Berlino, la cronaca dei festeggiamenti



Ieri a Berlino è stata una domenica di festa per il 25° anniversario della caduta del Muro di Berlino. La capitale tedesca si è ritrovata in piazza, dalle 10 di mattina e fino a sera inoltrata. Ad aprire le celebrazioni, dopo lo squillo delle trombe che ricorda il mito biblico dell'abbattimento delle Mura di Gerico, la deposizione dei fiori in Bernauer Strasse, dove ancora è conservato un piccolo pezzo del muro, e dove si sono ritrovati Angela Merkel, cancelliere federale cresciuta nell'est comunista, e Klaus Wowereit, sindaco di Berlino. La Merkel, che ha vissuto in primissima persona la divisione violenta tra le due identità della Germania, filo-occidentale e filo-sovietica, ha parlato del "sogno che diventa realtà" di un paese diviso che si riunisce sotto la bandiera della pace, e di come questo messaggio possa e debba essere veicolato nel mondo in guerra di oggi.

 

 

Dopo l'inaugurazione del Memoriale nazionale, l'attenzione si è spostata sull'enorme installazione artistica numerosa che, per quasi 20 chilometri (il profilo del muro) ha illuminato Berlino con 9000 palloncini biodegradabili, sganciati e fatti volare nella serata di ieri per simboleggiare l'abbattimento del muro e la liberazione della città dalla paura e dalla separazione ideologica. Festa grande, ma nel segno dell'ordine e della compostezza tipicamente germanici, alla Porta di Brandeburgo, dove erano presenti anche Michail Gorbaciov e Lech Walesa, tra i leader indiscussi degli anni '80 e del periodo di riconciliazione tra i due grandi blocchi che, sin dalla fine della Seconda guerra mondiale, avevano stretto il mondo nella morsa della Guerra Fredda.

 

 

Il tutto, insomma, si è svolto secondo uno scenario ben studiato, efficace ed elegante, come il concerto tenutosi alla Konzerthaus di Berlino, diretto dal maestro Daniel Baremboim (israeliano, il che lascia immaginare la straordinaria evoluzione socioculturale avvenuta nella Germania in appena mezzo secolo) sotto la cui magistrale guida gli orchestrali hanno musicato l'Inno alla Gioia di Beethoven, il motivo che è anche Inno ufficiale dell'Unione Europea e che nelle sue frasi parla di fratellanza tra popoli, di pace e lotta alla discordia. Venticinque anni fa, il Muro crollava, e la Germania consegnava al mondo una speranza nuova. Ieri questa speranza è stata rinvigorita, ma tanto c'è ancora da fare, pur nella stessa Germania, per giungere alla definitiva messa da parte dei conflitti.