Avete passato i migliori anni della vostra vita di fronte alla PlayStation o alla XBox, magari alternandole alle partite di campionato? Vogliamo venirvi incontro: il vostro tempo non è stato proprio perso. Ma questo lo sapete già, ne siamo sicuri. Sì, perché i videogiochi possono essere un modo divertente per conoscere il mondo (o per conoscere quello che vogliono farci conoscere, ma qui la discussione diventerebbe filosofica). Prendete GTA (lo conoscete, vero?). Non vi sembra di averci vissuto?

Le moderne tecnologie permettono infatti di avere una realtà “talmente” aumentata che spesso strizza l’occhio allo stesso mondo reale. Ecco perché talvolta giocare è quasi come viaggiare. Solo virtualmente, però! Partiamo da un grande classico: Grand Theft Auto, meglio conosciuto come GTA. La serie è ambientata tra Los Angeles, San Francisco e Las Vegas: veri e propri inni alle selve dei grattacieli, alla cultura rap e hip hop, con quel “credo dell’insegna luminosa” che ha reso un'icona l’immagine di Las Vegas. Senza rendervene conto, alla fine del gioco riuscireste a muovervi in città come se la conosceste da sempre.

 

 

Certo, per questioni economiche e relative a diritti d’autore e di immagine, i nomi nei videogiochi sono del tutto immaginari: abbiamo quindi Liberty City, Las Venturas, Vice City e San Andreas. Ma le strade larghe sono quelle vere, così come gli scenari periferici e desolati, le donne in abiti succinti e gli enormi ponti in ferro. Tutti questi elementi servono a creare la giusta atmosfera e a ricalcare in modo più o meno valido l'"American lifestyle", o perlomeno l’idea che ne abbiamo noi europei (o che vogliono farci avere, ma qui torniamo alla filosofia).

E per i momenti appartatati, non mancano strade colorate da calde foglie d’autunno. Anche i videogiochi reclamano la loro romanticheria! Ma forse anche questa è un'altra storia (come quella della filosofia).

Cosa lega l'universo dei videogiochi con vicende storiche vecchie centinaia di anni? E cosa tiene insieme le vicende dei Cavalieri Templari, il Rinascimento Italiano e un ragazzino newyorkese di 16 anni?

La risposta è Assassin's Creed, una serie di videogiochi di enorme successo. Il protagonista di Assassin's Creed è Desmond Miles, un giovane barista che si trova a rivivere le vicende dei suoi antenati in un particolare tour in giro per il tempo e per il mondo, passando per la Prima Crociata, l’America Coloniale o la cattolicissima Spagna del XV secolo.

 

 

 

Nel secondo episodio, Assassin's Creed II del 2009, protagonista è la Firenze Rinascimentale. Qui il videogioco diventa una cartolina dal passato, tra visioni a volo d'uccello sulla Chiesa e sulla Cupola di Santa Maria del Fiore, il notissimo Duomo di Firenze, e minuziose riproduzioni dei monumenti più famosi di Firenze, da Ponte Vecchio come doveva apparire cinque secoli fa a Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria.

È proprio in relazione a Santa Maria del Fiore che Assassin's Creed II dà il meglio di sé come guida turistica e storica. Il Campanile, infatti, appare semi coperto dalla impalcature, come doveva vederlo un viandante dell'epoca. Pur essendo stato disegnato da Giotto, il campanile fu infatti completato molti anni dopo. Un discorso simile vale anche per la Cupola, la famosa Cupola del Brunelleschi, che compare ancora come "work in progress" perché nel 1476, anno in cui è ambientato il videogioco, era effettivamente ancora in costruzione

La prossima volta che giocherete ad Assassin's Creed avrete un motivo in più per dire che ne vale la pena!