Street food: cibo d’autore #5



Il pesce non è solo un piatto pregiato da gustare comodamente seduti al ristorante, o almeno, non più. Anzi, un buon fritto di pesce, magari al cartoccio è qualcosa che riesce a ravvivare anche le più fredde giornate invernali. Succede a Marina di Varazze, splendido borgo in provincia di Savona.

Il Pesce Pazzo nasce dall’idea di una cooperativa di 18 pescatori, di cui quattro hanno deciso di trasformare la loro barca, generalmente usata solo per la pesca e per rifornire i diversi negozi e pescherie del luogo, in una friggitoria di bordo. Dal produttore al consumatore, senza scendere mai dall’acqua, in una vendita che si può a giusta ragione definire "a chilometri zero". Ecco così che il Pesce Pazzo esce per la sua battuta di pesca, attracca al porto e frigge a bordo per la felicità di chi potrà assaporare questo take away. L’idea nasce da due giovani street chef, Alessia Parodi e Simone Bianchi.

 

 

Qual è il valore aggiunto di questa fritturina da strada (o sarebbe meglio dire da barca)? La cura nel dettaglio: il cartoccio, ad esempio, non è il classico, scomodo pezzo di carta arrotolato, ma un cestino simile a quello per il pane: per mangiare bisogna esser comodi. Il pane è quello ai semi di sesamo, preparato direttamente a bordo. E per finire un buon calice di fresco Vermentino ligure.

Ma di cosa è fatto il Pesce Pazzo? Totani, acciughe, gamberi e triglie, tutti pescati nelle acque antistanti Varazze, e dunque con la garanzia (e non è da poco, in tempi di truffe alimentari e sequestri di cibi avariati o provenienti da chissà dove) di un prodotto di qualità, italiano e preparato con tanta dovizia di particolari. Noi abbiamo già l'acquolina in bocca, e voi?