e Spalato, il paese balcanico non mette comunque da parte l'aspetto culturale. Ben sei sono infatti i siti dichiarati patrimonio dell'Unesco: le Mura Antiche di Dubrovnik, il Palazzo di Diocleziano a Spalato, la Basilica Eufrasiana di Porec, il centro storico di Trogir, la Cattedrale di San Giacomo a Sibenik e il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice. Per farsi un'idea dell'attesa e delle opportunità derivanti dall'ingresso nella UE, basta analizzare i dati recentemente forniti dal Ministero del Turismo che segnalano un incremento di oltre il 10% rispetto allo stesso periodo del 2012 del fatturato legato all'indotto turistico.

 

 

Giustificata, di conseguenza, la soddisfazione del ministro del Turismo, Darko Lorencin: "Il fatto che gli introiti del turismo mostrano un costante incremento nonostante la crisi economica in Europa, sono la prova che la Croazia sia diventata una destinazione riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo". Lo stato croato, dal canto suo, sta già massimizzando gli sforzi per non farsi trovare impreparato stanziando un budget di oltre un miliardo di euro per il potenziamento delle strutture ricettive (è in calendario la ristrutturazione di molti hotel) e la costruzione di infrastrutture capaci di rendere più agevoli gli spostamenti all'interno del territorio.

Da quando l'Europa è unita ci siamo un po' dimenticati del passaporto. Fino a non tantissimi anni fa, in fondo, il passaporto era l'unico documento di viaggio esistente, necessario per praticamente qualsiasi spostamento. Ora serve un po' meno, certo, ma resta comunque il documento di viaggio per eccellenza, l'unico valido per visitare tutti i paesi che non fanno parte dell'Unione Europea, che sono ancora la maggioranza! L'ultima novità in materia è dell ultime ore: Poste Italiane e Polizia di Stato hanno raggiunto un accordo per fare in modo che il passaporto possa essere spedito e ricevuto comodamente a casa.

Se recentemente avete varcato i confini della UE o avete rinnovato il vostro passaporto, avrete fresco in mente il ricordo delle file in questura o presso un ufficio postale: prima quella per richiederlo, poi quella per ritirarlo. Tempi che nelle grandi città rischiano di diventare biblici e che in futuro potrebbero essere annullati. In base all'accordo stipulato tra Poste Italiane e Polizia di Stato, infatti, in futuro il passaporto potrà arrivare direttamente a casa, con un sovrapprezzo di 8,20 euro da pagare alla consegna. L'invio avverrà con Posta Assicurata (si tratta pur sempre di un documento personale) e potrà essere monitorato. La sperimentazione riguarderà prima le città di Bari, Roma e Verona e, se darà i frutti sperati, sarà estesa all'intero territorio nazionale

 

 

I primi commenti degli utenti sono sicuramente positivi, anche se non sono pochi quelli che si pongono, più o meno ironicamente, dubbi sulla effettiva velocità della consegna postale. Voi cosa ne pensate? Ne vale la pena o preferite andare in persona per toccare con mano il vostro passaporto?