Prendiamo in prestito una vecchia canzone, perché Santiago Calatrava, archistar spagnola, classe 1951, costruisce mattoni che fanno sognare. Una delle sue opere più belle non poteva che essere nella sua terra natale, Valencia, dove nel 1996 gli è stata commissionata quella che ormai diventata l’attrazione principale della città, il suo biglietto da visita. Per la Città delle Arti e delle Scienze, il fatto di trattarsi di un polo scientifico è solo un pretesto: è una struttura talmente bella da colpire prima di tutto come struttura, e poi, semmai, come contenitore di altre cose. Al suo interno vi sono ben tre poli: l’Oceanografico, l’Emisferico e il Museo della Scienza.

 

 

Il primo è quello che attira i maggiori consensi: non un acquario, ma un habitat pensato per il mondo marino, di questo si tratta: voli pindarici di delfini e squali che passeranno letteralmente sopra le vostre teste. L’Emisferico è uno dei più grandi planetari mai costruiti, mentre il Museo della Scienza somiglia vagamente a uno scheletro di dinosauro.

 

Città delle Arti e delle Scienze a Valencia 

 

Ma l’idea dell’arte di Calatrava infatti, è tutta qui: la sua viene definita architettura “organica” perché le strutture di un edificio ( o di un complesso di edifici come in questo caso), devono parlare e contenere se stesse allo stesso tempo. Per cui alzando gli occhi all’insù, sotto un’opera monumentale come quelle ancora descritte sognerete davvero: alla mente arriveranno così immagini di figure mostruose e scheletriche allo stesso tempo. Non vi basterà andare lontano per vedere altre sue opere di architettura civile: la prima è il Ponte della Costituzione, che a Venezia collega le due sponde del canale: forme sinuose per un colore azzurro, ma non troppo cristallino (come è del resto l’acqua della Serenissima, no?).

 

Il ponte della Costituzione a Venezia

 

Per un altro esempio casalingo spostiamoci a Roma, nella capitale: chi non ha notato quella struttura bianca che sembra l’emergere di una creatura degli abissi?  Bene, è il ponte che collega le due parti del quartiere Ostiense, affacciate da una parte all’altra del Tevere. Sempre nella città eterna, avete presente la famosa “vela”, quella struttura che svetta isolata? Ecco, quello è un miracolo tutto italiano dell’incompiuto, firmato dallo stesso architetto e futura rovina architettonica forse (tra l’altro il progetto iniziale prevedrebbe un’altra struttura, speculare alla prima).

 

Il ponte tra Ostiense e Garbatella a Roma

 

La vela incompiuta a Roma

 

Sempre in Italia e sempre sognando andiamo più a nord, nella nuova Stazione Mediopadana  di Reggio Emilia, dalle forme bianche, fluide e sinuose che svettano nel cielo. Trasporto futurista? Forse. Intanto mentre trasciniamo le nostre valigie non possiamo che immaginare. E a cosa serve l’arte, se non a questo?

 

Stazione mediopadana a Reggio Emilia

Tutto è pronto per la Festa del Redentore a Venezia, l’evento che mescola storia, religione, regate e fuochi pirotecnici.

In programma sabato 16 e domenica 17 luglio 2016, come da tradizione il terzo week end del mese, l’appuntamento più atteso e sentito dai veneziani si appresta a trasformare il bacino San Marco in una scenografia da favola, nella quale andranno in scena residenti e turisti in un pellegrinaggio colorato, vivace e allegro verso il fulcro della manifestazione: l’isola della Giudecca, sulla quale sorge la Basilica del Redentore.

Il passaggio dalle Zattere all’isola sarà consentito, come consuetudine, da un ponte in legno e acciaio, allestito per l’occasione mediante l’utilizzo di 34 zattere sulle quali poggiano i 16 moduli galleggianti che compongono il suggestivo percorso.



Festa del Redentore: storia

La Festa del Redentore affonda le sue origini nel lontano 1577, anno in cui Venezia segna la fine di un lungo periodo di pestilenza.

