Siamo in Italia, prima del 1958: sono moltissime, diffuse in diversi angoli delle città italiane e molto frequentate. Siamo negli anni immediatamente precedenti alla Legge Merlin che ne dichiarò la chiusura.  Ebbene sì, stiamo parlando proprio delle case chiuse, quelle all’interno delle quali le professioniste dell’amore – come spesso venivano chiamate – praticavano il loro mestiere.

Dagli anni Cinquanta facciamo un salto in avanti e arriviamo ai giorni nostri: è passato molto tempo da quando non sono più ‘istituzioni’ attive, ma oggi sono considerate come un vero e proprio pezzo della storia italiana, non la grande storia ma quella delle singole persone e della vita di ogni giorno. Al punto che, attualmente, in alcune città si organizzano dei tour che conducono alla scoperta dei palazzi e dei luoghi in cui si trovavano queste case d’appuntamenti. Noi ve ne vogliamo proporre uno virtuale che ci porta in quattro grandi città italiane, proprio nelle strade e nelle zone in cui si ritrovavano quelli in cerca di qualche ora di piacere.

 

 

Bari

Il nostro è un viaggio che va da nord a sud e che parte dal Mezzogiorno, precisamente dalla città di Bari. Qui c’era una quindicina di case d’appuntamenti e la maggior parte di esse era concentrata nel quartiere murattiano. Si hanno notizia degli edifici di via Dante, di via Principe Amedeo, di via Garruba e altri ancora.

Un cenno a parte merita il Villino delle Rose, che si trovava in via Eritrea e che era da molti considerato il posto più bello, elegante e lussuoso della città. Come spesso accadeva, infatti, le case chiuse avevano un arredamento curato ai limiti del pacchiano e del sontuoso, specialmente quando erano destinati ad accogliere una clientela più alta.

Nel corso del tempo gli edifici in questione sono stati usati per altri scopi, diventando appartamenti, uffici o negozi; altri ancora sono stati abbattuti e non ne è rimasta traccia.

 

 

Napoli

Da Bari ci spostiamo nella città partenopea, Napoli. Interessante il contrasto che si può trovare tra le case chiuse dei quartieri più alti, come quelle dislocate lungo la centralissima Via Chiaia, e quelle dei luoghi più umili della città che da questa strada erano poco distanti, come ad esempio i quartieri spagnoli. Le prime erano molto più lussuose e curate, mentre le seconde erano di pretese inferiori e quasi improvvisate. Tutte, in ogni caso, avevano una nutrita clientela, al punto che ancora oggi molti ricordano le storie di Mimì do Vesuvio, Anastasia 'a friulanaNanninella 'a spagnola, nomignoli con i quali le lavoratrici più famose erano chiamate da tutti.

A Napoli un itinerario di questo tipo non può non fare tappa allo storico Casino di Salita S. Anna di Palazzo, la casa chiusa più rinomata della città che veniva chiamata semplicemente la Suprema e che oggi è un lussuosissimo albergo.

 

 

Bologna

Bologna, la città dotta, è la tappa successiva del nostro viaggio che, dunque, dalla Campania ci porta fino all’Emilia Romagna.

La zona dove si concentrava il maggior numero di case chiuse era quella dei Mirasoli, dietro l’ex Tribunale, ma non la sola. Moltissime case chiuse si potevano trovare in via dell’Orso, via Piella, via delle Oche, via Malcontenti, via Polese, via del Borgo di San Pietro, via dell’Unione e forse anche in via Bertoloni, dove oggi sorge un locale i cui dipinti al muro ricordano che lì, in passato, sorgeva una casa di tolleranza. E c’è qualcuno che è pronto a giurare che la più economica di tutte si trovava nel vicolo del Falcone.

In questi quartieri che per moltissimi anni hanno ospitato famose case di piacere, oggi sorgono soprattutto ristoranti, alberghi o locali.

 

 

Trieste

Concludiamo il nostro viaggio insieme nella città più europea d’Italia: Trieste. Anche qui sono moltissime le zone dove si trovavano le case chiuse, che oggi sono oggetto di interesse da parte dei turisti. La maggior parte era concentrata nella zona di Cittavecchia, da Cavana fino al colle capitolino di San Giusto. I più frequentati si trovavano in Via dell'Altana, Via del Fico, Via del Fortino, Via delle Beccherie Vecchie e Via dei Capitelli, ma ce n’erano molti altri che altri sorgevano altrove, ad esempio tra le zone di Cavana e Riborgo. Anche a Trieste, come succedeva a Napoli, c’era una netta distinzione tra le case di lusso e quelle più modeste. Ad esempio, la Villa Orientale in via Bonomo era considerata una delle più chic insieme alla Francese, che si trovava in via dei Capitelli e che pare fosse dotata di biglietti da visita scritti in ben quattro lingue diverse.

