Chi non ha mai sognato di ripercorrere le strade e i luoghi del proprio libro preferito? Dall’Inghilterra ecco arrivare l’iniziativa per coloro che amano viaggiare e sognare con le parole.

La proposta turistico-letteraria nasce dall’idea di far conoscere i luoghi dell’ultimo libro della scrittrice inglese Sally O’Reilly “Dark Aemilia-La Dama Nera” edito Sonzogno.

 

 

L’idea dell’incontro è nata dal rapporto nato in questi anni tra Laura Lockington, giornalista ed anch’essa scrittrice nonchè fondatrice del Bookish Supper Society, associazione che crea un filo diretto fra autori di testo e lettori in Inghilterra, e Stefania Del Ferro, direttore dell’asscociazione no profit Dadaprojects, nata nel 2010 finalizzata alla promozione dello scambio artistico tra diversi paesi.

Questa innovativa iniziativa “tutta al femminile” porterà un gruppo di lettori inglesi appassionati a svolgere un viaggio dal 17 al 19 Aprile 2015 tra Vicenza e Venezia, sulle orme dei protagonisti dell’opera letteraria.

L’itinerario sarà pieno di eventi e visite guidate; si parte da una degustazione enogastronomica tutta italiana, una passeggiata tra i vigneti e i castelli delle campagne venete, alla scoperta della vita della O’Reilly. Inoltre, nel corso dei due giorni è stato organizzato un evento serale, aperto anche al pubblico, previa prenotazione, per una cena di galanella presso Villa Godi Malinverni, una villa palladiana a Lugo di Vicenza (VI).

Infine, sabato 18 Aprile, ci sarà un incontro che calca le orme del Bookish Supper Society fra i lettori inglesi ed italiani e la stessa scrittrice O’Reilly che verrà intervistata dalla Laura Lockington, un modo per conoscere al meglio la narrazione, il legame fra i luoghi, i personaggi e la scrittrice in un’atmosfera calda e conviviale.

L’iniziativa, che da anni viene portata avanti in Inghilterra con ottimi consensi da parte del pubblico, si accinge, quindi, a oltreppassare La Manica e arrivare in Italia, con ottime probabilità di organizzazioni turistico-letterarie future in tutto il territorio.

 

Per chi volesse avere ulteriori informazioni su tale evento e su quelli futuriwww.dadaprojects.co.uk 

Medioevo e Rinascimento sono stati periodi di alchimisti, ingegneri e artisti, che in Italia non hanno lasciato tracce solo all’interno di chiese e musei. Infatti, per la gioia dei più curiosi e avvezzi alle scoperte ed esplorazioni "casuali", c’è stato anche molto altro.

Di che cosa stiamo parlando? Della geometria! L'odiata materia scolastica ritorna quest'oggi (in verità lo ha fatto già secoli fa) sotto forme assolutamente nuove e... turistiche. Linee bilanciate e cadenzate, che magari nascondono numeri cabalistici o legati a chissà quale credo alchemico, scacchiere viventi, forme che lievitano sotto forma di castelli. Scopriamo insieme di cosa stiamo parlando!

 

 

Marostica

Splendida cittadina in provincia di Vicenza, ai piedi dell’Altopiano di Asiago. Nella sua piazza a scacchiera da molti anni si svolge la famosa partita. Ma prendete nota: solo negli anni pari. Una tradizione che risale ad un anno pari di tanti secoli fa, il 1454 appunto, quando due nobili, innamorati della bella Lionora, decisero chi l’avrebbe vinta con un duello d’amore.

 

Palmanova

Dal Veneto ci spostiamo poco lontano, in Friuli Venezia Giulia. Questa bella cittadina rappresenta al meglio cosa intendessero i rinascimentali quando parlavano di “scienza”: una città progettata per essere inattaccabile. Da chi doveva mai difendersi? Dai turchi, per questo i veneziani l’hanno progettata ad hoc: simmetria, stella a nove punte, perfettamente difesa. Con tanto di piazza simmetrica al centro. Un labirinto? Giammai.

