Destinations by Italians in the WorldNorvegia

#italiansintheworld, Destinazione Norvegia – Giorno 4, il Regno dei Cetacei

Il Regno dei Cetacei

Orche, capodogli e l’immensità delle acque del nord accolgono Gabriele Saluci nell’altra tappa del suo #italiansintheworld. Scopriamo insieme com’è andata nel Regno dei Cetacei

È un nuovo giorno oltre il Circolo Polare Artico norvegese e la mattina inizia bene. Nell’accogliente alberghetto in cui ho passato questi giorni alle Vesterålen, il Marena Hotel, dalla mia stanza che dà sulla via principale noto che il vento e le bufere di neve che in questi giorni mi hanno perseguitato finalmente si sono dileguate e hanno lasciato il cielo dell’arcipelago libero e terso. La barca del whale safari potrà lasciare il porto e con un po’ di fortuna noi potremo incontrare da vicino qualche balena…

Incontro il nostro Daniele Zanoni che mi porta negli uffici di Whalesafari, la sua seconda casa. Daniele ci tiene ad accompagnarmi personalmente nel piccolo museo del centro dove tra le altre cose è custodito uno scheletro di 15 metri di un cetaceo. Il mio personalissimo cicerone è così appassionato di questi animali e ne sa così tante che parlando non prende fiato ed è una fonte inestimabile di informazioni. Mi fa conoscere un po’ meglio la fisionomia e il comportamento dei mammiferi e in particolare mi spiega che l’orientamento dei cetacei dipende da un sofisticatissimo sistema tipo sonar: in pratica, dalla parte frontale del corpo i cetacei – e altre specie simili – riescono a emettere suoni a una frequenza e a un volume impressionante (fino a 230dB), capaci di percorrere decine di chilometri. Quando il suono incontra un ostacolo e quindi rimbalza indietro, la balena capisce a che distanza si trova l’oggetto, la preda, il compagno o un pericolo e quindi riesce ad orientarsi.

Questa spiegazione mi è stata molto utile e scopro che, non appena ci imbarcheremo, il capitano riuscirà a localizzare i mammiferi grazie a uno strumento che intercetta proprio quei suoni emessi dagli animali, che quindi noi seguiremo.

Usciamo dal porto e l’aria fresca dell’artico si mescola a quella dell’oceano, i colori del crepuscolo toccano tutte le sfumature del rosa e tingono Andenes, ormai in lontananza, di una luce e dei riflessi meravigliosi.

A un tratto vediamo a circa cento metri uno dall’altro due capodogli, ci avviciniamo a loro e continuano a galleggiare a pochi metri da noi. E dopo qualche sfiatata, ecco che con un’eleganza e maestria unica i due esemplari si tuffano di testa e lasciano la coda a pelo dell’acqua, che poco dopo, lentamente, scompare, come per salutarci.

Questo spettacolo siamo riusciti ad ammirarlo quattro volte perché durante la nostra uscita siamo riusciti a intercettare diversi esemplari. Tra un capodoglio e l’altro, passiamo il tempo con delle orche che giocano con noi, che si divertono a saltare fuori dall’acqua e a pescare sbattendo le pinne sul pelo dell’acqua per stordire le prede.

È stata una mattinata ricca di emozioni e ho finalmente capito perché Andenes e l’arcipelago delle Vesterålen sono denominati il Regno dei Cetacei.

Commenta