Una chicca finale prima di abbandonare questo viaggio nel mondo del piacere d’altri tempi: a Trieste un altro famoso bordello era il Metro Cubo in Via del Fortino che, pur essendo molto lontano dal concetto di casa d’appuntamento elegante, pare fosse molto apprezzato dal grandissimo scrittore irlandese James Joyce, che lo frequentò durante la sua permanenza a Trieste.

I Ponti d’Italia, esempi di mode architettoniche, atti di estrosità del passato, luoghi di passeggio, dove nascono amori e dove si combattono battaglie o si raccontano leggende, andiamo alla scoperta dei ponti più belli d’Italia!

Vita da Turista ha voluto riportare i ponti più belli d'Italia che hanno fatto la storia di molti luoghi, hanno portato bellezza ai borghi, fascino ai loro panorami, sviluppo al loro territorio.

 

 

Ponte Gobbo a Bobbio, Piacenza

ponte gobbo a bobbio

Questo ponte viene anche chiamato Ponte Vecchio e attraversa il fiume Trebbia. Il suo nome è dovuto al caratteristico profilo molto irregolare che lo rende dall’aspetto dinamico e suggestivo.

Lungo ben 273 metri, conserva fra le campate degli archi la statua di San Colombano e della Madonna dell’Aiuto, molto amati dalla popolazione del luogo.

Il Ponte è noto soprattutto per le numerose leggende che lo riguardano proprio per la particolare struttura architettonica, ritenuta per molti tecnici di oggi di difficile realizzazione in epoca medievale. La leggenda più nota che conferisce alla struttura il nome di Ponte del Diavolo, riguarda San Colombano che una notte fu contattato dal Diavolo che gli promise di costruire il ponte in una sola notte in cambio della sua anima. Si racconta che il Santo accettò e, di conseguenza, la stessa notte iniziarono i lavori da parte del Diavolo aiutato da altri piccoli diavoli che reggevano le arcate del ponte. Essendo di stature diverse tra loro, le arcate vennero realizzate una diversa dall’altra. All’alba San Colombano mandò un cane al Diavolo che, offessosi, diede un calcio al ponte, rendendolo irrimediabilmente sghembo.

 

Ponte romanico a Dolceacqua, Imperia

il ponte di dolceacquaDolceacqua è un borgo particolamentre suggestivo, dal 2007 insignito dalla Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, una località dove concedersi un week end di relax e buona cucina, conoscendo la popolazione e i piatti tipici locali, inoltrandosi nelle vie più belle e caratteristiche.

E’ proprio tra queste che è facile scorgere la bellezza del Ponte romanico che caratterizza quello che fu l’ampliamento territoriale della cittadina con l’aggiunta del Borgo nel XV secolo.

La struttura, costruita con materiali tipici della zona, è formato da una sola arcata dalla struttura irregolare. Il ponte è ancora un punto molto importante di passaggio pedonale, un luogo magico dove potersi soffermare a godersi uno splendido tramonto o dove potersi godersi dei piccoli momenti di relax, proprio come fece il pittore Claude Monet che nel 1884 si ritrovò a passare proprio per la piccola Dolceacqua e, rimasto stupito dalla sua bellezza paesaggistica, fece si che il ponte e il castello sovrastante diventassero oggetto dei suoi dipinti.

 

Ponte Scaligero a Castelvecchio, Verona

Il ponte Scaligero a Verona

Fermiamoci in Veneto, e precisamente a Verona, in totale ammirazione del ponte Scaligero, un esempio di struttura architettonica di elevata fattura che rappresenta il Medioevo italiano in tutta la sua interezza.

Il ponte fa parte del complesso di Castelvecchio ed è considerato un esempio ardito di architettura soprattutto se si pensa che fu costruito nei primi del 1300. I tre archi di cui è composto è di diverse ampiezze e la realizzazione dei piloni, due a base pentagonale e il terzo con decorazioni di capitelli di stile corinzio e frammenti di bassorilievi romani, fu caratterizzata da un approfondito studio finalizzazto a monitorare la potenza dell’acqua e facilitarne il passaggio del fiume Adige.