 

Castel del Monte

In questo caso la geometria non è urbanistica ma architettonica. Siamo ad Andria, in provincia di Bari e questo è un luogo che catalizza l’attenzione di tutti: voluto da Federico II di Svevia per motivi ancora oscuri (perché un sovrano avrebbe dovuto costruire un castello in una zona lontana da porti, fiumi e dalle principali città?). Eppure il risultato è assolutamente vincente: 8 è il numero ricorrente. Otto lati, otto torri, otto stanze trapezoidali all’interno. Ottagonale è anche il cortile interno. Andate e contate da voi il resto!

Pensando al Natale e al Capodanno, non vi viene voglia di "tuffarvi" nelle bollicine? Ecco, c’è una regione in Italia dove le bollicine non sono protagoniste dei giorni di festa, ma lo sono tutto l'anno. È il Veneto, la terra del Prosecco. La zona di produzione del Prosecco DOCG è racchiusa tra Valdobbiadene e Conegliano, raccoglie 15 comuni e 5.000 ettari di vigneto. Più uva che abitanti. Scenari di pure colline verdi che si susseguono, cantate molti anni fa già dal Petrarca (chissà, anche lui avrà amato il Prosecco, oltre alle colline).

Una cultura, quella del prosecco, talmente preziosa che si fa in tre: tranquillo, frizzante, spumante.

 

 

E non c’è via migliore per conoscere questi luoghi che percorrendo la Strada del Prosecco, che collega Conegliano, Vittorio Veneto, Valdobbiadene e Pieve di Soligo. Vi proponiamo alcuni luoghi da non farvi scappare lungo il vostro percorso e da ammirare tra una degustazione e l'altra.

Partiamo dalla Rua di San Pietro di Feletto, con il suo eremo camaldolese del ‘600. L’itinerario prosegue fino a San Pietro di Feletto, dove sorge la splendida Pieve del XII secolo, anch'essa tutta da vedere. A Solighetto, invece, si trova la Villa Brandolini, un edificio settecentesco che è anche la sede del Consorzio Tutela Prosecco Conegliano Valdobbiadene e di un museo dedicato alla cantante d'opera Toti Dal Monte, soprano e attrice veneta, morta nel 1975 a Pieve di Soligo.

A Soligo sorge la chiesetta di Santa Maria Nova, che risale al XIV secolo. Molto interessanti gli affreschi al suo interno, anch'essi databili al Seicento. Pochi passi a piedi e si raggiunge il tempietto di San Gallo, sull'omonimo colle, da cui si può godere di una straordinaria vista panoramica sulla sottostante Valle del Piave.

Col San Martino è nota per le sue Torri di Credazzo, testimonianza della presenza longobarda in veneto. Non vi basta questo tour nel medioevo? Allora non potete perdere la Chiesetta di San Vigilio, unica presenza del “far umano” in un mare di colline verdi.

Le possibilità lungo la "Strada del Prosecco" non mancano. Ma prima bisogna scegliere: Brut, Extra Dry, Frizzante o Tranquillo?

Un viaggio nella zona del Prosecco, in Valdobbiadene, sulle orme di Jack Costa. Chi è Giovanni Dalla Costa? E' un emigrante trevigiano, partito da Costa Alta alla fine del 1800 per cercare fortuna in America. E il nostro eroe, trovò la sua fortuna, ovvero l'oro. Come? Continuate a leggere per scoprirlo.

 

 

Numero Viaggiatori: 10

Data di partenza: 21/09/2014

Durata: 7 giorni

Luoghi: Padova, Pederobba, Venezia

Descrizione del viaggio:

Sette giorni nella terra del Prosecco, in Valdobbiadene, tra vigneti, castagni ed alberi secolari. Un viaggio di una settimana sulle orme di Jack Costa, partito da Pederobba alla fine del 1800 alla ricerca dell'oro.Giovanni Dalla Costa, alias Jack, l'oro, lo trovò davvero, qualche anno dopo, in Alaska e contribuì a fondare quella che, ancora oggi, è la seconda città Alaskana per importanza, ovvero Fairbanks.

Costa Alta, frazione di Pederobba, conta meno di 30 abitanti residenti: come si suol dire, un dono riservato a pochi eletti. Provate ad osservare ciò che vi circonda: il Grappa, il Piave, i vigneti, il verde lussureggiante. Un piccolo Paradiso. E, a Pederobba, proprio vicino alla stazione ferroviaria, potete anche perdervi nell'Oasi naturalistica della "Garzaia", ove potrete ammirare uccelli ed alberi che trasudano storia secolare.

