Come risparmiare in viaggio



Si sa, tentare di risparmiare in viaggio è una impresa piuttosto ardua, perché complice la libertà del viaggiare i soldi finiscono per andarsene via come l'olio. Proprio per questo, è sempre buona norma optare per un budget giornaliero e regolarvi in base a quello.

Il problema principale che ci impedisce di risparmiare in viaggio, però, è che quando si varcano i confini dell’Unione Europea bisogna cambiare denaro, fare transazioni in monete dai cambi spesso sconosciuti e in questo caso il rischio di perdere risorse è sempre dietro l’angolo.

Per prima cosa, non cambiate mai denaro all’aeroporto. Anche se le simpatiche macchinette ATM tengono a ricordare al turista il loro essere “free charge”, in realtà non è quasi mai così. Innanzitutto, per cambiare i vostri soldi c’è una transazione bancaria internazionale che va pagata. Inoltre i tassi di cambio non sono mai favorevoli in aeroporto.

 

 

La cosa migliore è cambiare il vostro denaro direttamente nella banca della vostra città, cercando il più possibile di fare un rapido calcolo del budget che potrebbe occorrervi. Inoltre, è sempre buona norma avvisare il vostro istituto di credito nel momento in cui dovete effettuare un viaggio: il rischio più frequente è che se i terminali della vostra banca notino una transazione sospetta dall’altra parte del mondo, finiscano per bloccare automaticamente ogni operazione, temendo una truffa. Questo potrebbe costare voi molto caro: chiamata intercontinentale per arginare il danno e varie e poco chiare spese “d’utenza” per ripristinare il conto.

Un altro errore da non commettere, soprattutto per risparmiare in viaggio (ma non solo), è credere che non vi occorra liquidità in aeroporto (durante il viaggio di ritorno). Sbagliato. Ci sono due rischi da questo punto di vista: il primo è la misura del peso del vostro bagaglio. Nel caso questo ecceda le dimensioni consentite, non tutte le compagnie aeree, e i loro sportelli aeroportuali, accettano il pagamento con carta di credito.

Il secondo è rappresentato dal “visto d’uscita”: non ne avevate mai sentito parlare? Neanche noi in realtà. Si tratta di una tassa applicata soprattutto da vari paesi del Sud - Est Asiatico. Praticamente, dovrete dotare il vostro biglietto di un timbro che vi permette di andare via. Anche in questo caso, molti uffici per l’immigrazione non accettano pagamento con carta di credito, quindi: occhio al cash!