Superati i due anni di malattia e morte la città decide di festeggiare, e allo stesso tempo ringraziare il Signore, con la costruzione di una grande Basilica, quella del Redentore, per i lavori della quale viene incaricato l’architetto Andrea Palladio.

Conclusa nel 1592 la Chiesa diventa protagonista di una consuetudine annuale che vede il Senato, il Doge, le confraternite e il popolo attraversare un lungo ponte di barche provvisorio per raggiungerla.

Portata aventi per secoli l’antica tradizione veneziana ricorda e celebra tutt’oggi, ogni terzo week end di luglio, la fine di un periodo buio che ha segnato la storia e il passato della città lagunare.

Festa del Redentore: programma

A inaugurare l’edizione 2016 della Festa del Redentore sarà come di consueto l’apertura del ponte votivo, prevista per sabato 16 luglio alle ore 19.00.

Il momento più atteso della giornata è in programma per le ore 23.30 quando il cielo sul bacino San Marco sarà illuminato dai fuochi di uno degli spettacoli pirotecnici più famosi al mondo.

Domenica 17 luglio protagoniste dell’evento saranno le tipiche imbarcazioni storiche veneziane, impegnate in tre avvincenti regate nel Canale della Giudecca.

Alle ore 16.00 è prevista la regata dei giovanissimi su pupparini a due remi; alle 16.45 la regata su pupparini a due remi; alle 17.30 chiuderà la sessione di gare la celebre regata su gondole, sempre a due remi.

Alle 19.00, presso la Chiesa del Redentore, sarà come di consueto celebrata la Santa Messa Votiva.

Tra gli eventi collaterali quello della Malcontenta, da giovedì 14 a martedì 19 luglio, una sagra animata da stand enogastronomici, balli popolari, spettacoli folcloristici e fuochi pirotecnici.

Tutti i dettagli sul programma della Festa del Redentore sono consultabili sulla pagina dedicata all’evento dal sito del comune di Venezia.

 

 

Venezia, quartiere Dorsoduro, giusto dietro le Zattere, lì dove un tempo gli antichi abitanti della Serenissima parcheggiavano, lucidavano e riparavano le loro barche.

Oggi è diventato uno dei quartieri più belli e ordinati della città, e proprio tra i palazzi nobiliari si affaccia una cantina che, dall’esterno ha l’aspetto di un vero e proprio ritrovo per marinai. Legno scuro e scorticato dalla salsedine, dove spicca l’insegna “Cantine del vino già schiavi - Al Bottegon”, in caratteri (forse un tempo), aurei.

Ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze: entrando troverete una vera e propria oasi per gli amanti del buon vino e degli stuzzichini d’autore. Partiamo dal primo: si sa, a Venezia non si può non ordinare pesce, che potrete accompagnare o con il classico spritz (anche nella variante locale, più amarognola “al seltz”), oppure con una buona ombra di bianco fresco. Vi consigliamo di usare il lessico locale, fondamentale per sopravvivere nella Serenissima: “ombra” infatti sta per calice.

 

 

Ma veniamo al bello: per accompagnare degnamente il vostro aperitivo potrete scegliere tra 63 cicchetti, bruschettine di pane farcite con ogni bene che mare e monti possono offrire. Anche se la specialità di Venezia rimane sempre la stessa: il baccalà mantecato, la “crema” di pesce spalmata sul pane. Ma non mancano gamberetti in saor e tartare di tonno. Si fa davvero fatica a non prenderli tutti.

Insomma, se cercate un luogo curioso ed emozionante nel pieno della vostra visita veneziana dove ristorarvi con gusto, stile e senza rinunciare a una gastronomia d'eccellenza, Al Bottegon farà per poi. Un "paradiso" dello street food in senso piuttosto ampio, ma sicuramente da provare se volete scoprire i veri sapori della città lagunare.

