Cicloturismo tra i vigneti d'Italia

Un buon bicchiere e una pedalata: ecco gli ingredienti del turismo sui sapori (e su due ruote)



Se avete la sfortuna di vivere in città come Roma per cui la bicicletta è un sogno ad occhi aperti, dovete sapere che il cicloturismo va per la maggiore quanto a itinerari all’aria e gite fuori porta.

Ovviamente (per dare al tutto quel tocco di appeal che altrimenti lo sport “solo” non avrebbe (come vuole la buona mentalità “pigra” e “mediterranea”), è cosa buona e giusta (sempre per le vostre papille gustative), unire alla fatica un itinerario enogastronomico. Insomma, cicloturismo e vigneti, un abbinamento da... far girare la testa!

 

 

In Toscana, tra le colline del Chianti, vi sono sentieri adatti a grandi e non, esperti e meno. In questa zona però, non troverete le piste ciclabili, piuttosto stradine sterrate bianche che si snodano tra colline, campi arati e vigneti.

Questo rende adatta, piuttosto che una bici da passeggio, una più dinamica mountain bike. Uno degli itinerari più battuti è quello del Chianti Classico, che da Firenze si avvicina progressivamente a Siena. Le tappe sono la Badia di Passignano, il Borgo di Panzano da dove si inerpica una stradina che conduce a Volpaia, a 750 metri di altezza. Di lì una discesa porta a Rada in Chianti.

A nord, costeggiando le rive del fiume Isarco, tra Bolzano e Caldaro e Termeno c’è una “Strada del Vino”, con un percorso di circa 45 chilometri che si effettua in 3 ore. La pista ciclabile corre parallela alla strada asfaltata.

Sono molti gli eventi che, nel corso dell’anno richiamano turisti e non in questa zona: la primavera sarà allietata con un mese di eventi durante il quale i 16 comuni della Strada del Vino allieteranno i presenti “a suon di Bacco”. Gli appuntamenti? Il Wineparty il 2 maggio a Caldaro e la Notte Bianca delle Cantine il 6 giugno, aperte fino a notte inoltrata.

Se siete pedalatori esperti, infine, vi consigliamo l’itinerario di Soave nel veronese: circa 60 chilometri ad anello che partono e ritornano al comune di Soave, tra qualche salita e percorsi scoscesi.

Qui non fatevi sfuggire una visita al Castello Scaligero, letteralmente “perso” tra i vigneti del Soave classico. Sensazionali sono i colpi d'occhio sulle teorie di filari. Tra una pedalata e l’altra, un filare e un sentiero, noterete piccole edicole votive, chiamate “capitelli”, come quello di San Giuseppe, uno dei più noti. Sono 10 in tutto quelle sparse tra i vigneti.