Comodità ad alta quota?



A 3.835 metri di altezza, sul punto più alto del versante francese del Monte Bianco, è possibile avere tutti i comfort di un hotel a cinque stelle? Sembra di sì. È il caso del Rifugio di Goûter, dalla forma ovale e dall’arredamento impeccabile. Non si tratta solo di una struttura che permette di vivere comodamente un’attività come l’alpinismo che scomoda lo è per definizione, ma un progetto altamente professionale, realizzato secondo i canoni della moderna tecnologia e i dettami dell’eco-compatibilità

 

 

Questo prodotto avveniristico è infatti alimentato da energia solare ed eolica, quindi nel più totale rispetto dell’ambiente, e l'impianto idrico si avvale dell'inesauribile risorsa di neve circostante. Un rifugio così concepito non ha destato solo entusiasmo e stupore, anzi. La stessa apertura - dal 2012 spostata al maggio 2013 e avvenuta solo a giugno di quest'anno - è stata ritardata anche dalle polemiche portate avanti dai puristi dell'alpinismo, cioè di coloro che vedono questa suite montana come l'ennesimo strumento per facilitare la salita e per attirare anche gli utenti non eccessivamente attratti dall'alta quota.

Non è questa, tuttavia, l'unica motivazione che ha causato il ritardo: è necessario considerare anche quei problemi tecnici di natura più ampia e le condizioni metereologiche che, data la collocazione del rifugio, non sempre possono essere delle più miti. Quel che resta da vedere è se tutto questo sforzo creativo e ingegneristico sarà davvero ripagato, se un alpinista appassionato pagherà una bella somma per garantirsi un posto lussuoso dove approdare alla fine di una faticosa scalata o se continuerà a preferire la sua tenda piantata nella neve.