Viaggiare è tutto ciò che dovremmo fare! Si deve viaggiare per scoprire il mondo e per scoprire soprattutto se stessi... Il vero viaggio è quello che facciamo dentro di noi quando oltrepassiamo i confini

 

Numero Viaggiatori: 4

Data di partenza: 26/05/2013

Durata: una settimana

Luoghi: Istanbul, Olimpia, Venezia

 

Descrizione del viaggio:

Io e la mia famiglia siamo partiti per la prima volta in crociera. Ci siamo imbarcati il pomeriggio dal porto di Bari e abbiamo passato una settimana favolosa a bordo della Msc Divina :) Nei giorni seguenti abbiamo visto posti bellissimi quali Katakolon ed Olimpia in Grecia con i loro magnifici reperti archeologici, le rovine greche, i vecchi teatri della città e i templi. È stato particolarmente emozionante per me che quei posti li ho sempre e solo visti nei libri di storia dell'architettura :D Vederli dal vivo è davvero una sensazione unica.

Poi è stata la volta di Istanbul... che città! È enorme e ha una cultura tutta sua! Abbiamo visitato le moschee, tra le quali la più grande, Santa Sofia, e la Moschea Blu, con cupole giganti e mosaici bellissimi e nel pomeriggio un bel giretto al gran bazar. Il giorno seguente siamo sbarcati ad Izmir, sempre in Turchia, ma ci siamo allontanati dalla città per andare a Efeso, antica città greca rimasta "intatta".

Per concludere la romantica Venezia... bellissima città "galleggiante". L'atmosfera di Venezia ti avvolge sempre con i suoi colori e le bancarelle piene di maschere e souvenir. I suoi palazzi storici ti accompagnano durante il viaggio sui battelli o, se preferite, sulle gondole. Sicuramente da vedere e da godere!

A bordo della nave siamo stati accolti davvero bene, ogni giorno potevi scegliere se mangiare a buffet, c'era tutto ciò che volevi!! La sera invece il ristorante ti offriva una cucina all'italiana, se cosi possiamo dire. Comunque tutto buono! Per una vacanza come la crociera puoi sfiziarti come vuoi nel vestirti! Quindi... chiunque decide di andarci si prepari una valigia enorme in cui mettere di tutto, dai vestiti più pratici a quelli più eleganti per le serate di gala che si tengono due volte durante la settimana. C'è da divertirsi!

Il divertimento è assicurato sulla nave! Tutti sono coinvolti, dai più piccoli ai più adulti! Per me è stata una vacanza davvero fantastica perchèé ho avuto l'occasione di visitare più posti in poco tempo e perché a bordo ho conosciuto bella gente che sicuramente ha reso unica la mia vacanza! Auguro a chiunque decide di fare una crociera e di divertirsi tanto come ho fatto io!

Biennale di Venezia, riparte l'appuntamento con uno degli eventi artistici più attesi in Italia e non solo, appuntamento che quest'anno coincide, in larga parte, anche con EXPO Milano 2015, e che dunque catalizzerà l'attenzione del pubblico internazionale.

Nella consueta cornice dei Giardini e dell'Arsenale, la 56° Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia ha aperto i suoi battenti il 9 maggio scorso, e continuerà il suo programma tutti i giorni, dalle 10 alle 18, tranne il lunedì, fino all'11 novembre prossimo.

Tantissimi gli eventi in programma alla Biennale di Venezia, che riguardano arte, cinema, danza, musica e teatro, e che per quasi sei mesi permetteranno ai visitatori presenti in Laguna di confrontarsi con eventi, mostre, concerti e numerose altre attrazioni.

 

 

La parte artistica della Biennale di Venezia comprende una mostra fissa, l'Esposizione vera e propria, alla quale prendono parte decine di paesi, dall'Australia al Venezuela, mentre gli spazi dell'Arsenale e dell'Isolotto sono dedicati a singole esposizioni, artisti e istituzioni varie. Molto importante anche la mostra parallela, dal titolo All the World's Futures, con 136 artisti, 89 paesi e 44 eventi collaterali, per un programma davvero adatto a tutti i gusti e che affronta le varie correnti artistiche contemporanee.

