Cimiteri monumentali, i più noti d'Italia

Un viaggio... non convenzionale nell'arte funeraria contemporanea, tra opere monumentali e sepolture celebri



Il 2 novembre ricorre, come tutti gli anni, la Commemorazione dei defunti, una celebrazione della Chiesa cattolica nata probabilmente tra il X e il XV secolo ma ufficializzata come tale solo durante il Concilio Vaticano II.

Molte persone ne approfitteranno per recarsi in visita ai propri cari. Per coloro che vivono nelle grandi città, tuttavia, il 2 novembre può essere anche l'occasione per scoprire gli angoli più rappresentativi, artistici e "curiosi" dei cimiteri monumentali, dei veri e propri monumenti alla memoria degli scomparsi, spesso e volentieri costruiti seguendo un disegno artistico e abbelliti da tombe riccamente adornate, nelle quali riposano le mortali spoglie di uomini e donne che hanno lasciato un significativo contributo alla storia. Oggi andremo a scoprire alcuni di questi cimiteri monumentali, le loro caratteristiche salienti e i personaggi più importanti che ivi riposano.

 

 

Cimitero Monumentale della Certosa, Bologna

Costruito a partire dal XIV secolo, chiuso da Napoleone che vietò i cimiteri all'interno delle città con il famoso Editto di Saint Cloud del 1804 e riaperto nei primi anni del Novecento, il cimitero della Certosa di Bologna fu, lungo tutto il Settecento, una tappa del Grand Tour che i giovani borghesi europei compivano in Italia.

Dalla magnifica Sala del Colombario in stile neoclassico, al moderno Monumento ai partigiani di Piero Bottoni, il cimitero di Bologna si trova non distante dallo Stadio Dall'Ara, e ospita le sepolture di alcuni celebri bolognesi, come il letterato Giosuè Carducci (bolognese d'adozione), il cantante Lucio Dalla e il compositore Ottorino Respighi.

 

Cimitero monumentale di Staglieno, Genova

Realizzato nel quartiere collinare di Staglieno, il cimitero monumentale di Genova è un magnifico esempio del monumentalismo italiano dell'Ottocento. La struttura, di oltre 300.000 metri quadrati, è contornata da un colonnato molto esteso, al cui centro si staglia un Pantheon, o Famedio, di grande pregio architettonico.

Staglieno è stato, negli anni della sua costruzione, un "laboratorio artistico" per gli scultori di Genova e dintorni, mentre ora è legato saldamente alle figure storiche della città della Lanterna, tra le quali spiccano senza dubbio Giuseppe Mazzini, Michele Novaro (che musicò l'Inno di Mameli), il cantautore Fabrizio De Andrè e il patriota Nino Bixio che, morto a Banda Aceh, fu qui portato nel 1876, tre anni dopo la sua scomparsa.

 

Gran camposanto, Messina

La nascita del monumentale cimitero di Messina, chiamato anche Gran camposanto, scaturì dalla necessità di dare sepoltura alle numerose vittime dell'epidemia di colera scoppiata a metà del XIX secolo. Aperto nel 1872, e rimaneggiato dopo il terremoto del 1908 (che fece quasi 100.000 morti), si presenta come un monumento in stile liberty, con ampi viali alberati, giardini con aiuole ben curate e un pregevole famedio con colonnato in stile dorico.

Il cimitero di Messina, considerato un capolavoro artistico al pari del Pere Lachaise di Parigi, ospita le tombe di Giuseppe e Silvestro La Farina, politici che diedero grande lustro a Messina nella fine dell'Ottocento, e, tra i tanti, di Giovanni Rappazzo, l'uomo che negli anni Venti brevettò il cinema sonoro, rivoluzionando così il mondo del grande schermo.

 

Cimitero monumentale, Milano

Progettato dall'architetto meneghino Carlo Maciachini e costruito in appena tre anni, dal 1864 al 1866, il Cimitero monumentale di Milano è probabilmente quello più particolare per quanto concerne le strutture e i richiami artistici. Maciachini, infatti, non volle ricorrere al gusto neoclassico del suo periodo, prefendo invece accostare più stili diversi, dal classico puro al barocco e fino al romanico, realizzando così una struttura dai tratti monumentali, nella quale la componente cimiteriale propria e quella artistica fossero ben equilibrate.

Questa scelta è ben evidente nel Famedio, con rosoni e guglie gotiche che richiamano quelle del Duomo, e in alcune delle sepolture, tra le quali è celebre quella di Alessandro Manzoni, ma anche quelle meno imponenti, come le tombe di Arturo Toscanini e Giorgio Gaber.

 

Cimitero del Verano, Roma

Il colossale Cimitero del Verano è, al pari del Colosseo e di San Pietro, una meta turistica della Capitale. Costruito durante la "cattività napoleonica" di inizio Ottocento, in una zona che già in epoca romana era sede delle Catacombe, rispettava l'ordine di spostare le sepolture fuori città, per evitare il diffondersi di malattie. Il progetto si deve a Giuseppe Valadier e Virginio Vespignani, protagonisti di primissimo ordine dell'architettura romana nel XIX secolo, che realizzarono, tra gli altri, un elegante ingresso triporticato, con statue e fregi neoclassici.

La sua struttura, tanto vasta quanto importante storicamente, fa sì che vi vengano organizzati con cadenza regolare delle visite guidate, che toccano le tombe dei personaggi più celebri, tra i quali ricordiamo Giuseppe Gioacchino Belli, poeta e cantore delle "cose de Roma", Vittorio Gassman e Alberto Sordi, celebri attori del Novecento, e Goffredo Mameli, autore dell'Inno italiano.