SlowSicily, racconta l'isola e vinci un viaggio



Siete appassionati di scrittura creativa o semplicemente di foto? E’ arrivato il momento di mettervi in gioco. Fino al 10 marzo infatti, potrete partecipare a #SlowSicily, un progetto nato dalla partnership tra il blog magazine Gente in Viaggio e il market place turistico Sicilying.

Obiettivo del concorso SlowSicily è quello di raccontare l’aspetto più veritiero dell’isola, quello fatto di natura incontaminata, natura e tradizioni. Una cosa facile facile, se vista dall’esteno, ma quanto è difficile raccontare invece il turismo vero, autentico e diremmo noi, esperienziale?

Questo il tema del concorso SlowSicily. Per partecipare, basta registrarsi al portale, e caricare i propri contenuti. Ogni autore può scrivere una storia, aumentando così le probabilità di vittoria. Suggerimenti: raccontare i luoghi in chiave slow e responsabile, scrivere almeno duemila battute e accompagnarle da una fotografia.

 

 

I premi? Parlavamo di turismo esperienziale, ed è quello che accadrà se sarete selezionati come vincitori dello SlowSicily: in palio un’escursione i due giorni per due persone sull’Etna con guida, con una jeep e pernottamento sulle pendici del vulcano più attivo d’Europa. Diamo un’occhiata al parco, per vederlo più da vicino.

Le dimensioni: aperto nel 1987, vanta 59 mila ettari di superficie calpestabile. Ma non pensate che a fare il percorso sia solo la scalata per avvicinarci al cratere, esistono percorsi dalla natura varissima che non vi aspettate.

Monti Sartorius: monte nato da una colata lavica del 1865 che si estende per otto chilometri, animata da blocchi e spigoli vivi. Uno scenario quasi lunare. Ma lo sapete che sulle pendici dell’Etna insiste un altro monte? Stiamo parlando del Monte Frumento delle Cocazze, a 2152 metri sul livello del mare.

Sentiero Pietracannone. E’ il percorso preferito dagli escursionisti. Lungo 4 chilometri, si percorre in 2 ore e 30 minuti, con un dislivello di 200 metri. Durante la strada si trovano le niviere, meglio note come tacche della neve. Cosa saranno mai? Grandi fosse rettangolari nelle quali veniva conservata e pressata la neve da portare poi, durante l’estate, nelle comunità etnee attraverso i muli. Per cosa? Ma come! La granita siciliana (catanese in questo caso per l’esattezza). Una vera incubatrice di prelibatezze e bellezze, come quelle che SlowSicily vuole promuovere e celebrare.