La struttura vanta una lunghezza di ben 120 metri e largo 6, è formato dal mura merlate a coda di rondine, con la presenza di comminatoi e feritorie, un ponte per camminare, sentendosi in un’altra epoca.

 

 

 

 

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Photospotland è il dispositivo Mobile/Web dedicato a tutti i nerd della fotografia. O meglio, a chi viaggia per fotografare ed è sempre alla ricerca di nuovi scorci, itinerari, angolazioni. Da fotografare in modo maniacale, s’intende.

Photospotland è un progetto tutto italiano. Nasce ad Acitrezza nel 2012 da un fotografo esperto di social media, Mario Bucolo. L’idea è profondamente diversa dalle diverse app più o meno concorrenti. Non è come Instagram, che permette a tutti i dilettanti (nel senso più buono del termine), più o meno dotati di interfacciarsi con la fotografia grazie a dei filtri particolari, che  trasformano ogni scatto anche anonimo in un’esperienza a più dimensioni.

E non è neanche come Flickr, sito che consente ad ogni fotografo di postare un numero crescente di sue fotografie, dei luoghi che ama, scegliendo poi se condividerle in modalità aperta con il pubblico (utilizzando ad esempio la licenza Creative Commons), oppure privata.

 

 

Ma come funziona, in termini assoluti, Photospotland? Semplicemente, fa il passaggio inverso. Non più dalla fotografia al social, ma partire dal web per arrivare alla fotografia, e di conseguenza agli scambi umani. Tutto si basa sullo “spot” appunto, il luogo. Questo può essere un monumento, ad esempio Piazza San Pietro di Roma o la Torre degli Asinelli di Bologna, oppure una singola città, ma ancora eventi particolari (come feste tradizionali), o eccezionali, come potrebbe esser, ad esempio, l’ultima eclissi di sole.

Photospotland, in ogni caso, permette a tutti gli appassionati non solo di condividere momenti e scatti. Infatti chiunque ha raggiunto il proprio spot, e lo ha fotografato, mette in rete tutta una serie di informazioni pratiche come: attrezzatura, angolazioni, filtri, ora del giorno.

Si tratta di un supporto e di una collezione di “best practices” da condividere. L’obiettivo è di creare una rete che dal social, permetta di arrivare alla vita reale, non il contrario, come avviene in molte app di fotografia e non solo.  Un’idea di turismo “esperienziale”, dove un radar consente di verificare quanti fotografici sono presenti in quel momento intorno allo “spot” e chissà, condividere esperienze e dritte. Un utile strumento anche per i fotografi con difficoltà o deficit visivi, perché consente loro di trovare dettagli specifici sui luoghi e poi di cercare gli altri colleghi che, se vicini, potrebbero aiutarli nella ricerca di un bello scatto.

Una delle location di Roma più belle è stata riportata ai fasti di un tempo grazie ad un‘approfondita opera di restauro. Stiamo parlando dello Stadio di Domiziano, nel cuore del centro storico di Roma, proprio sotto Piazza Navona, centro nevralgico del turismo italiano.

 

 

Dal 25 Settembre al 31 Dicembre 2015 sarà proprio lo Stadio di Domiziano il palcoscenico della mostra “Gladiatores e Agone Sportivo - Armi e Armature dell’Impero Romano”, collezione curata dall’Archeologo Silvano Marchesini dell’Associazione Archeos.

Il percorso espositivo si preannuncia unico nel suo genere, integrandosi perfettamente all’area archeologica appena restaurata, permettendo al visitatore di percorrere la mostra come se fosse un vero e proprio viaggio tra armature e combattimenti del passato, parte integrante dello sviluppo politico e sociale dell’antica Roma.

Si potranno ammirare oltre trecento pezzi da collezione fra elmi, corazze, scudi, cinture e schinieri attraverso un percorso suddiviso in diverse sezioni e allestito secondo i dettami dell’archeologia sperimentale, ripercorrendo la storia dell’armamento gladiatorio dal IV secolo a.C. all’inizio del II secolo d.C., con particolare rilievo alla figura e agli accessori utilizzati dall’agone sportivo e quella del gladiatore, personaggio che da sempre ha appassionato studiosi e curiosi conoscitori della storia di Roma, con un particolare approfondimento su i diversi livelli sociali a cui apparteneva questa categoria, da semplice guerriero a figura celebre nel mondo imperiale.