La parte cinematografica della Biennale di Venezia è, come ogni anno, il Festival del Cinema di Venezia, che si terrà dal 2 al 12 settembre e la cui giuria sarà presieduta dal regista e premio Oscar Alfonso Cuarón, la macchina da presa dietro "Gravity", il film con George Clooney e Sandra Bullock.

Per quanto riguarda il lato coreografico della Biennale di Venezia, la Biennale di Danza si terrà dal 25 al 28 giugno, con la partecipazione di 16 coreografi che interpreteranno, attraverso le movenze dei vari gruppi di ballo, brani e coreografie di vario tipo, in un richiamo alle arti.

Il lato musicale della Biennale di Venezia, chiamato semplicemente Biennale Musica 2015, si terrà dal 2 all'11 ottobre, con ben 10 giorni di programmazione incentrata sulla musica contemporanea, inscritta in ben 18 concerti, 31 lavori (di cui 16 alla prima uscita pubblica), sotto la direzione del maestro Ivan Fedele.

Chiudiamo questa presentazione sulla Biennale di Venezia con Biennale Teatro 2015, che prenderà il via il 30 luglio e continuerà il suo programma fino al 9 agosto. Il 43° Festival Internazionale del Teatro di Venezia prevederà, nel suo programma, ben 13 spettacoli curati da 18 laboratori diversi, molti dei quali saliranno per la prima volta su un palcoscenico italiano.

Se volete conoscere tutti i dettagli e la programmazione della Biennale di Venezia, visitate il sito ufficiale, a questo indirizzo.

Il 29 marzo 2016 il Ghetto Ebraico di Venezia, compie 500 anni.

E’ il 1516 quando il Senato, in quell’anno sotto il dogado di Leonardo Loredan, decreta che “tutti li giudei debbano abidar unidi” nel Sestriere di Cannaregio, dove un tempo erano situate le fornerie.

Così nasce il primo Ghetto Ebraico della storia, un’area chiusa da due cancelli e sorvegliata da guardiani, nell’ambito della quale gli ebrei ‘reclusi’ erano obbligati a indossare la famosa ‘bereta zala’, ovvero un cappello giallo, come segno di identificazione.

Dal 1541 in poi il quartiere inizia ad ‘accogliere’ anche gli ebrei provenienti dalla penisola iberica  e dalle regioni centro-meridionali italiane. Lo spazio del Ghetto Vecchio si rivela insufficiente ad ospitarli tutti per cui si decide per l’espansione dell’area nel Ghetto Novo e successivamente in quella del Ghetto Novissimo.

Nel Seicento il Ghetto Ebraico di Venezia si presenta come una vera e propria ‘città nella città’ che con le sue Sinagoghe, i suoi teatri e i suoi salotti letterari conserva usi, costumi e tradizioni.


A cinque secoli di distanza dalla storica data, la fondazione del primo Ghetto Ebraico viene ricordata con un programma ricco di manifestazioni e iniziative culturali, ‘per non dimenticare’, o per meglio dire per ricordare, nel bene e nel male, quei cinquecento anni di storia.

In occasione dell’importante anniversario la Comunità Ebraica e il Comune hanno predisposto un calendario colmo di appuntamenti interessanti.

Si parte dalla cerimonia inaugurale del 29 marzo, giorno in cui è previsto il concerto diretto da Omer Meir Wellber al Teatro La Fenice.

Nell’ambito della celebrazione dei 500 anni del Ghetto Ebraico l’appuntamento da non perdere è in programma a Palazzo Ducale dal 19 Giugno al 13 Novembre; si tratta di una mostra dal carattere storico-documentario intitolata ‘Venezia, gli Ebrei e l’Europa’. L’esposizione sarà allestita con mappe, documenti d’archivio, opere d’arte e percorsi multimediali che, come sottolineato da Donatella Calabi, coordinatrice della mostra, mirano a far conoscere la vita di un tempo all’interno del Ghetto.

