Niente Messa sulla nave, Costa Crociere si fa "laica"



Siete mai stati su una nave da crociera? Ci si trova proprio di tutto su questi giganti del mare. Dalle boutique al parrucchiere, dal teatro dalla discoteca. Avrete notato anche un'altra presenza: quella della Cappella, piccoli locali dedicati al culto (quasi esclusivamente cattolico) nei quali i fedeli più osservanti possono recitare una preghiera, o magari assistere alla classica Messa domenicale.

Costa Crociere, principale compagnia italiana del turismo navale, ha deciso di sollevare dall'incarico, già da quest'anno, tutti i cappellani che prestavano servizio sulla sua flotta di 15 navi, compresa la nuovissima Costa Diadema, l'enorme nave da 306 metri e quasi 140.000 tonnellate di stazza che proprio in questi giorni sta compiendo il suo viaggio inaugurale nel Mediterraneo, dopo essere stata varata ufficialmente nei cantieri navali di Marghera, non distanti da Venezia.

Proprio sulla Diadema, nuova ammiraglia della flotta Costa, è stata costruita una elegante cappella, con acquasantiere in marmo di Carrara, mosaici che rappresentano figure di santi ed eleganti statue dedicate a Gesù e alla Vergine Maria, il tutto contornato da decori dorati e luci soffuse. In molti hanno pensato che questi spazi avessero permesso di celebrare anche la funzione religiosa, ma non è così, mancando la figura addetta, quella del cappellano appunto.

 

 

Neil Palomba, vicepresidente del gruppo, ha candidamente ammesso quello che è sembrato evidente: «È vero, nel 2014 abbiamo eliminato i cappellani da tutte le navi . È una scelta in linea con il mercato mondiale delle crociere». Facendo una rapida ricerca sui siti delle principali compagnie crocieristiche mondiali, infatti, si può notare che la Costa Crociere è l'unica a riservare ancora uno spazio, sebbene minoritario rispetto agli altri ambienti pubblici, per le attività religiose.

La notizia ha destato un certo malcontento non tanto tra i passeggeri, quanto tra il personale, più di mille persone che lavorano sulle navi senza sosta per mesi, e molte di queste provengono da regioni, come l'America Latina o le Filippine, dove la religiosità è molto forte, e poter partecipare alla Messa costituisce, oltre all'assolvenza di un dettame religioso, anche una sorta di "distrazione" dalle fatiche lavorative. Lo stesso Palomba, però, ci tiene a rassicurare i viaggiatori, assicurando che qualsiasi sacerdote eventualmente presente a bordo sarà libero di celebrare la Messa nella cappella, e potrà darne comunicazione agli interessati attraverso i mezzi di comunicazione interni alla nave.

Un modo per non scontentare nessuno, neanche i futuri investitori della Cina, certo poco avvezzi alla fede cattolica, ma sicuramente dotati di un'attrattività economico-finanziaria che la Costa non può permettersi di "irritare", pur a costo di perdere qualche fedele, ops, passeggero.