La mostra sarà visitabile dal Lunedì a Domenica dalle ore 10,00 alle 0re 19,00 ed il Sabato l’orario verrà prolungato fino alle ore 20,00.

Il biglietto ha un costo di 10 euro intero e 6 euro ridotto (maggiori info qui).

Viaggiare senza visto può essere una vera e propria comodità del viaggiatore. Perché si sa che prenotare un aereo nel momento giusto fa risparmiare circa il 55% del costo previsto, ma anche il non doversi preoccupare di richieste e autorizzazioni varie non ci dispiace.

Proprio a questo proposito, e per aiutare i viaggiatori a districarsi tra le tante leggi, domande e richieste in carta bollata, il sito di booking online Trivago ha stimato che sono quasi 100 i paesi nel mondo dove si può viaggiare senza visto (e in molti casi, almeno per noi europei, anche senza passaporto), con un ulteriore risparmio sia di tempo, che di denaro, poiché spesso il visto richiede un pagamento, che in alcuni casi non è esattamente economico come si potrebbe immaginare.

Europa. Iniziamo con il facile. Quasi nessun paese del Vecchio Continente infatti richiede il visto per viaggiare. Una rivoluzione introdotta anche grazie all’avvento dell’Unione Europea: unità doganale per unità monetaria. Occhio solo alle differenze di prezzi durante l’alta e la bassa stagione: in Grecia ad esempio, prenotare un albergo in primavera costa circa 79 euro, farlo ad agosto 158. Comunque, è l'unica discrepanza della quale dovrete occuparvi. Moneta unica e documenti sono praticamente gli stessi.

Africa. Nel continente nero, il periodo più economico dove andare è sicuramente giugno. I paesi dove non serve il visto sono le Mauritius, l’Egitto, la Tunisia e il Sud Africa, dove conviene sempre andare ad inizio estate (giugno luglio), piuttosto che a dicembre. Considerate infatti che, essendo l’emisfero boreale, le stagioni sono invertite.

America Centrale e Meridionale. Anche in questo caso il periodo più caro è dicembre, che corrisponde alla piena estate. In ogni caso, Guatemala, Nicaragua, Panama, El Salvador e Costa Rica sono i Paesi che non richiedono il visto. Anche in Argentina, Brasile o Ecuador vi basterà il passaporto. Solo in Colombia occorre munirsi anche del visto. Ai Caraibi (soprattutto per quanto riguarda l’arcipelago delle Barbados e delle Bahamas), conviene sempre andare in settembre.

Chiudiamo parlando della situazione particolare degli Stati Uniti. Qui, dopo i fatti dell'11 settembre, il livello di sicurezza è stato molto innalzato, ma già da tempo ai viaggiatori europei, e italiani, viene richiesto di aderire all’ESTA, il Sistema Elettronico per l’Autorizzazione al Viaggio. Si tratta di una sorta di visto online, da richiedere tramite un sito governativo, che previo pagamento di una piccola tassa autorizza all'ingresso negli USA. Se volete saperne di più, abbiamo approntato questa guida per voi.

12 blogger divisi in 3 squadre, 12 blogger che hanno una sola missione: esplorare e raccontare le tradizioni, le bellezze naturali e le mille storie di una terra unica, quella del Distretto Turistico di Cefalù e dei Parchi delle Madonie e Himera. Dal 24 al 28 ottobre questa splendida area della Sicilia viene svelata con un blogger tour molto speciale: #vivintensamente. Perché per conoscere a fondo tutti i misteri e le magie di questa terra dalle mille sorprese, non basta esplorarla e guardarla con gli occhi del viaggiatore, ma bisogna viverla fino in fondo.

È questo lo spirito che anima questo tour, e che non vediamo l’ora di raccontarvi in diretta!

Prima di partire per questa incredibile avventura, però, è il caso di fare le dovute presentazioni: un antipasto di tutto quello che ci aspetta, e che aspetta anche voi che seguirete i nostri passi.

Mare, cultura e natura: tutto questo, e molto altro, quello che un turista può trovare nel Distretto Turistico di Cefalù e dei Parchi delle Madonie e Himera. Sono tre aspetti tutti diversi tra loro, ma che in questa variegata e affascinante area della Sicilia si intrecciano saldamente creando immagini nuove, che conquistano immediatamente il turista.

