Croazia nella UE, decolla il turismo



Croazia nella UE, decolla il turismo da visitnovalja.hr

Dalla mezzanotte di domenica 30 giugno, la Croazia è ufficialmente entrata a far parte dell'Unione Europea in qualità di 28° paese membro. Una notizia di rilevanza politico-sociale, certo, ma dalle chiare conseguenze anche sul piano turistico. Maggiore facilità di spostamento, burocrazia in calo e flusso di turisti in potenziale aumento. Del resto, quella croata è da anni una meta ambita, cerchiata col rosso soprattutto nel periodo estivo grazie agli oltre 5.000 km. di coste e le numerose isole che attirano migliaia di turisti.

Dai tipici paesaggi mediterranei di Zara scendendo più a Sud verso Dubrovnik e Spalato, il paese balcanico non mette comunque da parte l'aspetto culturale. Ben sei sono infatti i siti dichiarati patrimonio dell'Unesco: le Mura Antiche di Dubrovnik, il Palazzo di Diocleziano a Spalato, la Basilica Eufrasiana di Porec, il centro storico di Trogir, la Cattedrale di San Giacomo a Sibenik e il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice. Per farsi un'idea dell'attesa e delle opportunità derivanti dall'ingresso nella UE, basta analizzare i dati recentemente forniti dal Ministero del Turismo che segnalano un incremento di oltre il 10% rispetto allo stesso periodo del 2012 del fatturato legato all'indotto turistico.

 

 

Giustificata, di conseguenza, la soddisfazione del ministro del Turismo, Darko Lorencin: "Il fatto che gli introiti del turismo mostrano un costante incremento nonostante la crisi economica in Europa, sono la prova che la Croazia sia diventata una destinazione riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo". Lo stato croato, dal canto suo, sta già massimizzando gli sforzi per non farsi trovare impreparato stanziando un budget di oltre un miliardo di euro per il potenziamento delle strutture ricettive (è in calendario la ristrutturazione di molti hotel) e la costruzione di infrastrutture capaci di rendere più agevoli gli spostamenti all'interno del territorio.