Gli oggetti proibiti sequestrati in aeroporto



controlli di sicurezza all'aeroporto, soprattutto dopo la gravissima stagione degli attentati terroristici (da New York a Madrid, passando per Londra e Bali), hanno subito una crescita esponenziale, e con essi anche il numero di oggetti non più trasportabili a bordo dell'aereo, e che pertanto vengono sequestrati al momento del passaggio al metal detector. Molti turisti, però, sembrano voler viaggiare in barba a queste regole e, anche senza alcun intento violento, decidono di mettere in borsa e in valigia oggetti certo poco adatti a una vacanza "tranquilla".

Per evitare che ciò accada, e dunque sensibilizzare le milioni di persone che ogni anno prendono l'aereo, l'agenzia governativa statunitense Transportation Security Administration ha organizzato una sorta di "show-room" al JFK Airport di New York, mettendo in mostra tutti gli oggetti potenzialmente pericolosi che sono stati sequestrati nel giro di soli tre mesi. Si tratta di circa una tonnellata di prodotti, di ogni ordine e tipologia, che costituisce un quarto dell'intero materiale posto sotto sequestro ogni anno.

 

 

Gli addetti della TSA hanno dato fondo a questa fiocina di materiale, scoprendo non solo oggetti contundenti, armi bianche e da fuoco (pistole, coltelli piccoli e grandi, scimitarre e così via) ma anche riproduzioni e oggetti dalla forma e dal gusto opinabili, come una finta granata che contiene profumo, pistole giocattolo (certamente i bambini non capiscono che, anche se assolutamente innocue, queste riproduzioni possono causare panico e allarme durante un volo aereo) e veri e propri oggetti di lavoro, come motoseghe e ascie.

Quest'ultimo caso è stato trattato da Lisa Farbstein, portavoce della Transportation Security Administration, con dovizia di particolari; la Farbstein, infatti, ha chiarito che diversi oggetti, come coltellini svizzeri e simili, non sono strettamente banditi dagli aerei, ma solo dalla cabina. Per questo motivo, al passeggero viene permesso di spostarli nel bagaglio da stiva, oppure (ma questa opzione è presente solo negli scali aerei più grandi) di spedirli direttamente al luogo nel quale ci si vuole recare, sfruttando l'ufficio postale presente nell'aeroporto.

Inoltre, è stato ulteriormente spiegato che fine fanno questi oggetti. Secondo la legge federale statunitense, infatti, lo Stato nel quale si trova l'aeroporto può reclamare immediatamente il possesso degli oggetti sequestrati, salvo poi decidere di rivenderli, magari in un'asta aperta al pubblico (come succede in Pennsylvania e in altri stati), oppure lasciare che vengano stoccati, distrutti o ceduti a titolo gratuito, come ad esempio avviene a New York. Insomma, fate attenzione alla prossima volta che viaggerete negli Stati Uniti, i controlli sono severi e il vostro coltello da esploratore preferito potrebbe abbandonarvi per sempre.