Come arrivare a Costa Alta viaggiando in treno? Semplice. Da Padova, prendete il treno regionale diretto a Belluno e scendete a Pederobba. Da lì, sino a Costa Alta, sono circa 4 chilometri: nulla di meglio di una bella passeggiata. Se proprio volete cogliere l'occasione, potete fare un salto anche a Venezia, o all'andata o al ritorno (Venezia-Padova, tempo di percorrenza in treno: 30/60 minuti). Se fate scalo a Venezia S. Lucia, tempo nemmeno un'ora di passeggiata e vi ritrovate in Piazza S. Marco, con gli occhi pieni di stupore.

Torniamo a bomba, però. La storia di Jack. Ritrovarsi a Costa Alta per cercare di far rivivere la storia di Jack: una decina di persone, che, prima di arrivare in questa landa veneta, nemmeno sapeva chi fosse Dalla Costa. Una comitiva di artisti, di estrazione ed astrazione diversa: ognuno con le proprie peculiarità, il proprio estro, la propria follia, la propria voglia di interpretare e mettersi in gioco.

Il contatto e l'interscambio con luoghi e persone diverse: un do ut des per far rivivere la leggenda. Cercate un luogo per fuggire dal caos e dall'opprimente tensione evolutiva quotidiana? Costa Alta è il posto che fa per voi. Cercate convivialità, buon cibo e buon vino? Queste terre saranno la vostra Mecca. Cercate la spiritualità, l'armonia e la pace interiore? Siete nel posto giusto.

Volete trascorrere giornate piacevoli tra escursioni e paesaggi mozzafiato? Volete sentire l'eco di guerre, di cannoni, di orme di soldati? Insomma, volete sentire il profumo o l'acre odore della storia? Siete nel luogo perfetto. Se invece cercate rumore, baccano e volume alto, meglio che andiate ad Ibiza. Ovunque andrete, sarete accompagnati dal fantasma di Jack Costa. E sì, perchè Jack vive ancora qui. Sarà lui il vostro oro. Fatene tesoro, perchè certe fortune non capitano tutti i giorni.

In attesa dell’estate, delle vacanze e degli amatissimi last minute gli italiani si risvegliano dal ‘letargo’ invernale e si riversano sul web alla ricerca di una buona offerta per i ponti primaverili in campeggio.

Dopo un avvio sonnolento il 2016 registra nel mese di aprile un andamento delle prenotazioni in costante crescita.

Secondo i dati rilevati dal portale di booking online per camping e villaggi, Campingitalia.it, le richieste di preventivi provenienti dagli utenti italiani sono aumentate del 34% rispetto al primo bimestre dell’anno.

La crescita del trend è iniziata nel mese di marzo quando, complice il periodo di Pasqua, si è toccata la percentuale del 37%, decisamente migliore del 24% di febbraio e dell’11% di gennaio.



E’ chiaro che le temperature più miti, le ore di luce che aumentano, la natura che esplode in un mix di colori e profumi contribuiscono a risvegliare negli italiani la voglia di trascorrere un week end fuori-porta, in campeggio o in un villaggio, per staccare, anche se per poco tempo, la spina dal lavoro; il tutto ovviamente in attesa delle più lunghe vacanze estive.

Per quanto riguarda i dati relativi alle richieste di preventivi registrate ad aprile da Campingitalia.it emerge una graduatoria che vede posizionarsi al secondo posto, dopo gli italiani, i turisti olandesi con il 22% seguiti dai tedeschi con il 16%.
Buona la crescita degli svizzeri che dopo un primo bimestre di totale assenza hanno registrato un’impennata del 10%.
Chiudono la classifica i belgi e i francesi, entrambi al 7%, e infine gli inglesi al 2%.

Per quanto riguarda la prenotazione dei campeggi il portale ha stilato una classifica che rivela le destinazioni più gettonate di aprile.

