Cosa non mangiare all'estero #2



Secondo articolo della serie "Cosa non mangiare all'estero". La scorsa volta vi abbiamo portato in Giappone, alla scoperta del "fugu" (il pesce palla). Questa volta, invece, restiamo in Asia ma andiamo in Cambogia, Vietnam e Laos dove sembrano essere molto apprezzati ... i pulcini (di anatra o di gallina). Fin qui, forse, niente di male. Certo, può sembrare strano il fatto che si mangino i pulcini ma anche noi occidentali in fondo abbiamo le nostre crudeltà, basta pensare agli agnelli.

 

 

 

La cosa ancora più assurda è il modo in cui vengono mangiati, la cui spiegazione è tutta nel nome, "balut", che significa letteralmente "incartato". Culinariamente parlando, questo si traduce nel fatto che questo piccolo incarto viene buttato nell'acqua bollente e il pulcino viene mangiato quando è ancora nell'uovo. L’idea è molto simile a quella di mangiare un essere imbalsamato.

Non è tutto. In questi paesi, il "balut" viene considerato un alimento afrodisiaco, e questo ne giustifica la vendita all'esterno di molti locali notturni (altro che cornetto o panino notturno con la salsiccia). Anzi, se proprio si vuol fare bella figura con una ragazza, da queste parti scelgono proprio uno dei ristoranti super lusso dove viene servito questo povero uccellino.

Paese che vai, usanza che trovi. Certe cose, però, è meglio saperle prima!