Hotel da incubo, la black list dei viaggiatori



Trivago, che ormai lo sappiamo è uno dei siti più importanti nel mondo per quanto riguarda il booking (complice anche una campagna pubblicitaria ammiccante, prepotente e hipster al punto giusto), ha commissionato un interessante studio sugli "hotel da incubo", o per meglio dire sugli indici di gradimento degli utenti negli alberghi.

Come? Mandando agenti in incognito, che hanno così beneficiato di un rimborso di 80 euro per essersi sottoposti ad alcuni semplici questionari. Venticinquemila sparsi in tutto il mondo, per l’esattezza. Un vero e proprio "esercito della valutazione alberghiera", si potrebbe dire. Vediamo più a fondo quali sono le cose che i viaggiatori assolutamente detestano.

Le attese al check in: presentazione documento, firma della liberatoria al trattamento dei dati personali, registrazione, pagamento e consegna chiavi sono operazioni percepite dai clienti come esageratamente lunghe.

Il wi-fi: ad abbassare notevolmente l’indice di gradimento dell’offerta di un hotel, e renderlo degno della categoria "hotel da incubo", è la presenza o meno della connessione internet (e cosa vi aspettavate da un mondo che è sempre più legato alle tecnologie mobili?). In ogni caso, quando è gratuito, spesso avviene che il router dell’hotel non supporta le connessioni di tutti i clienti, quando è a pagamento il 72% degli intervistati considera i suoi costi esageratamente alti (spesso arrivano anche a due euro al giorno).

In ogni caso, al top della black list ci sono: presenza di residui e capelli di precedenti ospiti, cabina doccia e bagno piccolo (e guai a notare residui di calcare sul vetro!), il pavimento tendente all’ “allagamento” dopo la doccia (85%) e, per tutti i sound designer in viaggio, la poca insonorizzazione delle stanze.

Ai vertici delle best practices ci sono invece la colazione (e il sorriso dei camerieri che servono a tavola di prima mattina) e la presenza di palestra o piscina, ma devono essere servizi rigorosamente gratuiti!

Infine, un altro accenno agli orari. State per partire e dovete sottostare agli orari del check out? Forse le vostre rimostranze sono esagerate, visto che comunque il 91% degli intervistati considerano avvenire ad un orario ragionevole. Insomma, lamentarsi quando serve, ma senza esagerare!