Al primo posto il Veneto con il 21% seguito sul podio dalla Toscana con il 20% e dalla Liguria con l’11%.
Seguono in classifica la Campania e la Sardegna con il 6%, il Trentino, la Lombardia, la Puglia e l’Abruzzo con il 4% e infine la Sicilia con il 3%.

Dalla graduatoria emerge la tendenza a spostarsi, durante la stagione primaverile, soprattutto verso le regioni che hanno da offrire una maggiore concentrazione di arte e cultura; si pensi ad esempio a città come Venezia e Firenze.

Si attendono i dati relativi alle prenotazioni di campeggi per i mesi estivi, quando la lotta alle prime posizioni riguarderà, quasi sicuramente, regioni totalmente diverse da quelle che dominano l’attuale classifica.

L’ultima rilevazione effettuata sui trend delle prenotazioni dei camping riguarda il comportamento dei turisti a partire dall’inizio dell’anno.
Al primo posto gli olandesi con il 31% delle richieste di preventivo; al secondo gli italiani con il 29% e a seguire i tedeschi con il 15%, i francesi con il 10%, gli svizzeri e i belgi con il 6%.
Le destinazioni più richieste si confermano quelle della Toscana, con un preferenza del 26% e quelle del Veneto con il 19%.

I Ponti d’Italia, esempi di mode architettoniche, atti di estrosità del passato, luoghi di passeggio, dove nascono amori e dove si combattono battaglie o si raccontano leggende, andiamo alla scoperta dei ponti più belli d’Italia!

Vita da Turista ha voluto riportare i ponti più belli d'Italia che hanno fatto la storia di molti luoghi, hanno portato bellezza ai borghi, fascino ai loro panorami, sviluppo al loro territorio.

 

 

Ponte Gobbo a Bobbio, Piacenza

ponte gobbo a bobbio

Questo ponte viene anche chiamato Ponte Vecchio e attraversa il fiume Trebbia. Il suo nome è dovuto al caratteristico profilo molto irregolare che lo rende dall’aspetto dinamico e suggestivo.

Lungo ben 273 metri, conserva fra le campate degli archi la statua di San Colombano e della Madonna dell’Aiuto, molto amati dalla popolazione del luogo.

Il Ponte è noto soprattutto per le numerose leggende che lo riguardano proprio per la particolare struttura architettonica, ritenuta per molti tecnici di oggi di difficile realizzazione in epoca medievale. La leggenda più nota che conferisce alla struttura il nome di Ponte del Diavolo, riguarda San Colombano che una notte fu contattato dal Diavolo che gli promise di costruire il ponte in una sola notte in cambio della sua anima. Si racconta che il Santo accettò e, di conseguenza, la stessa notte iniziarono i lavori da parte del Diavolo aiutato da altri piccoli diavoli che reggevano le arcate del ponte. Essendo di stature diverse tra loro, le arcate vennero realizzate una diversa dall’altra. All’alba San Colombano mandò un cane al Diavolo che, offessosi, diede un calcio al ponte, rendendolo irrimediabilmente sghembo.

 

Ponte romanico a Dolceacqua, Imperia

il ponte di dolceacquaDolceacqua è un borgo particolamentre suggestivo, dal 2007 insignito dalla Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, una località dove concedersi un week end di relax e buona cucina, conoscendo la popolazione e i piatti tipici locali, inoltrandosi nelle vie più belle e caratteristiche.

E’ proprio tra queste che è facile scorgere la bellezza del Ponte romanico che caratterizza quello che fu l’ampliamento territoriale della cittadina con l’aggiunta del Borgo nel XV secolo.

La struttura, costruita con materiali tipici della zona, è formato da una sola arcata dalla struttura irregolare. Il ponte è ancora un punto molto importante di passaggio pedonale, un luogo magico dove potersi soffermare a godersi uno splendido tramonto o dove potersi godersi dei piccoli momenti di relax, proprio come fece il pittore Claude Monet che nel 1884 si ritrovò a passare proprio per la piccola Dolceacqua e, rimasto stupito dalla sua bellezza paesaggistica, fece si che il ponte e il castello sovrastante diventassero oggetto dei suoi dipinti.

