A spasso nel deserto con Google Street View



Google Trekker nel deserto di Liwa Google Trekker nel deserto di Liwa

Viviamo in un'epoca in cui sappiamo tutto di tutti, a 360 gradi. Un'epoca in cui non sembrano esistere angoli e posti inesplorati. Tra non molto vivremo anche in un’epoca in cui il neo sposo George Clooney fa causa a qualche paparazzo che, con un drone, cerca di spiare la sua intimità matrimoniale. Città dall’alto, piazze famose e riprese a tu per tu con i campanili. Viviamo nell'epoca di Google, dei droni e dello street view. Siamo stati abituati a non avere segreti. Tutto il mondo è paese, lo diciamo spesso. Ora forse è proprio vero.

Mancava solo il regno dell’infinito, o del nulla, a seconda del punto di vista che si usa per guardarlo e descriverlo: il deserto. Lo scrittore americano David Foster Wallace in uno dei suoi libri più noti e ironici, "La scopa del sistema", pubblica da Einaudi nel 2008, fa in modo che personaggi inverosimili propongano di creare un deserto nell'Ohio? Dal nulla! Il motivo? Eccolo: “Un luogo selvaggio. Qualcosa che ci rammenti contro cosa abbiamo lottato e vinto. Un luogo senza centri commerciali. Un Altro per stimolare l’Io dell’Ohio. Cactus, scorpioni e sole implacabile. Desolazione. Un luogo dove la gente possa aggirarsi in solitudine. Per riflettere. Lontano da ogni cosa. Dunque, signori, ci serve un deserto”.

Creare un deserto dal nulla, come rifugio dalla quotidianità. Ci pensa Google. Più o meno.

 

 

Siete stanchi dell’affanno della vita consumista? Avete bisogno anche voi del vostro tempo per pensare? Ci pensa la Trekker, la speciale videocamera di Google in grado di girare filmati a 360 gradi (quella di Street View per capirci).

Posta sulla gobba di un dromedario, la Trekker si aggira baldanzosa per il deserto di Liwa, negli Emirati Arabi Uniti, a duecento chilometri da Abu Dhabi. Perché proprio il deserto di Liwa? Perché si tratta di una delle più grandi oasi della Penisola Arabica e le popolazioni che ancora oggi vi si aggirano sono eredi delle antichissime tribù che un tempo abitavano l’area. Dunque, un fatto importante anche dal punto di vista etnografico. Si legge infatti nella nota di Google: “Durante il vostro viaggio virtuale troverete dune di sabbia che raggiungono una sorprendente altezza di 25-40 metri. Queste colline ondeggianti sono state le case dei primi colonizzatori durante la fine dell’Età della Pietra”.

Bene, mettetevi comodi e cominciate il viaggio. Sarà molto meglio di una puntata di Super Quark!