Car sharing, le tariffe di Roma e Milano



Car sharing, una parola che cela un mondo di mobilità innovativa, responsabile e consapevole, anche attenta all'inquinamento cittadino. Sono sempre di più i servizi che, anche nelle città italiane, permettono di prendere "in affitto" una autovettura per tragitti a breve e medio raggio, rinunciando sì al possesso dell'automobile, ma guadagnando (e non poco) in termini di mancata manutenzione, visto che la vettura appartiene alla società di leasing, e noi dovremo preoccuparci solo di utilizzarla con creanza e lasciarla in buono stato alla restituzione.

Oggi vi portiamo alla scoperta del mondo del car sharing nelle due grandi metropoli italiane, Roma e Milano, per scoprire qual è l'offerta privata, se ci sono anche compagnie di trasporto che applicano simili offerte di car sharing, e quanto è possibile risparmiare rispetto alla cara, vecchia, automobile in nostro possesso.

 

 

Roma - ATAC, Car2Go, Enjoy

L'offerta del car sharing a Roma vede la presenza, insieme ai gruppi e aziende private, anche del principale vettore del trasporto pubblico, ATAC, che propone un suo servizio di condivisione vettura, chiamato Car sharing Roma. Rispetto ai principali concorrenti, però, l'offerta di ATAC è piuttosto macchinosa, perché prevede il versamento di un deposito cauzionale (pari a 100 euro), nonché il pagamento di un abbonamento, trimestrale o annuale a seconda delle preferenze, e una doppia tariffa che riguarda sia la percorrenza oraria che la distanza percorsa (2,03 euro dalle 7 alle 24, la metà dalle 24 alle 7 e nei festivi, più 0,34 euro al chilometro entro 150 chilometri). Per contro, i due principali competitor, ovvero Car2Go ed Enjoy, propongono non solo una registrazione molto più semplice (si effettua online, mentre il ritiro della scheda si fa in uno dei punti di convalida, dove viene anche verificato l'effettivo possesso della patente di guida), ma tariffe economiche e facili, all inclusive (compresa cioè la benzina) e che variano dai 25 centesimi al minuto (15 euro l'ora) di Car2Go ai 29 centesimi al minuto di Enjoy.

Milano - E-Vai, EqSharing, GuidaMi, Twist

Come Roma, anche l'azienda di trasporti principale di Milano, la ATM, propone un servizio di car sharing, che prende il nome di GuidaMi. Parallelamente alla Capitale, anche l'offerta meneghina è subordinata al pagamento di un abbonamento (annuale, 60 euro), ma non al deposito cauzionale. L'offerta si basa sul doppio sistema a chilometraggio (45 centesimi al chilometro) e orario (2,20 euro l'ora dalle 7 alle 24, 1 euro dalle 24 alle 7), e prevede un utilizzo minimo della vettura di un'ora. Si affiancano all'offerta di ATM, però, altri servizi che fanno di prezzi più competitivi e tariffe easy-to-understand il loro punto di forza. Non solo, dunque, Car2Go ed Enjoy, che propongono ovunque (Roma, Firenze e nelle altre destinazioni dove è attivo il car sharing) gli stessi prezzi, favorendo dunque il meccanismo di interoperatività, ma anche altre compagnie. Twist, ad esempio, offre un costo di 27 centesimi al minuto tutto incluso, e permette anche l'accesso nel perimetro della Zona C; Evai, il servizio promosso da TreNord, si basa invece su automobili elettriche (5 euro l'ora, senza costo al chilometro) o endotermiche (2,4 euro l'ora e 0,48 centesimi al chulometro) e dunque fa dell'ecologia il suo punto di forza; EqSharing, infine, che propone un costo concorrenziale di 0,13 euro al chilometro (con abbonamento da 30 euro l'anno), ma il cui uso è subordinato alla restituzione in una delle quindici "isole digitali", e dunque può risultare scomodo se dobbiamo spostarci in zone lontane dai parcheggi della compagnia.

Conclusioni

Complice una maggiore diffusione tecnologica e una propensione al car sharing e al car pooling, Milano offre un'offerta più vasta e completa di quella di Roma, nella quale però lavorano Car2Go ed Enjoy, le compagnie che stanno avendo maggiore riscontro da parte dei guidatori. Proprio queste due si guadagnano la palma dell'usabilità e del car sharing user-friendly, mentre sono sostanzialmente bocciate le proposte di ATM e ATAC, difficili da comprendere e legate ai meccanismi di abbonamento che hanno più ragione di esistere nel trasporto pubblico tradizionale.