 

Ponte Scaligero a Castelvecchio, Verona

Il ponte Scaligero a Verona

Fermiamoci in Veneto, e precisamente a Verona, in totale ammirazione del ponte Scaligero, un esempio di struttura architettonica di elevata fattura che rappresenta il Medioevo italiano in tutta la sua interezza.

Il ponte fa parte del complesso di Castelvecchio ed è considerato un esempio ardito di architettura soprattutto se si pensa che fu costruito nei primi del 1300. I tre archi di cui è composto è di diverse ampiezze e la realizzazione dei piloni, due a base pentagonale e il terzo con decorazioni di capitelli di stile corinzio e frammenti di bassorilievi romani, fu caratterizzata da un approfondito studio finalizzazto a monitorare la potenza dell’acqua e facilitarne il passaggio del fiume Adige.

La struttura vanta una lunghezza di ben 120 metri e largo 6, è formato dal mura merlate a coda di rondine, con la presenza di comminatoi e feritorie, un ponte per camminare, sentendosi in un’altra epoca.

 

 

 

 

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Volete vivere felici, lontani dalle distrazioni del quotidiano? Ceregnano è il posto che fa decisamente al caso vostro, essendo il "Paese più felice del mondo". Sì, stiamo parlando proprio di un luogo che esiste davvero, e si trova in Veneto, più precisamente nella provincia di Rovigo.

Non troverete montagne di parmigiano e fiumi di latte come in una fiaba o in un cartone animato della Disney, ma un piccolo borgo di quattromila anime, nato probabilmente in epoca romana e ricostruito dai veneziani nel XVI secolo dopo un'alluvione e un incendio che lo distrussero completamente.

Da una storia tanto travagliata, è sorto un luogo la cui felicità è diventata una mission istituzionale, grazie all'amministrazione guidata dal sindaco Ivan dell'Ara, a capo di una lista civica che ha deciso, da qualche tempo, di affidare una curiosa delega, l'Assessorato alla Felicità.

 


 

Di cosa si tratta, e chi detiene questo incarico, è presto svelato. Elena Dall'Oco, una cuoca di professione di 42 anni, è stata nominata Assessore alla felicità, un assessorato senza controllo sul bilancio (di quelli "senza portafoglio"), ma che ha, per espressa richiesta del sindaco, un ampio spettro sui controlli all'interno del comune di Ceregnano.

Innanzitutto, più gentilezza e cortesia da parte dei dipendenti comunali, anche da quelli degli Uffici Tributi, che pure, e di certo non per loro colpa, devo sopportare le maggiori tensioni da parte dei cittadini, specie in tempi di ristrettezze economiche. Attenzione agli sprechi, miglioramento del rendimento comunale, volontariato e tante iniziative pubbliche, magari a costo zero, per incrementare la felicità generale.

Ceregnano punta anche sul turismo, grazie a dei finanziamenti dell'Unione Europea che porteranno maggiore informazione e conoscibilità, ma anche percorsi e sentieri immersi nella bella natura veneta, e un ampliamento della rete di piste ciclabili, per diminuire l'inquinamento, perché un ambiente più pulito genera sicuramente felicità maggiore.

Piccole accortezze, a bilancio zero (o quasi), che permettono a Ceregnano, primo comune in Italia a dotarsi di un assessorato con simili compiti, di spianare la strada verso una politica nuova, attenta a bisogni e necessità dei cittadini, ma anche votata all'ampliamento dell'offerta turistica e culturale.

Insomma, se siete a caccia della felicità, passate da Ceregnano!

Dal sapore salato del baccalà alla vicentina alla dolcezza del miele di Lazise: le sagre autunnali del Veneto ne hanno per tutti i gusti e per tutti i palati! Noi ve ne proponiamo quattro, voi suggeriteci le vostre preferite!

 

 

Funghi in tutte le salse a Bassano del Grappa

Il quartiere San Michele di Bassano del Grappa anche quest’anno diventa la bellissima cornice naturale degli appuntamenti culturali, sportivi, musicali e gastronomici che caratterizzano ormai da dieci anni la Sagra dei Funghi.  Dal 26 al 30 settembre: questi i cinque giorni durante i quali si terrà la manifestazione, in occasione peraltro dei festeggiamenti in onore del patrono San Michele.