È una zona che soddisfa ogni tipo di viaggiatore, a partire dagli appassionati della natura e del turismo verde. Il Parco delle Madonie e le riserve naturali di Favara e Granza, infatti, sono alcune delle punte di diamante di un'area di ben 74.000 ettari riconosciuta come Sito d'importanza Comunitaria, da esplorare in mountain bike, a piedi, a cavallo (a seconda dei gusti) attraverso una rete di 60 sentieri lunga 200 chilometri. E se la Sicilia porta subito alla mente immagini di mare e spiagge, è bene saper che qui non mancano attrazioni d’alta quota: il Distretto è infatti attraversato dal Sentiero Italia che collega l'arco alpino e la Sicilia con percorsi che arrivano a superare persino i 4.000 km!

 

 

 

 

L’immenso patrimonio culturale del Distretto, costituito da incredibili resti di civiltà del passato, conquista anche i turisti che in vacanza amano immergersi nella storia: l’area è infatti ricchissime di testimonianze appartenenti a diverse epoche storiche, alcune lontanissime e altre meno, che permettono al visitatore di compiere un viaggio non solo geografico ma anche nel tempo.  Meta imperdibile, in questo senso, è il Parco Archeologico Regionale di Himera, dove è condensata tutta la straordinaria eredità della civiltà greca e di quella romana e che racconta l’anima più antica della zona. Non mancano castelli e rocche di età più recente, alcune delle quali visibili anche dall’alto grazie a tour in deltaplano, mongolfiera e ultraleggeri che ne regalano le viste panoramiche più indimenticabili.

Per vivere un’esperienza emozionante è possibile addirittura percorrere le strade del Distretto a bordo delle auto d'epoca che hanno fatto la storia della celebre Targa Florio, a cui è dedicato un affascinante e originale museo.

Visitare il Distretto Turistico di Cefalù e dei Parchi delle Madonie e Himera vuol dire anche visitare alcuni dei centri siciliani più famosi e caratteristici: Cefalù, il borgo marinaro considerato una delle perle dell’isola, ma anche luoghi come Castelbuono, Gangi e Geraci Siculo, borghi ricchi di storia e tradizioni locali in cui fare una vera immersione nel folklore siciliano.

Tante anime sono racchiuse nel Distretto Turistico di Cefalù e dei Parchi delle Madonie e Himera, e noi le scopriremo e le racconteremo per voi. Continuate a seguirci e vivete insieme a noi questa grande avventura!

 

L'Europa è disseminata di grandi metropoli e piccoli borghi, entità così differenti che a volte ci sembrano più lontane di quello che sono in realtà. Eppure, sono proprio i borghi, le piccole agglomerazioni, che rendono il Vecchio Continente così amato dai turisti (e dai fotografi) di tutto il mondo.

Oggi, noi di Vita da Turista vogliamo portarvi ad esplorare dieci piccoli borghi d'Europa, che definiremmo da fiaba perché basta guardarli una sola volta, e ci sembrerà che siano usciti da un libro di racconti di Andersen o da uno dei tanti film di animazione Disney. Mare, montagna, isole e laghi. Il tutto all'insegna di una bellezza... fiabesca. Che ne dite, siete pronti a partire per questo viaggio tra i borghi da fiaba più belli d'Europa?

 

 

Albarracín, Spagna

Meraviglioso borgo della regione spagnola dell'Aragona, Albarracín è circondato da mura difensive costruite dagli arabi nel VII - VIII secolo. Situato a quasi 1.200 metri di altezza, è un borgo specializzato nel turismo e nella lavorazione artigianale del legno.

 

Bibury, Gran Bretagna

Situata nello Stato dell'Inghilterra, Bibury è una piccola parrocchia del Gloucestershire, a ovest di Londra. Dalle case in pietra, circondate da grandi spazi verdi, Bibury è amatissima dai turisti, che passeggiano lungo la Arlington Row e attraversano il piccolo ponte in pietra sul fiume Coln.

 

Český Krumlov, Repubblica Ceca

Parte della Boemia meridionale, il borgo ceco di Český Krumlov è stato inserito nella lista dei patrimoni dell'Umanità UNESCO per il suo centro storico, di origine medievale, e per la ricchissima tradizione culturale, che culmina nel Festival della Rosa dei Cinque Petali.