In occasione della commemorazione della nascita del Ghetto Ebraico di Venezia dal 26 al 31 luglio, presso il campo del Ghetto, è prevista la rappresentazione del ‘Mercante di Venezia’ di William Shakespeare.

Il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, durante la conferenza di presentazione del programma, ha sottolineato che le manifestazioni e gli eventi previsti a partire dal 29 marzo non sono stati organizzati per festeggiare, bensì per commemorare un fatto che, in quanto segregazione, ‘rimane una tragedia’, dalla quale deriva comunque un esempio di altissima tradizione culturale, intellettuale e religiosa.

 

L’immagine ce l’abbiamo tutti in mente: intellettuale, pipa (o sigaro), abbigliamento retrò e una piazza storica. Mettiamo sullo sfondo un periodo cronologico che possa andare dal 1830 al 1940 e avrete la scena perfetta.

In quel tempo, nel periodo dell’Unità d’Italia, dei dibattiti sulla forma dello Stato e della nascita dei primi giornali, il caffè era il luogo di ritrovo per eccellenza, quello dove si infiammavano le idee, dove ne nascevano di nuove e dove anche il pensiero Italico subì un processo di "unità". Ecco dunque un viaggio tra i più bei caffè letterari d'Italia.

 

 

Caffè Florian, Venezia

Aperto dal 1720, un’istituzione. Si trova in Piazza San Marco, nel portico delle Procuratie Nuove. Vista esclusiva sulla Basilica e poltroncine che l’hanno vista lunga. Da Byron, a Goldoni, Goethe, Ugo Foscolo, Charles Dickens e Marcel Proust vi si sono seduti, consumando magari un caffè e rimuginando su opere e scritti.

 

Caffè Greco, Roma

Aperto dalla metà del ‘700, conserva traccia di questa eredità dai numerosi dipinti e manoscritti ancora appesi. Si trova in Via Condotti (il top dello shopping di lusso della Capitale per capirci) e, da sempre, è un punto di ritrovo per pittori, artisti, musicisti e cineasti.

 

Caffè Tommaseo, Trieste

Prende il nome dall’omonima piazza. Aperto dal 1830, nei primi anni del ‘900 ebbe l’onore di ospitare James Joyce. Trieste: terra contesa e di confine. Chissà quante chiacchiere infuocate avranno sentito le mura di questo bar.

 

Caffè Pedrocchi, Padova

Non un caffè, ma un vero e proprio salotto aperto sulla città. Passando per il corso che lo fiancheggia, ne ammirerete le eleganti colonne, il pianoforte sempre accordato e l’inconfondibile odore di caffè. Eh già, perché questo caffè nasce dalla volontà dell’omonima famiglia che qui aveva una torrefazione. Talmente bello che se ne innamorò anche Stendhal, definendolo il “migliore d’Italia”.

San Valentino si avvicina, e con esso i luoghi del cuore. Si sa, viaggiare è per molti un sogno, per altri una dolce certezza; in un mondo dove il romanticismo sembra ormai scomparso, è bello sapere che ci sono luoghi, tra la natura e i monumenti, pronti a risvegliare il nostro lato più romantico e sognatore, in un tour tra paesaggi, colori e sapori che ci distolgono per un momento dal ritmo della quotidianità permettendoci di godere appieno di un weekend, o magari anche di una settimana, in compagnia della persona amata.

Il Bel Paese, in tal senso, è una delle mete preferite dai turisti di tutto il mondo per i suoi luoghi che ispirano amore e sentimento, soprattutto durante il periodo di San Valentino, e noi di Vita da Turista vogliamo proporvi oggi quattro mete, quattro luoghi che mescolano sapientemente tutti gli argomenti di cui sopra, in un viaggio tra l'Italia del romanticismo e della passione.

