Quel rompiscatole sull'aereo



In tempi di voli low cost e aerei passeggeri riempiti neanche fossero un cargo che trasporta giocattoli dalla Cina all'Europa, il rapporto con il nostro vicino di seduta può trasformarsi, nel giro di un nanosecondo, in uno scontro tra titani per la supremazia della pazienza e dell'ordine, ma soprattutto per il rispetto del proprio, e sacrosanto, spazio vitale.

Diciamoci la verità: pur volendo ricorrere a pratiche zen, o affidarsi al motto del "sopportare pazientemente le persone moleste", sarà capitato un po' a tutti da uscire, anche dal volo più breve, con la testa rintronata e un nervosismo che ci rovina, in buona parte, il viaggio e la percezione di ciò che andremo a fare una volta giunti a destinazione.

Expedia, portale online per la prenotazione di alberghi e voli aerei, ha commissionato alla società Airplane Etiquette Survey (che opera negli Stati Uniti d'America) un sondaggio ad ampio spettro su quale siano i comportamenti più insopportabili delle persone sugli aerei, soprattutto in economy, dove la mancanza di spazio è uno dei fattori che più gioca a sfavore del "quieto vivere".

Ne è emerso un quadro piuttosto variegato, ma che tiene in considerazione i comportamenti e le azioni più irritanti dei passeggeri maleducati. Per il 67% delle persone intervistate, infatti, il comportamento più insopportabile è calciare sul sedile anteriore, poggiando i piedi sul poggiatesta o sullo schienale, con conseguente "calcio rotante" alla Chuck Norris sulla testa del malcapitato di turno, mentre il 64% vorrebbe punire con un sonoro "vaffa" i genitori che non tengono a bada i bambini, trasformandoli in urlatori incalliti (poverini, si dirà, magari neanche volevano salirci sull'aereo) oppure facendoli parlare a raffica, scorazzare sull'aereo e disturbare il taciturno uomo d'affari seduto di fianco.

 

 

Per il 56% degli intervistati, poi, il maleducato ad alta quota è quello che, pure con una certa disinvoltura, non si accorge di emettere ben poco graditi effluvi corporali, così come altrettanto cafoni (51 e 50%) sono i "discotecari incalliti", che ascoltano musica ben oltre la resistenza delle cuffie, e i bevitori, che tra fumi dell'alcool e maleducazione non trasmettono certo una buona immagine di loro stessi.

Più in fondo si trovano comportamenti "fisiologici" dell'essere umano medio, come il bisogno di parlare a raffica, il voler riempire lo spazio bagagli ad ogni costo, la ricerca dello spazio estremizzata reclinando il sedile totalmente (o quasi), e i comportamenti ascrivibili alla componente ormonale, ovvero il cercare compagnia, o sfruttare questa condizione esprimendola in modo contrario al buon costume (se di buon costume, al giorno d'oggi, si può ancora parlare).

Attenti però alla reazione: se meno del 50% decide di sopportare le poche ore del viaggio in silenzio, c'è un 22% di persone che non avrà difficoltà ad affrontarvi, financo allo scontro fisico, mentre il 18% potrà rivalersi su di voi registrando o videoregistrando i vostri comportamenti, per poi postarli, una volta atterrati (con tanto di applauso al pilota cafonal-chic), sul social network di tendenza.