 

Dinant, Belgio

Nato lungo il corso della Mosa, il piccolo borgo di Dinant si trova nella Vallonia, la regione a maggioranza francofona del Belgio. Dalla bellissima Collegiata in pietra nera ai palazzi che sorgono sul lungofiume, Dinant è sicuramente tra le destinazioni più amate del Belgio.

 

Giethoorn, Paesi Bassi

Frazione del più grande comune di Steenwijkerlan, Giethoorn fa parte dell'Oversijssel, una regione dell'est dei Paesi Bassi, ed è caratterizzata per le bellissime vie acquatiche immerse nell'acqua, che le sono valse il sicuramente lodevole titolo di "Venezia verde del nord".

 

Hallstatt, Austria

Bellissima località affacciata sul lago omonimo, nell'Alta Austria, Hallstatt è un borgo di neanche mille abitanti, il cui profilo urbanistico si riflette nelle acque di questo laghetto alpino. Immerso nella natura, ha conservato immutato nei secoli il suo fascino.

 

Manarola, Italia

Frazione di Riomaggiore, nella parte orientale della Riviera ligure, Manarola è uno dei borghi che costituiscono il cosiddetto territorio delle Cinque Terre. A picco sul mare, questo abitato di 350 abitanti circa è caratterizzato da case policrome e una rapido declivio sulla spiaggia rocciosa.

 

Marsaxlokk, Malta

Anche chiamato Marsa Scirocco in italiano, il bel villaggio di Marsaxlokk si trova a Malta, sull'isola più grande, ed è uno dei più grandi centri peschieri dello stato. Dalla ricca storia, è però caratterizzato dai luzzi, le belle imbarcazioni colorate con occhi dipinti, che fungono da portafortuna.

 

Reine, Norvegia

Uno dei comuni dell'arcipelago delle Lofoten, nella Norvegia settentrionale, Reine è un altro borgo di pescatori, nel quale lo stoccafisso costituisce non solo il maggiore introito per l'economia locale, ma anche una tradizione culturale, con feste ed edifici legati a questo prodotto.

 

Smögen, Svezia

Situato sulla costa occidentale della Svezia, Smögen è una delle località marittime più frequentate nell'estate svedese. Grazie alle piccole case basse e colorate, e a una cultura ittica di grande durata, il comune è molto conosciuto dai turisti svedesi e internazionali in genere.

San Valentino è appena trascorso, e anche San Faustino direte voi.  Ma per scegliere la vostra prossima vacanza, sarà fondamentale sapere dove, come e perché, se quello che cercate è l’altra metà della mela ovviamente. Il sito GoEuro (una piattaforma di ricerca di viaggi in aereo, treno e autobus), ha fatto un riscontro incrociato con la nuova chat d'incontri Loovo, stendendo un sondaggio a 65mila single sui gusti, le abitudini, le voglie degli europei in viaggio.

Ne è uscita una specie di mappa sentimentale allargata alle "stelline", dell'Unione Europea in questo caso, con risultati peraltro piuttosto interessanti: ad esempio, sapevate che se siete uomini il vostro posto d’eccellenza potrebbe essere la Germania, o se invece siete donne meglio puntare su Belgio e Spagna? In questi paesi infatti “insistono” il maggior numero di single dei rispettivi sessi, e dunque la probabilità, meramente matematica certo (ma in fondo anche la matematica può essere al servizio degli affari di cuore), di trovare l'anima gemella aumenta.

Dall’indagine emerge una sorta di vademecum/etichetta delle regole da seguire durante un incontro galante: ad esempio, noi italiani (popolo di ritardatari cronici), soffriamo chi non arriva puntuale ad un incontro. E ci sembra giusto.

Oppure che i francesi sono fissati con il look: mai arrivare trascurati ad un appuntamento! Sempre i nostri cugini di primo grado, amano i complimenti e le effusioni verbali. Si sa, popolo di grandi poeti e letterati, e dunque anche di galantuomini pronti a sfoderare il complimento giusto.

Ma, udite udite? Lo sapete qual è il popolo più galante in assoluto? Gli inglesi, soprattutto quelli di sesso maschile. Sembra infatti che faccia parte dell’etichetta comportamentale del buon english man invitarvi a cena, portare un mazzo di fiori (come ha dichiarato il 21% degli intervistati) e addirittura pagare il conto (o almeno, il 58% afferma così). Vi sembra di essere tornati al 1950, agli incontri galanti dei vostri nonni? Bene, anche a noi. E i maschietti italiani invece? Eh, che dire: un magro 19% afferma di non sentirsi imbarazzato sul pagare o meno il conto. Fate un po’ voi su dove andare in vacanza la prossima estate!

