Dove la musica si fa bella



La musica è una cosa che cattura l'orecchio. Vero. Ma deve catturare anche l'occhio. Lo dimostra l’attenzione sempre più preponderante che i media riservano alla cornice musicale di un evento: avete presenti le scenografie di programmi come X-Factor o The Voice? Design curato nei minimi dettagli, che muta al passaggio di testimone tra un artista e l’altro. E che dire, per esempio, del Festival di Sanremo? Non vi sarà difficile ricordare quante e quali polemiche (benedette polemiche) sui fiori, la scala e la posizione dell’orchestra sul beneamato palco dell’Ariston.

 

 

Questo per dire che, sì, la musica si ascolta con le orecchie ma la si apprezza anche con gli occhi. Per questo oggi abbiamo deciso di mostrarvi due edifici musicali spettacolari e legati alla musica. Vere e proprie opere d'arte, tali che gli architetti che li hanno disegnati devono aver tenuto in seria attenzione queste idee. E poi cosa c’è di meglio che sedersi su una bella poltrona in un'atmosfera glam?

Reykjavik, Harpa Concert Hall, dello studio Henning Larsen Architects

Il freddo capoluogo islandese come al solito batte il lontano continente per avanguardia ed eleganza. Sempre al passo questi uomini del nord, e lo fanno con uno stile che sa mescolare virate futuriste ai colori, un dettaglio mai superfluo. Il risultato? Un colorato insieme di prismi neri. Una contraddizione? No, perché stiamo parlando di migliaia di piccole celle trasparenti, come se si trattasse di un alveare. Nel paese dell’acqua, delle cascate tra i ghiacciai e dei geyser, non è scontato costruire un edificio sul mare. Dieci e lode.

 

 

Berlino, Berlin Philharmonie, di Hans Scharoun

Terminato nel 1963, questo edificio è stato davvero all'avanguardia per l’epoca. Avete mai sentito parlare di architettura “organica”? Ebbene, da oggi potrete dire di si. Cos’è questa strana parola? Vuol dire che le forme interne si riflettono nell’immagine esterna e viceversa. E cos’è che plasma una sala concerti se non la musica? Lo spettatore che si siederà al suo interno vedrà forme fluttuanti, sedili sfalsati, l’orchestra disseminata in più punti della sala. Sembrerà di nuotarci, tra le note.