L'Italia degli Amari



Ci sono tanti motivi per viaggiare e scoprire i prodotti tipici di un luogo è uno dei principali. In Italia per esempio ci sono tante strade dei vino, in Scozia abbiamo scoperto quella del whisky, mentre in Belgio lo scettro spetta alla birra. Abbiamo per questo deciso di portarvi in un viaggio diverso, un viaggio tra gli amari. Sì, perché l'Italia è il primo paese per la produzione di questo liquore e andare alla scoperta dei luoghi dove nascono gli amari nostrani può essere un modo alternativo per girare la penisola.

Vi proponiamo un viaggio in Italia "tra borghetti e amaretti". Seguiteci, non ve ne pentirete. A proposito, qual è il vostro amaro preferito?

 

 

Amaro Montenegro. Un classico, talmente buono da essere definito da Gabriele D’Annunzio “virtudi”. L'Amaro Montenegro fu inventato nel 1885 da Stanislao Cobianchi, un nobile bolognese che invece di vestire la tonaca (era stato predestinato alla carriera ecclesiastica), decise di mettersi a produrre gioie etiliche. Tutto questo diede inizio a un pellegrinaggio per varie città italiane fino al Principato di Montenegro, dove perfezionò la sua bevanda prima di far ritorno, vittorioso, a Bologna. E proprio a Bologna, la dotta, sono tantissime le attrazioni da non perdere. Partite dalla Torre degli Asinelli e fermatevi in Pizza Maggiore, la Piazza Grande cantata da Dalla. Poi, con calma, fatta una passeggiata sotto i famosi portici per scoprire la vera Bologna.

 

Amaro Lucano. Decisamente più dolce come sapore, l’Amaro Lucano sembra mettere tutti d’accordo. Vi ricordate il famoso “Cosa vuoi di più dalla vita?”. Siamo sicuri che tutti sapete la risposta. La ricetta, a distanza di cento anni, è ancora segreta, tanto che i membri della famiglia la tengono per sé come se si trattasse di un mistero alchemico. L'amaro Lucano, come dice il nome, nasce in Basilicata, più precisamente a Pisticci. Se volete andare alla scoperta delle radici di questo amaro, non dimenticate di fermarvi nel centro storico di Pisticci e di ammirare la Chiesa Madre.

 

Amaretto Disaronno. C’è arte e spirito nella storia di questo amaretto. Sacro e profano, per un liquore dal gusto “molto poco amaro”, ma che ha fatto di questa sua dolcezza un punto di forza. La storia vuole che il pittore lombardo Bernardino Luini (siamo nel Cinquecento), si innamorò di una locandiera di Saronno, un paese a nord di Milano, la quale prestò il suo volto per un quadro. Per ringraziare il pittore di tanto onore, gli regalò una bottiglia di amaro, fatto con una ricetta antichissima a base di mandorle. Da allora l'Amaretto Disaronno è ancora tra i più amati e anche Saronno merita una visita, anche perché dista solo 30 chilometri da Milano. A Saronno non perdete il Santuario Beata Vergine dei Miracoli e la Chiesa di San Francesco.

 

Amaro Ciociaro. Un brand della famiglia Paolucci sin dal 1873. Una bevanda versatile e perfetta per tante situazioni: come aperitivo aggiungendo un po’ di soda, liscio oppure caldo, in queste giornate autunnali, aggiungendo un po' di arancio? Un ottimo punch all'italiana. L'Amaro Ciociaro nasce in Ciociaria, ovviamente, una regione geografica che coincide in parte con la provincia di Frosinone. Se capitate da queste parti vi consigliamo di non perdervi attrazioni come l'Abbazia Benedettina di Montecassino e paesini come Anagni, Isola del Liri o Acuto, piccoli ma molto interessanti. 

 

Amaro del Capo. Il Vecchio Amaro del Capo, questo il nome corretto, sta conoscendo una sempre maggiore diffusione ed è sempre più apprezzato anche dai più giovani che, di solito, non sono consumatori di amaro per eccellenza. L'amaro è prodotto dalla Distilleria Caffo di Limbadi, in provincia di Vibo Valentia, e rappresenta uno dei prodotti calabresi di maggiore successo, in Italia e all'estero (insieme ai peperoncini piccanti). Una curiosità: il "Capo" al quale fa riferimento il nome è presente anche sull'etichetta delle bottiglie di Amaro del Capo: si tratta di Capo Vaticano, uno dei posti più belli della Calabria. Basta questo per andare a visitarlo!