Appassionati di vino e curiosi conoscitori dei borghi italiani e delle loro manifestazioni enogastronomiche, la Sagra dell’Uva di Marino è l’evento che fa per voi.

Noi di Vita da Turista ne avevamo già parlato, inserendo la Sagra dell’Uva di Marino tra i cinque eventi enogastronomici più importanti e conosciuti dello Stivale.

 

 

La Sagra dell’Uva è oramai arrivata alla 91° edizione, posizionandosi come uno degli eventi imperdibili del Lazio ma soprattutto elemento identificatore del territorio dei Castelli Romani.

L’attesissimo evento si svolgerà il 3 e il 4 Ottobre 2015 per le strade di Marino, esteso borgo del circuito dei Castelli Romani a pochi chilometri da Roma. Proprio in occasione dei 91 anni di continua attività il Comune della città ha intenzione di festeggiare in grande stile proponendo innumerevoli eventi collaterali all’evento, non dimenticando gli appuntamenti più importanti che hanno reso questa manifestazione luogo d’incontro per turisti italiani e stranieri e località preferita dai giovani.

La rassegna che si tiene la domenica secondo tradizione porta le vie principali del paese ad animarsi grazie al corteo in costumi medievali, appuntamento imperdibile che viene accompagnato dalla presenza di carri allegorici e musiche caratteristiche.

Al termine del corteo ecco il momento clou, dove tradizione e folklore si incontrano, il Miracolo delle Fontane, che vedrà sgorgare litri e litri di vino DOP di Marino proprio dalle fontane della città, momento imperdibile che verrà rallegrato con canzoni e musiche caratteristiche. Il comune inoltre permetterà ai visitatori di poter ammirare le bellezze della città, organizzando durante le due giornate di festa visite guidate nei luoghi d’interesse.

Per chi volesse accompagnare al vino rosso dei Castelli Romani un buon piatto tipico della zona, si potranno degustare coppiette di maiale essicate, panini con la porchetta e le caratteristiche ciambelle al mosto grazie ai numerosi stand gastronomici disposti per le vie centrali del paese, un’occasione unica per conoscere un territorio ricco di cultura e gastronomia come quello dei Castelli Romani.

 

Estate, Maiorca, low cost e all inclusive: questi gli ingredienti dell’offerta di oggi. Una formula davvero vincente: sceglietela per concedervi una settimana sulle bellissime spiagge di Maiorca, una meta estiva adatta a tutti nel cuore delle isole Baleari.

Per chi cerca il divertimento, la tintarella, ma anche attimi di relax, lei è sempre la destinazione perfetta! 299 euro: questo il prezzo per godere di un’intera settimana – che non potrete mai più dimenticare! – da trascorrere tra spiagge favolose e adatte a tutti i gusti ed escursioni nel cuore storico della cittadina di Palma che è un tesoro della cultura gotica spagnola e che conquista sempre i turisti.

 

 

Volo da Roma, Bergamo o Bologna

In questi 299 euro è compreso il volo A/R, che vi dà la possibilità di scegliere tra tre aeroporti italiani quello più vicino a voi. Le partenze previste, con destinazione Maiorca, sono tre: da Roma Fiumicino, da Milano Bergamo o da Bologna con bagaglio a mano.

 

7 notti all'Hotel Marina Delfin Verde

Sempre all'interno dell'offerta sono previste 7 notti in camera doppia con trattamento all inclusive, che vi permetterà di partire senza pensieri e allo stesso tempo di assaggiare tutte le specialità della cucina spagnola e, in particolare, di quella isolana.

Il soggiorno è previsto presso l'Hotel Marina Delfin Verde, che dalla sua ha un'ottima accoglienza e un'altrettanto ottima posizione, a soli 300 metri dalla baia di Alcudia.

L'hotel è dotato di tutti i servizi e di tante strutture che renderanno ancora più piacevole la vostra permanenza in quanto è dotato di una piscina esterna e una coperta, campi da tennis, pallavolo e calcio, un miniclub e un parco giochi per gli ospiti più piccoli.

 

L'offerta è da cogliere al volo e la potete prenotare qui!