TripAdvisor, multa dell'Antitrust per le recensioni false



Roma - Duro colpo quello assestato, nella giornata di ieri, dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (più nota come Antitrust) a TripAdvisor, uno dei più noti e frequentati portali turistici online, che è stato multato per la somma record di 500.000 euro per numerosi commenti e recensioni di utenti "gonfiati" al fine di modificare, in positivo o in negativo a seconda dei casi, il giudizio su strutture alberghiere e di ristorazione.

L'Antitrust, in un provvedimento che non mancherà certamente di suscitare polemiche ma che è stato accolto con grande soddisfazione dalle unioni degli albergatori e ristoratori italiani, ha sanzionato il "carattere autentico e genuino delle recensioni, inducendo così i consumatori a ritenere che le informazioni siano sempre attendibili, espressione di reali esperienze turistiche"; in poche parole, è stato riconosciuto che TripAdvisor ha effettivamente pubblicato informazioni false, tendenziose o modificate ad hoc, con un grave danno per la capacità di giudizio dell'utente-consumatore.

Così facendo, TripAdvisor avrebbe violato il Codice del Consumo, documento avente forza di legge in Italia, nei suoi articoli 20, 21 e 22, nel punto in cui viene sanzionata l'induzione in errore del consumatore "in ordine alla natura e alle caratteristiche principali del prodotto e ad alterarne il comportamento economico".

 

 

Il procedimento presso l'Antitrust contro TripAdvisor è stato promosso dalla UNC, Unione Nazionale Consumatori, e dalla Federalberghi, che hanno citato in giudizio sia la compagnia madre, TripAdvisor LLC, che ha sede legale negli USA, e sia TripAdvisor Italy, che dovrà sostenere la sanzione da mezzo milione di euro.

Nei prossimi giorni, precisamente in un arco temporale che va dai 30 ai 90 giorni, TripAdvisor Italy dovrà pagare all'Antitrust la multa (senza possibilità di ricorso), ed entro i tre mesi dalla pubblicazione del provvedimento dovrà provvedere a controllare e, nel caso, correggere i dati pubblicati e diffusi in modo che questi corrispondano all'effettivo giudizio degli utenti, e non arrechino ulteriore danno al giudizio del consumatore finale.