Venezia, dove l'amore è di casa

La città lagunare, imitata e seguita in tutto il mondo, è il must di chi vuole godersi una vacanza romantica, magari proprio a San Valentino. Ogni angolo di questa città, ogni calla e ogni canale, ispirano nell'occhio del turista un senso di passione e tenerezza, e non è un caso infatti che Venezia sia la città natale di Rodolfo Valentino, il grande tombeur de femme vissuto a cavallo tra fine Ottocento e primi del Novecento. Sicuramente il turista romantico non potrà che lasciarsi travolgere dalla bellezza vintage di un giro in gondola, oppure passeggiare mano per la mano con la sua dolce metà tra il Ponte di Rialto e Piazza San Marco, dove si sprigiona quella carica emotiva che fa di Venezia la capitale del romanticismo all'italiana; del resto, come si può rimanere freddi dinanzi alle mille sfumature del tramonto, quando il sole caldo scompare all'orizzonte, illuminando i monumenti di sfumature rossastre?

Capri, i Faraglioni della passione

Visitare l'isola di Capri è un'esperienza che non può mancare nel palmares della coppia avventurosa e romantica. Qui, la natura da il suo meglio per rendere ogni spiaggia, ogni grotta e ogni giardino un angolo di paradiso, un'alcova del piacere che coinvolge i sensi e travolge i cuori. La Grotta Azzurra, celeberrima nelle sue sfumature che paiono realizzate ad hoc, si accompagna con lo scenario imponente dei Faraglioni, da decenni utilizzati come sfondo di produzioni cinematografiche, pubblicità di ogni tipo e chi più ne ha più ne metta. Sorseggiare una bevanda fresca in uno dei tanti locali della Piazzetta, magari alla sera quando le luci soffuse disegnano uno scenario fiabesco, oppure salire fino sul Monte Solaro, da dove, in una giornata limpida, ci si può innamorare del paesaggio incantato che spazia su Ischia, Napoli e Salerno, e sul mare cristallino che bagna questi luoghi d'incanto. Stupenda d'estate, ma bella da vedere anche a San Valentino, specie con una giornata dal clima complice.

Umbria, il fascino romantico della natura

Amore fa rima con natura, spazi incontaminati e colline in fiore che rendono tutto più bello e più romantico. L'Umbria, polmone verde d'Italia e meta di un turismo più calmo e rilassato, è un'ottima soluzione per tutti quei romanticoni che non vogliono concedersi alla frenesia delle mete di grido o delle città d'arte, ma che piuttosto cercano di staccare la spina e rifugiarsi in un tranquillo ambiente, tra i pregevoli agriturismi e le mete naturalistiche per eccellenza, come il Lago Trasimeno e le Cascate delle Marmore, un romantico abbraccio di San Valentino tra natura e sentimento. In Umbria, i numerosi piccoli borghi sparsi qua e là sembrano incastonati nel paesaggio, un mutevole susseguirsi di alti e bassi, magari tra le strade medievali di Perugia o le piccole contrade di Montone, riscoprendo la bellezza di luoghi "lontani" come Castelluccio di Norcia o facendosi conquistare dal fascino di Assisi.

Cinque Terre, la Liguria dal cuore grande

Riconosciute anche dall'UNESCO come patrimonio dell'Umanità, le Cinque Terre sono un luogo che non può lasciare indifferenti, toccando il cuore dei romantici con paesaggi e scenari naturali di grandissimo valore (e volete mettere visitarle a San Valentino, quando tutto è romanticismo?). Dalle bellissime acque di Monterosso al Mare, dove il mare sembra uno specchio che riflette la bellezza del mondo, all'incantevole borgo di Vernazza, assiso su un declivio leggero che sfiora il mare ma dal quale si protegge, quasi vanitoso. Corniglia e Manarola, poi, ispirano e donano suggestioni d'amore con i colori di un arcobaleno che suscita sentimento e passione, mentre all'estremità meridionale di questa terra troviamo Riomaggiore, un piccolo borgo affacciato sul mare e inserito in una natura incredibile, con la sua Marina che sembra voler conquistare bricioli dell'abitato, e le strade del centro sono illuminate da sorrisi, profumi e tutto quanto possa far sbocciare, o rinverdire, l'amore di chi vi passeggia.

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