All inclusive, l'UE bacchetta l'Italia



Siete mai incappati in un problema con uno dei pacchetti viaggio "all inclusive" che vengono offerti, magari a prezzi scontatissimi, dall'agenzia di viaggio o dal sito specializzato di turno? Bene, sappiate che avete un nuovo alleato dalla vostra parte: la Commissione Europea. In una comunicazione ufficiale inviata al Governo italiano, infatti, i vertici di Bruxelles hanno chiesto all'esecutivo guidato da Matteo Renzi di provvedere, in tempi ragionevolmente brevi, al miglioramento e all'ampliamento del cosiddetto Fondo nazionale di garanzia italiano che consente di rimborsare i viaggiatori "truffati" o che hanno subito un qualsivoglia disagio nel corso del loro viaggio, onde evitare l'apertura di una procedura d'infrazione, una terminologia piuttosto nota in ambito economico, ma che ora riguarda anche quello turistico, peraltro settore strategico per l'Italia.

 

 

L'Italia, questo è il parere della Commissione che ha già annunciato l'invio di un dossier alla Corte di Giustizia Europea, massimo organo giuridico nell'Unione, deve recepire le direttive europee che prevedono l'obbligo, per i tour operator, di avere un fondo di copertura per i rimborsi, parziali o totali, nei confronti dei vacanzieri insoddisfatti. Non sono rari, infatti, i casi di viaggiatori singoli, o addirittura famiglie intere, costrette a sborsare di tasca loro anche migliaia di euro pur di proseguire la vacanza o anche semplicemente rientrare a casa al termine di questa. Per quanto riguarda il Fondo nazionale di garanzia, poi, la Commissione ha puntato il dito contro l'inefficienza, la mancanza di fondi finalizzati allo scopo e soprattutto un regolamento univoco che garantisca di recuperare i soldi perduti, ponendo così fine a contenzioni spesso senza soluzione alcuna.

Insomma, se avete ancora dei conti in sospeso con i "tutto compreso", o siete indecisi se acquistare o meno una vacanza potenzialmente rischiosa, sappiate che l'Unione Europea potrà darvi una mano. Non male, no?