Bagheria, quale futuro per il Museo Guttuso?



Problemi economici insormontabili per le casse comunali, questa la ragione ufficiale che il sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque, ha addotto nei confronti della cittadinanza e della stampa per giustificare la chiusura (temporanea, a quanto pare) del Museo Guttuso, il grande polo museale dedicato al maestro dell'arte contemporanea del Novecento ospitato presso l'edificio di Villa Cattolica. Guttuso, figlio illustrissimo di Bagheria, lasciò infatti alla cittadinanza molte opere, conservate in questo museo a lui intitolato che, fa sapere il sindaco del Movimento 5 Stelle, "incassa 20 mila euro l'anno a fronte di spese superiori ai 400 mila", e per questo il comune, già in difficoltà, non può più occuparsene direttamente.

 

 

Pareri e commenti negativi sono già arrivati da due importante figure della scena artistica italiana: Vittorio Sgarbi, il critico d'arte che ha duramente contestato la decisione, e dall'erede diretto di Guttuso, il figlio Fabio Carapezza Guttuso, per il quale "la chiusura del Museo lede, sia giuridicamente che affettivamente, la validità ed il significato degli atti che hanno consentito la creazione del Museo Guttuso", e ha annunciato che, se la decisione sarà confermata, ricorrerà contro il comune siciliano per ottenere la restituzione o la ricollocazione delle opere stesse.

Il sindaco Patrizio Cinque, però, ha voluto immediatamente precisare le ragioni della sua amministrazione, che hanno (giustamente) sollevato un polverone per l'alto valore storico, culturale e artistico di questo museo, spiegando in un post su Facebook che "Il museo non chiuderà definitivamente. Verrà riqualificato grazie a finanziamenti per una cifra complessiva di 4 milioni e mezzo, prevedendo la chiusura temporanea per i lavori per poi venire probabilmente gestito da privati". Insomma, anche il Museo Guttuso di Bagheria si avvia verso la "privatizzazione", una decisione che in diversi poli museali italiani ha effettivamente portato a un miglioramento generale dell'offerta, nonché a ottimi risultati economici, sia in musei a carattere nazionale ed internazionale e sia in quelli più radicati sul territorio di appartenenza.