Sulle note della musica classica della pianista Lisa Calamosca, si inizia con il percorso gastronomico guidato dallo chef Piero Pasquali, un viaggio sensoriale alla scoperta di prodotti locali come lo sformatino di finferli, il risotto con i porcini locali che sono i protagonisti della sagra e i xaeti allo zabaione

Atmosfere decisamente più rock per la serata di venerdì, animata dall’evento musicale "Keep Calm and Stay Rock": gruppi rock indie faranno tremare il palco e scatenare i presenti!

Piena di arte, invece, la giornata di sabato, con la mostra micologica, il concorso di fotografia e le mostre fotografiche.

La messa in onore del santo patrono aprirà la domenica, e sarà seguita da altre attività: il pranzo sociale comunitario "Sui Sentieri Del Gusto" offerto agli anziani del paese e concepito a scopo benefico.

Apertura con la musica classica, e chiusura sulle stesse note: sarà infatti un altro concerto classico a far calare il sipario sulla bella manifestazione, che quest’anno si caratterizza anche per un maggiore impegno volto alla promozione del territorio e alla sensibilizzazione sui temi ambientali, portati avanti presso i vari stand informativi.

 

Le mille forme del famoso Bacalà alla Vicentina

Nel comune vicentino di Sandrigo, dal 17 al 30 settembre, rivive la tradizione culinaria del tipico Bacalà alla Vicentina, a cui è dedicata l’intera sagra.

Si parte con il Gran Galà del Bacalà, che darà il via agli stand gastronomici che saranno attivi durante tutti i giorni di festa e che permetteranno di degustare il piatto in moltissimi modi diversi: variante locale è sicuramente quella che vede il pesce accompagnato dalla polenta, ma altrettanto tipici sono i bigoli al torcio,gli gnocchi e il risotto.

Se volete saperne di più su questo prodotto, o magari imparare i segreti per cucinarlo, quello che fa per voi è il Forum internazionale del Bacalà che si terrà nel Municipio, un momento di approfondimento sulla storia e la cultura di questo pesce.

Momento clou della manifestazione, che coniugherà gastronomia, folklore e divertimento, sarà la cerimonia di investitura dei nuovi confratelli eseguita dalla Confraternita del Bacalà, seguita da una sfilata dal tono internazionale: quest’anno, infatti, ad essa parteciperà anche una delegazione di pescatori norvegesi.

La Festa del Bacalà è una manifestazione che si propone anche un intento culturale facendo conoscere non solo una tradizione culinaria secolare, ma al tempo stesso permettendo ai visitatori di scoprire un territorio ricco di arte e cultura attraverso delle visite guidate alle ville e agli edifici sacri sparsi sul territorio di Sandrigo.

 

Vicenza di rosso vestita

Il centro storico della città di Vicenza nei giorni del 19 e del 20 ottobre si tinge di rosso. Il rosso dei vini dei Colli Berici, rinomati e bevuti in tutt’Italia. Il nome della manifestazione, con sede nel bellissimo Palazzo Valmarana Braga, opera di Andrea Palladio che si erge in corso Fogazzaro, è "Gusto Berico. Vino, Gastronomia e arte" che è un titolo estremamente riassuntivo dell’evento stesso. Dedicato prevalentemente ai vini, vedrà la presenza di oltre trenta produttori, ognuno dei quali presenterà tre vini, e di aziende vitivinicole e distillerie.

Il biglietto di entrata, al costo di 10 euro, darà diritto a sette degustazioni di vini e tre assaggi gastronomici. Perché Gusto Berico è vino, ma non solo. Grande attenzione sarà infatti prestata ai prodotti del territorio, come dimostra la partecipazione di produttori artigianali di specialità gastronomiche, proprietari di agriturismi e ristoranti che si occuperanno di preparare per il pubblico i piatti della tradizione vicentina.

Dopo aver soddisfatto il palato e la curiosità relativa ai cibi e ai vini con le degustazioni guidate e i momenti di approfondimento enogastronomico, ci si può nutrire anche del cibo della mente: la manifestazione offre, infatti, una pregevole mostra d'arte curata dalla Federcritici della città.

