Photospotland, il turismo fotografico che diventa esperienza

Un sito, un tool, un'esperienza da condividere. Ecco un progetto tutto italiano, e tutto da scoprire



Photospotland è il dispositivo Mobile/Web dedicato a tutti i nerd della fotografia. O meglio, a chi viaggia per fotografare ed è sempre alla ricerca di nuovi scorci, itinerari, angolazioni. Da fotografare in modo maniacale, s’intende.

Photospotland è un progetto tutto italiano. Nasce ad Acitrezza nel 2012 da un fotografo esperto di social media, Mario Bucolo. L’idea è profondamente diversa dalle diverse app più o meno concorrenti. Non è come Instagram, che permette a tutti i dilettanti (nel senso più buono del termine), più o meno dotati di interfacciarsi con la fotografia grazie a dei filtri particolari, che  trasformano ogni scatto anche anonimo in un’esperienza a più dimensioni.

E non è neanche come Flickr, sito che consente ad ogni fotografo di postare un numero crescente di sue fotografie, dei luoghi che ama, scegliendo poi se condividerle in modalità aperta con il pubblico (utilizzando ad esempio la licenza Creative Commons), oppure privata.

 

 

Ma come funziona, in termini assoluti, Photospotland? Semplicemente, fa il passaggio inverso. Non più dalla fotografia al social, ma partire dal web per arrivare alla fotografia, e di conseguenza agli scambi umani. Tutto si basa sullo “spot” appunto, il luogo. Questo può essere un monumento, ad esempio Piazza San Pietro di Roma o la Torre degli Asinelli di Bologna, oppure una singola città, ma ancora eventi particolari (come feste tradizionali), o eccezionali, come potrebbe esser, ad esempio, l’ultima eclissi di sole.

Photospotland, in ogni caso, permette a tutti gli appassionati non solo di condividere momenti e scatti. Infatti chiunque ha raggiunto il proprio spot, e lo ha fotografato, mette in rete tutta una serie di informazioni pratiche come: attrezzatura, angolazioni, filtri, ora del giorno.

Si tratta di un supporto e di una collezione di “best practices” da condividere. L’obiettivo è di creare una rete che dal social, permetta di arrivare alla vita reale, non il contrario, come avviene in molte app di fotografia e non solo.  Un’idea di turismo “esperienziale”, dove un radar consente di verificare quanti fotografici sono presenti in quel momento intorno allo “spot” e chissà, condividere esperienze e dritte. Un utile strumento anche per i fotografi con difficoltà o deficit visivi, perché consente loro di trovare dettagli specifici sui luoghi e poi di cercare gli altri colleghi che, se vicini, potrebbero aiutarli nella ricerca di un bello scatto.