Visitare Venezia attraverso i Google Glass



I Google Glass sono l'oggetto del desiderio dei nerd. Al di là delle discussioni (giuste) sulla privacy, si tratta di un'invenzione che, se riuscirà ad essere commercializzata pienamente, contribuirà in modo incredibile all'avanzamento della realtà aumentata, specialmente in settori che ne possono trarre particolari benefici, come ad esempio il turismo.

Due aziende italiane del web, Mubo Project e Vidiemme Consulting (con sedi rispettivamente a Bologna e Milano) hanno pensato di anticipare i tempi, creando un'applicazione appositamente studiata per i Google Glass, che permetterà di visitare e conoscere meglio alcuni punti di Venezia, una delle città italiane con la maggiore incidenza di turismo straniero, e in particolare dagli Stati Uniti, unico paese (insieme al Regno Unito) nel quale gli sviluppatori possono acquistare questi occhiali al "modico" prezzi di 1.500 dollari.

 

 

Grazie ad OK Venice (il nome dell'app fa il verso al comando OK Glass necessario per attivare le funzionalità del prodotto), spiega una delle responsabili del progetto, Irene Angelopulos, sarà possibile scoprire di più su questa città e sulle sue attrazioni, ma in un modo compatibile con un turismo slow, che non rinuncia al piacere di sapere, ma senza dover ricorrere continuamente allo schermo e alla connessione internet pur di sapere. Infatti, Ok Venice proporrà soltanto delle informazioni "leggere", segnalando punti di interesse, luoghi che potrebbero essere generalmente saltati, oppure presi in minore considerazione rispetto al loro reale potenziale turistico e monumentale.

Insomma, dopo gli esperimenti (di poco successo) delle applicazioni che, puntando il telefono, mostravano una miriade di ristoranti, bar e attrazioni in lontananza, ecco che il turismo si prepara al grande salto degli occhiali di Google, con chissà quali risultati. L'Italia, però, è già pronta a fare la sua parte, fornendo la tecnologia e, soprattutto, i monumenti necessari da ammirare e scoprire.