 

Una fiera…dolcissima

La Fiera nazionale “I giorni del miele" è una grandissima e importante vetrina dei mieli italiani, che quest’anno giunge alla sua 34esima edizione. Lazise sarà impegnata anche nel 2013 a far conoscere l’ottimo prodotto naturale nei giorni dal 4 al 6 ottobre attraverso un'ampia esposizione di miele e di tutto ciò che al miele è collegato: i suoi derivati, le attrezzature necessarie alla sua produzione e addirittura il materiale editoriale e informativo che lo riguarda.

È inoltre possibile trovare tante golosità a base di questo pregiato nettare presso gli stand allestiti per l’occasione, assaggiarle ed eventualmente acquistarle.

Le aree di interesse della fiera non sono esclusivamente quelle legate all’aspetto gastronomico del prodotto, in quanto la natura dell’evento è estremamente variegata: il suo obiettivo è infatti quello di sviluppare la cultura e le conoscenze dell'apicoltura sotto diversi punti di vista, che vanno dall’alimentazione all’innovazione tecnologica, passando per gli usi del miele per la salute e la bellezza della persona. La novità di quest’anno è una sezione dedicata addirittura alla medicina, che si occupa delle allergie e delle intolleranze al miele fino a giungere all’idea di formare nuove figure professionali che si occupino della ricerca e della salvaguardia dell'ambiente, quell’ambiente di cui il miele ha bisogno per nascere.

Durante la manifestazione verranno assegnati anche dei riconoscimenti per premiare le eccellenze del settore, quelli per la migliore produzione di miele su scala sia nazionale che regionale.

Non sempre serve andare nelle grandi capitali europee per avere un week end perfetto, poiché in alcuni casi i piccoli gioielli italiani possono regalare innumerevoli e piacevoli sorprese. Abbiamo in serbo per voi, dunque, un’idea di viaggio fuori dagli schemi che vi conduce, e conduce anche noi, in un incantevole borgo veneto, un gioiello incastonato tra la città di Mantova e il lago di Garda. Una destinazione da vivere all’insegna dell’eleganza e del romanticismo, e dei piaceri delle piccole cose.

Affacciata sulle acque del fiume omonimo, non ci resta che presentarvi la magica Valeggio sul Mincio, che regala scenari unici e di grande suggestione. La sua parte più antica, quella del cosiddetto borghetto, è molto visitata in ogni stagione dell'anno perché in ogni stagione si tinge di colori diversi, e tutti sempre da vedere. Un piccolo angolo di paradiso che riesce davvero a conquistare con semplicità, offrendo la possibilità di fare acquisti nei numerosi e caratteristici negozietti e di provare i piatti della tradizione gastronomica locale nei tanti localini a due passi dalle acque del fiume.

 

 

Una cornice che, in un secondo, vi porta indietro di anni e vi fa gustare un’atmosfera d’altri tempi; sensazione che si accentua maggiormente al vostro arrivo, quando venite accolti dalla prima bellezza di Valeggio, il suo antico Ponte Visconteo, che bisogna attraversare per raggiungere il borgo antico, dalle forme medievali e circondato dalle acque del fiume. A rendere l’atmosfera ancora più unica è una cornice fatta di antichi mulini ancora funzionanti: insomma, sarete conquistati da questo posticino curato e romantico, uno di quei luoghi in cui ci si sente veramente catapultati in una favola!

 

Il sapore antico di Valeggio non si esaurisce qui: non mancate di fare una visita al suo monumento più rappresentativo, il Castello Scaligero: tra le rocche più note e visitate di tutto il Veneto, conserva persino l’antico ponte levatoio. Avete capito bene: proprio come quelli di cui avete sicuramente letto in ogni storia di cavalieri e principesse!

E se ancora non foste convinti della vostra ‘scelta da week end’, provate a fare un piccolo ma efficace esperimento: salite sulla cima delle torri del castello. A quel punto resistere sarà impossibile, perché da quell’altezza avrete una vista unica ed eccezionale della valle del Mincio attraversata dalle acque del fiume! Immaginate di ammirare un simile spettacolo – tutto naturale! – insieme alla vostra persona del cuore e non vi sarà difficile capire come mai Valeggio sia considerata una meta perfetta anche per un week end romantico!